Racconti di viaggio

Quattro giorni a Madrid

Daniela ci racconta Madrid con un po' di dritte interessanti su cosa vedere e come ottimizzare i tempi in 4 giorni nella capitale spagnola.

Tutto su Madrid

Autore: Daniela
Periodo: maggio/giugno


29 maggio 2012

Il volo per Madrid, Ryanair, parte da Torino Caselle alle 12,30 circa, lasciamo l'auto da un concessionario di Borgaro che fa servizio parcheggio e navetta per l'aeroporto, molto comodo e più economico del parcheggio Sagat.
La fila all'imbarco è lunga ma riusciamo a trovare due posti vicini a metà aereo, alle 12,35 si parte, si atterra a Madrid alle 14,30. Viaggiamo leggeri, un bagaglio a mano, (in cui deve poter entrare tutto e che deve corrispondere alle misure indicate dalla compagnia) per cui ci dirigiamo verso la METRO, linea 8, attraverso alcuni corridoi con tapis roulant, il biglietto è di 4,50 €, compreso il supplemento aeroporto, ci sono molte macchinette che lo erogano, con semplici istruzioni, cambiamo due volte: una sola fermata sulla linea 6 circolare e poi linea 1, direzione Anton Martin da cui possiamo arrivare in Calle Cervantes all'Hostal Dulcinea che abbiamo prenotato in Internet, la casa è vecchiotta, con scricchiolanti scale in legno, e una vecchia ascensore nella gabbia, ma il tutto è pulito e confortevole, 190 € per 4 notti.




Dopo aver lasciato i bagagli, raggiungiamo il Paseo del Prado, a due passi, ammiriamo la fontana di Nettuno, accerchiata dalle auto! E aspettiamo le 18,00, ora in cui si apre il Museo del Prado ad un pubblico non pagante per un paio di ore, gironzoliamo quindi per le sale, mai particolarmente affollate, mi soffermo sull'opera di Goya: “Il 3 maggio 1808 a Madrid”: la fucilazione dei rivoltosi da parte delle truppe francesi; e naturalmente sulla “Maya Desnuda”, mentre la vestita è assente perchè in prestito. Anche la “Sacra Famiglia con l'uccellino” di Murillo, attira la mia attenzione, la scena di vita famigliare è suggestiva, c'è poi la galleria che riceve luce dall'esterno con tutta una serie di opere, grandi tele, di Rubens e allievi.

Abbiamo quindi cenato al Gala, in Calle Moratin, la cui particolarità è un terrazzo coperto da vetrate, con molte piante, abbiamo preso la paella alla marinara, che ho trovato un po' povera di ingredienti ed asciutta. Quindi abbiamo camminato fino a Plaza Major, per Calle Huertas, e siamo rientrati in camera stanchi morti.

30 Maggio 2012
Siamo usciti per far colazione in Calle Moratin, in un locale molto carino, in cui si vende pane fresco, con una saletta arredata con mobili vecchi dipinti di bianco, abbiamo consumato croissant e caffè con latte, o  panini al prosciutto e succo spremuto al momento.

Quindi abbiamo preso il Paseo Del Prado, fino a Piazza Cibeles, al centro della quale c'è la fontana omonima, attorniata da un circuito automobilistico: le auto a Madrid sono tante e corrono veloci nei grandi viali. Abbiamo imboccato Calle Alcalà in direzione Palazzo Reale con l'intenzione di visitare il Monasterio Des Descalzos, abbiamo prenotato la visita guidata in italiano delle 12,30 al prezzo di 7 €, abbiamo quindi ingannato l'attesa, gironzolando per la Gran Via e i magazzini El Corte Ingles.

La visita al Monastero è durata un'ora circa, ci hanno illustrato, in un buon italiano, la vita e le regole delle monache, dalla fondazione ad oggi. Siamo quindi tornati in Plaza Major, e ci siamo fermati a pranzare poco oltre alla birreria Jarramania, fa parte di una catena, detta anche 100 Montaditos, piccoli panini ad 1 € l'uno con una birra grande, ad 1 €, c'è molta gente, ma si trova da sedere al piano superiore, e sono molto veloci a servire, i montadito sono  buoni.
Ci siamo quindi diretti all'Hostal per riposare, fermandoci a prendere arance e yoghurt per arricchire la dieta di vitamine.

Alle 17,30 eravamo di nuovo al Prado, per completare la visita di ciò che non eravamo riusciti a vedere il giorno prima. Oltre al fatto di non spendere 12 € c'è il vantaggio di non stancarsi troppo, e di poter rivedere ciò che ci è piaciuto di più, dopo esserci fatti sbattere fuori alle 20,00, abbiamo riattraversato il centro per cercare il locale La Bola, in Calle Bola 5, dietro Palazzo Reale, dove si trova cibo locale tipico in una atmosfera di altri tempi, abbiamo preso un Cocido, “compartito”(che ci siamo divisi) e una Ropa Veja, (carne tritata con sugo rosso), se non si è prenotato occorre arrivare per tempo, non più tardi delle 20,30, perchè il Cocido è una terrina che sta cuocendo a fuoco lento da ore, con carne di agnello, ceci e brodo, e altre squisitezze, che viene servito in due tempi: ti portano un piatto di capelli d'angelo su cui versano il brodo della terrina, dopo di che ti servi di ciò che è solido.

Abbiamo speso 45 € con vino della casa, e siamo stati proprio bene. Per digerire ci siamo fatti il percorso di ritorno a piedi, con un gelato enorme, gelateria italiana, ammirando i palazzi della Gran Via illuminati.

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