Zingari vs. scheduling
Giovedì 23 maggio 2002, ore 15: reduci da una dura mattinata di lavoro gli zingari partono in direzione di Venezia a bordo della Tarellomobile . E' una zingarata a rischio, questa: a causa della distanza che separa Milano da Aalborg, per la prima volta nella loro storia gli zingari viaggeranno in aereo. La scelta di partire da Venezia è motivata dalle tariffe più favorevoli. Ma come conciliare la tipica anarchia della zingarata con la rigidità implacabile dei voli aerei?
La conferma a questi timori sembra arrivare di lì a poco, quando ci troviamo imbottigliati in un ingorgone causa lavori all'altezza di Verona. Per fortuna invece grazie alla guida “creativa” di Raul Tarello (che non fa rimpiangere Zeta, purtroppo assente) i nostri arrivano all'aeroporto Marco Polo in tempo limite.
ore 19,20: si decolla! Il viaggio non riserva sorprese. Si tenta di dormire per risparmiare le forze. Il programma infatti è temibile: arrivo ad Aalborg intorno alle 23, tappa all'ostello per mollare i bagagli e subito in vita nella Jomfru Ane Gade fino all'alba!
Ore 23.00: puntuali come danesi, atterriamo ad Aalborg via Copenaghen. Doppio taxi fino all'ostello (che ci costa come un box in S. Babila!), giù i bagagli e di nuovo sui taxi! I tassisti nemmeno chiedono dove portarci, tanto è scontato.
Cabala vs cabala
Ore 23,30: La Jomfru Ane Gade si presenta popolata ma non gremita, situazione tipica da pre – weekend. Il modo migliore per ambientarsi prima del duro carnevale. La serata prende subito la piega consueta: ZoT, Kool e Raul sono già stati da queste parti, GD e il Nonno ci mettono ben poco ad adattarsi. Risultato: verso le 2 ci sono 5 italiani che si dimenano sgraziatamente al ritmo di Shakira. 10 pupille che guatano con cupidigia le signorine presenti, parimenti alticce. Aalborg ha sempre riservato gradite conoscenze femminili: nulla degno di finire in un film porno, però tanta amicizia tra i popoli e qualche contatto umido . Ma d'altronde come è ormai comprovato da numerosissime evidenze, gli zingari non battono chiodo, mai !
La sintesi dialettica di questa contraddizione trova la sua espressione di lì a poco.
ZoT, che subdolamente contava sugli altri 4 (sposati o fidanzati) per vampirizzare le loro eventuali conoscenze, si sgancia appropinquandosi ad un pezzo di figliola che balla scatenata. La suddetta è accompagnata da un'amica di livello estetico dubbio: chi sostiene che fosse inguardabile, chi agghiacciante. Quest'ultima lo guata e lui ingenuamente segue una tattica letta su Mens' Health di marzo: fare il simpatico con l'amica brutta ti rende attraente anche per l'amica bella. Egli sorride e viene immediatamente brancato dalla bruttona, mentre l'amica bella si defila con un energumeno locale!
La morale è: ad Aalborg gli zingari combinano sì, ma combinano male.
ZoT resiste stoicamente anche ad un contatto umido, attratto soprattutto da quanto rivelatogli dalla bruttona: lei è una rappresentante di un pool di 30 fanciulle svedesi! Le altre 29 non saranno tutte così, no? Ma di lì a poco, stremato, molla il colpo fuggendo vilmente e riaggregandosi al gruppo zingaro.
La ravanata
Non è finita qui: di lì a poco sempre ZoT incrocia una giovane danese sul metro e 50 dalla conformazione quasi perfettamente sferica, che lo branca e gli formula la fatidica domanda: “are you homosexual or heterosexual?”
Lo sventurato rispose: “heteros…” non potendo però ultimare la frase, essendosi ritrovato una lingua in bocca e una mano sul pacco.
La giovane ed entusiasta “conquista” si lamenta quindi di avere solo amici gay (e qui qualche dubbio rimane) offrendogli subito dopo un'agognata ancora di salvezza: “are you here by yourself?”
Nel giro di 10” netti ZoT ha presentato la tizia agli altri 4 zingari, defilandosi alla velocità del suono! La tipa cerca di intortarli con tecniche analoghe, “ravanando” anche loro nelle parti basse e soprattutto dimenandosi oscenamente, toccandosi i capezzoli con le dite umide di saliva!
Visti gli scarsi riscontri, la tizia ci riprova, insegnando una nuova parola inglese al Nonno: “ blowjob ”. Di fronte allo sguardo interrogativo dello zingaro, la buzzicona illustra l'atto con una performance di mimo degna di Marcel Marceau. Fin troppo chiaro: gli zingari riescono a mettersi in salvo mimetizzandosi nell'ambiente circostante, chi dietro il mixer, chi camuffato da pinta di Tuborg, e il pericolo è sventato.
Il doppio incidente vale a ZoT la qualifica di “ no limits ”: era impossibile trovarne due così brutte in tutta Aalborg, ma lui c'è riuscito!
Ore 4,00: i locali si svuotano, il cielo nordico è già chiaro: ora di dormire. Il gruppo se ne torna allo splendido ostello immerso nel verde, pieno di speranza per i giorni a venire
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