Racconti di viaggio

Viaggio a San Marino e dintorni

Un viaggio a Rimini e dintorni sfruttando i mezzi pubblici italiani, con tappa a San Marino, Riccione, Cattolica e Gradara.

SAN MARINO, RIMINI E DINTORNI - Il progetto di farmi una vacanza non troppo impegnativa sfruttando i mezzi pubblici italiani mi ha spinto a puntare su San Marino e dintorni (ovvero Gradara, Rimini e, se avanzava tempo, San Leo).

Inizialmente il mio obiettivo era di soggiornare a San Marino e fare una capatina nelle altre città ma studiando gli spostamenti necessari mi sono accorto che era troppo macchinoso in quanto, ad esempio, per raggiungere Gradara sarei dovuto andare a Rimini in treno (circa cinquanta minuti) e aggiungerci un’altra ora per arrivare a destinazione. Ergo, la soluzione più pratica era quella di usare come ‘campo base’ Rimini e da qui usufruire di una giornata per andare a San Marino e di un’altra per Gradara.

Mancavano solo le prenotazioni. Ho prenotato il treno da Milano a Rimini A/R a 70€ sul sito www.trenitalia.com. Per l’albergo ho trovato nella città emiliana uno discreto per tre notti a 50€ (contro il più economico di San Marino che costava 130€…). Ed ora si parte!

Lunedì 20/03/2017

Alle 10:30 prendo il treno (decisamente comodo, pulito e confortevole) da Milano Centrale e in tre ore giungo alla stazione di Rimini.

Raggiungo in primis l’albergo.

Sistemo le valigie in camera e poi torno in stazione in quanto, alla destra dell’ingresso principale, c’è un infopoint. Entro ed innanzitutto recupero una cartina gratuita della città. Poi il ragazzo mi dà delle delucidazioni sulle mie prossime destinazioni:

- San Marino: i biglietti li posso fare direttamente da lui. L’unico mezzo per arrivarci è un autobus.

La fermata è ad un centinaio di metri alla destra della stazione, proprio di fronte al Burger King. Ci sono tre pensiline ma quella che interessa a me è l’ultima (c’è comunque affisso il cartello ‘San Leo e San Marino’). Il costo del biglietto è 10€ A/R. Sul biglietto non c’è né la data né l’orario così posso decidere quando sfruttarlo. Non esistono obliteratrici in quanto ci pensa l'autista del bus a convalidarlo.

Il ragazzo dell’infopoint dice che il biglietto si può fare anche a bordo ma a volte ne sono sprovvisti quindi meglio premunirsi acquistandoli da lui. Il bus è del gruppo Bonellibus e Benedetti: il primo parte alle 8:10 con una cadenza di 1.15h tra l’uno e l’altro. Idem per quanto riguarda il ritorno, di cui l’ultima corsa parte da San Marino alle 19:15. L'intero percorso dura cinquanta minuti (trovate comunque info e orari sul loro sito: www.bonellibus.it).

- Gradara: per raggiungerla bisogna prima andare a Cattolica in pullman o in treno e poi da lì cambiare e prendere il pullman che conduce alla città. Mi ha sconsigliato di prendere il pullman fino a Cattolica in quanto ci avrebbe messo un’ora (contro i venti minuti del treno). Però non mi ha saputo dire gli orari dei pullman da Cattolica. Poco male: vado all’avventura!

rimini-dintorni-san-marino

- San Leo: anche per questa città bisogna sfruttare i pullman che partono dalla stazione di Rimini ma questa volta per i biglietti bisogna andare al gabbiotto alla sinistra dell’infopoint. Peccato che ci siano solo cinque corse all’andata (la prima è alle 8.40) e cinque al ritorno (l’ultima alle 17.50) e ci si impiega 1.06h per arrivare a destinazione. Di conseguenza, farsi San Leo e un’altra città in giornata diventa proibitivo, se non impossibile. Ergo, lascio questo paese come alternativa o se avanza tempo.

COSA VEDERE A RIMINI

Soddisfatto delle informazioni, mi preparo a visitare Rimini. Dalla stazione percorro Via Dante per poi imboccare Via IV Novembre in modo da passare accanto al Tempio Malatestiano (lo visiterò al ritorno in quanto alle 12:30 ha chiuso e riapre alle 15:30 fino alle 18:30). Proseguo dritto fino a Piazza Tre Martiri; da qui svolto a sinistra e percorro Corso d'Augusto fino all'Arco d’Augusto. Poi ritorno in piazza Tre Martiri e continuo in direzione opposta fino a raggiungere la Vecchia Pescheria e Piazza Cavour dove si trovano Palazzo del Podestà e Palazzo Arengo.

Da qui mi dirigo fino al Ponte di Tiberio. Poi costeggio il canale a destra percorrendo via Bastioni Settentrionali e immettendomi in Via dei Cavalieri, dove si trova il Museo della Città Lapidario Romano, fino al Domus del Chirurgo. Per visitare queste ultime due strutture si acquista un unico biglietto di 7€ ma oggi sono chiuse mentre gli altri giorni sono accessibili dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Da qui continuo verso sud fino a raggiungere l’Anfiteatro Romano (di cui restano però pochi e deludenti resti). Cosicché proseguo verso est e raggiungo il mare, godendomi il tramonto.

La sensazione che ho avuto di Rimini pre-caos estivo è di una città tranquilla e vivibile, per nulla caotica e chiassosa. La città vecchia si visita in mezza giornata lasciando volendo l’altra mezza per una capatina in spiaggia o alla Darsena (il porto di Rimini) che è a nord-est della stazione.

Di primo acchito la trovo una città piacevole ed interessante da visitare, con tanti monumenti e palazzi che meritano una foto, ottima per chi cerca un po’ di tranquillità ma al tempo stesso una città viva e a misura d’uomo.

Sono soddisfatto di averla scelta come ‘campo base’ per i miei spostamenti.

Martedì 21/03/2017

COSA VEDERE A SAN MARINO

Premessa su San Marino: prima di visitarla vi consiglio di scaricate da www.sanmarinosite.com la cartina della città in quanto l’infopoint si trova da tutt';altra parte rispetto al parcheggio dove vi fermerete con l’autobus per cui già nel tragitto per arrivarci vi perdereste alcuni monumenti o ci passereste accanto senza dar loro la giusta importanza.

Ma torniamo a noi: anche se il tempo è uggioso sfido la sorte e mi preparo ad andare a San Marino prendendo il pullman dalla stazione alle 9:25. In poco meno di un'ora, e dopo svariate fermate intermedie, raggiungo il parcheggio della capitale (non ci si può sbagliare perché si ferma proprio sotto le mura).

Guardando la muraglia noto a destra un ascensore che conduce al centro storico.

Dopo averlo preso, mi muovo verso sinistra e poco più avanti c’è la Porta di San Francesco. La oltrepasso e mi trovo dentro le mura del centro storico; a destra scorgo il Museo delle Torture mentre a sinistra la Chiesa e Pinacoteca di San Francesco. Supero quest’ultima e proseguo fino a raggiungere Cava dei Balestrieri e più in là il Museo di Stato (4,50€ per visitarlo). Infine attraverso la Costa dell’Arnella fino a raggiungere l’infopoint.

Vi entro. Oltre a prendere una cartina gratuita a colori, chiedo al ragazzo se c’è da qui la possibilità di raggiungere San Leo in pullman ma mi consiglia come soluzione più pratica e veloce di tornare a Rimini e prendere da lì il pullman. Valuto le tempistiche ma non è fattibile come soluzione in giornata. Peccato.

Proseguo poi la perlustrazione di San Marino.

Accanto all’infopoint c’è la funivia che conduce a valle: costa 2,80€ l’andata e 4,50€ A/R ma è chiusa per revisione e comunque le cose importanti sono nel centro storico. Poco più a destra trovo la Basilica del Santo e la chiesa di San Pietro. Da qui mi sposto a sud in piazza della Libertà dove si scorge un ottimo panorama delle valli circostanti. Poi prosegue fino al museo delle cere e al museo delle curiosità. Li oltrepasso e mi dirigo a nord fino a raggiungere la prima torre chiamata Guaita.

Le foto fioccano, dato che il panorama è splendido (in quanto, tra l’altro, la capitale è circondata da una nebbia che esclude il resto del mondo; sembra di essere in una città medievale sospesa nel tempo). L’entrata costa 4,50€ ma la torre è chiusa temporaneamente. Pazienza.

M’incammino per il Passo delle streghe fino a raggiungere la seconda torre, chiamata Fratta. Qui si può entrare per visitare anche il Museo delle Armi Antiche. Il prezzo è sempre 4,50€ però con 10,50€ si potrebbero visitare tutte le torri (se fossero aperte…). Dato che non m’interessa entrare, proseguo fino alla terza torre (detta ‘il Montale’), la quale è chiusa ma non è chiaro se a causa dei lavori in corso o se è una chiusura permanente. Scendo poi fino a raggiungere la chiesetta di San Pietro (ma preferisco esteticamente la Basilica).

A questo punto, visitato ciò che mi ero prefissato, non mi resta che girare senza meta per godermi tutte le viuzze del centro storico. Raggiungo per caso il museo dell’emigrante (se guardate la cartina è a sud-ovest, nella contrada Omerelli). L’entrata è gratuita. Vi entro e scambio quattro chiacchiere con la custode che mi spiega alcuni interessanti retroscena economici-culturali di questa curiosa nazione.

Avendo ancora un po’ di tempo prima del prossimo pullman di rientro, decido di tornare in Piazza della Libertà per bere qualcosa e godermi il meritato sole.

Dopodiché torno nel parcheggio da dove sono giunto e salgo sul pullman che riparte puntuale alle 16:45. Ed ora alcune info generiche su San Marino.

- Innanzitutto, qui non esiste il roaming. Nel senso che è come se fossimo in Italia, quindi valgono le tariffe nazioni, sia di internet che di voce/sms. A riprova, non arrivano neppure i messaggi di benvenuto nella nuova nazione.

- Giungendovi si ha l’impressione di non essere mai usciti dall’Italia, in quanto si assomigliano in tutto e per tutto, se non fosse altro per le targhe con l’emblema della nazione e le bandiere affisse.

- I prezzi di bevande, cibi ed oggetti vari sono molto simili alle nostre. L’unica differenza che mi è saltata all’occhio è la benzina che da 1.50€ (in provincia di Milano) passa alla loro 1,40€.

- Il centro storico è incantevole; sembra un borgo italiano però di dimensione ben maggiori. Senza contare che tutto è lucido, pulito e messo a nuovo.

- Come vi dicevo poc’anzi, ci sono vari musei: il museo delle torture a €8,50, il museo delle cere a €7, il museo delle curiosità a 7,50€. Avevo già cercato su internet pareri da chi c’era stato e tutti consigliavano di evitarli in quanto piccoli ed insignificanti (rapportandoli ovviamente all’eccessivo prezzo d’ingresso). Esiste anche il museo dei vampiri (temporaneamente chiuso), ma anche su questo non ne avevano parlato un granché bene. Quindi, prima di spendere soldi inutilmente, fate ricerche su internet e poi tirate le dovute conclusioni.

- Il mio rammarico è non averla potuta visitare anche di sera: sicuramente l’atmosfera fiabesca e la pace di questa città mi avrebbero conquistato ulteriormente.

Mercoledì 22/03/2017

COSA VEDERE A GRADARA

Si va a Gradara. Sono andato in stazione, ho fatto il biglietto del treno (2,30€ solo andata) e in venti minuti sono giunto a Cattolica. Non acquisto il ritorno in quanto ho intenzione di fermarmi a visitare Cattolica e, tempo permettendo, magari anche a Riccione (scoprirò che con un biglietto posso usare più volte il treno, in quanto copre fino a quattro ore).

Prendo alle 8:52 il treno, direzione Pesaro, e giungo a Cattolica alle 9:11. Dentro la stazione c’è un tabaccaio dove acquisto i biglietti per il pullman: 3,60€ A/R da obliterare sopra il mezzo. La fermata però non è lì accanto ma bisogna, tenendo la stazione alle proprie spalle, raggiungere la chiesa che s’intravede alla sinistra. Giungendovi ,in realtà scopro che questa fermata è ‘attiva’ solo d’estate mentre d’inverno bisogna andare ancora più il là, percorrendo via Mazzini fino al n.90 dove c’è la Guardia di Finanza (ci vogliono giusto cinque minuti). L’autobus n.130 c’è alle 46 di ogni ora e io riesco a prendere quello delle 9:46. Dopo alcune fermate, e quindici minuti dopo, arrivo a Gradara. Nello specifico, nel parcheggio sotto alla Rocca.

Da qui c’è una salita che conduce direttamente all’ingresso delle mura. Superatele, alla destra c’è l’infopoint dove mi spiegano che con 6€ si entra nella rocca e con 2€ in più si percorre anche una parte di muraglia. Attendo a fare i biglietti (dato che si possono acquistare anche alla Rocca), preferendo prima visitare il borgo e poi valutare se varrà o meno la pena comprarli.

Come ci si può aspettare, è tutto molto medievaleggiante: stradine piccole e acciottolate, case di altri tempi e negozi tipici che vendono oggetti quali balestre, pozioni magiche e statue di elfi.

Raggiunta la Rocca decido di entrare per visitarla (ed eventualmente in seguito implementare il biglietto per salire sulle mura).

La fortificazione consta di una quindicina di stanze in cui si trovano utensili, arredi, sculture e dipinti dei tempi andati. Per chi ha visitato castelli più imponenti, o non è un amante di queste cose, non troverà nulla di significativo o degno di nota.

Visitando la Rocca mi ritrovo anche ad attraversare una parte di cinta da dove scorgo il panorama sottostante, ergo posso risparmiarmi quelle 2€ per percorrere la muraglia (anche se, incomprensibilmente, all’infopoint il biglietto costa 1€. Mah, mistero).

Per la cronaca, col senno di poi avrei evitato la Rocca e fatto solo la cinta dato che ciò che ho apprezzato di più è stato osservare le colline sottostanti (senza contare che l'intera visita alla Rocca è durata giusto mezz'oretta, quindi non è che ci sia chissà che da vedere. Ma sono gusti).

Uscito dalla Rocca, giro ancora per le stradine e scopro altre attrazioni: un museo storico a 4€ e, al di fuori delle mura, il Teatro dell’Aria, dove ci sono spettacoli di falconeria, sempre a 4€ (ma adesso è chiuso).

COSA VEDERE A CATTOLICA

Dato che il pullman di ritorno c’è alle sette di ogni ora, vado a prendere il pullman per Cattolica, ovvero nello stesso punto dove mi ha lasciato, e alle 12:07 si riparte. Vengo lasciato infine dove avevo preso il mezzo all’andata. Così torno fino alla stazione per poi proseguire verso il mare.

Passando in Via Mancini trovo un infopoint. Qui recupero una cartina e mi faccio spiegare cosa c’è da vedere (ben poco, a parte qualche strada di negozi nei dintorni e la spiaggia). Così prendo Via Bovio fino al piazzale Primo Maggio (dove, suppongo per l’ora, tutti i negozi sono chiusi) per poi proseguire fino alla Darsena. Per fortuna almeno qui trovo un paio di ristoranti aperti e ne approfitto per pranzare.

Esiste anche un Acquario di Cattolica (sul mare, nella direzione opposta rispetto alla Darsena) ma avendo già visto quello di Valencia direi che ne posso fare anche a meno.

Deluso da quel poco che ho trovato in questo paese di mare, torno in stazione e alle 14:38 prendo il treno per Riccione, raggiungendo la città in pochi minuti. Scopro che il prossimo treno sarà alle 17:13. Poco male: me la girerò un po’.

Innanzitutto, esco dalla stazione e prendo la strada davanti a me, ovvero via Ceccarini, con l’intenzione di raggiungere il castello degli Agolanti, ma poco dopo la strada si fa in salita quindi desisto (anche perché non sembra neppure vicinissimo e la stanchezza incombe). Così torno sui miei passi e, attraversando il sottopassaggio della stazione, proseguo per la Via Ceccarini che conduce al mare: questa rispetto alla precedente è un condensato di negozi.

Raggiungo così la fontana ‘Bosco della Pioggia’: molto carina e singolare. Da qui vado a destra e percorro il ‘Lungomare della libertà’.

Avendo tempo da perdere mi faccio una bella camminata fino all’ospedale delle tartarughe, ovvero dove vengono salvate e curate le tartarughe di mare. Sembra molto carino ed interessante; peccato che sia chiuso (riapre in estate).

A questo punto decido di tornare indietro: venti minuti e sono di nuovo in Via Ceccarelli. Gironzolo per le vie limitrofe ed infine torno in stazione per prendere il treno delle 17:13.

Giovedì 23/03/2017

Ultimo giorno a Rimini. Dopo aver fatto colazione decido di visitare ciò che mi manca, degno di nota, a detta dei residenti: ovvero la Darsena e la zona dove ci sono i murales dedicati alle opere di Fellini.

Per raggiungere il porto m’incammino sulla spiaggia deserta, continuando verso sinistra fino a destinazione. Attraverso il molo e faccio qualche foto di rito, poi giungo alla ‘Fontana dei quattro cavalli’ (in Viale Fellini). Da qui proseguo costeggiando ciò che resta del fiume Marecchia fino a ritrovarmi sul Ponte di Tiberio. L’attraverso in modo da essere nel borgo San Giuliano. Svolto nella prima strada a destra e mi trovo circondato da case colorate dove fanno bella mostra di sé alcuni affreschi meritevoli di una foto. Gironzo per le varie viuzze ammirando le opere dei pittori, poi torno sui miei passi perché è quasi ora di pranzo, cosicché percorro il lungomare fino a trovare una piadineria aperta: non poteva mancare!

Soddisfatto del pranzo, torno all’hotel per recuperare il bagaglio ed infine mi avvio verso la stazione dove il treno mi attende.

Tirando le somme:

- Delle tre città di mare (Rimini, Riccione e Cattolica), considero la prima la più bella. Cattolica la lascio per ultima ma non escludo che se fossi andato ad un orario diverso avrei trovato più vita e negozi aperti. Resta però il fatto che quest’ultima non ha grosse attrattive a livello di monumenti: la migliore, anche in questo caso, resta sempre Rimini, seguita da Riccione.

- A livello di centro storico, metto al primo posto San Marino perché l’ho trovato adorabile, nonché molto interessante per quanto riguarda la sua storia, attuale e passata. Gradara è meritevole di una visita, anche se il suo centro storico è talmente piccolo da esser girato a tempo di record. Anche Rimini ha un bel centro, ma per quanto riguarda l’atmosfera medievaleggiante San Marino e Gradara la battono (ma a livello di divertimento e vita, Rimini le supera, anche al di fuori dell’estate).

- Col senno di poi, avrei evitato Riccione e Cattolica (specialmente quest’ultima) e avrei puntato su San Leo (che mi dicono essere un bel paesino ma, come spiegato in precedenza, fare in giornata due città era difficile se non impossibile. Amen, la metterò in lista per il prossimo viaggio).

- Ribadisco che sarebbe cosa buona e giusta passare una serata (o addirittura una notte) a San Marino (e perché no? Anche a Gradara): dev’essere incantevole di notte.

- Mi ha piacevolmente spiazzato la gentilezza dei cittadini emiliani e sammarinesi: in più occasioni ho trovato persone, dal cameriere al passante occasionale, bendisposte e sempre pronte ad accorrere in aiuto al turista, fornendo indicazioni e consigli, anche quando non richiesti. È bastato fermarmi per consultare la cartina o fissare un’opera che subito qualcuno attaccava bottone per consigliarmi al meglio. Meraviglioso!

Autore: Andrea Pistoia