Racconti di viaggio

Due giorni a Valencia

La nostra Saganaki ci porta a Valencia per un weekend spagnolo a base di mare, fiesta e buon cibo.

Autore: Saganaki
Periodo: settembre

Venerdi 7 settembre ore 19: fermi sulla pista ad aspettare l'aereo in ritardo di mezz'ora lo vediamo arrivare da pochi metri di distanza.

Amore hai visto la scaletta davanti che esce da sola? No!
Amore hai visto che portano la scaletta per l'uscita dietro? No!
Amore hai visto che tirano i cordoni di sicurezza sotto l'ala? No!
Amore hai visto quel bambino che gira come una trottola? Grrr no!
Amore hai visto stan facendo rifornimento di carburante... Ho detto noooo!!!! Amore mio non ci vedo, sono cecata oltre i 10 mt, hai intenzione di passare il weekend a mostrarmi cose che non posso vedere?
Risposta: meno male che non guidi tu l'aereo!

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Ebbene sì, ho abusato delle lenti in vacanza e ora ho un'ulcerazione agli occhi che mi appanna la vista, oltre a non poter portare le lenti per un pò quindi andrò a sbattere contro Valencia e inciamperò nel suo mare, riconoscerò la paella solo dall'olfatto ma cecata o no tornerò in questa bella città spagnola che già visitammo l'anno scorso.



Arriviamo con 30 minuti di ritardo, normale per un volo serale, facciamo i biglietti della metro con la nuova tariffa aeroporto a 4,90 euro e in 20 minuti siamo in centro alla fermata Colon, da qui con 10 min di passeggiata giungiamo al nostro hotel il Catalonia Excelsior a 50 m da placa Ayutamento.

Ceniamo alla Cerveteria 100 Montaditos con un simpatico vassoio di paninetti di ogni tipo, dal pesce al buonissimo jamon (da 1 euro a 1.5) annaffiati da una jarra de cerveza in offerta a 1€ che avidamente aspiriamo fino all'ultimo goccio (eh avevam sete!) lasciandoci per la successiva mezz'ora con problemi di deambulazione. Finiamo il giretto serale in placa della Cattedral dove assistiamo a una sfilata di ragazzi con i rollerblade travestiti con simpatici costumi per non so quale occasione e concludiamo la cena con una mediocre creps alla nutella.

Dopo la notte insonne (in cui alterniamo l'aria condizionata fastidiosa al caldo opprimente della camera) partiamo per un variegato giro di Valencia iniziando ovviamente da una buona colazione in un baretto con the, caffè succo di frutta e un panino col jamon serrano, quindi entriamo nel mercato coperto per farci un altro succo di arancia fresco e fare incetta di viveri per il pranzo, svolazzando di banco in banco fino ad aver riempito di nettare la nostra Invicta (panini al jamon e formaggio, dolcetti freschi di ogni tipo, macedonia di frutta, bibite ecc).

All'uscita ci fermiamo a consultare la cartina e subito ci abborda un arzillo vecchietto (probabilmente molto solo visto che ci racconta che tutti quelli che ha amato sono ormai morti) per darci indicazioni che subito divagano in storie di vita vissuta, visione orgogliosa di foto di famiglia che prontamente estrae dal portafoglio e condite da benevoli scappellotti al mio amore che docilmente incassa, asserendo tra l'altro che l'acqua di Valencia è afrodisiaca e le donne la sera quando si spegne la luce non capiscono più niente.. mah sarà.

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