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... All'Australia - 1^ puntata

Autore: Giu
Periodo: 1 - 29 agosto 2006

Primi giorni di Australia per Giu e Monica dopo quelli di riscaldamento nella capitale austriaca. Sydney, la Hunter Valley, i koala, i parchi nazionali ed infine il Queensland. Vi dicono niente località mitiche come Brisbane, Surfers Paradise e Fraser Island?

Giorno 12 - Fraser Island

La mattina seguente di buon’ora siamo giunti a Rainbow Beach intenzionati a raggiungere Fraser Island, la più grande isola al mondo composta interamente da sabbia, lunga circa 120 chilometri e larga 15, il cui volume di sabbia si dice sia addirittura maggiore di quello del deserto del Sahara. La sua biodiversità è sorprendente e sulla sua superficie ospita foreste tropicali e ben 200 laghi d'acqua dolce. L'isola non ha strade asfaltate e può essere percorsa solamente da fuoristrada aventi un apposito permesso. È quindi quasi d'obbligo rivolgersi a tours organizzati.

Al momento del nostro arrivo a Rainbow Beach il tour era in partenza, fortunatamente siamo però riusciti a prenotare all'ultimo minuto un pacchetto di due giorni al costo di 269 dollari a persona. Parcheggiata l'auto abbiamo usufruito della colazione prevista nel prezzo e ci siamo messi in marcia su una sorta di camion adattato ottimamente a bus. Il nostro gruppo comprendeva, oltre a noi due, due ragazze inglesi, due ragazze giapponesi, due ragazze coreane e tre ragazze olandesi, in pratica ero l'unico maschio.

Scesi dal battello che ci ha traghettati sull'isola il paesaggio disteso ai nostri occhi consisteva in una spiaggia immensa e in una quasi perenne foschia prodotta dalla sabbia e dal vento. La prima tappa è stata una passeggiata di gruppo fra le altissime dune sabbiose, qui chiamate sandblows (soffi di sabbia).
Tornati sull’automezzo fuoristrada abbiamo percorso le sabbiose stradine interne fra salti degni delle migliori montagne russe, giungendo finalmente ad un paradiso naturale chiamato Lake McKenzie. Questo lago 'sopraelevato' si è formato in seguito all'accumulo d'acqua sopra un sottile strato impermeabile costituito da foglie ed altro materiale organico. La sua acqua cristallina color turchese e la sua spiaggia di sabbia bianca sono ricordi veramente indimenticabili, da sola questa meta è valsa l'escursione in quest'isola annoverata dal 1973 fra i Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.

Successivamente abbiamo esplorato un'altra meraviglia nascosta all'interno dell'isola. Il Wanggoolba Creek altro non è se non un torrente che scorre fra la rigogliosa vegetazione ma le cui acque sono talmente limpide da poter essere bevute tranquillamente da chiunque, me incluso ovviamente...
Il pernottamento era previsto all'Eurong Beach Resort e la cena a buffet era ovviamente inclusa data l'assoluta assenza di ristoranti

Giorno 13 - Fraser Island

Dopo l'abbondante colazione, anch’essa a buffet, siamo saliti sul bus diretti al Lake Wabby, un lago poco profondo circondato su tre lati da foreste di eucalipti e sul quarto lato delimitato da un'imponente collina di sabbia che avanza verso l'acqua al ritmo di ben 3 metri ogni anno! Dopo esserci rilassati una buona mezz'ora siamo tornati sui nostri passi e siamo risaliti a bordo, dopo aver perso qualche minuto a causa di un'incomprensione sul punto esatto di ritrovo.

Abbiamo quindi proseguito lungo la spiaggia in direzione nord sostando per qualche foto davanti al relitto arrugginito del Maheno, una nave passeggeri che fu trascinata a riva da un tifone nel 1935, mentre veniva rimorchiata verso un cantiere di demolizione giapponese.

Verso l'ora di pranzo abbiamo parcheggiato il mezzo e siamo saliti a piedi in cima alla formazione rocciosa di Indian Head, il punto panoramico più bello di tutta l'isola. Dopodiché siamo ridiscesi ed abbiamo pranzato al sacco con panini e succhi di frutta. Una curiosità è stata l'avvistamento in lontananza di un dingo, una sorta di cane selvatico che vive in molte zone d'Australia.

Nel pomeriggio abbiamo visitato il cristallino torrente Eli Creek prima di procedere alla navigazione di rientro sulla terraferma. Sul traghetto la malinconia era tanta augurando, come sempre a luoghi del genere, di conservarsi quanto più incontaminati possibile e lontani dall'azione distruttrice dell'uomo. Dimenticavo: l'isola prende il nome da James ed Eliza Fraser, i quali fecero naufragio a nord-ovest dell'isola nel 1836; lui morì mentre lei fu salvata dagli aborigeni locali. E proprio gli aborigeni solevano chiamare l’isola K'gari (Paradiso).

Abbiamo percorso poi in auto solo qualche decina di chilometri prima di fermarci per la notte nel Digger's Rest Motel di Maryborough, all'innesto con la Bruce Highway

Giorno 14 - verso Airlie Beach

Da Maryborough ad Airlie Beach la strada corre per 765 chilometri lungo la Capricorn Coast e per percorrerli tutti dal mattino al tramonto ci siamo permessi solo qualche breve sosta per fare rifornimento e mangiare. Degne di rilievo solamente le numerose statue di bovini dislocate in diverse zone della città di Rockhampton, la capitale australiana del manzo.

Da Mackay inizia invece la Withsunday Coast, una delle più belle regioni costiere del Queensland, famosa per le sue acque azzurre e trasparenti che lambiscono quella meraviglia chiamata Great Coral Reef (Grande Barriera Corallina). L'unico inconveniente è la presenza da ottobre a maggio delle letali box-jellyfish (cubomeduse) per cui è consigliato indossare le apposite mute di protezione.
Purtroppo lungo un rettilineo in discesa abbiamo incrociato una volante della polizia stradale munita di laser, che prontamente ha fatto inversione e ci ha fermati accollandoci un Infringement Notice (una multa) di 250 dollari.

Giunti a destinazione abbiamo trovato l'ostello affiliato alla YHA completamente esaurito ed abbiamo perciò pernottato in una sorta di villaggio camping sufficientemente economico in centro città, proprio di fronte al Centro Visitatori. Depositati i bagagli siamo entrati in uno degli affollati pubs cenando con pesce...ovviamente fritto! ed una buona birra XXXX Gold.
Solo due parole sulla località. Airlie Beach è la capitale turistica della Withsunday Coast, una vivace località di villeggiatura ricca di giovani nonché punto di partenza per raggiungere in battello le Withsunday Islands. Come in ogni città vacanziera non mancano i ristoranti e le strutture ricettive e i locali notturni pullulano di vita dal tramonto fino all’alba.

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