Racconti di viaggio

Transiberiana: transmongolica, Cina, Kuala Lumpur e Singapore - Parte I

Nella prima di tre puntate partiamo da Torino insieme ad albert per un avventuroso e lungo viaggo. Attraversando in treno i fusi orari dello sterminato continente russo, arriverà al confine con la Mongolia, tra imprevisti e città da scoprire

Autore: albert
Transiberiana: transmongolica, Cina, Kuala Lumpur e Singapore - Parte II
Transiberiana: transmongolica, Cina, Kuala Lumpur e Singapore - Parte III


Questo è il racconto del viaggio che ho fatto insieme a Stefano, Andrea e Alberto. Inizialmente volevamo fare un viaggio lungo la famosa Linea Transiberiana, o meglio Transmongolica, visto che la nostra destinazione era Beijing, in Cina. Poi si è trasformato in qualcosa di più: volevamo arrivare a Hong Kong direttamente in treno da Torino. Il tutto in circa trenta giorni, quindi solo con brevi tappe lungo il percorso. Come si può leggere nel capitolo Москва, e la delusione il nostro obiettivo purtroppo è fallito, non essendo riusciti a coprire via terra la tratta Ekaterinburg-Irkutsk, una delle più lunghe e affascinanti della Transiberiana. Non per questo l'esperienza è stata da meno.

I primi 33 giorni abbiamo viaggiato tutti e quattro insieme, coprendo le tappe segnate nella mappa qui a lato, dopodichè Andrea e Stefano sono tornati in Italia. Alberto ed io abbiamo approfittato di due voli a basso costo per avere un assaggio di sud-est asiatico: Kuala Lumpur e Singapore.

Purtroppo negli ultimi giorni di viaggio mi si è rotto l'hard disk del pc dove ogni giorno salvavo numerosissime fotografie. Confesso che perderle tutte è stato particolarmente doloroso.Possiedo ancora il disco danneggiato e chissà, forse in futuro con una costosa operazione di recupero dati le ritroverò! A causa di questo disguido, le (poche) immagini presenti nei capitoli fino al 36 sono, diciamo, di repertorio. Da Kuala Lumpur in poi fortunatamente ho tenuto le foto nella schedina della fotocamera.

Partecipanti
Andrea (Stefano), Stefano (Stefano), Alberto (Stefano) ed io (Francesco).

Itinerario previsto
1 agosto: Torino, Venezia
2 agosto: Vienna
4-7 agosto: Mosca
9 agosto: Ekaterinburg
11-14 agosto: Irkutsk
16-19 agosto: Ulaanbaatar e Mongolia
21-25 agosto: Beijing
26-29 agosto: Shanghai
30 agosto-3 settembre: Hong Kong
3 settembre: Macau
4-6 settembre: Kuala Lumpur
7,8 settembre: Singapore
9,10 settembre: Macau, Hong Kong, Londra Gatwick, Torino


giorno 1 – mercoledì 1 agosto  – Cominciamo bene...

Torino – ore 7.00
Il viaggio comincia alle sette di mattina, alla stazione Porta Nuova di Torino. L'obiettivo, è di arrivare a Hong Kong senza prendere l'aereo. L'arrivo è previsto fra trenta giorni, dopo diverse soste lungo il percorso. Il primo treno ci porta a Venezia in cinque ore. Ci sembrano tante, eppure è niente in confronto alle duecento che dovremo trascorrere fra Russia, Mongolia e Cina.

Venezia – ore 13.10
Giunti a Santa Lucia, lasciamo i bagagli al deposito. Sicuro di me, propongo 'Andiamo in Piazza San Marco che sono cinque minuti a piedi! è facilissimo arrivarci!'. Quaranta minuti dopo arriviamo in effetti in Piazza San Marco; nel frattempo ci siamo persi tre volte e abbiamo chiesto indicazioni a un operaio ('ma ssi, andate un po' a destra, un po' a sinistra, un po' dritti e ci arrivate, ostrega!'). E' talmente tardi che dobbiamo tornare in fretta alla stazione per prendere il treno: Andrea: 'Prendiamo il vaporetto! qui è come l'autobus, con un euro ci porta alla stazione in cinque minuti'. Stefano: ' Mmm... Venezia è cara, mi sa che ci costa almeno due euro. Comunque paghiamoli, in cinque minuti siamo a Santa Lucia e abbiamo tutto il tempo di prendere il treno con calma'. Pagati sei euro e constatato che il tempo di percorrenza è di trenta minuti, iniziamo (giustamente) ad allarmarci. Il treno parte fra trentatré (!) minuti e dobbiamo ancora passare al deposito bagagli. Per complicare le cose, mi accorgo di aver perso il cartellino identificativo della mia valigia. Meno male che vogliamo arrivare in Cina in treno!

EuroCity 30 “Allegro” – ore 15.30
Be', ce l'abbiamo fatta lo stesso. Ho convinto l'addetto ai bagagli a consegnarmi il borsone, per fortuna ha capito la drammaticità della situazione.  Siamo ora a bordo del treno EC 30 che ci porterà a Vienna, non prima di aver cenato a bordo (quasi decentemente).

Vienna – ore 22.44
Scesi dal treno andiamo a dare un'occhiata allo Chopin Express, il treno diretto a Mosca, che parte nell'ala orientale della SûdBahnohf. Domani sera a quest'ora saremo di nuovo qui. Il modesto 'hotel Big Cryus è nei pressi della stazione. La camera per quattro è spaziosa e pulita; la connessione a internet è gratis.


giorno 2 – giovedì 2 agosto  – Wien...

Vienna
Lasciamo l'albergo in tarda mattinata e, giunti dalle parti di S.Stephensplatz scegliamo il lussuoso bar Central per fare colazione. In effetti optiamo per il business lunch, visto che è quasi mezzogiorno. Seguiamo l'itinerario classico suggerito dalla Lonely Planet (in seguito, LP): Duomo di Santo Stefano, Belvedere, Museum Quartier, fino al meraviglioso Schönbrunn, residenza imperiale degli Asburgo. Verso sera andiamo in un supermercato a fare la spesa, rifornendoci di viveri, visto che dovremo passare due giorni in treno; ceniamo allo Zwölf, una buia taverna austriaca e chiudiamo la serata con Sachertorte e birra. Torniamo in albergo a ritirare i bagagli e poi filiamo dritti in stazione, dove ci aspetta lo Chopin Express, il Vienna-Mosca. In realtà si tratta di due carrozze che viaggiano insieme a un convoglio diretto a Cracovia: in Polonia si attaccheranno a un altro locomotore e proseguiranno il viaggio per la Russia assieme ad altri vagoni provenienti da tutta Europa. Gli scompartimenti sono da tre letti, noi siamo sistemati a due a due. Scampiamo il pericolo di condividere la cabina con una massiccia (ma tutto sommato gentile) donna russa: 'Diese Wagen ist nur für Frauen!'. Fortunatamente era lei ad aver sbagliato carrozza!


giorno 3 – venerdì 3 agosto  – Chopin Express

Brest - ore 14.30

La prima notte a bordo del D202 “Chopin Express” trascorre serenamente. Per la prima volta nella mia vita affronto un viaggio così lungo su strada ferrata, e la mattina mi fa strano poter dormire fino a tardi in treno! La vita diurna a bordo non si discosta troppo da quella notturna: si continua in realtà a stare per lo più sdraiati, a leggere e a guardare dal finestrino. Il doppio controllo dei passaporti ci segnala il passaggio del confine polacco-bielorusso; nella notte abbiamo invece varcato il territorio ceco e, nelle primissime ore del nuovo giorno ci siamo staccati dal resto del treno diretto a Cracovia. Il capotreno ci aiuta a compilare le migration card (sia della Bielorussia che della Russia) che non hanno traduzione in inglese! E' molto gentile e disponibile, spesso ci offre de tè, qualche volta accettiamo ma non sempre ce lo porta... forse non comunichiamo ancora al meglio. A Brest la sosta dura qualche ora per il cambio dei carrelli, a causa del diverso scartamento dei binari: sarà lo stesso per tutto il percorso in territorio russo. Abbiamo un po' di tempo per scendere dal treno; vediamo per la prima volta le babushke (nonnette), di cui avevamo tanto letto e sentito parlare: classiche vecchiette russe che affollano le stazioni ferroviarie e vendono cibo, birra e sigarette ai viaggiatori a prezzi bassissimi.

Minsk – ore 20.30
Verso sera raggiungiamo la capitale bielorussa
, è prevista una sosta di venti minuti e ne approfittiamo per sgranchirci le gambe. E' un peccato non fermarsi un giorno a Minsk, fermarsi dietro le grigia mura della stazione ferroviaria e non scoprire che aria si respira qui, in questo assaggio di Russia. Ma l'itinerario è serrato, la Cina è lontana, il viaggio riparte. Il convoglio con cui viaggiamo ora è fornito della carrozza ristorante; affrontiamo il passaggio tra numerosi vagoni, ognuno diverso dall'altro, ma simili per l'odore di sudore e di fumo. Non veniamo accolti a braccia aperte, alcuni ci guardano incuriositi, la ragazza al bancone non accenna a un sorriso e non fa nulla per cercare di farsi capire. Rimediamo giusto due birre da bere in tre, e le
beviamo in piedi. Domani, Russia, Mosca.

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