giorno 8 – mercoledì 8 agosto – Gattaccio... e babushke
Treno 110, tra Mosca e Ekaterinburg
Nonostante le aspettative la notte sul treno numero 110 scorre abbastanza serena, riesco a dormire anche meglio che sullo Chopin Express; unico fastidio: il gatto...russa!!! Le nostre compagne di viaggio parlano tanto tra loro ma non sono molto amichevoli. Nell'altro compartimento vi è una signora in viaggio da sola, decisamente più cordiale. Riusciamo a fare due chiacchiere aiutandoci con il frasario. Anche lei è diretta a Ekaterinburg, e ci rassicura sul fatto che di notte sia possibile trovare un taxi in stazione. Mi preoccupa anche la prenotazione all'albergo (Atrium Palace), trovato su Expedia. Ancora una volta facciamo gli splendidi e alloggiamo a un cinque stelle. Ma era in effetti quello con la camera più economica, 220 euro per una notte in una quadrupla. Peccato che anche loro non rispondano né alle e-mail né al telefono, forse non è buona usanza in Russia.
Le giornate a bordo sono monotone ma molto rilassanti. Il momento più bello è la sosta nelle stazioni principali, dove è possibile scendere a comprare da mangiare, dalle mitiche babushke: un ottimo calzone farcito di cavoli e patate (10 rubli), polpettone di carne con patate (50 rubli), ovviamente mangiato con mani sporche. Le vecchiette sono arzille e gentili, a volte salgono anche sul treno; se necessario, passano anche sotto il treno per attraversare il binario! In stazione incrociamo il treno “Bajkal” (Mosca-Irkutsk), un treno migliore del nostro, popolato da turisti europei, anche italiani...
Anche in treno si può comprare qualcosa, la provodnitsa vende merendine, liofilizzati e tè; l'acqua calda è disponibile nei samovar al fondo di ogni vagone. Passiamo le ultime ore di viaggio leggendo e chiacchierando, mettiamo infine l'orologio due ore avanti, per accordarci al fuso di Ekaterinburg; per complicare la situazione, l'orario dei treni è riferito all'ora di Mosca, quindi indovinare l'ora di arrivo è meno banale di quanto sembri.
giorno 9 – giovedì 9 agosto – Ekaterinburg (L'albergo di - )
Ekaterinburg
Arriviamo in stazione che sono quasi le 4 di mattina. Domani avremo solo una giornata per vedere Ekaterinburg, e di sera alle 23 abbiamo il volo prenotato per Irkutsk. Salutiamo la nostra simpatica compagna di viaggio, attesa dal marito e troviamo un tassista abusivo che ci porta al lussuosissimo Atrium Palace. Come immaginavo la prenotazione di Expedia a loro non è mai pervenuta, e non hanno stanze quadruple. Fortunatamente ci concedono di dormire in una camera con letto matrimoniale e poltrona-letto. Il matrimoniale è talmente grande che ci dormiamo tranquillamente in tre. Ma la bella notizia è che essendo passate le 4 di notte, il checkin è registrato per il giorno 9, quindi abbiamo la stanza per tutta la giornata di domani!
Avendo ormai perso il sonno, mi faccio una doccia e mi metto a leggere aspettando le sette di mattina per fare colazione, dove mi abbuffo clamorosamente di salmone, salsiccia, uovo, arrosto di maiale, frutta, dolci...
Il pranzo è fatto, ora si va a dormire. Sarebbe ipocrita non dire che il ricordo migliore di Ekaterinburg è proprio l'albergo...
Ci facciamo due conti: abbiamo la stanza fino al 10 agosto a mezzogiorno, ci sono sauna, piscina e un'altra megacolazione gratis che ci aspetta. Un'agenzia ci conferma che la data del volo è modificabile pagando 20 euro, ma è necessario andare all'ufficio della Ural Airlines all'aeroporto.
Non avendo niente da fare, Andrea ed io prendiamo lo sgangherato bus locale, che con 10 rubli e 45 minuti ci porta a Koltsovo (non l'unico aeroporto della città!); troviamo l'ufficio e addirittura un'addetta che capisce due parole d'inglese, purtroppo non ci sono posti disponibili fino alla settimana dopo!
Torniamo mestamente in albergo, abbiamo perso quasi un pomeriggio che potevamo dedicare alla città e soprattutto...
niente sauna e niente piscina! Sono ormai le 17.30, lasciamo l'albergo e andiamo a perlustrare la città. La LP la dipinge come metropoli “segnata storicamente da eventi sanguinosi e vicende oscure, ricca di musei e begli edifici costruiti in vari stili architettonici, con vasta offerta di ristoranti e occasioni di divertimento”. Non sappiamo i musei, ma con tutta la buona volontà non riusciamo ad apprezzare gli edifici e i loro stili. Quanto ai ristoranti, due su tre di quelli segnalati sulla guida risultano inesistenti, ma non è più una novità! Insomma, la città sicuramente merita una tappa viaggiando sulla Transiberiana, ma bisogna essere motivati. Ceniamo infine in un sushi-bar all'ultimo grido; guardiamo l'ora. Siamo di nuovo in ritardo! Solita corsa all'albergo, check-out in fretta e furia e chiamata del taxi, destinazione aeroporto.
E' un peccato saltare il viaggio in treno proprio in questa tratta, che sarebbe stata la più lunga, e avrebbe attraversato la vera Siberia (Ekaterinburg è situata al confine fra Europa e Asia). Anche il viaggio aereo offre qualche nota di folklore, a bordo troviamo esemplari di molte razze asiatiche: slavi, cosacchi, siberiani. L'oscar se lo aggiudica il mongolo tamarro palestrato in canottiera, salirà la scaletta dell'aereo con una birra in mano! Decolliamo che è passata la mezzanotte. Arriveremo dopo quattro ore di volo e tre di fuso orario. Gli sballottamenti spazio-temporali iniziano a farsi sentire, è difficile prendere sonno.
giorno 10 – venerdì 10 agosto – Angara
Irkutsk
Atterriamo intorno alle sette del mattino, il cielo è limpido. L'aeroporto di Irkutsk si può descrivere come qualcosa a metà fra il ridente e il... ridicolo. Il terminal degli arrivi non esiste, la consegna dei bagagli è affidata a un nastro trasportatore scassato all'interno di un piccolo capannone. Ma il bello è questo! Un furbo tassista ci riconosce facilmente dalla folla, tenta di abbindolarci, e ci riesce.
Ci facciamo portare all'Irkutsk Downtown Hostel, dove abbiamo prenotato una camera quadrupla. Forse ci siamo abituati troppo bene (finora alberghi da quattro e cinque stelle!), ma l'ostello non ci convince, è davvero troppo spartano; la camera, che è in realtà un dormitorio da sei senza bagno, è sporca e disordinata. Un po' imbarazzati, cerchiamo una scusa per defilarci. In effetti noi avevamo prenotato una camera privata, qui c'è solo un dormitorio.
LP alla mano, essendo ancora mattina presto, siamo fiduciosi sul fatto di trovare una sistemazione alternativa a buon prezzo. Le nostre speranze si frantumano a poco a poco. Giriamo mezza città, ma le due uniche camere doppie libere sono all'hotel Angara (come il fiume che bagna la città), non esattamente a un prezzo stracciato. Anche se abbiamo intenzione di fermarci tre notti nella Parigi della Siberia, paghiamo solo una notte. Domani si vedrà. Nel frattempo arriva un'altra doccia fredda: Tatiana, di un'agenzia russa online, ci scrive che non ci sono più biglietti per Irkutsk – Ulaanbaatar e Ulaanbaatar – Beijing.
Iniziamo a pensare alle cose più strane, deviamo il percorso verso Vladivostok, salpiamo verso il Giappone, e poi prendiamo un aereo da Tokio a Beijing, evitando la Mongolia? Lo scenario è fantasioso e affascinante. Tra viaggi mentali e idee balzane il fuso orario (+7 ore) ci stronca e cadiamo in un sonno profondo per tutto il pomeriggio. Ci svegliamo verso le otto e ceniamo al London Pub. Divoro un gigantesco calzone con maionese, ketchup e schifezze varie, lo innaffio con una buona birra Baltika.
giorno 11 – sabato 11 agosto – F*** Tatiana!
Irkutsk
Il fuso orario colpisce ancora: mi sveglio alle sei di mattina, cosa assolutamente inusuale per il mio stile di vita. Alberto ed io siamo tra i primi di tutto l'albergo a fare colazione.
Non sono ancora le otto che me ne esco da solo con LP e macchina fotografica a scoprire un po' questa cittadina, conosciuta come la Parigi della Siberia. Be', mi basta poco per capire che il paragone è davvero azzardato. Seguo a menadito la mappa sulla guida, mi avventuro verso la Chiesa del Salvatore e la Chiesa Cattolica Polacca, cerco invano gli esempi di architettura decabrista e infine percorro curiosamente Ulitsa Lenina, la via principale della città. Mi dirigo poi verso il ponte sull'Angara (dal quale, a mio parere, si ha il migliore scorcio della città), lo attraverso e raggiungo l'altra sponda del fiume, dove è situata la stazione ferroviaria. Glossario alla mano, mi tolgo un cruccio: sarà proprio vero che i biglietti per Ulaanbaatar sono esauriti? Con una certa fatica riesco prima a trovare la biglietteria internazionale, poi con molta più difficoltà riesco a farmi capire dall'addetta e... sorpresa! Sul treno 362 del 13 agosto ci sono ancora diversi posti liberi e il costo del biglietto, 70 euro, è poco più della metà di quanto mi aveva indicato Tatiana!
Torno di fretta in albergo per comunicare la novità ai compagni di viaggio, inoltre entro le 12 dobbiamo fare il checkout e trasferirci al più economico hotel Rus, dove abbiamo trovato posto per altre due notti. Data la mia abitudine di svuotare interamente la valigia anche per soggiorni di poche ore, la fase di rifacimento del bagaglio è un po' più lunga del previsto, sgarriamo di cinque minuti e la receptionist ci fa pagare tre rubli di penale! L'hotel Rus è un po' più spartano (non che l'Angara fosse di lusso) ma assolutamente dignitoso, ha pure un ristorante.
Lasciati i bagagli usciamo nuovamente, andiamo all'agenzia Intourist a comprare i biglietti (troviamo in realtà gli ultimi quattro posti rimasti!) del treno: partiremo il 13 agosto alle ore 20 ora locale (sul biglietto e sugli orari ferroviari è indicata come ora di partenza le 15, l'ora di Mosca) e arriveremo il 15 agosto alle 7 di mattina.
Girando per Irkutsk non è facile trovare un posto decente per mangiare, per uno spuntino pomeridiano anche un McDonald's sarebbe ben accetto! Decidiamo invece di avvelenarci prendendo hamburger e patatine in un fast food locale, le patatine sanno di cartoncino!
Prima di cena torniamo in albergo a fare un riposino (il fuso orario colpisce ancora), dopodichè ceniamo a ristorante, mangiando finalmente qualcosa di tipico e di qualità discreta (omul secco, raviolini...). Passo la sera guardando un film, domani, finalmente, è in programma una gita al lago Bajkal.
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