Racconti di viaggio

A Maggio in Crociera nel Mediterraneo

Con il nostro Avorio ce ne andiamo in Crociera da Savona a Marsiglia passando per Barcellona e le Baleari.


Autore: Avorio

Periodo: Maggio


Questo diario di viaggio è diviso in due parti in quanto ci sono veramente troppe cose da raccontare ed è meglio separarle. La prima parte riguarda la crociera in sé e su come funziona tutto a bordo, a prescindere dal giro che si fa e dalle città che si visiteranno.

La seconda invece è la cronaca dei posti che abbiamo visitato, con indicazioni pratiche su come muoversi.
Quindi, chi fosse interessato solo ad avere un quadro generale su cosa lo aspetterà a bordo (come muoversi, come pagare, indicazioni sul mangiare e sulle attività che si svolgono) legga solo la prima parte. Buona lettura!


CROCIERA: PRE E DURANTE IL VIAGGIO SULLA NAVE

Innanzitutto partiamo dalla prenotazione: abbiamo fatto tutto online. Abbastanza facile la prenotazione anche se arrivano svariate mail (con tanto di allegato) con la prenotazione fatta. Nel dubbio su quali mail tenere e quali cestinare, stampo tutto (una quindicina di fogli) anche se la cosa più importante sono i biglietti per salire a bordo. Li riconoscete perché vi trovate sopra tutti i vostri dati personali e la dicitura ‘obbligatorio da portare a bordo’.
Controllate bene che i dati siano giusti: se ci fosse qualcosa di sbagliato, basterà compilare il modulo sotto e consegnarlo all’imbarco.

Inizialmente pensavamo di andare a Savona con la nostra auto ma considerato lo sbattimento del viaggio e la spesa complessiva (benzina più parcheggio più navetta per andare fino alla nave) abbiamo preferito prendere il pullman.
Per prenotarlo è stato un po’ un’impresa perché bisognava aggiungerla al pacchetto, quindi dopo svariate volte che abbiamo provato online, abbiamo chiamato direttamente la Costa al numero che si trova sul sito.

Il pagamento di tutto è avvenuto attraverso carta di credito prepagata. Curioso che viene prelevato in due trance. Anche qui, eravamo un po’ preoccupati che per qualche disguido magari non venissero presi e quindi dovevamo chiamare il call center e perderci nei meandri burocratici ma fortunatamente il giorno stabilito (un mesetto prima della partenza) ho visto la carta di credito ‘prosciugarsi’ dei miei soldi quindi tutto a posto.

In stazione centrale a Milano c’è la fermata del nostro pullman: semplice da trovare sia perché è davanti ad un albergo proprio accanto alla stazione, sia perché troviamo già un’ora prima un sacco di gente e due pullman pronti.
Un ragazzo ha un foglio con tutti i nominativi di chi deve salire a bordo e quindi viene svolto tutto in ordine e senza intoppi.

Raggiunta Savona, ci spostiamo verso la reception adibita all’imbarco. Questa è pulita e in ordine con svariate hostess che ci hanno spiegato con chiarezza come si sarebbe svolta la procedura (facile ed intuitiva, a prova d’imbecille): ognuno faceva parte di un gruppo di persone contrassegnato da un numero. Quando chiamavano quel numero tutti gli appartenenti salivano a bordo. Inaspettatamente, per quanto mi riguarda, la hall straripava di persone pronte ad imbarcarsi: oltre a noi italiani (che eravamo quasi mille in tutto) c’erano anche tedeschi, spagnoli, francesi, inglesi e persino qualche giapponese!

Saliamo così sulla nave. Devo dire che il primo impatto è spiazzante: sembra di essere in un albergo di lusso con l’arredo sfavillante e pieno di particolari raffinati. La hall della nave è enorme con tanto di tre ascensori che portano dal primo piano fino al nono! È tutto molto d’impatto e ci fa sentire come quei ricconi nei loro mega alberghi lussuosi.

Ciò che colpisce è la disponibilità e gentilezza degli inservienti: tutti, indistintamente, salutano sempre e sono pronti ad aiutarci in ogni momento. A prescindere da quello che stanno facendo, s’interrompono per salutare e per dire qualche parola di cortesia. Questa loro disponibilità è veramente un toccasana.

Scopriremo in seguito che sulla nave ci sono quasi 900 persone che vi lavorano e non potrebbe essere altrimenti data la loro capacità di seguire ogni persona e le sue esigenze (vi basti pensare che la nostra camera veniva pulita almeno 4 volte al giorno).

Appena saliti ci indirizzano subito verso il ristorante self service mentre gli inservienti pensano personalmente a portare le valigie in camera. Saliamo fino al nono piano dove c’è il ristorante: sala enorme con svariati punti di ristoro. Ci aspetta di tutto, dalla pasta alla pizza ai dolci alla frutta alla carne. Insomma, un  menu completo cucinato sul momento e sempre a disposizione (non ci sono mai momenti in cui manca qualcosa: i camerieri e cuochi riassortiscono subito).

L’acqua è gratuita (spiegherò più avanti ciò che è gratis e non) ed è fornita da enormi distributori. Chiariamo subito: è comunque un buffet, quindi non aspettatevi cibi da ristorante d’alta classe. Diciamo però che per essere un buffet è tutto discretamente buono e sicuramente a fine vacanza avrete messo su un paio di kili in più!



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