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Dunebuggy a Capo Nord
Più su di così non può proprio andare, anche se magari a lui piacerebbe... Dunebuggy ci racconta quello che per tanti è il viaggio-mito, ma che per lui, ormai, è ordinaria amministrazione: la visita a quel punticino di Norvegia che prende il nome di Capo Nord.

Capo Nord

14 dicembre ore 11:45: il momento è arrivato, ci stiamo avvicinando all’isola di Mageroya, il cielo è poco nuvoloso, sulle montagne una leggera spruzzata di neve. Attracchiamo a Honningsvag, il comune più vicino a Capo Nord e prendiamo posto sul bus in quanto dobbiamo percorrere circa 30 km per la meta: mi riservano il posto vicino alla guida perché non è disponibile quella italiana, così che costui possa spiegarmi più facilmente.
La strada corre su terreni deserti, circondati da montagne leggermente imbiancate. Ad un chilometro dalla meta, superata una sbarra, veniamo anticipati da un camion spazzaneve; la strada è pulita ma forse c'é pericolo di ghiaccio... effettivamente appena scendiamo ci troviamo i piedi su un bel lastrone bianco…

All’esterno del centro, un monumento dedicato ai “Bambini del Mondo”, realizzato nel 1989 da sette bambini di nazionalità diversa simboleggia la cooperazione, l’amicizia, la speranza, la gioia al di là dei confini. Entriamo nella costruzione che comprende un ufficio informazioni, un supervideografo schermo a 125°, un negozio di souvenir e un ufficio postale: un tunnel sotterraneo porta alla Cappella di S. Giovanni, al museo Tailandese (?), e al bar Grotten con vetrata sul mare Artico (in estate).

Ma tutti si dirigono subito all’esterno, al promontorio a 307 m sul mare per ammirare il Globo simbolo di Capo Nord!
Diciamo che questi pochi metri sono stati i più difficili perché il piazzale è una lastra di ghiaccio e anche se non fa particolarmente freddo, un forte vento ci sposta praticamente facendoci scivolare e io come altri ci siamo trovati per terra…
La luce si vede solo all’orizzonte alle nostre spalle, per cui il mare risulta al buio, ma questo si sapeva…

Ritorniamo sempre scortati dal camion e verso le 16 saliamo sulla nave.
Verso le 17, per completare al meglio la giornata, veniamo avvisati che all’esterno si vede l'aurora boreale! Ci catapultiamo fuori e per la prima volta in vita mia assiso a questo fenomeno, una scia lunghissima di color verde che attraversa il cielo buio cambiando continuamente forma e colore, a volte più chiara o scura, a volte con riflessi giallo/rossi, sempre bellissima.

Il lungo ritorno

15 dicembre ore 10: arriviamo a Kirkenes, dove ho prenotato l’escursione al confine russo (240 nok). Ci portano in bus per una quindicina di km, la neve qui è già più alta, finché costeggiamo il lago ghiacciato che divide la Norvegia dalla Russia e arriviamo al valico di frontiera: alla fine ci fanno anche visitare le miniere di ferro della zona.

Ore 16: arriviamo a Vardo e io approfitto dell’ora di fermata per vedere il paese. Anche se è buio si può visitare la sua fortezza ma io mi limito ad una passeggiata nelle strade deserte…
Nel tardo pomeriggio seconda vista dell’aurora boreale.

16 dicembre ore 11: ci fermiamo a Hammerfest per un'ora e mezza. E' la città più a nord del mondo, 9.200 abitanti, il centro è abbastanza vivo, sembra proprio un paesino di Natale, si vedono tutte le casette imbiancate e illuminate sulla costa come in un presepe. Qui si trova la chiesa cattolica più settentrionale del mondo, una delle destinazioni turistiche più importante del nord Norvegia.

Ore 15:30: raggiungiamo Oksfjord. Le due ore successive navighiamo in mare aperto e, come all’andata, io le passo in cabina, molto vicino al bagno… :-)
Alle 23:45 siamo a Tromso, il mio viaggio in nave termina qui. E' stato bellissimo e indimenticabile, un’emozione unica vivere tre giorni su una nave…

Nel frattempo ha fatto una bella nevicata e per me non è stato facile arrivare al B&B con la valigia, meno male che mi sono tenuto le chiavi vista la tarda ora.
Al mattino seguente la vista della città imbiancata le dona ancora più un atmosfera speciale; anche se non è facile camminare sulle ripide strade ghiacciate, mi sposto in centro per comprare qualche regalo, avendo cura di scegliere negozi tax free per risparmiare qualcosa. Mi viene da ridere quando trovo in vendita le maglie marchiate Torino 2006… e quando dico alla padrona “I live here” si mette a ridere anche lei.

18 dicembre: si ritorna a casa, anche se arriverò solo il 19 perché non sono riuscito a trovare le coincidenze in un giorno solo; riprendo il taxi per l’aeroporto di Tromso perché con tutta la neve è un massacro arrivare alla stazione dei bus, non capisco come mai stavolta la tariffa è di 137 nok essendo anche giorno… ma i pensieri sono sulla nevicata che non smette… chissà se si decolla? Vedendo anche sul monitor i ritardi anche di ore dei voli precedenti le preoccupazioni aumentano, invece fortunatamente il mio aereo parte con solo pochi minuti di ritardo, una spruzzata di liquido scongelante e via, che problema c’è!

Arrivo a Oslo-Gardermoen alle 14 e devo prendere i soliti due bus, ma per pochi minuti perdo il secondo e purtroppo mi tocca aspettare 2 ore alla stazione di Oslo, così alla fine raggiungo l’aeroporto di Torp che sono le 20:30.
Qui mi tocca passare la notte, ma sistemazioni economiche in zona non ne ho trovate, così mi sposto nella cittadina di Sandefjord, dove ho prenotato al B&B di Elin Snorradottir, un bel appartamento in centro al costo di 400 nok per una notte.

Il mattino seguente non ho il tempo di visitare il posto, ma per quel poco che vedo mi sembra una bella città, da prendere in considerazione per un'altra volta, così mi avvicino alla stazione dove si trova anche quella dei bus. Il 172 (ce ne sono due, bisogna fare attenzione e prendere quello con destinazione Torp) porta all’aeroporto in 15 minuti per 21 nok.
Il Cash Refund è gestito dal bar che si trova dopo il controllo.
Alle 13 Ryanair decolla alla volta di Bergamo.

Vedere l’alba, se così si può chiamare, a mezzogiorno ed il tramonto alle 14, una caratteristica luce blu insieme ai colori rossastri che fanno capolino tra le montagne e grandi nuvoloni scuri, vedere montagne selvagge a picco sul mare, vedere l’aurora boreale che fiammeggia nel cielo tingendolo di tinte verdi, vedere i piccoli paesi costieri popolati dai Sami e dai villaggi di pescatori, ma soprattutto… la soddisfazione di aver raggiunto il punto estremo d’Europa a 3.000 km da casa… questo offre la Lapponia Norvegese .

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