Racconti di viaggio

Un week end a Barcellona

Accompagnamo sam in una breve vacanza nella città catalana, tra la splendida Sagrada Familia, il bizzarro Parc Guell e movimentate passeggiate lungo la Rambla


Mangiamo qualcosa al Julivert Meu: un posto davvero singolare e dall’ottima cucina. Abbiamo preso la Botifarra blanca, la tipica salsiccia catalana servita con l’uovo, una Escudella (una zuppa catalana a base di diversi tipi di carne e verdure servita con riso o con pasta e dell’ottimo vino rosso della casa. Il ristorante è proprio a due passi dal Teatro Liceu. Abbiamo deciso, poi, di tornare indietro perché non potevamo non visitare il celebre Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA), che accoglie opere prevalentemente di origine spagnola, in particolar modo catalana.

Realizzato dall’architetto americano Richard Meier, ha contribuito a ridare spessore a quella che un tempo era una zona un po’ dequalificata di Barcellona. Ci addentriamo dunque nel museo, in cui non solo sono esposte opere di pittura e scultura, ma anche grafica, installazioni, video art, computer art, fungendo da laboratorio d’arte permanente.

Finita la visita al museo, che ci è costata un intero pomeriggio, decidiamo di dare un'occhiata al movimento notturno e di mangiare in un locale carino. Ci dirigiamo a Plaça Catalunya, dove scopriamo l'Ovella Negra, uno dei locali storici del centro. Una caratteristica  taverna rustica dove finalmente abbiamo gustato la sangrilla (sangria) e per di più a poco prezzo (davvero ottima)! La cosa più interessante sono le grandi tavolate con innumerevoli commensali: catalani, turisti, erasmus.

La zona è l’ideale anche per divertirsi e ballare (scelta azzeccata!). A pochi metri l’una dall’altra numerose discoteche: City Hall, Living, The Roxy Blue, Arena‎…e, cosa molto allettante, ingresso gratuito entro un certo orario!

Barcellona: secondo giorno (domenica)
Nuovo giorno, altro museo. In mattinata ci dedichiamo alla visita del Museu Picasso, una tra le più importanti attrazioni locali. Rimaniamo stupefatti dal flusso continuo di gente che fa su e giù per il museo dedicato alla figura di Pablo Picasso, giustificato dall’importanza delle opere che la struttura ospita al suo interno, soprattutto quelle del primo periodo dell’artista (fino a quando lasciò Barcellona), ricca, però, anche di importanti integrazioni che si sono susseguite via via negli anni.

Dopo ciò, ci mettiamo alla ricerca dei monumenti di Gaudì, tappa d’obbligo per ogni visitatore che si accosta a Barcellona. Scopriamo così, quel tempio gigantesco che è la Sagrada Familia: uno spettacolo a dir poco sconvolgente e unico per la sua originalità e maestosità!

Ci organizziamo anche per vedere Parco Guell, uno spazio praticamente magico, pieno di costruzioni, lavori di piastrelle, sculture, tutte ideate e progettate dall’architetto catalano. Ma ciò che desta, sopra ogni cosa, la nostra curiosità è al suo interno: quella che è la vecchia autentica casa di Gaudì, oggi museo aperto al pubblico: imperdibile!


Senza rendercene conto, abbiamo trascorso più di quattro ore all’interno del parco, perciò è ora di mangiar qualcosa! Fidandoci dei suggerimenti della  preziosa zingaGUIDA, scegliamo di fermarci presso Tapa Tapauna catena spagnola di fast-food che offre ottime tapas (sfiziosi antipasti tipici della Spagna) e le mitiche patatas bravas (ottime patate fritte con salsa piccante all'aglio). La qualità è davvero buona, il prezzo molto conveniente ma, le porzioni non sono grandi. E’ situata di fronte a Casa Battlò, perciò, a stomaco pieno, è ora di fare un’altra tappa: Casa Battlò, appunto, il cui nome deriva dal proprietario che commissionò la costruzione a Gaudì.

E’ davvero impressionante come questa sembri composta da tutta una serie di teschi (i balconi) e ossa (i supporti). Ammiriamo le figure presenti nella costruzione di questo edificio: esclusivamente figure marine; persino per la facciata principale è stato scelto un colore che richiama moltissimo quello del corallo.

Anche l’interno della casa è stato curato da Gaudì, ed infatti l’arredamento rispecchia pienamente il suo stile. Per non scontentare l’altra metà (stupidi maschi!), decidiamo di trascorrere la restante metà giornata a disposizione allo stadio più grande d'Europa: il Camp Nou (se fosse un uomo a scrivere, lo definirebbe sicuramente “mitico"), tempio del Barcellona!

Una celere visita agli spogliatoi delle squadre, al terreno di gioco, alla tribuna vip, a quella della stampa ed infine una capatina al Museu Núñez che porta il nome dello storico presidente catalano (secondo le stime è il secondo museo più visitato di Barcellona), circondati da trofei, foto e video storici. Per chiudere, una puntatina all’immancabile store per i souvenir per gli amici!

Seppur col rammarico di aver potuto trascorrere solo un paio di giorni in questa splendida città e di non aver potuto assaporare a pieno ogni sua peculiarità, ci dirigiamo in albergo per prendere le valigie e poi dritti in aeroporto (purtroppo). “Dieci chilogrammi” di intense emozioni, di immagini e luoghi meravigliosi, del calore di un popolo, dell’effervescenza di locali e turisti, del buon cibo, dei buoni profumi, dei mille colori e il desiderio di tornarci ancora una volta ma,come ogni “zingaro” che si rispetti, poco spazio per la nostalgia e, sulla via del ritorno nuovi progetti in vista della prossima meta.

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