La Riconquista di Bratislava
Per la serie: "le zingarate degli altri" eccovi tutta la verità, solo la verità e nient'altro che la verità, sul weekend di Sfolli, AchilleCotone e amici nella capitale slovacca. |
Date: venerdì 25 - domenica 27 febbraio 2005
Partecipanti: Merolone, il Pippo, Sfolli, il Bobo
Assenti: lo Scimmio, Stefano
Mezzo di trasporto: Auto del Merolone (Mercedes C200)
Pernottamento: albergo (Hotel Arcus)
|
Prologo
In realtà dovevamo andare a Riga, ultima frontiera della nuova Unione Europea, località che la maggioranza degli italiani non sa nemmeno dove si trovi, posto che ci ispira per tutta una serie di ragioni, non ultima il fatto che a differenza di molte città europee non riusciamo nemmeno ad immaginarci come possa essere fatta. Siamo sicuri che fra 10 anni sarà probabilmente una città come tante altre, ma oggi riesce ancora a infonderci quel senso di viaggio nello spazio, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima…
Purtroppo arriviamo lunghi con le prenotazioni aeree. Scartata AirBaltic, che si “accontenta” di 280 euri per un volo diretto da Malpensa, troviamo una combinazione via Londra all'andata e via Berlino al ritorno per 250 euri. Troppo per le nostre povere tasche... E poi ne facciamo una questione ideologica. Se zingarata deve essere, zingaro deve essere anche il costo…
Sulla scorta dell'esperienza settembrina in quel di Praga, città nella quale ci eravamo trovati decisamente a nostro agio, Sfolli lancia l'idea di puntare su Bratislava, città già conquistata (e recensita) dagli Zingari, ma soprattutto a portata di macchina per noi che partiamo da Mestre. |
| Venerdì 25 Febbraio |
Si parte!
La partenza è prevista per le 10 di venerdì mattina “puntuali perchè... ghe sboro!”, parole del Merolone. Ritrovo sotto casa del Bobo. Fin da subito però si intuisce che gli astri non sono dalla nostra parte, perché nell'ordine: 1) il Pippo, non riuscendo a resistere alla tentazione di fare un salto in negozio per dare le ultime direttive strategiche alle sue commesse (e forse anche per dare loro qualcos'altro...), pensa bene di arrivare all'appuntamento passando per la tangenziale di Mestre (per fare prima…), dove rimane ovviamente bloccato. Gli insulti nei confronti suoi e di tutti i “paroni chini sul fatturato” si sprecano. La nostra dubbia sensibilità religiosa completa il quadro del ricevimento del ritardatario. Nell'attesa, ci diamo alla pazza gioia in pasticceria a spese del Merolone; 2) dal canto suo, lo Scimmio, assente giustificato, non ci fa mancare il suo “divertitevi anche senza di me”, fornendoci dettagliate previsioni meteo da lui ascoltate la mattina stessa, secondo le quali sarebbero previste “tormente di neve da Cipro alla Danimarca, con formazione di iceberg lungo le strade dell'Europa Centrale”. Il “vaffanculo” scatta in automatico.
Finalmente, verso le 10 e 30 siamo pronti per partire. Lo schieramento d'attacco è il seguente: Merolone alla guida, Sfolli al posto del co-pilota e già in procinto di addormentarsi, il Pippo ed il Bobo comodamente seduti sul divano posteriore.
Gusti musicali raffinati non hanno mai fatto parte della nostra identità di gruppo. Fatto sta che gli unici due CD a disposizione sono una compilation di sigle di cartoni animati di quando eravamo bambini ed una raccolta di monologhi di Beppe Grillo. Ascolteremo entrambi a più riprese.
In particolare è sulle note di Capitan Harlock che facciamo il nostro ingresso trionfale in tangenziale e puntiamo verso la Udine-Tarvisio in direzione del confine. A pensarci bene si tratta di una canzone che, oltre a ricordarci la nostra infanzia, è particolarmente indicata ad esprimere lo spirito zingaro con cui affrontiamo questo viaggio…: “ Fammi provare Capitano un'avventura dove io son l'eroe che combatte accanto a te, fammi volare Capitan senza una meta, tra i pianeti sconosciuti per rubare a chi ha di più…”. Ovviamente si tratta di metafore e di linguaggi ermetici. I pianeti rappresentano i vari locali notturni che abbiamo intenzione di visitare, mentre l'unica cosa che vorremmo rubare agli slovacchi, ve la lasciamo immaginare…
Il tempo è indecente come previsto dallo Scimmio, ma non ci facciamo intimorire. In fondo non c'è niente di più sicuro di un'auto a trazione posteriore per affrontare il ghiaccio e la neve che ci attendono... Neanche 10 minuti di viaggio e scatta il primo pit-stop a causa dei bisogni fisiologici allo stato liquido del Bobo (questa sarà una costante di tutto il week-end) e del bisogno del Merolone di respirare un po' di ossigeno marcato Philip Morris. Perché tanto “io non ho il vizio, smetto quando voglio”... Tanto per non sbagliare, il Bobo, che ha smesso di fumare da 5 anni, viene insignito dell'onore di comprare le cicche, olè!
|
L'Austria
Poco dopo mezzogiorno passiamo il confine con l'Austria e siamo finalmente in terra straniera, evento che viene salutato dal Merolone con un ruttone devastante, che ci fa chiaramente capire come abbia definitivamente digerito la colazione. La neve cade sempre più copiosa, e sarà forse per questo motivo che non ci demoralizziamo più di tanto per gli osceni limiti di velocità che caratterizzano le autostrade austriache.
Anzi, l'occasione è propizia per aprire un dibattito sullo Scimmio:
riflettiamo sul motivo della sua assenza, vale a dire una lezione
sulla “progettazione
e la realizzazione dei giardini pensili” che deve tenere proprio quel giorno
per conto dell'Ordine degli Architetti. Giungiamo alla conclusione
che se uno come lo Scimmio viene chiamato a tenere una lezione a persone
in possesso di un titolo superiore alla terza media… questo Paese è proprio
fottuto…!!!
Nel frattempo, in uno slancio di senso civico abbiamo anche comprato il Vignette, strano adesivo da appiccicare sul parabrezza per poter viaggiare in autostrada per ben 10 giorni.
Passata Klagenfurt, abbiamo una dimostrazione delle agghiaccianti conoscenze geografiche del Merolone: riprendendosi dal torpore della guida (...) con uno scatto fulmineo porta l'auto sulla corsia di destra esclamando: “Rincoglioniti! Sempre dritto eh?! Il cartello dice Slovenia a destra!! Se non ci fossi io...” . Appena in tempo riusciamo ad evitare che prenda deciso la deviazione per la Slovenia, di cui Bratislava è notoriamente la capitale… (sigh!). Controsterzata a sinistra, con rischio di collisione con una paio di camion tedeschi i cui autisti promettono di deflorare il nostro autista al prossimo autogrill. E pensare che è pure laureato... ormai cani e porci!
Ci fermiamo in autogrill per riempire la panza. Felici di poter assaporare la cucina austriaca, ci dirigiamo immediatamente verso un Burger King… Fanculo i crauti…!
Bevuto un buon caffè che sembra quasi italiano, ripartiamo alla volta di Bratislava, non senza veder frantumati i nostri zebedei da continue code causate da lavori in corso ad ogni km dell'autostrada. Degni di nota i cartelli che preannunciano l'inizio e la fine dei lavori: una faccetta triste preannuncia l'inizio, una sorridente la fine, ma lo capiremo solo durante il viaggio di ritorno dopo un brainstorming di 55 minuti. Passata anche Graz, arriviamo in prossimità di Vienna verso le 16.30. Basandoci su improbabili consigli raccolti in internet da Sfolli, cerchiamo la fantomatica deviazione per l'aeroporto che dovrebbe farci risparmiare una cinquantina di chilometri e soprattutto l'entrata a Vienna. Sarà che in quel momento stiamo riascoltando il discorso all'umanità 2002 di Beppe Grillo, ma la deviazione non la vediamo proprio… |
Slovacchia, terra promessa
È ormai scuro quando arriviamo alla frontiera. Degli austriaci manco l'ombra, mentre gli slovacchi si sono messi a chiedere i documenti ad ogni macchina in entrata. Con conseguente coda. Sfolli decide allora di sfidare le avverse condizioni meteo scendendo dalla macchina per sgranchirsi le gambe, esibendosi altresì in esercizi ginnici stile “ora di ginnastica in fabbrica Giapponese”.
Gli sguardi di sfida del nostro ginnasta verso i troppo zelanti e lenti doganieri Slovacchi si sprecano (il più rachitico di loro sembra Ken il Guerriero), rischiando così di farci impallinare dai cecchini dell'ex KGB che, ne siamo convinti, ci avevano già inquadrati come mafiosi spaghetti e mandolino. Sarà la macchina troppo costosa per quelle 4 facce da pirla che ci stanno dentro, sarà che pochi giorni prima in Slovacchia avevano arrestato un camorrista, com'è o come non è, i minuti passano ma noi siamo sempre nella “terra di nessuno”: ci aprono il bagagliaio, controllano i nostri documenti al computer, ci chiedono ogni tipo di documento relativo all'automobile. Alla fine però devono arrendersi all'evidenza: nella peggiore delle ipotesi hanno di fronte solo 4 stronzi alle prese con l'ennesimo viaggio della speranza, e questo non è un motivo sufficiente per vietare loro l'ingresso nel Paese. Evviva!!! |
Finalmente Bratislava
Passato il confine tutto procede abbastanza liscio fino alla tanto agognata Bratislava, salvo qualche fisiologico errore di traiettoria causato soprattutto dalle allucinazioni del pilota e del copilota provocate dai gas serra emessi dal Bobo, ribattezzato per l’occasione “geom. Calboni”.
Giungiamo a Bratislava verso le 18 e veniamo subito colpiti dal poco traffico, dalla poca gente in giro e dall’architettura comunista che caratterizza i casermoni del quartiere che ci lasciamo alle spalle. Superato il ponte di Goldrake, ci mettiamo alla ricerca dell’Hotel Arcus, prenotato dallo Sfolli via internet su consiglio di un certo Fox. Il tentativo di arrivarci da soli è patetico (almeno la soddisfazione di averci provato...): riusciamo a sbagliare due incroci su due, ritrovandoci così nuovamente in periferia… Capiamo l’antifona e molliamo 5 euro (in monete da 1) al primo taxista che incrociamo. In 10 minuti siamo parcheggiati sotto il nostro hotel.
Dobbiamo ammettere che la Filinite (leggasi preparazione maniacale di ogni dettaglio relativo alla vacanza) del buon Sfolli ha prodotto il suo risultato, essendo l’Hotel Arcus un luogo all’altezza delle nostre più rosee aspettative. Dotato sia di camere che di appartamenti, da fuori non è niente di che, mentre all’interno è pulito, accogliente e ben arredato. Tanto per non sbagliare a Sfolli viene “casualmente” assegnata la camera dotata di più comfort (vasca con idromassaggio compresa...) al costo di 1800 SK per notte, al Merolone un appartamento di tutto rispetto allo stesso prezzo, mentre al Bobo e al Pippo tocca una doppia onorevole (non matrimoniale...) per 2600 SK.
A questo punto, ansiosi di entrare in sintonia con la fauna locale, decidiamo di attaccare bottone con la receptionist (e che receptionist…) chiedendole informazioni sul modo migliore per raggiungere il centro, facendoci subito un’idea del modo di pensare slovacco. Chiediamo: “Quanto sarà, 5-10 minuti a piedi?” - “No, sono 7 minuti” è la risposta… O la signorina colleziona orologi oppure ci sta proprio prendendo per il culo… Dopo attenta analisi propendiamo decisamente per la seconda ipotesi.
Diretti verso il centro cittadino, ci mettiamo ricerca di un ristorante. L’idea di fondo è seguire il solco tracciato dagli Zingari e di andare al Prasnà Basta. Purtroppo quando ci arriviamo, abbiamo l’amara sorpresa di trovarlo assolutamente pieno. Ci dicono che ci sarà molto da aspettare e decidiamo che la cosa non ci aggrada. Finiamo al People, locale situato di fronte all’Opera.
Bel posto, ben frequentato, vorremmo consumare una cena a base di carne e patate fritte. Ci fidiamo del fiuto del segugio Sfolli e ordiniamo 4 “Tartar beef” con “French fries”. Dopo aver fatto fuori tre vassoi di ottimo pane slovacco, ci vediamo recapitare 4 hamburger crudi contenenti una quantità industriale di cipolla tale da far lacrimare un saldatore con la maschera. Trangugiamo questa cena luculliana ringraziando Sfolli per l’ottima scelta (lui stesso, il giorno dopo, ammetterà di aver fatto leggermente fatica a digerire, con conseguenze intestinali che avremo modo di apprezzare più volte nel corso della serata sotto forma di gas metano concentrato), e ci diamo ad una veloce perlustrazione del centro.
Facciamo un salto a El Diablo, disco/pub/ristorante già ampiamente recensito dagli amici Zingari, dove apprezziamo subito la qualità estetica delle cameriere, le quali indossano una bellissima maglietta nella quale dichiarano che l’unico autorizzato a toccare loro le tette è il titolare del locale… Peccato!
In giro, forse anche a causa della neve che cade generosa, e dei -10 gradi centigradi, non c’è praticamente nessuno, se non qualche gruppuscolo di hooligans inglesi ubriachi che decidiamo di lasciar vivere, per questa volta. Verso le 23 e 30 ci dirigiamo quindi verso il primo locale segnalato nella Guida-Zingara, la discoteca Laverna. Il locale risulta poco movimentato, e visto che dopo mezz’ora la serata non decolla decidiamo di dirigerci verso un un’altra discoteca segnalata nella Zingar-Guide, il Cirkus Barok.
|
Cirkus Barok
Il Cirkus Barok è un battello ancorato stabilmente alla sponda
del Danubio e trasformato in discoteca e ristorante.
Una insidiosissima passerella di legno, inclinata di 30
gradi e completamente ghiacciata, è l'unica via di collegamento
tra la terraferma e il locale. Ed è qui che il Merolone dà il
meglio di sé… Da vero Italiano in vacanza non accetta compromessi
in fatto di look, nemmeno in circostanze estreme. Per l'occasione
indossa stoicamente un paio di mocassini ultima moda, praticamente
estivi, con suola in cuoio. Tale circostanza, unita ai
suoi vaghissimi ricordi della fisica studiata al liceo, ha un risultato
matematico:
primo passo: scivolone di mezzo metro; secondo passo:
caduta rovinosissima con culo all'aria, telefonino che volteggia
in aria ricadendogli miracolosamente sulla trippa, e rottura di un
paio di traversine di legno inchiodate (bontà loro) dai gestori del
locale per prevenire circostanze come queste.
Il malcapitato si esibisce in una serie di esperimenti vocali simili
a gorgheggi, seguiti da imprecazioni irripetibili e da una raffica
indicibile di interpretazioni zoomorfiche di varie divinità, anche
inventate. Viene pure sbeffeggiato da una bionda creatura dalle fattezze
angeliche (e sarà solo la prima…) che lo scansa schifata e scende
la fatidica passerella con la disinvoltura della consumata top-model, nonostante
i 10 cm di tacchi, e nonostante la scia di saliva che cola
dalle bocche dei quattro allupati e che rischia di farla scivolare a più riprese.
Dopo
adeguata carburazione a base di alcool, tranne il Bobo che è vergognosamente
astemio e che sostituisce agli effetti dell'alcol quelli ancora più psichedelici
della CO2 della Coca Cola, ci diamo alle danze. Il locale è un carnaio,
con soffitto alto due metri, fumo in abbondanza e musica-a-palla.
Ma è molto, ma proprio molto, ben frequentato da numerose manze locali
che danzano allegramente a pochi cm di distanza da noi in un tripudio estetico
a cui non siamo abituati. Ovviamente non ci caga nessuna… Nel frattempo
il tasso alcolico dei tre moschettieri galoppa di pari passo con la
pressione intestinale del Bobo dopo le 5 lattine di Coca trangugiate per
il nervosismo e con l'adrenalina provocata da una tale concentrazione. Pur
di darsi una calmata, Sfolli ricomincia a fumare. Tra un salto, qualche
attimo di defaillance e visioni mistiche di vari tipi si fanno le 5.
Il locale comincia a svuotarsi, sentiamo di avere fatto il nostro dovere
anche questa volta e decidiamo che per questa notte può bastare. Facciamo
quindi ritorno in albergo, con il cuore pieno di gioia e le tasche solo leggermente
alleggerite nonostante le abbondanti libagioni. I prezzi
in Slovacchia sono veramente abbordabili. Ciò nonostante Sfolli riesce
a bersi 60 euro in una notte. Neanche un alpino… e lui ne va molto fiero…!!! |
|
| Commenti? Domande? Idee? Scrivile nel forum! |
|
Chi c'era |

Merolone:
non possiamo citarne il nome in quanto trattasi di “fetentone” dal passato oscuro... Dove c'è del torbido, ci sono le sue tracce! Laureato in Economia aziendale, ama definirsi “Amministratore” di una società; in realtà, a noi risulta il galoppino prestanome del capo. Vive (anzi, vorrebbe vivere, visto che, come dire, “ non ci sono più i muratori di una volta... ”) in una località da lui ribattezzata la “Beverly Hills” dell'entroterra veneziano, ed è felicemente sposato con una deliziosa fanciulla.
|

Il Pippo :
Filippo, noto frequentatore di siti Internet di dubbia moralità. Laureato in Economia aziendale, ama definirsi “imprenditore del mercato editoriale”, in realtà ha una libreria con vendita di cancelleria. È stato segnalato dal nuovo “Ministero per le Libertà e la Lotta alle attività comuniste” come sospetto appassionato di scacchi. Vive a Dolo (VE), è portatore sano di fidanzata coreana (del Sud, almeno questo...) con ambizioni nel mercato cinematografico.
|

Sfolli:
Stefano, noto frequentatore di siti Internet sulla cui assenza di moralità non vi è alcun dubbio. Laureato in Economia aziendale, è un venditore irrefrenabile di “croccantini” (cereali per colazione) affetto dalla sindrome di Filini, nonché da antica passione per le latitudini “a Est”... Convive con Isabel a Paullo (MI).
|

Il Bobo :
Yuri (aka AchilleCotone), praticante di sport estremi (campioncino provinciale di tresette, briscola vigliacca e canasta). Laureato in Economia aziendale, è un assicuratore in carriera (???) con una passione sfrenata per i quadrupedi a guinzaglio. Vive a Mestre, ma è un pendolare dell'amore, nel senso che quasi ogni fine settimana si sposta a Milano dove risiede Francesca, la fidanzata Pugliese (e che chezzo!).
|
E chi no |
Lo Scimmio: il grande assente. Laureato in Architettura, imprenditore a tutto tondo (definizione dettata esclusivamente dalla sua ridicola conformazione fisica), attualmente palazzinaro, è l'anello mancante tra l'uomo e il maniaco sessuale. Millanta conoscenze nei servizi segreti e in strutture para-governative. Vive in una villa all'interno dell'aeroporto Marco Polo (si vocifera che l'aeroporto possa essere suo...) e attualmente è lo zerbino di una donna misteriosa. |
Stefano: banchiere d'assalto che Cuccia gli fa una pippa, momentaneamente “gestore” in una delle innumerevoli filiali di un noto gruppo bancario, spacciatore di bond spazzatura e inutili polizze vita trentennali a inconsapevoli vecchiette pluricentenarie. È lui il vero asso nella manica di Fazio per la salvaguardia del sistema bancario Italiano: presentato ai principali banchieri d'Europa come un “fulgido esempio della professionalità del banchiere italiano medio”, questi hanno immediatamente rivolto altrove le loro mire espansionistiche! Laureato in Economia aziendale, è sposato con una santa donna e vive vicino Treviso. |
|