autore: Tangri
periodo: gennaio
zingaGUIDA di Budapest
voli low cost per Budapest
Prologo e primo giorno
La stazione di Venezia S.L. sembra un’isola emersa dalle acque (alte) mentre andiamo a recuperare i bagagli lasciati al deposito per un paio d’ore. Vagamente ansiosi scorriamo tutti i binari camminando lenti, fino a quando si presenta innanzi a noi l’EN 241 Venezia in tutto il suo splendore, in anticipo di un’ora sull’orario di partenza, con campeggianti scritte plurilingui e il logo della MAV arrugginito.
Saliamo ancora prima che accendano le luci. La nostra carrozza con posti a sedere è organizzata più o meno come un eurostar normale, quella a fianco è invece divisa in scompartimenti esattamente come un intercity. Il limite più evidente è strutturale: i poggioli fissi (e ferrigni) che dividono i sedili costringono ad una posizione rigida, l’unica in grado di evitare l’incrinatura delle costole, ma – ahinoi - anche il riposo. Il treno parte da Santa Lucia in perfetto orario e quasi vuoto, ed infatti a Mestre sale una folla informe – come preventivato.
Il viaggio è estenuante, se non altro perché un fornito gruppo di ultrà laziali, accompagnato da birra a fiumi, canta sino all’alba Brazil Brazil. Sia a Ljubljana che a Zagabria c’è un vivace ricambio di passeggeri e ogni valico di frontiera, oltre che dai controlli doganali di rito, è segnato dal cambio di divisa dei controllori. L’alba ci coglie all’entrata in Ungheria, in tempo per goderci lunghi chilometri di boschi, saltuariamente interrotti da qualche villaggio, nel quale si distinguono le tipiche abitazioni da para-tirolesi, con una punta di gusto sovietico.
Arriviamo – stremati e arrancanti, tra le bottiglie di birra vuote – a Budapest, alle undici di mattina, con un trascurabile ritardo di dieci minuti, tra il turpiloquio in magiaro (I suppose...) delle addette alla pulizia dei vagoni. Ad aspettarci in stazione c’è Mr. Peter, che sventola un cartello arrecante il mio nome e cognome. Per un momento mi sembra di essere in un film anni ’60, di quelli con i mariti sposati per corrispondenza che aspettano le mogli all’aeroporto di Sydney.

Peter è l’autista dell’agenzia che ci ha affittato l’appartamento (
budapestlets.com): abbiamo pattuito
10 euro per il trasferimento, il che è sicuramente una rapina, ma in questo momento siamo grati a Iddio d’esserci fatti rapinare. Col furgoncino a nove posti
arriviamo in Mikszáth Kálmán tér in un battibaleno, grazie alla guida molto sportiva di Peter. Il palazzo nel quale si situa il nostro appartamento è di buon gusto, curato nei particolari, in una piazzetta splendida, VIII distretto sì ma in una zona incantevole a due passi dal museo nazionale e dalla metrò di Kalvin tér.
Anche l’appartamento è pulito e ben tenuto, l’unica cosa che stona è il patio interno del palazzo, lasciato andare a un’incuria generale, dotato di ascensore-motacarichi esterno davvero orrendo, con cumuli di sigarette negli angoli, e biciclette legate alle ringhiere.
Una contraddizione che rivela un carattere distintivo di molte zone della città: bellezza e sciatteria declinate in una cifra molto est europea e fuor di dubbio intrigante.
Ci rimettiamo in sesto e usciamo. Cambiamo qualche fiorino ad un
ufficio change in Rákóczi út:
siamo fortunati, si rivelerà essere uno dei più vantaggiosi. La nostra prima tappa è il
Mercato Coperto di Vaci utca, nel quale fruiamo della tavola calda, sicuramente meno economica delle bancarelle, ma che ci permette di trovare posto a sedere senza dover aspettare più di quanto il nostro fisico provato ci permetta:
è l’ultimo dell’anno e negli angusti corridoi del primo piano non c’è spazio per muoversi. Per la spesa ci affidiamo al supermercato al piano interrato, fallendo nel tentativo di riconoscere l’acqua naturale e il latte scremato. Per qualche giorno solo acqua frizzante e latte intero.
Nel pomeriggio vaghiamo per Pest: Vaci utca, Vorosmarty tér, basilica di Santo Stefano e un rapido passaggio nel quartiere ebraico. Rientriamo in appartamento in stato comatoso e davanti ad un bicchiere di vino ci godiamo i fuochi d’artificio semi-professionali che allegre famigliole magiare sparano in
Mikszáth Kálmán tér. Buon anno.

Secondo giorno
Il nostro primo gennaio si apre con una visita al tempio cattolico di
Krúdy Gyula utca, sono le dieci passate eppure dal seminterrato di
Palazzo Zichy udiamo provenire un inconfondibile ritmo danzereccio, chiaro segnale che la festa non è finita. Ci rechiamo alla vicina
Pàl utca, ove ci sorprende un’epigrafe in italiano che ricorda un convegno italo-magiaro tenutosi negli anni ’90. Facciamo l’
abbonamento di 72 ore ai mezzi (pratico e sfruttatissimo) a
Ferenc korut e ci rechiamo in centro. Con la classica passeggiata sul
Ponte delle Catene, sospesi sopra i
vorticosi gorghi della Dana, arriviamo a
Pest per la visita a
Palazzo imperiale,
S. Mattia, Borgo dei pescatori e Uri utca.
Entrare a S.Mattia è piuttosto economico e ne vale la pena, anche se rimaniamo qualche lungo minuto a chiederci per quale oscuro motivo abbiano deciso di piazzare l’hotel Hilton a mezzo metro dalla chiesa. Dubitabondi scendiamo a
pranzare al Nagyi Palacsintázója di Hattyù ut, come da
zingaGUIDA. All’uscita sbagliamo a prendere il tram, che ci porta lungo il
Margit korut, per la nostra prima brevissima incursione fuori dai circuiti più turistici della città.
Riprendiamo la strada per la visita alla
chiesa calvinista di Szilágyi Dezső tér, che all’interno pare assomigliare un po’ ad una sala bingo. Decidiamo di tornare a Pest, scendiamo all’
Opera e indugiamo da
Művész Kávézó davanti ad una
zserbò, rinominata per l’occasione la torta magica per la misteriosa capacità di migliorare progressivamente il proprio gusto.
Ormai è buio, così ci decidiamo per una visita a
Hosok tere by night, seguita da una passeggiata a
Varosliget, resa incantevole dai fumi delle
terme Széchenyi illuminati dalla luna. Le terme, che abbiamo mancato, sono il rimpianto maggiore di questa quattrogiorni. Decidiamo di cenare fuori e scegliamo per la sortita
Raday utca, che offre un’ampia scelta.
Confermo..
Confermo..avete saltato le terme, che sono forse l'attrazione più bella di Budapest, la piscina outdoor è fantastica 37°C e intorno neve..è impagabile
R: Confermo..
Ciao! ma quanto costa il treno da Venezia a budapest?
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