Racconti di viaggio

Cosa fare in un weekend a Madrid

Due giorni a Madrid tra tapas gustose, cenette low cost e birrette a fiumi, un po' d'arte e tanto verde.

Autore: Saganaki

Atterrati alle 10.50 di sabato 15 Settembre all'aeroporto T1 Barajas, ci accorgiamo subito che in questo weekend si camminerà molto, infatti per arrivare alla fermata della metro ci sono circa 20 minuti di camminata/tapis roulant all'interno del terminal, quindi prendiamo la metro (5€ per il centro) e dopo aver cambiato 3 linee in 50 min circa scendiamo alla stazione Anton Martin nella zona di plaza Santa Ana.

Appena usciti ci imbattimo nel Museo del Jamon e qui ci scappa il primo spuntino con bocadillo al jamon e cana de cerveza in due (per la folle cifra di 2 euro), quindi attraversando i vicoli del quartiere ci dirigiamo all'albergo (CataloniaLas Cortes), prenotato la mattina stessa alle 5.30 perchè fino all'ultimo indecisi se partire, prendiamo la camera, ci cambiamo e via alla scoperta della ciutad.

GUARDA ANCHE: COSA FARE IN 4 GIORNI A MADRID


Partiamo da plaza Santa Ana con i suoi caratteristici tapas bar e la statua di Garcia Lorca, arriviamo in puerta del Solcol suo Orso simbolo della città, affollata piazza in ogni ora del giorno e della noche e punto zero da cui si calcolano ikm per tutta la penisola e proseguiamo per l'enorme plaza Mayor con gli affreschi della Casa de la panaderia, circondata da porticati, ristoranti e pittori di strada.



Uscendo dalla piazza in direzione mercado San Miguel ci sbaffiamo un bocadillo enorme con calamaros fritos in due, tipico piatto madrileno, alla Casa Rua, consigliata. Per il dolce entriamo nel mercado e ci prendiamo dei micro dolcini visivamente intriganti dove frutta, marzapane e pasta di mandorle fanno da padroni e volendo ci sono centinaia di pinchos diversi di pesce con cui pranzare: uno spettacolo, i prezzi però non sono proprio da mercato su tutto quindi facciamo scorta di liquidi ad un vicino CarrefourExpress per sopravvivere ai 34 gradi (che senza un filo di umidità non disturbano troppo) e ci avviamo verso la Cattedrale de la Almudena.

Incappiamo prima in un 100 Montaditos che, come il coro delle sirene di Ulisse, ci cattura e ci spariamo una bella jarra de cerveza, entriamo poi nella cattedrale in cui ci colpiscono le vetrate astratte dove antico e moderno sembrano baciarsi e restiamo folgorati dalla spettacolare cappella del Santissimo Sacramento, dove si può entrare solo per pregare, pareti completamente rivestite di un mosaico di marmo bianco e oro, uno spettacolo per gli occhi e il cuore, purtroppo ci dimentichiamo di visitare la bellissima cripta per colpa del navigatore-umano Lori, quasi una secondacattedrale sotteranea dicono.
All'uscita, ci sediamo all'ombra, sui gradini della plaza de la Armeria, ad ammirare il palacio Real da fuori e a riposare i piedi in fiamme con il sottofondo di un violinista gitano che sta intonando Caruso.

Costeggiamo il palazzo, attraversiamo plaza De Oriente ed entriamo nei rinfrescanti Jardines de Sabatini, quindi arriviamo in plaza de Espana con i suoi grattacieli, palazzi e il monumento a Cervantes e ai suoi piedi le statue in bronzo di Don Chisciotte e il fido Sancho Panza e ci divertiamo a fare foto assurde da aggiungere alle mille altre scattate in giro per il mondo.

GUARDA ANCHE: IN GIRO PER LA SPAGNA TRA MADRID E TOLEDO

Prima di ripartire per la Gran Via ci facciamo un gelato allo yogurt e frutta self service, nel senso che sei tu a crearti il tuo capolavoro e alla fine pesano e paghi. A questo punto vogliamo negarci una botta di cultura? Certo che no, visto che tra l'altro dalle 18 alle 20 l'ingresso al Prado diventa gratuito, ci trasciniamo per le sale coi piedi che sono ormai una vescica unica, ammirando La maya desnuda (Goya), L'Annunciazione (Beato Angelico), Le tre grazie (Rubens), Il cardinale (Raffaello), Las meninas (Velazquez), Tintoretto, El Greco, Tiziano, Antonello da Messina... Finchè trovo Lori in contemplazione assorta di un dipinto e incuriosita gli chiedo cosa lo colpisca tanto e lui mi risponde: è emozionante vedere dal vivo l'opera di chi ha dato il nome alle vie del paese... Stava ammirando un Mantegna: no-comment!

Usciti dal Prado, l'occhio ci cade sulla bella iglesia di San Jeronimo el Real, appena dietro il museo, al culmine di una scalinata, la visitiamo e ci fermiamo a vedere gli abiti di un matrimonio appena terminato, elegantissimi ma per noi pacchiani e considerando l'ora tarda, abbandoniamo l'idea della doccia prima di cena e cerchiamo un ristorantino.

Troviamo nel mentre una chiesa con la messa pre-festiva che sta per iniziare e ne approfittiamo per ringraziare il Signore della magnifica giornata assieme.
La scelta alla fine cade su il Restaurante La catedral, a 100 metri da puerta del Sol, in carrera San Jeronimo dove con il menù da 12,60 a testa ci mangiamo: una tapas offerta dalla casa di pesciolini fritti, ricchissima paella mista x 2 tra le migliori assaggiate, una grigliata di pesce (mediocre) e una di agnello ottima) una macedonia e una flan, il tutto innaffiato ovviamente da una jarra de cerveza (a parte), consigliato, mui bueno.

Passeggiatina digestiva in plaza del Sol dove assistiamo a esibizioni di balli ed evoluzioni mozzafiato coi roller blade, artisti di strada ad ogni angolo e tantissima gente ovunque, di ritorno al nostro albergo ri-avvistiamo le "sirene" che ci attraggono ad uno scoglio-tavolino dove con 3 € ci gustiamo un pessimo Mojito della staffa che pensavamo esser l'ultimo) assistendo in diretta alla disfatta del Real Madrid contro il Siviglia o era il Valencia? Vabbè du palle di calcio comunque.

Passeggiando per calle De Las Huertas, lunga via costellata da localini, rientriamo in camera e troviamo sulla scrivania un buono offerto dall'hotel per consumare 2 flute di Cava al bar della hall, come dire di no?

Domenica mattina, usciti dall'albergo, ci fermiamo a fare colazione in una panaderia in calle Del Leon, un minuscolo localino con 2 tavolini dietro il banco dei dolci e altri 2 in un corridoietto di fronte a 2 finestre enormi in ferro battuto (ma dove entri entri a Madrid ti incanti ammirata) qui abbiamo mangiato il miglior chesecake con il fondo di brownies al cioccolato e noci della nostra vita.

Madrid come tutta la Spagna è piena di sorprendenti e originalissimi localini ricavati in ogni dove, anche in spazi così piccoli che non basterebbero per un ingresso, decorati spesso dal proprietario stesso e per questo unici e caldi, vediamo passando il Pika Pika (bisognerà bussare sulla minuscola porticina per entrare? Chissà!).

Finita la colazione, costeggiamo il Prado, saltiamo i giardini Botanici per mancanza di tempo e ci infiliamo nell'enorme, bellissimo parque del Buen Retiro, un'oasi di verde curatissima con un laghetto pieno di barchette a remi, il monumento ad Alfonso XII, fontane con tartarughe, papere, stranissimi alberi che crescono in acqua, cascatelle, prati curatissimi, enormi alberi di ogni tipo, palacio Velazquez e il palacio de Cristal che nell'insieme avrebbero meritato da soli una intera giornata.

Il tempo è tiranno, quindi torniamo verso l'albergo con una veloce tappa in un risto-pinchos-bar in calle Prado al 4 "Lizarran Prado" dove pranziamo al banco come veri madrileni con vari pinchos bagnati da una cana de cerveza.

Torniamo in albergo per il late check out (gratuito prenotando dal sito dell'hotel invece che da booking), e poi sulla strada per la metropolitana ci fermiamo a prendere due fette di cheesecake nellla pasticceria della mattina e un bocadillo e una briosche al jamon nel Museo del Jamon per il viaggio di ritorno.

Il volo di ritorno è pieno come un uovo: resta un solo posto libero in tutto l'aereo...

Grazie accogliente Madrid, ci hai fatto sentire subito a casa: da vedere, da sentire, da gustare, da bere... Da vivere !!!