La carica delle 500
Estate 2007
Roma - Berlino - Roma in cinquecento. Nel senso dell'automobile. Quella di una volta, non il modello trendy attuale. Gianluca, appassionato proprietario dello storico trabiccolo che ha motorizzato l'Italia, ha percorso in lungo e in largo le strade d'Europa in una carovana di 500 d'epoca. Lo riconoscete dall'adesivo di zingarate.com sulla fiancata... |
| Si parte! |
Prologo |
Sono le 19 in punto di un’abulica giornata di mezz’Agosto quando spengo il motore della 500 di fronte all’ingresso della mia abitazione. Rimango immobile nell’abitacolo con le mani sulle ginocchia e lo sguardo fisso verso il nulla. Per un lunghissimo meraviglioso istante assaporo ad occhi chiusi tutto il piacere del ritorno a casa.
La prima attenzione va al contachilometri. Segna il numero 193.666: che significa, dopo un calcolo approssimativo, più di 5600 chilometri percorsi dall’inizio del viaggio. |
Roma - Sarzana |
E’ già mattina inoltrata quando finisco di pulire a fondo gli interni della 500. Del resto un carrozziere, diciamo così, poco puntuale mi aveva consegnato la piccoletta soltanto il giorno prima, sottraendomi tempo prezioso per predisporla al viaggio. Avevo previsto di partire di buon ora e invece eccomi ancora qui a dover montare tutto, coprisedili, antenna, portatelefono, autoradio, altoparlanti… e caricare il necessario per la manutenzione del motore, gli accessori per il comfort di viaggio, i bagagli. Significa ancora mezza giornata di lavoro. Sono esausto, avvilito, preoccupato di dover affrontare il viaggio nelle ore più calde con il rischio di far soffrire il motore oltremisura. Decido così di rimandare la partenza al pomeriggio e stipo tutti i pezzi in uno scatolone che infilo nella 500 pronto a montarli strada facendo durante le soste.
Parto alle 16:45, quando la temperatura è scesa a 34 gradi. Soffriremo un po’ all’inizio ma poi andremo incontro al fresco notturno.
Esco da Roma sull’Aurelia che abbandonerò soltanto a Livorno, quando diventa tortuosa e trafficata. A Grosseto la prima sosta per far raffreddare il motore, riempire il serbatoio e… montare antenna, altoparlanti e autoradio. La seconda e ultima sosta a Livorno, da dove proseguo in autostrada fino a Sarzana e provo per un attimo l’ebbrezza dei 95 all’ora!
Allo scoccare della mezzanotte entro spavaldo in Sarzana. Ad attendermi la proprietaria del Bed and Breakfast che mi chiede impaziente: «dove va questa volta?».
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| Italia |
Sarzana - Paesana |
Fino all’imbocco della Savona-Torino l’autostrada è piacevole. Si snoda sinuosa nel tratto appenninico, attraversa gallerie, si affaccia sul mare. Intorno a Genova diventa un circuito articolato protetto da alti guardrail nel quale ti ritrovi improvvisamente parte di un traffico di automobili che sciamano tutte alla stessa velocità. Per decine di chilometri non è possibile rallentare né fare rifornimento.
Esco a Marene, nel cuneese. Fino a Paesana ci sono circa cinquanta chilometri di statali in aperta campagna. Strade strette a doppio senso di marcia, dai lunghi rettilinei e dalle infinite rotonde, che si intersecano tra loro a formare una rete d’asfalto in grado di raggiungere capillarmente ogni più piccola frazione. Ai lati scorrono muri di granoturco e campi coltivati ad ortaggi. Il sole, diventato un piccolo disco di fuoco all’orizzonte, proietta sull’asfalto l’ombra lunghissima della 500.
A pochi minuti da Paesana mi fermo per un saluto a Silvio, il meccanico ufficiale del Tour 2005 in Olanda, nonché un caro amico. Mi aveva visto arrivare dall’officina e mi era venuto incontro con espressione incredula. «Dove vai questa volta, pazzo d’un romano?». Due chiacchiere, un aperitivo con la famiglia e l’appuntamento di lì a poco per una formidabile cena ruspante in collina insieme alla comunità locale.
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Paesana – SALUZZO – lago di Garda – Arco – TRENTO |
Alle 7:30 sono a Saluzzo con gli altri quattro equipaggi alle prese con le ultime operazioni di rito che precedono la partenza (in realtà per me si tratta di una ripartenza).
Trovo in perfetta forma la 500 paraolimpica della coppia MauroePiera così come la sgargiante 01 di Francesco tirata a lucido. Leandro e Maria saranno alla guida di una Giannini 590 GT e Michele porterà a spasso per l’Europa la rossa “L” e… la Celeste.
Un brindisi beneaugurante, la fotografia di gruppo, un saluto a quanti si sono alzati all’alba per vederci partire e via, alla volta di Trento.
Sono noiosi i chilometri in autostrada fino a Brescia. Afa e traffico aumentano il disagio. Ma una volta raffreddati corpi e motori, svoltiamo per la Gardesana Occidentale e lì comincia tutta un’altra storia. Costeggiamo il Garda su una sinuosa strada panoramica, a tratti a picco sul lago. Spesso la carreggiata si restringe in prossimità di una curva a gomito o all’ingresso di tunnel scavati nella roccia. E‘ una strada nervosa, che costringe noi piloti a continui cambi di marcia e ad accelerazioni e decelerazioni repentine. Le 500 sfilano una dietro l’altra equidistanti, come vagoncini colorati tenuti insieme da ganci immaginari.
Ad Arco siamo attesi per l’aperitivo dal locale concessionario FIAT per poi essere scortati con il nuovo modello di FIAT 500 fino al lago di Ledro, tra la curiosità dei turisti e la sorpresa dei valligiani.
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TRENTO – passo Pordoi – passo Falzarego – Cortina d’A. – SALISBURGO |
Oggi, dopo la piana di Trento e le dolci colline del Muller-Turgau e della grappa, ci aspettano nientedimeno che i passi Pordoi e Falzarego. Tappone dolomitico, si definirebbe in gergo ciclistico la frazione odierna.
Vista sulla carta stradale la ss 48 in uscita da Canazei ricorda il fermo immagine di un elastico lasciato andare dopo essere stato teso. La salita comincia nel bosco che più avanti si diraderà svelando le crude montagne dolomitiche. La pendenza regolare consente di acquisire un certo ritmo e di salire anche in terza marcia, tuttavia è decisamente più divertente scalare in seconda e aggredire i tornanti su due ruote. Le 500 ascendono impavide i ventisette tornanti che conducono alla vetta senza mai fermarsi, senza mai dare il minimo cenno di affaticamento.
Sul passo Pordoi ci godiamo il panorama e l’aria tersa, facciamo raffreddare le pompe di benzina e poi scolliniamo alla conquista del Falzarego.
A Cortina occupiamo l’area che il comune ha riservato alle nostre 500 e ci consegniamo al passeggio d’alto bordo.
Nello spazio di pochi chilometri il tempo aveva sterzato bruscamente verso il brutto e una volta varcato il confine con l’Austria il cielo è sul punto di cedere sotto il peso dell’acqua. La pioggia arriva copiosa mentre attraversiamo il parco nazionale degli Alti Tauri e innaffia i pascoli verde smeraldo costellati di placide mucche giganti.
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| Un po' di numeri... |
» oltre 5600 chilometri percorsi
» 6 nazioni attraversate
» 4 capitali europee visitate
» 56 chilometri orari di media per ogni singola tappa
» 278,6 litri di benzina bruciati
» 516 chilometri percorsi durante la tappa più lunga
» 210 chilometri percorsi durante la tappa più breve
» 1,12 euro al litro pagati per la benzina più economica (in Svizzera)
» 1,49 euro al litro pagati per la benzina più cara (in Francia)
» 1,75 litri di olio motore consumati
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