Ormai è sceso il buio, ho ancora 2 faccende da sbrigare:
1) acquistare l’erba
2) raggiungere la Concertbouw
Adempio al punto 1, nel coffè shop Crush, situato a pochi metri dal mio hotel, lo raggiungo dopo un’ora abbondante di cammino a partire dalla stazione, per non sbagliare ho deciso di seguire il tram 1. Prendo un singolo joint di marijuana White Widow, già preparato. Sì lo so, sarà stata poca l'erba effettiva, ma sti cavoli, non ho certo voglia di stare a rollare, a comprare cartine e a perderci tempo, vado per le spicce, pago 4€ e poso tutto lo zainetto in camera.
Passo al punto 2 in scaletta, trovare sta cavolo di sala concerti, questa volta mi affido ad un’altra mappa che prendo nella receptions, un tantino più chiara, vado conscio del fatto che finchè non la scoverò, in camera non rientrerò! Sto quasi per perdere le speranze quando incredibilmente mi ci trovo sotto, pensando di percorrere un’altra strada sbagliata. Bene, scatto le meritate foto, che escono terribilmente dato che è notte, ma sono soddisfatto. Ora posso rientrare, facendo un salto prima di salire, a fare la spesa: birra e patatine.
La giornata è stata faticosa, ho camminato moltissimo e ininterrottamente, sono uno straccio, molto peggio di ieri, fortunatamente il clima è stato clemente. Mi accendo la canna, apro la finestra e mi metto a fumare affacciato. Il sapore non era malaccio, non mi sono sentito male ed ho potuto continuare le serata tranquillamente a bere e a guardare un film sulla psp, Men in Black, durante il quale ho forse riso un po’ troppo, effetto dell’erba? Alle 2.30, mentre sotto ci sono decine di persone che arrivano in bici nei pub, metto in carica tutti i miei apparecchi, spengo le luci e mi metto a dormire. Domani sarà una giornata di spostamenti ed altro.

4 FEBBRAIO
Sveglia di buon ora, colazione identica al giorno precedente, sistemazione zaino e check-out, tutto entro e non oltre le 9.30, questo è l’ordine, perfettamente rispettato, infatti alle 9.30 sono in strada, zaino in spalla, per un ultimo giro di Amsterdam prima di raggiungere la stazione e di prendere il treno IC per Eindhoven. La giornata è inaspettatamente calda! Roba da stare col cappellino leggero e senza sciarpa, ci saranno oltre 10°.
Mentre percorro lentamente la Rokin zigzagando tra i canali, effettuo le ultime foto della città, in giro c’è pochissima gente, i negozi aprono più tardi che da noi, dato che sono in perfetto orario mi fermo in un souvenir shop per prendere un paio di cartoline, una calamita e un lecca lecca alla marijuana (almeno così c’è scritto sopra).
Saluto piazza Dam, salgo sulla Warmoessstraat e alle 10.45 sono sulla banchina 5 ad aspettare il treno per Eindhoven delle 10.53, che passa e parte puntuale.
Ciao
Amsterdam! Questa volta il treno è mezzo vuoto, prendo un buon posto comodo al 2° piano di una delle prime carrozze e mi godo tutto il panorama tra le 2 città olandesi. Decine di corsi d’acqua più o meno grandi, fiumi, laghetti, neve, ghiaccio, altre piccole cittadine attraversate da canali, ponti, qualche palazzone ad Utrecht e
infine dopo un’ora e 20 minuti arrivo alla stazione di Eindhoven.
Anche qui il tempo è buono,
sono a circa 130 km a sud di Amsterdam, fa caldo, il termometro segna ben 12°, il cielo è un po’ coperto e della neve che c’era in abbondanza due giorni fa, nemmeno l’ombra, tutta sciolta, meglio così. Uscito dalla stazione dopo poche centinaia di metri
sono nel centro di Eindhoven, ho una mappa, presa in aeroporto al mio arrivo, ma non serve, la città è piccola e le strade sono ben segnalate da diversi cartelli.
La zona centrale è per lo più pedonale, quindi quieta e poco rumorosa, i ciclisti sono naturalmente moltissimi, ma sembrano meno spericolati dei colleghi di
Amsterdam.
Dal
centro commerciale Piazza, (poco distante dalla stazione), parto per il tour;
attraversando il Markt con l’orribile statua di Philips,
la Stratumseind una sorta di Bar Street/Temple Bar, con birrerie ovunque e un paio di coffè shop,
entro nell’Heuvelgalerie un particolare centro commerciale con una cupola panoramica all’interno, proseguo fino al
Van Abbenmuseum nel quale non entro perché non interessato e chiudo il giro sotto un grattacielo dalla forma insolita.
Gran parte della città fu ricostruita nel dopoguerra da architetti italiani: Fuksas, Ponti, Piano, gli edifici sono per la maggior parte massicci, alti, dalle forme un po’ ricercate, magari un po’ futuristiche,
Eindhoven è una città moderna, con un’ottima università, sicuramente non è una città del peccato e del divertimento sfrenato.
Le ultime tappe del mio giro, contemplano il
Philips Stadion e un giro nel centro commerciale Piazza. La mania della foto di fronte gli stadi mi è venuta anni fa, finora mi sono fotografato davanti al:
Santiago Bernabeu (
Madrid)
Nou camp (
Barcellona)
Mestalla (
Valencia)
Heysel (
Bruxelles)
Olimpico (
Roma)
La Romareda (
Saragozza)
Sportovní Klub (
Praga)
Philips Stadion (Eindhoven)

Effettuate le foto di rito, torno verso Piazza 18 Settembre, sede del centro commerciale e con comodo mi fermo ad un bar al 3° piano per gustare una Red Bull in terrazza.
Rapida puntata da Media Markt, altra cosa che automaticamente faccio quando sono all’estero, non so perché dato che non compro assolutamente mai nulla e l’orologio segna già le 15.30.
Il mio volo è alle 17.10, quindi si è fatta l’ora di avviarsi per l’aeroporto. Dunque,
salgo alle 15.40 sulla navetta, pago i miei 3€ e con un’ora abbondante di tempo a disposizione, sono in aeroporto pronto per passare i controlli ed accomodarmi al gate. Tutto procede senza intoppi, alle 17.15 si parte, l’aereo è quasi pieno, io sono seduto sul lato destro vicino il finestrino, così posso vedermi tutta Roma illuminata prima di atterrare a Ciampino.
La traversata dell’Europa centrale scorre tranquilla, prima del tramonto scorgo gran parte della Germania innevata, su
Roma lo spettacolo è sempre un piacere a vedersi, noto anche l’Olimpico illuminato, stasera ci deve essere una partita di Coppa.
Bene, tutto finisce nel migliore dei modi, arrivo in anticipo di 10 minuti, prendo la navetta, il treno e alle 21 sono a casa. E’ stata un'altra bella esperienza, diversa dal solito, tutto sommato la città di
Amsterdam non è che mi abbia entusiasmato più di tanto, ma era questo un viaggio da fare, un must irrinunciabile, che però avrei dovuto fare una decina di anni fa per divertirmi a pieno.
Alla prossima!
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