16/08/2008
Molinaseca- Ponferrada- Villafranca do Bierzo
Nottata semi-insonne, causa: palco situato sotto le nostre teste.
Sveglia h 05:30, partenza h 06:00
Il borgo e' ancora in festa dalla nottata precedente, partiamo alla volta della meta di ieri: Ponferrada per terminare a Villafranca do Bierzo da dove scrivo in questo momento.
Purtroppo un orrendo temporale ci coglie impreparate e tra fulmini e saette partiamo impavide fermandoci solo per 5 minuti sotto il tetto di un box... (in preda ad un attacco isterico di parafuliminefobia).
Intorno a noi rinverdiscono le colline e il profumo di rosmarino si fa sempre più intenso protraendosi per il resto della tappa. La pioggia mette a dura prova la nostra pazienza, oltretutto il terreno diventa scivoloso e pericoloso, ci vuole proprio tanta pazienza. Dopo un'ora e mezza arriviamo a Ponferrada, cittadina di media grandezza abbastanza bruttina rispetto ai borghetti precedenti.
Facciamo tappa al primo bar incrociato sempre con cafè y leche, pane burro e marmellata, poi alla volta di Villafranca. Il passo è circolare (copyright di Chiara), la tappa è noiosa, quasi tutta sulla statale N VI... che palle.
Per fortuna arriviamo alle h 12:30 al vissutissimo rifugio gestito dalla famiglia Jato (citato nella guida delle terre di mezzo), c'è ancora posto e insieme a noi troviamo altri pellegrini già incrociati nelle tappe precedenti, tra le quali vogliamo citare una signora che sta percorrendo il cammino con le scarpe da boxeur dell'adidas... una pazza scatenata... eppure ha un passo molto più veloce del nostro... iniziamo a pensare che sia una strega e che il suo potere risieda nel bastone che porta sempre con sé.
Vi sapremo dire, questa notte cercheremo di sottrarglielo e lo proveremo.
17/08/2008
Villafranca do Bierzo - O Cebreiro
Partenza h 06:00 (buio pesto) dal rifugio della famiglia Jato di Villafranca do Bierzo, abbiamo affidato gli zaini alla corriera per poter percorrere il tragitto in tranquillità.
Abbiamo camminato per 10 ore con solo 2 mini pause caffè, ma nonostante le tendiniti e gli attacchi intestinali siamo giunte al monte de O Cebreiro alle h 16:00 in stile Massimo Decimo Meridio.
Fortunatamente abbiamo trovato posto presso l'unico rifugio del borgo celtico (3 euro solo pernottamento), abbastanza accogliente e pulito, ma pieno di Valleluja.
Il profumo di eucaliptos ci avvisa che siamo alle porte della Galicia; fiumi gelidi e profumo di legna ovunque, ci circondano le stupende colline verdi.
Scrivo in fretta e furia perché qui ci stanno col fiato sul collo per internet.
Il grado di devastazione è totale... dobbiamo assolutamente sciogliere l'acido lattico che abbiamo in corpo, altrimenti domani rischiamo di rimanere ferme qui.
Stasera pulpo alla gallega, finalmente qui non se ne può più di uova fritte e prosciutto crudo!
Un saluto a tutti
18/08/2008
O Cebreiro -Triacastela
Sveglia h 05:00, partenza sempre al buio alle h 05:30 con una nebbia e una pioggia fortissime, dopo una notte in una camerata da 20 persone dove erano presenti i peggio maschi del pianeta terra, ci dirigiamo con passo 4,4km/h alla volta di Triacastela.
Siamo ormai in piena Galizia, ma il paesaggio sembra tale e quale agli altri, a causa della nebbia che ci impedisce di vedere al di là del nostro naso.
Purtoppo ho sette vesciche, fortunatamente curate alla perfezione con ago, filo e amuchina, ma sotto i piedi fanno molto male, ad ogni passo sento la pelle lacerarsi, ma infondo continuo a ripetere: no pain no gain, questo mantra mi sta perseguitando da Astorga non lo sopporto più.
Finalmente arriviamo alla prima tappa e la nebbia cala, lasciando spazio ad una pioggia veramente odiosa del tipo: nebulizzatore... siamo completamente bagnate dalla testa ai piedi e anche un po' incazzate.
Dopo la seconda colazione comincio ad avvertire un principio di tendinite alla caviglia sinistra e decido di doparmi con dell'aulin & voltaren, difatti dopo nemmeno 15 minuti il passo aumenta di ben 3km/h portandolo complessivamente in piano a 6,5 e 6,7 in dicesa, ottimo direi.
Purtroppo dopo soli 15km perdiamo Chiara che in preda ad una crisi di nervi decide di andare a 2,2km/h seguendo i segnali del suo corpo.
Io e Vale invece iniziamo la corsa in discesa senza spiccicare parola per ben 4 ore, comunicando solo con gesti fatti col bastone.
Arriviamo alle h 11 io e Vale e fortunatamente non troviamo coda per il rifugio municipale (3 euro).
Chiara arriva 2 h dopo di noi, stanca morta e con una probabile tendinite, infatti domani ci seguirà in autobus.
I ragazzi che stiamo conoscendo sono quasi tutti simpatici, soprattutto uno psicologo di Piacenza con cui ci intratteniamo molto volentieri a parlare, sono proprio contenta di averlo conosciuto sul cammino.
Adesso torno al rifugio a vedere se il bucato si e' asciugato... praticamente sono rimasta senza vestiti puliti e sto girando per il paese in pigiama strafregandomene delle risate della gente, tanto ormai la mia femminilità è pari a zero anzi direi sotto lo zero.
A domani [n.d.r.: alla prossima settimana] con la tappa: Triacastela-Sarria
Evviva il pulpo alla gallega e' veramente ottimo!
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E' questo che ho provato leggendo il racconto delle tappe. sono tornata indietro di alcuni anni quando anche io percorrevo quelle strade polverose. Mi ha rafforzato la voglia di percorrere il primo tratto fino a Burgos, da dove ho iniziato il cammino e prima o poi lo farò con lo stesso entusiasmo. Ho sempre pensato che tutti dovrebbero fare quella esperienza per me indimenticabile.