Zingarate
 

Budapest 2002 - La zingarata anomala

Partecipanti: Ale, ZoT, GD, Raul, Zeta
Date: 1 - 3 marzo 2002
Mezzo: Tarellomobile (BMW 520i Touring)
Il percorso: Milano - Lubiana - Kesthzely - Budapest - Milano (via Austria)

C'hai la mamma magiara

Ore 12: dopo una colazione onorata solo da Zeta e Ale ci imbarchiamo per il viaggio di ritorno.
La totale assenza di indicazioni causa un'escursione non prevista per i ridenti (???) boschi che circondano Budapest… forse un tentativo inconscio di ritardare il più possibile la partenza, più probabilmente un erroraccio comune di tutti gli zingari che si sentono sufficientemente padroni della città ed invece se lo prendono in quel posto. Fatto sta che dopo aver chiesto indicazioni 3 o 4 volte ritornano in centro città tipo boomerang e riescono finalmente a prendere l'autostrada.

Insoddisfatti del percorso dell'andata, ritenuto troppo lungo –soprattutto a causa dei lunghi tratti di strada statale-, gli zingari astuti decidono di puntare a Vienna e da lì ridiscendere verso l'Italia: tutta autostrada.

La Tarellomobile, con Raul al volante, sfreccia spedita verso nordovest. La strada è sgombra e rettilinea, il traffico è scarso e comunque sorpassiamo qualsiasi cosa ci troviamo davanti a velocità relativistica, tanto che non riusciamo neanche a fare carwatching.

Ore 14: una pattuglia della polizia stradale ci fa segno di accostare. Ma porcaccia miseria, non andavamo così forte, eravamo ben sotto i 200… “173 all'ora” ci fa notare il (simpatico) poliziotto magiaro. Il quale illustra all'imprudente Raul le pene possibili, che vanno da una multa di 10.000 fiorini (40 euro circa) alla pena del cric (che viene inserito a mo' di supposta ed aperto in tutta la sua estensione). Raul, spalleggiato da tutti, fa la gag dell'italiano approssimativo ma bonaccione, dimostra che in tutto gli zingari hanno solo 5500 fiorini e alla fine ottiene una ragionevole transazione: 5000 fiorini di multa (prontamente intascati dal baffuto pulotto, che ben si guarda dal farci verbale) e l'amichevole invito ad acquistare l'adesivo delle autostrade ungheresi, stile Svizzera, di cui siamo sprovvisti.

Ore 15: Dopo una sosta all'autogrill per l'acquisto dell'adesivo ed un robusto spuntino al Mc Drive, Zeta prende il volante e ripartiamo verso la frontiera austroungarica. Vista l'esperienza precedente decidiamo di non superare i 160.

Di lì a poco, una pattuglia della stradale ci fa cenno di accostare. Eccesso di velocità, 163 km/h. Ma porcaccia… (lezione #2: in Ungheria è meglio rispettare il limite di 130 all'ora).

Il poliziotto in questione è molto meno bonario, anzi antipatico come la cacca sul ventilatore. Si rifiuta di credere che siamo stati appena fermati dai suoi colleghi e soprattutto incastra Zeta in una trama kafkiana:

- deve pagare 10.000 Ft di multa , e deve per forza pagarla in fiorini.
- Non avendo fiorini, può pagare alla stazione di polizia o alla posta.
- Essendo domenica, deve aspettare il giorno dopo.
- Ma dato che Zeta vorrebbe espatriare insieme agli altri di lì a un'oretta, è evidente che si trova in un cul de sac.

Dopo una lunga discussione tra sordi, il pulotto produce un bollettinone postale sul quale inserisce gli estremi della contravvenzione. Sul retro c'è un'inquietante alternativa: trovandosi nell'impossibilità di pagare, il reo ha la possibilità di saldare il suo debito con la società con 2 giorni di lavori socialmente utili! Già ci figuriamo Zeta condannato a pulire i cessi della dogana!

Il poliziotto alla fine cede, ci molla il bollettone e ci consiglia di pagarlo in una banca italiana, pena l'essere bandito dall'Ungheria per 2 anni. Un po' perplessi (ci figuriamo l'impiegata Cariplo di fronte ad un bollettino postale ungherese) e alleggeriti figurativamente di altri 10.000 fiorini, ripartiamo a velocità ridotta: con Zeta ormai assurto al rango di Vallanzasca magiaro, potrebbe essere un problema varcare la frontiera.

Austria ostile

Ore 16: La frontiera passa liscia e rieccoci in Eurolandia! Finalmente si vede il sole, il clima è mite e lo zingaro garrulo. Di lì a poco attraversiamo un ridente paesino con le case in legno, ed osserviamo i paesani dediti al pigro passeggio domenicale. Tra questi, svetta un pool di manze invero notevoli dall'altra parte della strada: vederle e salutarle con clacson, ampi cenni e grida di giubilo è tutt'uno. Peccato che l'ultima del gruppo, l'unica a degnarci di uno sguardo, si giri e ci mostri il dito medio! Ma come, è così che si trattano i turisti?? Decidiamo subito che l'Austria non ci piace mica e Ale formula la teoria degli austriaci di pianura, che sarebbero malmostosi perché preferirebbero abitare in montagna.

Ore 18: Sulla strada per Graz, sostiamo in un fantastico autogrill che sembra un ristorante tipico. Partiti con l'idea di prenderci un caffè, ci spariamo dei fettoni di torta da 8000 calorie. Prende quindi il volante GD e come di solito gli accade, le condizioni atmosferiche peggiorano impercettibilmente: nebbia fittissima, pioggia, vento, temperatura sottozero! Sembra di essere sulla Moska-Vladivostok il 20 dicembre. Nonostante ciò la Tarellomobile fende imperterrita la tempesta, diretta verso il Friuli.

Itaaliaaaaa

Ore 20: Nuovamente sul suolo patrio, stremati dalle selezioni musicali di ZoT e Ale, gli zingari si apprestano a sintonizzarsi su Radio1 per seguire il derby di Milano. Schieramento politico degli zingari: GD, Raul e Zeta interisti; ZoT e Ale in teoria neutrali in quanto juventini, ma tifosi del Milan per motivi di classifica e spirito di contraddizione.

La partita va via noiosa, insieme ai km che ci separano da Milano. Ogni tanto diventa necessario aprire tutti i finestrini per cambiare l'aria, che si fa irrespirabile. E' un fenomeno curioso che si ripete ad ogni zingarata: dopo 2 giorni, il mezzo di trasporto (e, presumiamo, i suoi occupanti) diventa inavvicinabile a causa dei miasmi. Eppure ci laviamo con regolarità;come mai? Viene quindi formulata la teoria della secrezione escrementizia, secondo la quale lo zingaro dopo qualche giorno di viaggio secerne flatulenze direttamente dai pori.

Ore 23,30: L'Inter ha vinto il derby 1-0 e gli zingari sono arrivati a Milano. Felici, ma anche stremati da un viaggio interminabile, si salutano e si danno appuntamento ad Aalborg a fine maggio!

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