Racconti di viaggio

Sul Trenino del Bernina e dintorni

Finalmente alla scoperta dei paesaggi e del tragitto meraviglioso del Trenino rosso del Bernina.

TRENINO DEL BERNINA E DINTORNI

18/07/2016

Era da un po’ che facevo il filo al trenino del Bernina, dato che tutti me ne avevano parlato bene, così ho deciso di dedicarvi un paio di giorni. Questo perché venendo da una città a sud-ovest di Milano, per arrivare a Tirano (città di partenza del trenino) ci avrei impiegato tre ore e mezzo. Ergo, o mi alzavo alle tre del mattino o mi studiavo un’alternativa. Quindi ho deciso di dedicare il primo giorno al viaggio e alla visita di Tirano, Poschiavo e Miralago (paesi della Svizzera raggiungibili in auto) mentre il secondo giorno al giro col trenino, in modo da godermelo al meglio.

Partenza alle 5.45 da casa per giungere a Tirano alle 9.10. Dopo essere andato in albergo a depositare i bagagli parto alla scoperta del paese. Dall’albergo raggiungo il famoso santuario dedicato alla Beata Vergine: bello all’esterno ma ancor di più all’interno (dato che si trova anche uno dei più grandi organi d’Europa).

Da qui prendo la via principale, Viale Italia, la quale è costeggiata da alberi, negozi e ristoranti (avevo paura di trovarmi in un paesino minuscolo con giusto un paio di miseri negozietti ma mi sono dovuto ricredere: vi si trova di tutto, quindi se vi dimenticate qualcosa a casa potrete sicuramente acquistarlo qui). Percorrendola, ad un tratto trovo alla mia destra una via che finisce alla stazione. O meglio, le stazioni: quella di fronte a me è italiana e partono i treni nazionali mentre quella a destra è svizzera, predisposta per il trenino del Bernina. Entro in quest’ultima per acquistare il biglietto per il giorno dopo: costa 58,91€ A/R per il regionale (c’è anche l’express ma costa 12€ in più e, secondo me, non vale la spesa).

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Prendo anche un depliant sugli orari e uno sul percorso (anche se è decisamente migliore ed approfondito il pdf scaricato dal sito ufficiale del trenino). A questo punto non mi resta che girare per il paese: proseguo per Viale Italia fino a giungere al fiume Adda. Attraverso il ponte e continuo dritto percorrendo Viale Repubblica. Da qui m’inerpico per una decina di minuti su una salita per raggiungere il castello (che risulterà sostanzialmente essere solo rovine ma almeno si ha una bella vista panoramica del paese). Da qui torno sui miei passi e mi perdo nelle viuzze e piazzette del paese, trovando spazi adorabili di verde e case d’altri tempi. Tirano infatti è piccolo ma piacevole da visitare. Merita di dedicarvici almeno una mezza giornata. Giro per l’intera mattinata e pranzo al sacco in un piccolo parco. Conclusa la perlustrazione decido di andare a Poschiavo, in Svizzera.

Recupero l’auto e attraverso via Elvezia per giungere fino alla dogana dove debbo fermarmi un attimo (ma il doganiere non mi chiede nulla, tantomeno i documenti) e poi proseguo. In una ventina di minuti sono a destinazione. Come in tutti i paesini svizzeri, trovare parcheggio è un’impresa (se siete in zona centro potrete lasciarla solo per un’ora). Vi consiglio di fare come me: all’inizio del paese, alla vostra sinistra, troverete un campo da tennis e di calcio. Lì accanto c’è un parcheggio gratuito. In cinque minuti a piedi si raggiunge l’inizio del paese. Da qui ci sono le indicazioni per il centro: basta percorrere una via piena di negozi (ed espositori che offrono gratuitamente la cartina del paese e il depliant delle ‘marmitte dei giganti’, altra fermata del trenino del Bernina).

In realtà i luoghi salienti del paese sono circoscritti nel centro: il quartiere spagnolo, la chiesa di San Vittore Mauro, di Santa Maria Assunta e quella evangelica, il museo d’arte e la casa console. Una volta conclusa la visita mi dirigo (in quindici minuti attraverso strade a volte sterrate a volte non) in auto a Cavaglia dove si trovano le ‘marmitte dei giganti’, delle cavità cilindriche scavate dal ghiaccio. Lascio l’auto nel parcheggio gratuito e vado alla loro scoperta. L’ingresso è gratuito ma alla sua destra, incastonata nella roccia, c’è una cassetta dove si può lasciare un’offerta. L’esplorazione dura poco più di una quindicina di minuti: ci sono tante marmitte, alcune profonde e altre meno, ed un sentiero che le tocca tutte. Quest’ultimo si conclude davanti ad una piccola cascata. Da qui si prosegue il sentiero che riconduce al parcheggio. Che dire? Mi aspettavo di più, onestamente. Quindi, per una toccata e fuga ci può anche stare ma non aspettatevi chissà che cosa. Vale la pena se avete del tempo libero altrimenti se è contato dedicatevi ad altro. Tra l’altro, nel tragitto in auto da Poschiavo a Cavaglia, ovvero quando ci si inerpica sulla montagna, ci sono dei punti in cui il panorama sottostante è splendido. Peccato che scoprirò sul trenino del Bernina che lo vedrò durante il viaggio, quindi non vale neppure il discorso ‘Andateci anche solo per il paesaggio che vi si parerà davanti’.

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Da Cavaglia torno poi verso Tirano, ma decido di fermarmi a Miralago (altra fermata del trenino), accanto al lago di Poschiavo, il quale merita decisamente qualche foto. Qui il parcheggio è praticamente inesistente ma nel paesino c’è un locale sul lungolago dove potrete lasciare l’auto gratuitamente se vi fermate a consumare qualcosa (farsi un aperitivo in riva al lago sarebbe comunque un buon intermezzo per rilassarsi). Infine, risalgo in auto e torno a Tirano. Altro giretto per il paese, cena e poi nanna che domani mi aspetta un tour de force sul trenino! 19/07/2016 martedì Il primo treno parte alle 7.40, l’ultimo di ritorno al paese italiano alle 19.00 (dopo questo orario il treno si ferma a Poschiavo e da lì dovrete prendere un bus che vi riporta a Tirano). Svegliatomi presto ho preventivato di prendere il primo treno in modo da arrivare a St Moritz alle 10.11. Ergo, ho raggiunto la stazione retica (ovvero quella a destra di quella italiana) in automobile lasciandola al parcheggio gratuito dietro di essa (in via Calcagno). Qui c’è un sottopassaggio che porta direttamente davanti alla stazione. Biglietto alla mano salgo sul treno. L’andata la dedico più a fare le foto che a godermi il panorama, dato che ci sono dei paesaggi da cartolina che non si possono non immortalare.

Tra vallate fiorite, laghi di un blu intenso, ghiacciai innevati e piccole stazioni incantevoli, le foto si susseguono a raffica! Comunque, alle 10.11 raggiungo St Moritz e ho tempo fino alle 11.48 per visitare la località. Scendo da treno, prendo il sottopassaggio e qui mi trovo ad un bivio: a destra si va al lago mentre a sinistra al paese. Scelgo di visitare prima il paese. All’interno della stazione c’è un infopoint con una ragazza che mi fornisce una cartina e un foglio dove sono descritti, in italiano, tutti i monumenti, musei ed edifici più famosi e caratteristici. Parto subito perché il tempo è tiranno.

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Dalla stazione, praticamente di fronte, c’è una salita che conduce al paese vero e proprio. Arrivato in cima giro a sinistra fino a raggiungere il Palace Hotel (impossibile non vederlo: è la fusione di un castello con un albergo di lusso). Il paese è in effetti piccolo e si visita in fretta: basta zizzagare tra le viuzze, negozi di marchi famosi e locali di lusso, per trovare le attrattive più significative.

Tra i luoghi più famosi che ho scovato e fotografato: la pasticceria Hanselmann, piazza del comune, chesa futura, chesa veglia, chiesa evangelica, scultura del corridore di skeleton e torre pendente. Sono poi tornato sui miei passi e ho raggiunto il lago: molto carino. In conclusione: St Moritz mi ha dato l’impressione di un paesino snob, dove ogni angolo ostenta ricchezza e sfarzo. Non era il mio ambiente ma un giretto ci stava comunque. Dato che il tempo è agli sgoccioli vado in stazione. Occhio perché ci sono più binari con treni del Bernina: nel dubbio guardate i pannelli elettronici dov’è segnato quello che sta per partire nell’immediato o chiedete ai controllori che sanno abbastanza bene l’italiano. Infine si parte. Da qui mi fermo a Poltresina, in cui si dice ci sia un centro storico molto carino e caratteristico.

Scendo dal treno e mi faccio una decina di minuti su una strada asfaltata per raggiungere il paese vero e proprio. Effettivamente la via principale è costellata di case d’altri tempi ma, onestamente, non mi ha conquistato. Anche perché di un’ora una parte la si perde per andare e tornare dal paese e il resto per fare avanti e indietro in questa via. Poltresina è famosa anche per la possibilità di fare un giro nei boschi su una carrozza trainata da cavalli: l’idea è carina ma bisogna mettere in conto di sostare almeno un paio di ore. Ripreso il treno passo accanto al Bernina Diavolezza: qui c’è una funivia che conduce 800 metri più su dove si può fare anche il bagno in una vasca idromassaggio.

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L’idea mi stuzzica ma non riuscirei a fare tutto in un’ora, quindi proseguo in treno fino al Morteratsch, dove mi si para davanti un ghiacciaio sullo sfondo (si può raggiungere la base in un paio di ore), un bosco con tanto di area pic nic e un bar. Dietro quest’ultimo, costeggiando il fiume a sinistra, c’è la Schaukaserei, un caseificio dove si può fare uno spuntino ma soprattutto dove un uomo spiega (in tedesco) come preparare il formaggio, con tanto di dimostrazione pratica. Passata l’ora riparto e raggiungo l’Ospizio Bernina (a 2253 metri), famoso per i due laghi (lago nero e lago bianco). Bello! Il panorama è splendido, i due laghi sono meravigliosi e la pace che si respira in questo luogo è contagiosa. È una tappa da non perdere. Scesi dalla stazione si può scegliere se andare a destra (dove si trova la diga che ‘separa’ i due laghi) o a sinistra per costeggiare quello Bianco (che in realtà è di un azzurro intenso, da cartolina). Io opto per la seconda. La ‘fregatura’ è che non si possono attraversare i binari, quindi per una quindicina di minuti li costeggio fino a giungere ad un passaggio a livello che mi conduce finalmente al lago. Qui ne approfitto per immergervi i piedi (l’acqua ovviamente è fredda ma devo farlo!). Due foto e poi devo ritornare subito indietro altrimenti perdo il treno. Col senno di poi sarei rimasto almeno un paio di ore qui. Anche solo per raggiungere il lago nero e/o rilassarmi un po’ di più.

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Con un’ora sola ho fatto giusto una toccata e fuga. Peccato. Riprendo il treno e raggiungo Alp Grum. Questa è un’altra tappa imperdibile: siamo a 2091 e da qui si scorge un panorama meraviglioso che abbraccia il ghiacciaio di Palù da una parte e la valle col lago di Miralago dall’altra. Se si sale all’hotel Belvedere (che si scorge dalla fermata del treno) avrete un panorama ancora migliore. Le foto fioccano a iosa. In un’ora di cammino (c’è un cartellone accanto alla stazione che vi indica il sentiero da prendere) si può anche andare fino a Cavaglia e alle ‘marmitte dei giganti’. Opzione interessante ma il tempo è agli sgoccioli. Ed è così che, passata l’ora, riprendo il treno e torno a Tirano in perfetto orario.

INFORMAZIONI VARIE - Nel diario di viaggio non mi sono dilungato a fornire info su monumenti, treno, cenni storici, ecc ecc. in quanto il sito ufficiale del Bernina www.trenino-rosso-bernina.it fornisce già un pdf sugli orari del treno e un altro esaustivo su tutto ciò che c’è da sapere sull’intero viaggio.

Vi consiglio vivamente di darci un’occhiata per pianificare al meglio il vostro viaggio, in quanto per la tratta diretta Tirano-St Moritz ci vogliono due ore e mezza mentre tra un treno e il successivo ci passa all’incirca un’ora. Ergo, dovrete per forza fare una cernita dei posti migliori da visitare. Io ho cercato su internet altri diari di viaggio e le mete più accreditate sono state: Poschiavo, Cavaglia e Miralago (che ho visitato ieri per non doverle fare oggi e ‘rubare’ tempo ad altre fermate), Alp Grum, Ospizio Bernina, Morteratsch, Pontresina e ovviamente St Moritz.

- Per quanto mi riguarda, di quelle che ho visitato, col senno di poi eliminerei Poltresina in quanto ‘perdere’ un’ora per vedere una via l’ho trovata una decisione discutibile. La sfrutterei invece per passare un’ora in più all’Ospizio Bernina. Se volete fare tutto in giornata (e non come me due giorni), a questo punto eliminerei anche Morteratch per sostituirlo con Poschiavo, in quanto ci sono più monumenti ed edifici da vedere e un’atmosfera più piacevole e da paesino montano svizzero.

- Come spostamenti in treno, ho fatto in primis il diretto Tirano-St Moritz mentre al ritorno ho sostato nelle fermate prefissatemi. È stata un’ottima scelta in quanto all’andata eravamo pochi sul vagone mentre al ritorno quasi tutti i posti erano occupati (di conseguenza è stata un’impresa fare foto perché a volte ero costretto a sedermi nelle poltrone lontane dal finestrino e quindi non ero più di tanto libero di muovermi). Azzeccata è stata anche l’idea di dedicare l’andata a fare foto a go go (in quanto, come appena accennato, essendo in pochi nel vagone potevo spostarmi a mio piacimento).

- Il treno è puntualissimo: spacca il minuto nelle fermate intermedie e rispetta fedelmente la tabella di marcia: non per niente è svizzero e non italiano!

- Come vi accennavo in precedenza, l’ultimo treno fino a Tirano arriva alle 18.19. Per i successivi c’è da prendere il bus a Poschiavo. Il vantaggio di quest’ultima possibilità è che avrete più tempo da dedicare alle soste intermedie, dato che l’ultimo bus arriva a destinazione alle 21.59. Personalmente, dovendo tornare alla mia città natale in serata, vi sarei giunto ad un’ora proibitiva se avessi sfruttato quest’ultima alternativa, quindi l’ho esclusa a priori. Certo è che se state anche il giorno successivo a Tirano potete valutarla.

- Restando in tema di tempi e visite: consiglio, se ci andate in auto, di prendervi almeno due giorni e seguire il mio iter. Non per altro, ma così facendo il primo giorno lo dedicherete al viaggio e a visitare Tirano (che merita almeno una mezza giornata di visita), Poschiavo e l’omonimo lago (e quindi fermarvi al paese di Miralago o di Le Prese, che è accanto al primo) mentre il secondo, da riposati, lo dedicherete al trenino del Bernina e vi concentrerete sulle altre fermate. -Ho scoperto che le carrozze panoramiche (ovvero quelle scoperte) sono disponibili solo in alcuni orari (la prima è alle 10.03 e bisogna prenotare il giorno prima). Per il resto, funziona tutto come un treno normale. Quindi c’è una 1° e 2° classe (ovviamente il biglietto della 1° costa di più) e, non avendo il sedile prenotato, chi prima arriva prima occupa la posizione migliore. Tutti consigliavano di arrivare in anticipo per occupare il posto migliore. Seguo il consiglio ma scopro che siamo veramente pochi nel mio vagone… Perfetto perché così ho la possibilità di spostarmi da un finestrino all’altro per fare le foto più accattivanti. Anche perché non c’è un lato migliore dove sedersi: alcuni paesaggi mozzafiato li troverete a destra mentre altri a sinistra. Il trucco sta nell’essere sempre pronti a spostarvi all’occorrenza da una parte all’altra del vagone.

- Non buttate il biglietto del treno perché i controlli sono frequenti: all’andata non c’è stato nessun controllore ma al ritorno è stato un continuo andirivieni. Quindi non provate a fare i furbi! -Vi ricordo che in Svizzera non c’è l’euro ma il franco svizzero. Nei paesini di confine (io l’ho constatato a Poschiavo) potete sì pagare in euro ma vi faranno il cambio 1euro=1 franco svizzero e vi daranno il resto in franchi.

- Sul ‘pdf ufficiale’ consigliano di vestirvi a cipolla d’estate: pantaloni lunghi e sotto corti, felpa e maglietta, cappello, occhiali, ecc ecc. Ho appurato che hanno ragione! Alle 7.40 c’erano 10° di temperatura. Considerato che ho fatto il viaggio con i finestrini aperti per fotografare meglio il panorama, ad alta quota ho trovato un vento pungente. Io indossavo una felpa leggera e avevo leggermente freddo. Di contro, di pomeriggio il sole picchiava senza sosta: sono rimasto in maglietta ma avendo solo i jeans lunghi ho sofferto decisamente il caldo (ergo, portatevi anche i pantaloni corti per il cambio). Infine, vi consiglio vivamente cappellino e occhiali perché effettivamente rischiate di scottarvi (specialmente quando sarete ad Alp Grum e Ospizio Bernina). 

Autore: Andrea Pistoia