Racconti di viaggio
On the road negli Usa da Chicago a San Francisco
Seguiamo solshine nel suo triplo coast to coast dai grandi laghi all'Atlantico e poi fino al Pacifico passando per Boston, Philadephia, New York, Las Vegas e Los Angeles
Periodo: maggio-giugno
I parte
Lunedì 11 maggio 2009
Finalmente dopo mesi di organizzazione è arrivato il momento di partire. Sveglia alle 5.00 per essere in aeroporto alle 6.30 dato che non ho potuto fare il check-in online (grazie Alitalia!), il volo da Catania a Roma parte (miracolo) in perfetto orario. Arrivata a Roma incontro la mia compagna di viaggio (mia sorella), anche lei miracolosamente puntuale che è arrivata 20 minuti prima di me con il volo da Bruxelles.
Facciamo colazione e con calma ci avviamo al gate del volo per Chicago. Anche questa volta l’aereo parte stranamente in orario, il volo non è particolarmente affollato e le 9.40 ore di transvolata trascorrono tranquillamente tra film, cibo (solite schifezze quasi totalmente immangiabili) e un po’ di sonno.
Arriviamo a Chicago con 10 minuti di anticipo sull’orario schedulato (14.00 ora di Chicago) e passiamo i controlli di sicurezza. Tra la camminata in aeroporto, la fila e i controlli ci vuole quasi un’ora ma sono tutti molto gentili e non abbiamo problemi. Al nastro di ritiro i bagagli sono già arrivati…o meglio la valigia di mia sorella è lì, la mia “la grande Alitalia” ha deciso di lasciarla a Roma…arrabbiata nera dato che so che domani non ci sarà volo e che quindi il bagaglio non potrà arrivare prima di mercoledì vado a fare la denuncia di smarrimento dove mi viene dato un kit d’emergenza contenente una maglietta, dentifricio, spazzolino e un pettine… lo guardo schifata ma decido che non ho alcuna intenzione di farmi rovinare la vacanza per cui usciamo dall’aeroporto alla ricerca dei minibus che fanno servizio door to door con gli alberghi.
In effetti siamo fortunate e troviamo il “go airport express” che per la modica cifra di 19 dollari a persona ci deposita davanti il nostro albergo (Four Points by Sheraton Chicago Downtown - Magnificent Mile). Il tempo di una doccia veloce e decidiamo di uscire per fare un primo giro di orientamento anche perché per noi sono circa le 23.00 quindi rischiamo di crollare. L’albergo è praticamente sul Magnificent Mile che tra l’altro è pieno di negozi per cui decido di fare immediatamente una sosta da Gap per comprarmi un paio di magliette e la biancheria necessaria a tirare avanti due giorni nell’attesa della valigia.
Fatte le mie prime spese americane continuiamo la nostra passeggiata cercando anche un posto dove mangiare, ci andrebbe bene un fast food anche perché nel frattempo si sono fatte le 19.30 e la fame e la stanchezza si fanno decisamente sentire. Camminando camminando siamo arrivate alle Water Tower dove c’è un centro commerciale per cui decidiamo di entrare per cercare una food court …e saremo ricompensate!
Dopo aver cenato la nostra resistenza alla stanchezza è ormai al limite per cui diamo un’occhiata veloce alla Hancock Tower (tanto ci torneremo) e decidiamo di tornare in albergo.
Martedì 12 maggio 2009
Ore 6.00 siamo sveglie come grilli, diamo un’occhiata alle mail (in albergo c’è il wi-fi gratuito e abbiamo avuto la splendida idea di portare con noi il mio mitico Asus), doccia e alle 7.30 siamo già allo Starbucks all’angolo adocchiato la sera prima per fare colazione. La prima missione della giornata è recuperare i biglietti per la partita di baseball dei Cubs che ho comprato su internet per cui andiamo al Visitor Center dove facciamo l’abbonamento per tre giorni ai mezzi pubblici e recuperata una fantastica mappa con tutte le linee dei bus, la loop e la metro prendiamo l’autobus che ci porterà a W Madison Av.

Il tragitto in bus è interessante: vediamo per la prima volta la Loop (i ponti ferroviari in mezzo ai palazzi) attraversiamo il fiume e ci ritroviamo in un quartiere residenziale (più o meno) decisamente diverso dal centro. Recuperati i biglietti riprendiamo il bus per tornare sul Magnificent Mile e diamo inizio al nostro tour della città. Il giro comincia dal Wrigley Building, poi la Tribune Tower, la Water Tower e il John Hancock Center: salire alla terrazza panoramica costa 15$ ma il panorama è davvero stupendo!
Mangiato un bagel per rimetterci in forze prendiamo un bus per attraversare il fiume e dirigerci verso il Cultural Center e il Millenium Park dopo le consuete foto di rito al “The Bean”, per la sua caratteristica forma a fagiolo, ovvero la scultura di Anish Kapoor del peso di 110 tonnellate su cui si riflette il profilo della città e dove tutti amano farsi fotografare,girovaghiamo un po’ per il parco visitiamo la Grant Park Orchestra e poi ci sediamo a riposare mangiando un hot dog di fronte alla fontana di Jaume Plensa formata da due grandi blocchi di cristallo alti 15 metri su cui sono proiettate immagini video, ovvero volti di persone di ogni razza che sputano acqua, nell’attesa che si facciamo le 14.00 per poi dirigerci al molo d’imbarco per la crociera della Chicago Architecture Foundation.
Sarà per la giornata che è stupenda (cielo blu e sole splendido), sarà perché vedere la città e i suoi grattacieli dal fiume è bello in se ma questa gita, allietata da un architetto che ci racconta la storia dei vari grattacieli, vale abbondantemente i 28 $ spesi. Così navigando in un’ora e mezza vediamo la Trump Tower, IBM Building, Marina City, Leo Burnett Building, Merchandise Mart, Goose Island, Sears Towers, Civic Opera Building, giusto per fare qualche nome, e scattiamo qualche centinaio di foto! Finita la crociera approfittiamo dell’ingresso gratuito al Museum of Contemporary Art e ci dedichiamo ad una passeggiata nella zona e poi dirigiamo verso l’albergo, dato che nel frattempo si sono fatte le 18.30. Prima di salire sosta da Traders Joe supermercato biologico dove compriamo dei fantastici biscotti (pistacchio e cioccolato bianco, oltre ai classici chocolate chips) per la colazione.
Rapida doccia e usciamo per andare a cena (anche perché il fusorario non è stato pienamente riassorbito e rischiamo di addormentarci) nella zona di Bush st. troviamo un ristorante cinese molto carino e decidiamo di entrare: niente a che fare con i cinesi che si trovano da noi, il posto è molto elegante e ben frequentato, si mangia decisamene bene e non paghiamo molto. Ore 22.00 si va a nanna.
Mercoledì 13 maggio
Al solito sveglia presto peccato che il tempo sia decisamente inclemente: una sottile pioggerella che a tratti diventa diluvio ci accompagnerà fino al primo pomeriggio. Nonostante questo dopo il solito caffè da Starbucks indossiamo le nostre fide mantelline e decidiamo per un tour a piedi: si comincia dalla Tribune Tower, poi Wrigley Building, sosta al Cultural Center per asciugarci un po’ bere una coca cola e comprare la prima delle mie innumerevoli calamite. Da qui ci inoltriamo lungo il fiume e ci dirigiamo verso la Loop per vederla da vicino: non vedo l’ora di farci un giro!
Ci addentriamo poi nel Theater District in Clark st. per vedere il “Monumento con animale in piedi” di Dubuffet, “Sole, luna e una stella” di Mirò e da lì verso la Daley Center Plaza per vedere la scultura cubista di Picasso. Piove a dirotto per cui cerchiamo rifugio all’Hotel Burnham all’interno del Reliance Building.
Continua a piovere ma noi siamo temerarie per cui prendiamo un bus che ci porta a Praire Avenue quartiere residenziale che fino agli inizi del 900 era considerato il posto dove vivere a Chicago se si era qualcuno!
Il quartiere è tutt’oggi caratterizzato da case upper-middle-class Italianate-style (per capirci ville a schiera a due o tre piani con verande, guglie e giardini) ed è possibile visitare la Glessner House (casa progettata da H. H. Richardson che rivoluzionò l’architettura abitativa americana con la sua pianta aperta e la facciata romanica) e la Clark House (in stile greco con porticati su entrambi i lati risale al 1836 e al suo interno viene mostrata la tipica vita di una middle class family di Chicago nell’800).
Nel frattempo (per fortuna) ha smesso di piovere per cui dopo una breve sosta in albergo per cambiarci (e una gita all’Hard Rock Cafè, che sta proprio lì accanto, per comprare il primo bicchiere di una lunga serie) dirigiamo al Navy Pier che altro non è se non un grande centro commerciale (con cinema) dove i negozi non sono nemmeno particolarmente interessanti (a parte Magnet World dove quasi quasi mi confondo per la quantità di calamite decisamente interessanti anche se a prezzi non proprio economici…), facciamo un giro del Pier (un pò triste visto la serata uggiosa) e visitiamo lo Stained Glass Windows Museum (l’ingresso è gratuito perchè si tratta di un’esposizione più che di un vero e proprio museo ma se vi piacciono rosoni e finestre ne vale decisamente la pena. Sosta da Hagendaz per un gelato (pagato a peso d’oro) e riprendiamo l’autobus per tornare in albergo.