Tran tran
I ritmi di vita alborghesi sono abbastanza sui generis:
- sveglia in tarda mattinata
- autobus fino in centro (l'ostello dista circa 40' a piedi)
- brunch in un bar della zona
- cazzeggio senza un vero perché fino a metà pomeriggio
- ritorno in ostello per un megapisolo ristoratore
- setup e ritorno in paese intorno alle 21
- notte di stravizi e ritorno all'alba o oltre
pur essendo ad Aalborg solo da 12 ore, gli zingari hanno già preso il ritmo e la giornata si svolge come da programma:
Ore 15: pranzo al café Jensen's in Obels Plads. Il tempo è bello, fa addirittura caldo e si pranza all'aperto, osservando i vari gruppi carnevaleschi che preparano le coreografie per il giorno dopo.
Ore 18: pisolo in ostello.
Ore 19,30: cominciano i preparativi per la serata. Il quadro appare sconfortante: gli zingari dovrebbero apparire in piena forma ma al momento appaiono belli rintronati dal sonno. Kool per combattere le occhiaie usa il trucco dei divi di Hollywood mettendosi 2 bustine di té sugli occhi. Il Nonno indossa boxer di Snoopy, Raul quelli di Topolino, GD ha un pigiamino con gli orsetti: la stanza dell'ostello sembra una via di mezzo tra una colonia estiva e un ricovero per infermi! Ma di lì a poco i nostri 5 sono al massimo della forma, galvanizzati dalla serata che li attende... Si fa notare Raul Tarello, che sfoggia una camicia bianca alla Tony Manero.
ore 21: si cena da Pizza Hut, a un costo non indifferente, e rieccoci in “Jomfru”. Come sempre la via si riempie sul tardi e le prime ore sono dedicate, come dice Kolo, a “ fare il fondo ” ossia a portarsi ad un tasso alcolico accettabile grazie anche alle offerte a prezzi scontatissimi dei vari bar. Nel frattempo, prendendo possesso di un tavolo all'aperto, gli zingari esaminano le passanti con sguardo professionale, dando i voti stile giuria di pattinaggio (solo “10” e “9”). Si ripromettono di acquistare apposite palette per il giorno successivo (anche perché l'urlo scomposto “dieci”, “nove” “dieci” risulta incomprensibilmente oscuro per le destinatarie. Il fatto che esse parlino danese può essere rilevante).
Man mano che la via si riempie e le nostre vesciche pure, cominciamo il consueto giro dei locali, con una netta preferenza per l' Hr. Nielsen che diventerà un po' la base degli zingari. Che stasera sono più fortunati per quanto riguarda il livello delle conoscenze: un gruppo di fanciulle dell'ex Urss: russe, ucraine, georgiane, lettoni (nomen omen?) con le quali gli zingari tentano un primo esperimento di allargamento della NATO . Le tipe sono socievoli e simpatiche e balliamo con loro fino alle 2,30 circa, quando ahimé ci abbandonano stile Cenerentola, per prendere l'ultimo autobus.
La serata prosegue sulla consueta falsariga, con livelli alcolici crescenti, fino all'alba.
In ostello, Raul è costretto a lavare il giubbotto affogato nella birra durante la serata. Gli altri zingari rientrano invece senza danni (oddio, i fegati potrebbero essere di diversa opinione, ma insomma…)
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