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Racconti di viaggio

Bruxelles e dintorni

Giorno 1 - Bruxelles

bruxelles-e-dintorni-1Nelle primissime ore della notte fra il 7 e l'8 dicembre siamo partiti alla volta dell'aeroporto di Orio Al Serio, non proprio alla mano per noi romagnoli, ma eravamo interessati comunque a visitare questo “tempio del volo low-cost”. Giunti a destinazione in perfetto orario abbiamo parcheggiato all'Orio Center e ci siamo indirizzati al terminal per le procedure d'imbarco.

Il volo Ryanair è atterrato a Charleroi in perfetto orario e il bus ci ha portati alla stazione Gare du Midi di Bruxelles per la cifra di 10,50€. Bruxelles non è soltanto una grande città, è una capitale. Anzi, molti la considerano anche la capitale d'Europa, perché sede dell'Unione Europea e della NATO. La città è riuscita a conservare moltissime testimonianze della storia dell'architettura. Basta passeggiare per le sue vie e osservare le facciate delle case per vedere, accanto a monumenti talvolta molto antichi, testimonianze di tutte le tendenze dell'arte architettonica europea del XX secolo. Gli edifici di Victor Horta, sommo maestro del Liberty in Belgio, sono i più famosi: alcuni sono stati trasformati in musei e possono essere visitati.

La prima tappa, bagagli alla mano, è stata la Place du Jeu de Balle nel quartiere di Marolles dove si svolge il famoso quanto deludente mercatino delle pulci e cianfrusaglie (un ammasso di oggetti usati molto spesso inutili, stesi a terra in pieno stile arabo). Affamati come lupi abbiamo pranzato con piatti a base di formaggio, pancetta e uova (dietetici al massimo) e Stella Artois alla brasserie La Clef d'Or, un tipico locale frequentato dai bruxellesi doc ed affacciato direttamente sulla piazza.

Da lì ci siamo spostati poi in metro fino alla fermata di Madou per raggiungere l'alloggio, l'ostello Jacques Brel; visto che il check-in era previsto dopo le 3 pomeridiane, abbiamo depositato i bagagli nell'apposita stanza ed abbiamo iniziato ad esplorare la capitale belga.

Il cosmopolitismo presente in questa città è un vero modello di integrazione sociale ed è frequentissimo camminare per strada o sedersi in un locale fra persone di diverse lingue e nazionalità. Uscendo dall'ostello abbiamo imboccato Rue de Congrès diretti verso la maestosa Colonne du Congrès, il simbolo della dichiarazione di indipendenza belga, con le due imponenti statue raffiguranti dei leoni sul fronte ed il braciere col fuoco sempre acceso collocato fra le statue.

Abbiamo poi proseguito alla volta di un altro famoso monumento della città: l'imponente Cathedrale di Sts Michel et Gudule, una stupenda fusione fra le proporzioni gigantesche dell'edificio e le sue due torri e le linee gotiche tipiche del Brabante, un vero e proprio vanto per la città. La sua costruzione è iniziata nel 1226 mentre la facciata risale al quattrocento. Un'altra meraviglia è il suo organo composto da più di 3.000 canne. Proseguendo ancora nella stessa direzione siamo finalmente giunti alla Grand' Place, un capolavoro architettonico vero e proprio, simbolo da sempre della sontuosità di Bruxelles e definito da Jean Cocteauil più ricco teatro del mondo”.

Su questa piazza, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, si affacciano i decorati palazzi delle gilde dei mestieri e l'Hotel de Ville (il municipio), un bel palazzo quattrocentesco in stile gotico, mentre una statua di San Michele “osserva” dall'altissimo campanile, visibile da quasi ogni angolo di Bruxelles. Dopo essere stata distrutta da un incendio nel XVII secolo è stata ricostruita fedele all'originale ed è inoltre una delle poche piazze europee senza l'affaccio di una chiesa.
La piazza era completamente addobbata con le decorazioni natalizie, grandi palle trasparenti o a specchio, e l'immancabile albero di natale centrale.

bruxelles-e-dintorni-2A pochi metri dalla Grand' Place sorge la Bourse, un altro bell'edificio ospitante la Borsa belga. Proprio davanti alla Borsa ci siamo immessi fra le belle bancarelle dei mercatini natalizi, fra chioschi di gauffres, tipici dolci formati da una morbida cialda a forma di griglia (da qui il nome di gauffres), farciti a scelta con marmellata, cioccolata, caramello, panna o varie altre delizie, e bicchieri fumanti di vin chaud, un vino caldo simile al nostro brulè.

Non abbiamo resistito alla tentazione di acquistare due palline in vetro per l'abete natalizio. Seguendo i mercatini siamo giunti poi in Place Ste Cathérine dove abbiamo pappato un piatto bollente e piccante di minestra di fagioli, pancetta, patate e quant'altro.

Sul far del tramonto siamo tornati sui nostri passi verso la Grand’ Place ed abbiamo imboccato Rue de Bouchers, una delle zone più famose e più turistiche, una via a dir poco pittoresca, gremita di ristoranti, fra cui molte “trappole per turisti” che espongono vere e proprie creazioni artistiche composte da frutti di mare, crostacei, pesce, verdura e frutta adagiati su un letto di ghiaccio. Abbiamo quindi visitato le Galeries St Hubert, uno dei luoghi più visitati di Bruxelles, una lunga galleria in stile coperta da una vetrata su cui si affacciano eleganti negozi e caffè. Proprio lì abbiamo acquistato le vere celebrità del Belgio: le raffinatissime pralines di cioccolato, una autentica prelibatezza.

Ormai il buio incombeva, ed anche la fame, ed abbiamo perciò deciso di tornare verso l'ostello. Davanti alla Cathedrale di Sts Michel et Gudule illuminata nella notte abbiamo approfittato per scattare qualche bella foto e ci siamo poi fermati al ristorante Titanic, in Rue du Congrès 31, vicino al nostro ostello nonché alla Colonne du Congrès, un locale dall'ambiente accogliente arredato come l'interno di una nave sul tema del Titanic, per cenare. I prezzi sono medio-alti ma i piatti di pesce sono abbondanti e di ottima qualità. Da provare le Moules a là Provençale con una buona birra trappista d'abbazia (noi abbiamo scelto una Chimay ed una Orval).
Dopodiché abbiamo recuperato i bagagli e ci siamo sistemati in camera.


Giorno 2 - Ghent

bruxelles-e-dintorni-3Dopo aver consumata la colazione del tipo “a buffet” con pane, marmellata, burro, formaggio, latte con i cornflakes e caffè, ci siamo incamminati verso la Gare du Nord per salire sul primo treno con destinazione Ghent (in fiammingo Gent), splendida città situata nel cuore delle Fiandre, nel secolo XVI la città europea più importante dopo Parigi nonché una città-museo d'architettura, con il più vasto patrimonio artistico di tutta la regione: sono più di 400 i monumenti classificati, fra castelli, beghinaggi, abbazie, musei e chiese.
Dopo circa mezz'ora di viaggio siamo scesi alla stazione di St Peter ed utilizzando il bus n. 1 siamo scesi a Koren Markt.

Seguendo un itinerario stampato sul depliant turistico, passeggiando piacevolmente fra i suoi suggestivi canali, abbiamo visitato in successione i seguenti luoghi: innanzitutto l'Het Belfort, costruito a pochi passi dalla St Niklaaskerk ed ospitante la torre municipale di Ghent, il simbolo dell'autonomia della città. La sua costruzione è iniziata nel 1313 ed è stata ultimata nel 1380, dopo che i lavori sono stati ripetutamente sospesi a causa di guerre ed altri travagli.

Abbiamo poi proseguito fino alla St Baafskathedraal, la chiesa più antica della città (i più antichi documenti disponibili la datano addirittura prima del X secolo) dedicata a San Giovanni Battista. Essa è stata ricostruita ed ingrandita nell'XI secolo e successivamente in tre grandi fasi lavorative l'originale architettura romanica è stata sostituita da quella gotica. La terza meta è stato lo Stadhuis, il Municipio, con la sua lunga facciata coronata da un bel frontone triangolare circondato da ornamenti decorativi scolpiti; durante il XIX e il XX secolo è stato oggetto di ripetuti periodi di costruzione e restauro.

Tornando verso il centro città abbiamo incontrato la St Niklaaskerk, una chiesa romanica costruita nel tardo XI o a inizio XII secolo, rimpiazzata nel XIII secolo da una nuova chiesa in stile gotico, e subito oltre il Gerechtshof, il Palazzo di Giustizia, un edificio di impronta rinascimentale italiana progettato dall'architetto cittadino Louis Roeland e costruito fra il 1836 ed il 1846 sul sito dove sorgeva un monastero. Subito dietro l'angolo abbiamo potuto ammirare la Vlaamse Opera, nonché Gran Teatro dell'Opera, edificata fra il 1837 ed il 1840 anch'essa dall'architetto Louis Roeland.

bruxelles-e-dintorni-4Superata la St Michielskerk ci siamo fermati a pranzare in un ristorante veramente delizioso, attratti dall'antichità dell'edificio in cui è ospitato e dalla sua piccola facciata decorata in stile rococò. Il suo nome è De Hel e lo consiglio vivamente a tutti, soprattutto per il calore e l'atmosfera del suo interno abbondantemente allestito con il rosso come colore predominante e la sua cucina veramente raffinata.

Dopo il banchetto e la mazzata del conto (58€...) siamo tornati sulle strade di Ghent per visitare un altro dei suoi importanti monumenti: l'Het Gravensteen, una imponente fortezza sorta su una duna sabbiosa sulla riva del fiume Lys, sede originaria dei Conti delle Fiandre. Il nostro itinerario si è concluso passata la chiesa St Jacobskerk. Ci siamo concessi infine una passeggiata fra le bancarelle dei mercatini dove abbiamo acquistato un bel bicchiere prodotto artigianalmente in vetro verde sull'antico modello fiammingo.

Ripreso il treno e scesi alla Gare du Midi di Bruxelles ci siamo dedicati all'esplorazione della zona sud del centro, con tanto di fotocamera e l'indispensabile cavalletto per le foto notturne. Passando davanti alla Porte de Hal, un'antica e massiccia porta di accesso alla città, l'unica ancora esistente, ci siamo indirizzati verso il maestoso Palais de Justice, scarsamente illuminato e quindi deludente dal punto di vista fotografico, come pure la Place du Petit Sablon e la chiesa Notre Dame du Sablon.

Una bella moltitudine di alberi ornati di luci natalizie l'abbiamo scovata invece in Place du Grande Sablon, il cuore dell'eleganza della capitale, con le sue vetrine di antiquari, di boutique d'alta moda e di raffinate cioccolaterie (da provare l'atmosfera chic di Pierre Marcolini).
Proseguendo poi lungo il Boulevard de l'Empereur e svoltando a sinistra abbiamo raggiunto la Grand’ Place e vi abbiamo trovato uno spettacolo unico, che soltanto un grande ed antico centro europeo può offrire. Un insieme di proiettori ricreava sulla facciata dell'Hotel de Ville una lunga serie di rappresentazioni avente come tema portante il Natale nell'Unione Europea, con immagini natalizie alternate a disegni rappresentanti le nazioni europee, creando sul serio un'atmosfera irripetibile.

Dopo una foto inevitabile quanto deludente al Manneken Pis, la fontana con l'irriverente statua di un bambino che fa pipì siamo tornati sui nostri passi verso la Rue de Bouchers e ci siamo concessi una cena a base di moules et frites (cozze con patatine fritte) e birra chiara da Chez Leon, un ristorante diviso in varie salette su due piani ed uno dei più antichi e famosi della città. Rimessici in marcia siamo rientrati a piedi in alloggio terminando così la giornata.

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