Zingarate
 

La carica delle 500

Terza puntata

fotoRoma - Berlino - Roma in cinquecento. Nel senso dell'automobile. Quella di una volta, non il modello trendy attuale. Gianluca, appassionato proprietario dello storico trabiccolo che ha motorizzato l'Italia, ha percorso in lungo e in largo le strade d'Europa in una carovana di 500 d'epoca. Lo riconoscete dall'adesivo di zingarate.com sulla fiancata...

 
Germania, finalmente

Praga - Berlino

foptoI primi cinquanta chilometri attraversano una pianeggiante regione rurale coltivata prevalentemente a luppolo che più avanti e fin oltre il confine tedesco lascia il posto ad un meno interessante paesaggio costellato di fabbriche dalle svettanti ciminiere affumicate.
A Dresda il motore della 500 di Leandro si spegne e non vuole più saperne di ripartire, neanche a spinta. Si tratterà del condensatore bruciato, prontamente sostituito dal solerte meccanico.
Strada facendo la selva di ciminiere lascia il posto a boschi di pini slanciati.
Berlino rappresenta il giro di boa del Tour, un primo traguardo che raggiungo nel pomeriggio dopo circa 2800 chilometri percorsi dalla partenza. Da annotare soltanto una foratura e un paio di lampadine fulminate.
Non ho ancora spento il motore, che una coppia di “zingari” riconosce il logo sulla fiancata e mi dà il benvenuto a Berlino.
Memorabile lo stinco di maiale che ci viene servito per cena. Semplicemente esagerato. Brindiamo alla prima metà del viaggio con boccali da un litro colmi dello schiumoso nettare degli dei e facciamo baldoria.

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Berlino

fotoDi buon mattino il meccanico ha già impugnato gli arnesi per una revisione generale di tutte le 500.
Le vetturette sono schierate una accanto all’altra con i cofani aperti, come pazienti in attesa della visita del primario. Curioso il fatto che a tutte indistintamente si siano dovuti stringere i giunti di uno stesso lato.
Al termine di una scorribanda nel cuore della città, schieriamo le 500 di fronte alla porta di Brandeburgo per la fotografia di gruppo. Nel giro di pochi attimi siamo circondati da una folla curiosa che ci tempesta di domande, scatta fotografie, si fa ritrarre in posa con le automobili. Ai tanti che si interrogano sulla scomodità della posizione di guida rispondo che “abitare” una 500 è come per una mano calzare il guanto dell’altra. Certo che non è salutare guidare per migliaia di chilometri ingobbiti sullo sterzo ma vuoi mettere che allungando un braccio puoi raggiungere qualsiasi angolo dell’abitacolo?
Un’incredibile coincidenza mi fa incontrare con una “zingara” d’eccezione, addirittura con colei che ha disegnato il logo di Zingarate.com!
Poi ci spostiamo in Muhlenstrasse. Sfiliamo lungo il mauer seguiti da una Trabant color carta da zucchero.
Nel pomeriggio porto con me i più giovani all’ex quartier generale della Stasi, ora trasformato in museo e centro di commemorazione e ricerca. Decisamente più interessante e coinvolgente il suo omologo a Lipsia.
Trascorro a Kreuzberg 36 quel che rimane di una Domenica che volge al termine bighellonando per le strade vissute di questo brandello di Ovest proteso ad Est. Nella tiepida aria estiva fluttuano a ritmo di musica ottomana le vaporose spesse esalazioni della cucina orientale.

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Berlino - Bamberga - Norimberga

foptoTappa interminabile di 500 chilometri che mette a dura prova i nervi e che si rivelerà in assoluto la più difficile del Tour.
L’assenza dei limiti di velocità dalle autostrade tedesche fa sì che qualsiasi mezzo di trasporto saetti al nostro fianco al massimo della potenza restituendoci la percezione di essere ancora più lenti di quanto in realtà i nostri 90 all’ora non dimostrino.
Camion grossi come palazzi ci sorpassano costringendoci ad immediate correzioni dello sterzo per reagire allo spostamento d’aria che prima risucchia le 500 all’interno e poi le sposta violentemente verso il guardrail e nel rientrare piombano come treni in corsa fino ad accarezzare loro i paraurti.
Incapaci di mantenere una distanza minima di sicurezza nei tratti in cui vige il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti, siffatti mastodonti rallentano e spingono, spingono e rallentano, tallonano le nostre così da vicino che basterebbe un nulla per arrivare ad un pericolosissimo contatto. Non possiamo far altro che lasciar loro la strada spostandoci a cavallo della corsia d’emergenza sperando che accolgano l’invito al sorpasso nonostante il divieto. Ma il loro incondizionato e quanto mai ottuso rispetto del codice della strada estende il rischio e sfianca le nostre menti.
Scarichiamo la tensione sui clacson festeggiando (incolumi) l’arrivo a Bamberga; e poi subito Rauchbier per tutti, la birra locale ottenuta affumicando il malto durante l’essiccazione.
Bamberga si offre quieta ed elegante. Risparmiata dai bombardamenti della II guerra mondiale conserva intatti i suoi edifici storici di stili architettonici diversi. Dal barocco raffinato dell’Altes Rathaus (al quale sembra essersi aggrappato il piccolo edificio a graticcio nel tentativo di sfuggire alle innocue rapide del fiume) al gotico non esasperato del Dom, ci muoviamo sull’acciottolato fino all’imponente corte in perfetto stile bavarese dell’Alte Hofhaltung. Mi piacciono davvero questi edifici in pietra con i tetti spioventi e gli abbaini occhieggianti, un tempo residenza vescovile, la cui severità è ammorbidita dai ballatoi in legno nero guarniti di gerani.
Arriviamo a destinazione senza problemi e anche con un certo anticipo sulla tabella di marcia; ma una volta giunti in albergo ci troviamo a discutere con la direzione colpevole di non averci riservato i parcheggi richiesti.
In viaggi come questo è importante prenotare dalla partenza oltre agli alberghi anche i posti auto custoditi. Spesso gli stessi alberghi hanno un proprio parcheggio privato gratuito o a pagamento, altre volte si avvalgono di strutture esterne convenzionate.
Dopo un serrato scambio verbale riusciamo a scardinare il veto e risolviamo con successo la questione anche perché i tre posti disponibili sono più che sufficienti per tutte e cinque le vetture.

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Norimberga - Stoccarda

fotoNorimberga è stata sede del parlamento del Sacro Romano Impero e in epoca moderna ha vissuto da protagonista l’ascesa e il declino del nazionalsocialismo. E’ stata la cornice ideale scelta da Hitler per i raduni di partito; a Norimberga sono state promulgate le prime leggi antisemite; e sempre a Norimberga si è svolto il processo per i crimini di guerra dei gerarchi nazisti.
La città storica, racchiusa da poderose mura di cinta, è stata in gran parte ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Mi diverto a visitare Norimberga perché passo dopo passo incontro di tutto, dall’edificio storico alla scultura moderna, dalle chiese antichissime con pulpiti cesellati al bunker sotterraneo, alle fontane curiose, alle torri quadrate, ai ponti in legno, al castello.
C’è tensione al momento della partenza per Stoccarda. Bisogna affrontare ancora la superautostrada e nessuno di noi vuole più rischiare di essere spazzato via dal mondo. Si potrebbe andare ai 100 all’ora se macchine come la mia non diventassero inguidabili e ugualmente pericolose a tale velocità. Oppure fermarsi di frequente nelle aree di sosta e ripartire dopo aver fatto defluire il traffico pesante cui abbiamo fatto da tappo. Ma non servirà alcuna strategia perché la strada sarà semideserta e ci consentirà perfino di giocare a rincorrerci.
A Stoccarda siamo ospiti del locale club delle FIAT 500 il cui presidente è un signore italiano che vive in Germania oramai da una vita. Trascorriamo una piacevole serata con altri soci e parenti vari tra scambi di gagliardetti, chiacchiere e gelati all’italiana. Nel tornare in albergo si aggiungono alla nostra carovana due elaboratissime 500 con targa tedesca

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STOCCARDA – foresta nera – LE HOWALD

foptoIl risveglio sotto un’irritante pioggerellina da autunno padano non turba i nostri animi ansiosi di visitare il nuovissimo museo Mercedes-Benz.
Consiglio una visita al museo anche a chi non ha una vera passione per le automobili perché è decisamente suggestivo il percorso a doppia elica che propone un viaggio nel tempo attraverso la storia dell’automobile dalle sue origini fino ai giorni nostri.
Lasciamo Stoccarda e il suo traffico ordinato sotto un cielo color piombo.
Usciamo ad Herremberg ed entriamo da Freudenstadt nella Foresta Nera. Al di là di una piazza immensa interamente porticata che pare essere la più estesa della Germania (certamente non la più bella), Freudenstadt non offre nulla che possa trattenerci oltre. Solchiamo la foresta verso Sud tracciando il manto stradale umido e scivoloso con le impronte del battistrada, attraversiamo l’incantevole Schiltach e poi risaliamo la valle del Kinzig su per Haslach e Gengenbach chiudendo un percorso a “U” lungo circa sessanta chilometri.
Varchiamo il confine franco-tedesco e siamo in Alsazia nel pomeriggio. Lo spesso manto verde dei vigneti rigogliosi prossimi alla vendemmia ricopre la piana e le dolci colline circostanti. Minuscoli borghi incantati con i campanili come spilli emergono da questo verde cangiante come tante macchie dai colori pastello. Attraversato Andlau, con le case che sembrano di marzapane, saliamo su per la collina fino a Le Howald dove ci aspetta un albergo di gran classe e un Riesling Gran Cru da perdere la testa.

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