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Bosnia-Erzegovina

Autore: Geom.Calboni
Periodo: 24 aprile - 1 maggio 2007

Annunciato "solo" quattro mesi fa, vede finalmente la luce lo speciale sul viaggio intrapreso dal Geometra insieme a Jena nei meandri della Bosnia e pure dell'Erzegovina. Mica pizza e fichi...

Sabato 28 aprile - Sarajevo

La bibliotecaDormita colossale per riprenderci dalle fatiche. Giro in centro alla ricerca degli angoli volgari, shopping: io per la mamma (così sono a posto per i prossimi 10 viaggi) e Jena per la "nonna bulgara". Ci incuriosisce un negozio di antiquariato; pezzi davvero interessanti.
Pensavamo di aver risolto il "mistero di Sarajevo" la sera precedente ma non era così. Un negoziante parla italiano corretto.
Ci incuriosiamo e gli chiediamo il perché. "Italiani ottimi clienti", ci risponde. "Ci sono molti turisti?", replichiamo.
E lui di rimando: "turisti? Militari!…".
E' un lampo. Io e Jena ci guardiamo negli occhi. "Aaahhhhh! Ora capiamo… Ecco davvero svelato il mistero… I militari! Sono loro ad aver fatto danni… Peggiori della guerra…"
In seguito, sondando qua e là, troveremo qualche conferma a ciò…

Incontrata Samra, passeggiata romantica a tre. A 100 metri dal centro, seguendo il corso del fiume, ci troviamo in aperta campagna. La meravigliosa natura bosniaca ci assale di nuovo. Montagne a picco, il fiume, un ponte antico, le fonti d'acqua, verde ovunque.

Dopo la camminata clamorosa ed una pettinata veloce a casa, ci buttiamo per l'ultima volta nella nightlife di Sarajevo. Salutiamo Samra che per impegni del giorno dopo deve abbandonarci. E' stata la nostra grandiosa guida privata che ci ha fatto
scoprire la stupenda città di Sarajevo.

Inizia il nostro pubcrawling (anche forzato perché è impossibile passare inosservati ai camerieri locali). Posti affollatissimi e, a volte, superiori a molti altri posti europei.
Facendo avanti e indietro incosciamente ci inoltriamo per la città.
Alla fine la sete di volgarità prevale sulla voglia di vivere la nightlife. Osserviamo Sarajevo di notte.
Quella antica e quella più moderna.
Il solito sms ci dice che è davvero tardi. L'arbitro fischia tre volte.
Dovidenia Sarajevo.

Domenica 29 aprile - Mostar

MostarDi buon'ora ci involiamo alla volta di Mostar sempre in pullman. L'altro tragitto più bello che abbia mai fatto.
Il lago Jablanicko, il fiume che ne scaturisce con l'aiuto della confluenza di altri fiumi, le acque così verdi che nel
fondo del fiume si specchiavano il cielo e le montagne creando un effetto ottico incredibile: sembrava che il mondo fosse sospeso nel nulla. Ed ancora le piattaforme dei pescatori, le piccole cascate, le piccole dighe, i covoni di paglia, i cartelli a prestare attenzione alle mine antiuomo, le casette di campagna, campagna ovunque.
Il paesaggio cambia. Dobrodosli u Erzegovina.

Ci imbattiamo nella messa domenicale celebrata nel piccolo cimitero cattolico di un paesino.Ogni famiglia sulla tomba dei propri cari. Notiamo una baraccopoli. Trattasi del polveroso mercato di paese. Quanta volgarità! Ma non possiamo fermarci.
A 300 metri sorge il moderno centro commerciale.
Giungiamo a Mostar.

Ci inoltriamo per la città. Facciamo subito conoscenza con il fiume Neretva. Notiamo un'area con case distrutte dalla guerra. Curiosiamo all'interno e ci infiliamo in una costruzione. E' tutto distrutto, calcinacci ovunque.
Jena
si attarda al piano terra, io preso dall'eccitazione (mi hanno sempre esaltato le case abbandonate) corro su fino al 3° piano, entro in una stanza e… mi trovo un uomo davanti! Scatto di adrenalina: "buonasera, buonasera" gli dico e me ne torno al piano terra, consigliando a Jena di allontanarci dall'area.
Vediamo numerose costruzioni segnate dalle bombe o dalle mitragliate. Alcune case sembrano veramente una groviera.

Raggiungiamo il vecchio centro città. Molto caratteristico ma altrettanto turistico. Saliamo sul famoso ponte, assunto a simbolo della guerra. Il fiume Neretva in quel punto è molto caratteristico. Visitiamo la moschea, saliamo sul minareto. Da lì sopra la visuale è meravigliosa. Il fiume, il ponte, il vecchio centro, quello nuovo.
Notiamo una pattuglia di militari marocchini.

Pranziamo in un ristorante musulmano consigliatoci in precedenza da Samra.
Ci inoltriamo nella parte nuova della città, colpita dalla guerra ma non interamente ricostruita. Interi palazzi distrutti ed abbandonati. Groviere ovunque. Passiamo sotto il carcere cittadino, da dove ci sentiamo chiamare dai carcerati…
A Mostar sono presenti ancora i segni della guerra.

Nel tardo pomeriggio ripartiamo alla volta di Spalato in Croazia.
Prendiamo un pullmanaccio che si fermerà ovunque stile treno regionale. Si ferma persino di fronte a case sperdute nella campagna per consegnare pacchetti agli abitanti.
Giungiamo a Split in serata. Subito veniamo assaliti dagli affittacamere. Ci lasciamo convincere da una signora. Ci porta a casa sua. A metà strada ci lascia al marito che ci conduce fino alla prossima staffetta, il figlio zoppo, che ci vende infine alla nonna. La sistemazione è economica e comunque buona.
Giro romantico in notturna nei vicoli di Split. La città è una piacevole scoperta. Vinti dalla stanchezza ci ritiriamo.

Lunedì 30 aprile - Split

SpalatoGiornata interamente dedicata alla visita della città e del suo bellissimo centro storico, già patrimonio dell'Unesco.
Il vecchio palazzo romano dimora di Diocleziano nei tempi è diventato abitazione dei cittadini, poi città ed ora centro storico. Visitiamo le fondamenta del palazzo. E’ stupenda l'accozzaglia di mura romane e costruzioni più moderne costruiteci sopra nel corso dei secoli.
I vicoli ricordano il centro storico di Genova.
Ascendiamo al parco che sovrasta la città, il porto ed il mare. Pivo con visuale romantica.

Causa temperatura altissima desistiamo dall'inoltrarci troppo nel parco.
Ma abbiamo sete di volgarità e ci buttiamo nella città nuova. Storica camminata, murales che inneggiano all'Hajduk (la squadra di calcio locale) ovunque. Giungiamo allo stadio.

Recuperate le valige, ci imbarchiamo (davvero, questa volta) sul traghetto che nottetempo ci porterà diritto ad Ancona.
Per me è la prima volta. A parte il traghetto Reggio Calabria-Messina. Sono emozionato. Scoviamo una sala solitaria e, dopo aver assistito alla partenza sul ponte, ci trascorriamo la notte.

MArtedì 1 maggio - Italia

Approdiamo di buon'ora nel porto di Ancona. Ci gustiamo tutte le fasi di approdo dal ponte. Facciamo mesto ritorno, io a Firenze, Jena a Savona con i vecchi, classici trenacci italiani.
Il solito sms dalla Lituania via Irlanda smette di arrivarmi. La cappa è svanita. Il viaggio è terminato.
Benvenuti in Italia.

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Bosnia-Erzegovina map

Bosnia-Erzegovina map



Altre foto

Tramonto a Sarajevo

La Neretva

Spalato

Guerra a Mostar

Spalato


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