Racconti di viaggio

Una settimana a Lanzarote e Fuerteventura

Una meta low cost tra cultura arte e mare. 3 giorni a Fuerteventura e 4 giorni a Lanzarote.

Tutto su Fuerteventura
Tutto su Lanzarote

Autore: Si182

A distanza di un anno, io e il mio ragazzo abbiamo deciso di ritornare e di trascorrere la nostra unica settimana di ferie alle Canarie. Una meta low cost tra cultura arte e mare.

Il nostro itinerario comprendeva 3 giorni a Fuerteventura e 4 giorni a Lanzarote. A Fuerteventura ci eravamo stati nel febbraio 2011: magnifica! Quest'anno però decidiamo di conoscere anche l’isola di Lanzarote: la terra dei vulcani e di Cesar Manrique. Come base per le nostre escursioni scegliamo di alloggiare a Puerto del Carmen, precisamente all'Appartamento Tisalaya,con 13 euro al giorno per persona ci hanno dato un mini appartamento con piscina. Che volere di più?

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Sbarcati con la Naviera Armas a Playa Blanca, abbiamo preso il bus che ci ha portato a Puerto del Carmen. Pomeriggio di relax, giretto lungo l'Avenida principale che costeggia la Playa Grande, ovvero un lungomare pieno di pub,negozi, ristoranti ecc. Diciamo che il paese è molto turistico, frequentato soprattutto da inglesi e tedeschi! Un po’ di shopping al cento commerciale Biosfera, e poi prendiamo il bus e andiamo ad Arrecife che di spagnolo ha poco niente! Finalmente è arrivato il momento di noleggiare la macchina e di iniziare la nostra avventura on the road per Lanzarote. Abbiamo affittato una Polo per 60 euro - 3 giorni, fatta benzina 1,14 euro al litro partiamo, andiamo verso nord facendo diverse tappe.

2° GIORNO

1 tappa: Tahiche - dove visitiamo la Fondazione Cesar Manrique, (5 euro) un tempo la casa di Manrique, un giretto tra le sue opere, la sua vita, e ripartiamo.

2 tappa: Guatiza - visita al giardino dei Cactus (5 euro) Più di 1500 varietà di cactus, ovviamente opera di Manrique: artista protagonista di Lanzarote. Qui si ha la possibilità di visitare l’interno di un mulino a vento.

3 tappa: Orzola - pranzo in un ristorantino del porto e dopodiché ci siamo fermati in una caletta: Playas Caletones uno spezzato di sabbia bianca tra le rocce nere, qui l’acqua è calda, calma, trasparente: una favola!

4 tappa: Mirador del Rio - dato il tempo un po’ nuvoloso non siamo entrati, comunque sia lassù c'è un panorama da paura, una vista sulle isole minori, consiglio di andare!

5 tappa: Caleta Famara - arriviamo dopo aver fatto delle strade strettissime passando per i paesini di Yè, Haria, e infine Teguise. La spiaggia è immensa, selvaggia con onde altissime, e un gran vento, infatti il posto è frequentato solo da surfisti!

3° GIORNO


Oggi niente mare, ma il costume lo mettiamo ugualmente. Direzione, Parque Nacional de Timanfaya. Avevo letto mille recensioni al riguardo: "molto bello, paesaggio fantistico ecc" e pensavo si vabbè solite cose. Invece è più che bello, più che fantastico, paesaggi mai visti! L'eruzione risale al 1730 e sconvolse l'isola, rendendola così: piena di lava! Al parco si entra in auto (8 euro) fino a raggiungere il parcheggio.

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Dal parcheggio ogni ora parte un pulmino marroncino che ti da la possibilità, tramite il biglietto, di esplorare le montagne del fuoco proprio dall'interno del parco, percorrendo la Ruta de los Volcanes. Il percorso è di 40 minuti accompagnato da un commento registrato in 3 lingue, ovviamente l'italiano non è tra queste!Una volta ritornati al punto panoramico chiamato l'Islote de Hilario (progettato da Manrique) c'è un signore del posto che ci fa assistere ad una serie di esperimenti. Per esempio scavano una buca in profondità e ci infilano legnetti che in pochi secondi prendono fuoco, oppure versano in una buca l'acqua che viene sparata in alto, facendo la reazione di un geyser!


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