Racconti di viaggio

In viaggio a San Pietroburgo, Mosca e Volgograd

Con Perso70 ce ne andiamo alla scoperta di Mosca, San Pietroburgo e Volgograd sulle tracce della Seconda Guerra Mondiale e dei suoi fantasmi.



Rientriamo a Volgograd e cerchiamo un ristorante per cenare. Ce ne sono parecchi, ma non siamo in un posto turistico.. di qui, le carte sono solo in russo, il personale parla quasi esclusivamente russo.. un po' lo riesco a leggere il russo, e con dei gesti ci si capisce anche qui. Troviamo poi un ristorante vicino alla piazza centrale che ha la carta in inglese. L’unico. Si mangia anche qui bene. Come in tutti i ristoranti in cui abbiamo mangiato in questo viaggio.

Non passiamo inosservati qui a Volgogrado. Le ragazze che sono molto carine non esitano a guardarci, visto che parliamo in italiano, e ci vestiamo diversamente dai loro ragazzi. Qui la gente è tranquilla, molto ospitale, sia all'Hotel che nei ristoranti ci hanno sempre aiutato. Sono sempre disponibili ad aiutarci. Escludendo ovviamente i poliziotti.

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Il giorno dopo andiamo a visitare il museo panoramico che e stato costruito accanto al Mulino simbolo della ferocità dei combattimenti durante la liberazione di Stalingrado. Ma prima ci guardiamo la parata militare. Di certo non è una parata militare come la abbiamo vista a Mosca, e dopo un'ora la parata è finita. Tanta gente porta dei fiori sui monumenti, e per le vie si scoprono anche dei Veterani. Sono molto amati i veterani qui in Russia. Almeno il 9 Maggio é la giornata dove tutti i russi si ricordano di loro. Torniamo al discorso sul museo panoramico.

Il Museo è grande e ospita tanti ricordi, foto, e nel tetto c'è una visione a 360 gradi di come si svolgeva la guerra in quel periodo. Attorno al Museo, oltre al Mulino, ci sono esposti MIG, Tank34 e un treno militare, che era in funzione in quel periodo. Anche questo Museo è molto interessante e vale la pena visitarlo.

La giornata la finiamo girando un po’ per le strade di Volgogrado. Ci sono ovunque dei monumenti. Ci godiamo le ultime ore in Piazza al Grand Cafe davanti a una buona Siberskaja Corona. Vodka? No, qui si beve soprattutto Tee e Birra, qualche ragazza anche un bicchierino di vino bianco.

Lasciamo Volgogrado per l’ultima tappa di questo viaggio. La capitale.. Mosca. Arriviamo a Domodedovo, e un Taxista ci offre di portarci in città. Discutiamo per il prezzo, dopo aver accettato il nostro prezzo, andiamo a prendere il suo Taxi… una Limousine micidiale, di quelle che a Mosca ne girono molte. Una Volga 4 Porte! Rimaniamo perplessi, l’idea di poter viaggiare in una Volga ci lascia un po’ cosi. Ma c'è poco tempo per studiarla dal di fuori. Entriamo e via direzione Mosca. Il viaggio diventa un'avventura molto speciale. Non si viaggia a più di 100km/h. Fortuna nostra. In quei tempi non esistevano Airbag e via dicendo. Viaggio da classico moscovita.. nel senso che a Pitr e a Mosca si viaggia come si vuole, i sorpassi si fanno sia a destra che a sinistra. Al semaforo ci si infila alla destra, per poi fregare tutti, partendo prima del dovuto. Limiti di velocità non ci sono, ma non ci sono neanche le segnaletiche in città con il limite di velocità. Di qui…. E pure la cosa funziona. Da noi impensabile.

Dopo il check-in all'Hotel andiamo in centro con la Metro. Arriviamo davanti al Cremlino, e giriamo un po’ per le vie attorno la piazza rossa. Ci sono parecchie bancarelle con Souvenir di ogni genere.  Prima di cenare ci prendiamo un aperitivo nel centro GUM presso la piazza rossa. Due Birre incluso delle Olive, Small -talk con il cuoco italiano ci costa un pacco. Ma, la visuale sulla piazza rossa é unica. E ci divertiamo ad ammirare la gente che passeggia sulla piazza.

Il giorno dopo andiamo a visitare altri musei. Quello della statua con la Falce e Martello, e poi il museo Spaziale. Tutti e due vicino al parco VDNK. Il primo e dedicato soprattutto alla storia legata al Monumento, che fu esposto a Parigi nel 1927. Merita più vederlo dal esterno che dal interno. Diverso discorso invece per il Museo Aerospaziale, riaperto da poco. L’esposizione ora è scritta anche in inglese. Ma non tutto, soprattutto le foto sono ancora descritte in russo. Malgrado tutto è molto interessante. Anche qui vale la pena entrare e anche qui 100 Rub. per far Foto. Il Museo racconta la storia dei viaggi nello spazio, di Gagarin fino ai lanci attuali.

Ci troviamo con Katia, che ci accompagna  a vedere il Bunker 42 di Stalin. Lo chiamano anche il Museo della guerra fredda. Se non sai dov'é non lo trovi facilmente. E' in un caseggiato abbastanza grande, e all'entrata non c'è nessuna scritta del Bunker 42. Eppure il Bunker c'è e come. Ci si deve informare su quando ci sono le visite, perchè senza prenotazione non si entra nel Bunker. Ma ci ha pensato Katia a riservare i posti per la visita. Il Bunker è grande, la guida nel Bunker viene fatta da un militare russo, che e a dire il vero è un po’ fuori di testa. Ci spiega l’autonomia del Bunker, come fu costruito e si ha la possibilità di vedere tutti i posti di comando che erano in funzione durante la guerra fredda.

Dopo aver visitato il Bunker 42 torniamo al centro, ed andiamo per le vie vicino la Galleria Tretjakow. Passiamo il ponte con i lucchetti e il parco accanto. Ceniamo nelle vicinanze e ci godiamo l’ultima serata russa.

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