Autore: Feelgood
Periodo: luglio 2009
L’avventura in terra Olandese è iniziata con la solita traversata pomeridiana dell’A14 da Foggia a Pescara: purtroppo l’auto era l’unica maniera possibile di tornare dall’aeroporto dopo una certa ora, in quanto quei furbi di Trenitalia hanno ben deciso che dopo le 20:00 non ci sia più nessuno che debba viaggiare verso sud…vabbè!
Questa volta per paura di controlli a causa del G8 e della genialata di spostarlo all’Aquila, decido che è meglio evitare sia lo scalo merci dell'aeroporto d'Abruzzo e sia il parcheggio del centro commerciale e ripiego su un parcheggio in zona, vicino a dei palazzi abitati. Per fortuna con l’auto tutto ok! I controlli all’aeroporto di Pescara hanno rispettato quanto si sapeva da alcuni giorni: sospensione degli accordi di Shengen e controllo delle carte di identità anche in uscita. Per quanto riguarda invece i controlli sui bagagli, nonostante il nostro volo fosse con Ryanair, non ci hanno scassato le pelotas con la storia del bagaglio unico né ai controlli di sicurezza e nemmeno dopo agli imbarchi: il sottoscritto in pratica è passato con il fedele trolley + videocamera + borsello a tracolla.
Il volo per Eindhoven all’andata era semivuoto: una buona metà dei posti dell’aereo erano ancora disponibili. La traversata è durata due ore e cinque minuti e la partenza è stata allietata dall’annuncio fatto da Calogero. Scoop per gli amici pescaresi (e limitrofi come noi): la solita hostess parlando con un passeggero, confermava i rumors che a settembre dovrebbero basare il secondo aereo giallo-blu…speriamo bene!
Scesi dalla scaletta uno strano calore ci avvolge: fa caldo!! Per me e per Eva Kant è una strana sensazione, semplicemente perché questo è il primo viaggio che facciamo all’estero di luglio, pur senza essere le nostre vacanze estive. Come i pecoroni ci dirigiamo tutti nell’area arrivi, dove chiedo al banco informazioni la zona per prendere i bus. Volevo fare il figo e comprarmi subito la Strippencart, ma essendosi già fatta’na certa, l’unico negozio che le vendeva era già chiuso e ci è toccato sborsare 3 euro x 2 = 6 euro per il bus 401 dall’aeroporto alla stazione dei treni, quando invece avrei potuto obliterare 4 strisce a cranio. Tra l’altro la macchinetta che vende i biglietti non è proprio di immediata comprensione e ce ne sta solo una per un sacco di gente: non si capiva se dava il resto e neppure che tipo di biglietto occorresse fare.

La strada per arrivare alla stazione dei treni ha avuto un chè di surreale,
i sobborghi di Eindhoven sembrano usciti da un set cinematografico e credevo di stare dentro al Truman Show!
Villette a schiera tutte belline e precisine col prato inglese e l’automobile parcheggiata davanti, bimbi in bicicletta con i nonni, signore che portavano il cane a passeggio, ragazzini che giocavano nei parchi giochi, e il tutto per diversi chilometri…per un attimo mi sono detto “ma questo posto è finto!”
Scesi dal bus e memore del fatto che avevamo solo 9 minuti di scarto per fare il biglietto del treno per Amsterdam Centraal, ci fiondiamo alle macchinette e come da legge di Murphy becchiamo l’italiano impedito che solo dopo un paio di minuti si accorge che le stesse
prendevano solo carte e non contanti. Fate attenzione a questa cosa: parecchi hanno perso il treno proprio per questa ragione. Io invece mi ero “esercitato” con la prenotazione da casa, simulando l’utilizzo della macchinetta su
questo sito.
Peccato che le macchinette facciano parecchio le schizzinose:
se gli metti la carta nel verso sbagliato ti rimbalzano, se vuoi pagare con Postepay selezionando “debit card” ti strarimbalzano e se fai passare più di 10 nanosecondi senza inserire il pin ti fanculizzano! Vabbè, alla fine pago con un normalissimo bancomat con il logo “Maestro”, prendiamo i
due biglietti alla modica (mortacci loro…) somma di
35,50 euro e ci scapicolliamo sul binario 5 per prendere al volo l’Intercity che sarebbe partito dopo un minuto. Non prima però di essermi fermato in edicola a comprare
la tanto agognata Strippencart da 15 strappi di morbidezza (7,30 euro).
Il treno olandese è decisamente messo meglio dei nostri intercity (in realtà anche le Ferrovie dello Zaire sono messe meglio, ma lasciamo stare...) La prima differenza si avverte a partire dalla puzza congenita che si sente nei nostri vagoni. Peccato per l’aria condizionata impostata su “era glaciale”….ho scoperto che questa mania dell’
aria condizionata tenuta bassa è un po’ una fissazione degli olandesi: negozi, musei , mezzi, praticamente ovunque! E peccato anche che il viaggio fosse stato disturbato da un gruppo di olandesi truzzi già ‘mbriachi alle 9:00 di sera…ce li siamo levati dalle scatole solo ad Utrecht, dove tra l’altro ho visto decine di ragazzi aggirarsi vestiti tutti di bianco: in zona ci doveva essere qualche festa con il “dress code” a tema a cui però non eravamo stati invitati.
Arrivati ad Amsterdam ci rendiamo conto di una cosa stranissima:
sono le 22:00 e c’è ancora il sole! Troppo figa questa cosa…praticamente faceva buio verso le 23:00. Capisco a questo punto che il luogo comune che i nordici sono freddi perché hanno meno ore di luce rispetto a noi è solo una cacchiata inventata da qualche italiano frustrato. Usciamo all’aperto alla ricerca del tram 25 che ci avrebbe portato dritto dritto in albergo e finalmente un po’ di fortuna ci assiste: appena sbuchiamo fuori ce lo vediamo fermare proprio davanti, così saliamo al volo e mi faccio timbrare 4 strisce in tutto (
nella zona del centro ogni corsa consuma 2 strisce, se ci si allontana il numero sale).
A proposito di tram: per evitare di salire dal centro e fare in modo di pagare obbligatoriamente all’autista,
i tram hanno un ingegnoso sistema di tornelli alle porte centrali che si aprono solo in una direzione (l’uscita appunto) Inoltre per i tre giorni di permanenza mi sono continuato a chiedere cosa dicesse il commento dal vivo in olandese dopo l’annuncio di ogni fermata…rimarrà per me un mistero irrisolto!
Avete presente quella sensazione di amore a prima vista che certe volte ci accompagna durante i nostri viaggi? Ebbene, dopo 5 minuti di passeggiata in tram capisco che Amsterdam mi sarebbe piaciuta molto e così in effetti è stato. Scopriamo con gioia che il tram si ferma a 30 metri dall’Hotel Savoy, nostra residenza per i successivi 3 giorni.
Per quanto riguarda l’hotel, devo dire che siamo rimasti entrambi soddisfattissimi. La camera
l’ho prenotata direttamente sul loro sito internet e
il soggiorno per tre notti ci è costato (tasse cittadine incluse) in tutto
304 euro con colazione pantagruelica compresa.

Diciamo che per essere un 4 stelle come prezzo siamo andati bene, soprattutto considerando il fatto che Amsterdam non solo è parecchio esosa in fatto di alloggi, ma che altri hotel anche con solo 2 stelle e con recensioni infime su Tripadvisor, avevano più o meno lo stesso prezzo. Altri ancora avevano apparentemente un prezzo strepitoso, ma poi c’era da aggiungere sui 15/20 euro a testa per la colazione.
Probabilmente avremmo potuto risparmiare qualcosa prendendo un ostello, ma molti non avevano posto e quelli che l’avevano richiedevano comunque il pagamento di parte della somma, cosa a cui io sono contrario per principio. Invece questa struttura ha quasi il massimo in fatto di rating e in effetti le quasi 5 stelline sul sito dei viaggiatori se le merita tutte!
Le camere sono pulite e ben arredate in stile moderno (Lcd, alluminio, ecc), con un clima molto accogliente ed una bella stanza da doccia (tanto era grande!) Da non sottovalutare il fatto che nel prezzo sono inclusi tantissimi benefits tra cui: -
minibar gratuito in camera: praticamente ti scoli le birre, la coca, l’acqua o il succo di frutta e
il giorno dopo te li rimettono da capo. Lo stesso vale anche per le patatine e le noccioline - open bar tutto il giorno: vicino alla reception c’è uno scaffale con stuzzichini e con un sacco di bottiglie a disposizione degli ospiti. Ti puoi tracannare tutto il tracannabile: vodka, wisky, vino, birra (tra cui Heineken ovviamente), tè, succhi, ecc ecc.
Una mattina a causa del cattivo tempo che non ci faceva uscire fuori di casa, per la disperazione mi sono fatto un Amaretto di Saronno alle 9:30: - distributore d’acqua e ghiaccio nella hall - possibilità di usare la macchina del caffè/cappuccino o di farsi il tè con i biscottini ad ogni ora - internet gratuito nella hall - wi-fi gratuito
Insomma, il classico hotel che ti invoglia più a restare che ad uscire! Noi alla fine siamo stati bravi a lasciarci tentare il giusto, più che altro nei momenti di pioggia o di rientro dallo shopping. Ah, accanto avevamo la stazione di Polizia…lo so,è una cacchiata, ma mi sono sentito più sicuro sia nel lasciare la bici fuori dall’hotel e sia a pensare ad una (eventuale) denuncia per smarrimento della carta di identità.
Essendo già tardi abbiamo preferito darci una rapida sciacquata ed uscire subito per cenare, non conoscendo gli orari delle cucine olandesi. Alla fine dei tre giorni mi sono reso conto che sicuramente
hanno degli orari molto più morbidi di Londra per esempio, dove alle 9:00 di sera già ti attacchi al tram. In generale il fine settimana tendono a chiudere più tardi:
noi la prima sera ci siamo seduti al tavolo alle 23:30 passate!La passeggiata per arrivare a
Leidseplein (che J2op deve insegnarmi a pronunciare in modo corretto come altre 3948573948 parole olandesi!) non è stata proprio rapida: ci sono voluti una ventiina di minuti buoni a piedi, dato che il nostro hotel si trovava nella lunghissima via che parte dalla
fabbrica della Heineken. Per la precisione eravamo a Ferdinand Bolstraat. A proposito di parole, non me ne vogliano gli amici olandesi, ma la pronuncia della vostra lingua è davvero cacofonica (che non vuol dire che è di cacca, ma quasi). Devo dire però che a differenza dello svedese che è incomprensibile sia scritto che parlato,
almeno l’olandese scritto un minimo può essere arrancato da chi (come me) ha studiato il tedesco: moltissime parole sono riprese da questa lingua, così come molte altre sono assimilate dall’inglese e risultano così intuibili. Praticamente mettete in un frullatore un vocabolario inglese, uno di tedesco, frullate alla massima velocità et voilà…ecco servito l’olandese!
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