Amburgo 2003 - La zingarata anseatica
Amburgo: città di vizio e perdizione, crocevia
nordico di uomini e navi (e speriamo anche di donne), del famoso
Fishmarkt e dell'Indigeribilen...
Date: venerdì 14 - lunedì 17 febbraio
2003
Partecipanti: GD, Ale, ZoT, Raul Tarello, Zeta
Mezzo di trasporto: Volo Ryanair Bergamo-Lubecca
Pernottamento: albergo |
Domenica - Partenze...
Il risveglio è meno accaldato e “profumato” del giorno precedente,
avendo lasciato le finestre parzialmente aperte. Il tempo stringe
per Zeta e Raul, che sono attesi dal pullman Ryanair in partenza
dalla stazione (Hauptbahnhof) alla volta di Lubecca. I due giungono
alla stazione con un ragionevole anticipo, accompagnati dagli altri
zingari; sfortunatamente non c'è la minima indicazione sul
posizionamento della fermata del pullmann e la stazione è vastissima!
Il tempo scorre veloce mentre cinque zingari sciamano nei budelli
della stazione come cani da caccia impazziti. Individuano il pulmann
appena in tempo, un veloce saluto e si parte!
Rimasti soli, Ale GD e ZoT approfittano del McDonald's lì di
fianco per un sano brunch ristoratore. Nel frattempo
programmano la giornata, che dovrebbe essere dedicata al turismo e ad
un giusto relax per riprendersi dalle follie del weekend. Viene concordato
un giro turistico nella zona dei due laghi interni alla città (Aussenalster
e Binnenalster) e del quartiere di Altona .
Usciti da Mc Donald's, inutilmente Ale e ZoT tentano di convincere
GD ad approfittare di un salone di coiffeur turco situato
nelle vicinanze: proprio non ne vuole sapere dei barbieri locali, vai
a capire il perché! La gita turistica ha così inizio.
I
laghi sono ghiacciati, la temperatura è sempre freddina a dir
poco, nonostante il sole. Alcuni eroi si danno al jogging, altri (GD)
sfidano lo spessore della lastra di ghiaccio con la propria massa preponderante.
Un tentativo di sosta in una bellissima pasticceria viene purtroppo
frustrato dalla carenza di posti a sedere, mentre il giro per
Altona si rivela un po' privo di senso – strade deserte, negozi
chiusi, niente di notevole, per cui i tre riguadagnamo l'albergo
per programmare la cena. Infatti la serata si prospetta moscia
(le domeniche al nord sono serate loffie per tradizione) e
intendiamo buttarla sul gastronomico per compensare. |
Si mangia!
La scelta del ristorante cade sul famoso (?) “A Varinha”, uno
dei tanti ristoranti portoghesi che affollano Amburgo, evidentemente
a seguito di scambi cultural-commerciali del passato.
Il locale è piccolo, caldo ed accogliente. Ci troviamo ad affrontare
alcuni problemi nella lettura del menu, anche perché il gestore
parla solo tedesco e portoghese… Alla fine optiamo per il menu “roulette
russa”, ossia “scegli una cosa a caso che abbia un prezzo ragionevole
e il cui nome ricordi qualcosa di commestibile”. Ci va bene, anzi benissimo:
mangiamo del pesce ottimo ed abbondante. Abbandoniamo poco prima che
ci spuntino le branchie, decisamente satolli, e paghiamo solo 20
euri a testa! Davvero notevole.
Rotoliamo verso la Reeperbahn consapevoli che la vita delle
notti precedenti ce la scordiamo: infatti i locali sono chiusi o semideserti .
Persino le vetrine delle donne nude sono scarsamente presidiate, insomma
roba da andare a dormire subito.
Però almeno la birra della staffa ci vuole: optiamo per un baretto
in una via laterale, piccolo e frequentato evidentemente da clienti
abituali. La barista ci offre le nostre 3 birre che beviamo al bancone,
lumando una manza notevole stazzatasi in un tavolo non lontano ma, ahimé,
in compagnia di 2 tizi. |
L'Ippopotamen
Nuovamente on the road, ma solo per constatare che gli unici locali
apparentemente vivaci sono i night club: che fare?
Dopo rapida consultazione decidiamo che è troppo presto per andare
a dormire, per strada fa un freddo cane ed è importante raccogliere
dati per un'analisi sociologica della vita notturna amburghese il più completa
possibile – insomma per farla breve ci facciamo intortare da un untuoso
imbonitore che ci trascina dentro uno dei night club della Reeperbahn.
Non ricordiamo il nome del posto, ma viene immediatamente ribattezzato “Ippopotamen” in
omaggio a quello di fantozziana memoria!
L'imbonitore corre all'interno e sveglia a calci un paio di
culone palesemente addormentate sui divanetti di velluto rosso. Un terza
fanciulla (questa sì, notevole) si dimena intorno a un palo,
delle tv trasmettono un film porno...
Perplessi, i 3 zingari si ripropongono di bersi la loro birretta,
rimirare la ballerina e levare le tende al più presto. Naturalmente
nel giro di 30” vengono braccati dalle due tizie alle quali presto si
aggrega la ballerina suddetta.
Rifiutare le sfacciate e ripetute avances delle due culone è cosa
facile, rifiutare quelle della ballerina gnocca, a onor del vero, è un
pelo più difficile; comunque non ci facciamo spillare soldi e
una volta terminate le birre riusciamo a riconquistare la strada indenni.
Ormai non c'è in giro proprio nessuno, tutti i locali stanno
chiudendo; raggiungiamo l'albergo e ci concediamo una sana dormita. |
Lunedi - Lubecca
Avendo già esplorato Amburgo come si deve, decidiamo di
trasferirci a Lubecca (da dove parte il nostro aereo nel tardo
pomeriggio) e di visitare la cittadina.
Salutiamo Amburgo con una sontuosa colazione al Maiale Felice;
dopodichè ci indirizziamo alla stazione e senza difficoltà alcuna
ci imbarchiamo su uno dei frequenti treni per Lubecca.
Arriviamo che non è neppure mezzogiorno, c'è il sole e
la temperatura è quasi accettabile. Entriamo in modalità turisti
e supportati da Ale e soprattutto dalla sua guida,
dopo aver lasciato i bagagli al deposito della stazione ci dirigiamo
verso il centro di questa ridente cittadina.
Le
peculiarità di Lubecca sono due:
- la vecchia porta di ingresso alla città, ripresa da
innumerevoli fotografie e cartoline...
- ...e la produzione di marzapane .
Inevitabile quindi, dopo le consuete foto di rito sotto la porta, la ricerca
dell'antica pasticceria che fa i dolcetti come una volta, dove ci facciamo sapientemente
rapinare acquistando qualche confezione regalo. Già accusiamo i primi
sintomi del diabete, quindi usciamo e ci dedichiamo ad altro.
Abbiamo ancora un pò di tempo e lo spendiamo a favore di alcune vasche
nella via pedonale in pieno centro storico, quando la nostra attenzione viene
attirata da una macelleria/salumeria che offre panini di carne preparati al momento:
nel gabbiotto che si affaccia sulla strada una florida tedescona ci chiede che
tipo di carne vogliamo e lo spessore desiderato della fetta da tagliare da una
serie di arrosti in bella vista. Va da sè che la nostra perfetta conoscenza
del tedesco ci permette di allontanarci con dei sontuosi paninazzi di
maiale bisunto del peso di almeno 7 kg l'uno, gustosamente annegati
nella senape! Il colesterolo, commosso, ringrazia.
Curiosamente nell'allontanarci veniamo fatti oggetto di sguardi
perplessi dagli astanti... |
Il ritorno
Belli satolli e con qualche difficoltà di deambulazione
ci rendiamo conto che la zingarata volge al termine; è ora
di recuperare gli zaini e raggiungere l'aeroporto. Sul bus incontriamo
varie famigliole inglesi in scampagnata giornaliera (non hanno
bagagli), anche loro sulla via del ritorno. Scatta allora tra gli
zingari una sentita digressione su come i
voli low cost , in questo caso della Ryanair, abbiano
portato nuove possibilità di conoscenza e di scambio culturale
tra i popoli, nonchè un impatto anche economico non indifferente
(secondo noi a Lubecca lo scalo l'han costruito apposta per i voli
Ryanair) che neanche l'abbattimento delle frontiere all'interno
della UE...
L'aereo parte in ritardo ma il pilota (che probabilmente ha
un incontro galante che lo aspetta a Bergamo o vuole battere qualche
record) decide che deve assolutamente recuperare il tempo perduto ed
allora ecco la partenza stile pit stop (non eravamo ancora tutti seduti
e c'è chi giura che siam partiti con il bocchettone della benzina
ancora attaccato), i continui sorpassi a destra e soprattutto l'atterraggio
stile ponte di portaerei, a tutta velocità e con colpo finale
ai freni che ha rischiato di farci espellere il panino di qualche
ora prima...
Così, recuperati i bagagli ed imarcati sul pullman per Milano,
con una buona mezz'ora di anticipo sulle tabelle siamo a casa. Anche
questa zingarata è finita! |
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