Racconti di viaggio

Sei giorni in Provenza

Con Marco da Arles a Aix-en-Provence passando per la bella e affascinante Camargue.

Autore: Marco
Periodo: Agosto

Primo giorno: Marsiglia


Partenza dalla Liguria il 15 agosto, al mattino presto in auto. I turisti hanno hanno già raggiunto le località in cui trascorreranno Ferragosto e quindi non troviamo traffico lungo l'Autostrada dei Fiori. Ci mettiamo un po' per capire il meccanismo dei pedaggi francesi, ma l'ampiezza dell'autostrada e la chiarezza della segnaletica rende la guida meno faticosa che in Italia.  All'ora di pranzo siamo in albergo a Marsiglia.

Breve riposo e poi visita del centro storico. Il quartiere Panier, un tempo malfamato, è adesso percorribile senza problemi e fa bella mostra dei suoi bar colorati e delle sue casette in tenui tinte pastello. Facciamo un giro lungo il porto antico, poi saliamo con un bus sulla collina che domina tutta la città per visitare S. Marie de La Garde, con l'enorme statua dorata della Madonna che si vede da ogni punto della città e che proteggeva pescatori e naviganti. La vista a 360° sulla città vale la coda per prendere il bus.  La sera ceniamo a base di pesce in uno dei tanti locali vicini al porto antico, nella centralissima e pedonale Rue Saint-Saens che pullula di ristoranti e brasserie in cui mangiare mules (mitili) e bouillabaisse (zuppa di pesce) o aioli (di aglio).



Secondo giorno: Martigues e Arles


Prima di lasciare Marsiglia visitiamo le isole du Frioul, a 4 km al largo della città Il battello è comodissimo e parte dal porto vecchio. In 20 minuti siamo sull'isola che ospitò, nella fantasia di Alexandre Dumas, il conte di Montecristo. Il castello è tutt'uno con la roccia calcarea chiarissima dell'isola.

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Le altre due isole del piccolo arcipelago sono altrettanto rocciose e brulle. Sono collegate tra loro da una diga foranea che chiude il porto. Lungo la costa frastagliata si aprono piccole baie sassose con un'acqua trasparente. Rientrati a Marsiglia, partiamo per Arles nel cuore della Provenza. Lungo la strada facciamo una sosta a Martigues, sul canale Caronte che unisce lo stagno di Berre al Mediterraneo. Il centro storico si trova su due isole del canale. L'acqua, i ponti, le barche e le case basse color tempera spiegano perché Martigues meriti il soprannome di (piccola) Venezia provenzale.

Pranziamo in un piccolo locale del minuscolo centro e nel pomeriggio raggiungiamo Arles. Il nostro albergo si trova, insieme a diversi altri, all'uscita dell'autostrada, nell'area commerciale ma ad appena 5 minuti di auto dal bellissimo centro storico della città. Il cuore di Arles è uno scrigno medioevale da scoprire a piedi, che cela tesori architettonici di epoca romana, primo tra tutti il magnifico anfiteatro romano perfettamente conservato e sormontato da torri medioevali, dall'alto delle quali si gode di una bella vista sulla città e sul Fiume Rodano che lambisce l'abitato.

All'interno dell'anfiteatro assistiamo ad un piccolo spettacolo di gladiatori. Il teatro romano, altrettanto bello, è nelle immediate vicinanze. Giriamo un po' a vuoto alla ricerca dei criptoportici, prima di scoprire che l'ingresso è nascosto all'interno del municipio. Attraverso una piccola scala si accede in un lungo porticato romano sotterraneo, che un tempo era il mercato all'aperto della città, prima che i detriti e le case costruite una sull'altra col passare dei secoli, lo nascondessero.



Ceniamo nella pittoresca ottocentesca Place du Forum, un tempo il foro romano, e ora occupata dai tavolini dei tanti bistrot, tra i quali un caffé color giallo canarino che ha ispirato un famoso quadro di Van Gogh. L'artista sostò in città per qualche tempo ed i luoghi immortalati nei suoi dipinti sono segnalati da targhe che riproducono i suoi quadri dall'esatto punto in vennero dipinti.


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Terzo giorno: Camargue


Il mattino seguente attraversiamo le pianure e gli stagni della Camargue per raggiungere la costa a Saintes Maries de la Mer, una città di casette bianche sulle quali si innalza una bella chiesa romanica. In riva al mare c'é l'arena, simile ad una plaza de toros spagnola, nella quale si svolgono corride, ma ci assicurano meno sanguinarie di quelle iberiche. I tori neri sono una caratteristica della Camargue, insieme ai cavalli bianchi che si scorgono lungo le strade che percorrono la pianura. Dalla città partono piccole mini-crociere turistiche che risalgono il Rodano per alcuni chilometri. Il paesaggio è molto bello, purtroppo non riusciamo a vedere la principale attrazione del tour: i fenicotteri rosa. La sera rientriamo ad Arles.



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