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Dunebuggy alle Svalbard
Il nostro prode Dunebuggy prosegue il suo viaggio nei luoghi più freddi e affascinanti del pianeta. Comunque prima o poi qualcuno dovrà pur dirglielo che al Polo Nord ci sono già arrivati...

La capitale (?)

Faccio la prima uscita: ci sono -10°, a 300 mt. ho già l’ufficio turistico (avevo chiesto per posta un catalogo e mi era arrivato in 3 giorni!). Appena entrati si impara subito che in quasi tutti i posti, comprese le case, (eccetto i negozi e bar) bisogna togliersi gli stivali: c’è sempre un guardaroba all’ingresso con ciabatte. All'ufficio prendo qualche guida e mappa, anche se in due ore si impara a conoscere le quattro strade della città: ci sono poi libri, souvenir (presenti in tutti i posti pubblici), la tabella delle escursioni settimanali degli operatori turistici e l’unico museo che visiterò nei giorni seguenti, a fianco si trova l’università.

Salgo poi nella strada centrale dove si trova il 90 % di tutto. Il primo edificio a sinistra e l’Hotel Radisson SAS, all’interno è presente il ristorante, una birreria, l’angolo souvenir e l’unica postazione internet pubblica (anche wireless). Sulla destra Spitsbergen Travel, un tour operator, poi l’ospedale con attrezzatura di base e un edificio che ospita la banca e la posta: curioso, sulla porta, il cartello di non entrare con armi… nella banca, come in qualche negozio. Dopo, un piccolo centro commerciale con alcuni negozi di vestiti, attrezzature sportive, souvenir, apparecchiature elettroniche, taglio capelli, un bar e una birreria; di fronte, un supermercato Coop, l’unico posto dove comprare generi alimentari, sorprendentemente ben fornito… con annesso negozio sportivo.

Al centro della strada c’è una statua di un minatore in ricordo di questa comunità. Più avanti altri negozi di attrezzatura sportiva dove affittare armi e altro, un bar dal nome SbalBar, Basecamp Spitsbergen, un tour operator con hotel e ristorante, un negozio con generi di ferramenta. Fuori dal centro ci sono poi altri negozio di attrezzature sportive, altri tour operator, 2 guesthouse, la scuola, la chiesa, un venditore di auto, un meccanico.
L’orario di apertura feriale è dalle 10:00 alle 17:00, sabato e festivi ridotto.
Praticamente tutti i giorni si entra nei soliti negozi e locali… bastano pochi giorni e la monotonia diventa quotidiana… penso proprio che senza un lavoro che occupi il tempo si diventerebbe matti, se poi pensiamo che alle 15:00 fa buio e per alcuni mesi proprio non si vede luce…

L'abominevole Dunebuggy delle nevi

Il giorno successivo Stefano mi viene a prendere alle 8:30, andiamo in escursione. La destinazione è scelta dai partecipanti, però è necessario mettersi d’accordo perché partecipano un numero minimo di persone e motoslitte e bisogna calcolare di avere posto come passeggero se una motoslitta dovesse guastarsi; questo con tutti i tour operator, ecco perché esiste una tabella con le escursioni a cui associarsi.
Arriviamo alla sua casa/ufficio/magazzino di attrezzature, siamo in 8, la destinazione è Barentsburg, il villaggio russo a 60 km da Longyearbyen (1.600 nok). Prima c'è una lezione su come guidare la motoslitta, poi si inizia con l’equipaggiamento: stivali con all’interno 2 cm di lana, idem con i guantoni, tuta da sci intera, passamontagna in lana, casco, occhiali. Poi sotto avevo: due paia di calze, pantaloni e calzamaglia, maglia e camicia in pile imbottito in lana, sottoguanti e un altro passamontagna in pile… e non pensate che avessi caldo…
Due motoslitte avevano una slitta come rimorchio con l’attrezzatura, taniche di benzina, contenitori con il cibo e bevande, ricambi per le rotture, kit medico e di soccorso, radio, fucile e pistola.

Partiamo. Nei primi km cerchiamo di prendere confidenza col mezzo, non è per nulla facile da guidare, non bisogna mai fermarsi sulla neve fresca o in salita, nei terreni inclinati bisogna spostare tutto il peso per compensare, poi frenare a intermittenza, facile a dirsi… Alle prime salite iniziano i guai: ribaltamenti, affondamenti nella neve fresca, poi ci si mette anche il tempo… neve, vento, a circa metà percorso scende la nebbia...
L’unica cosa da non perdere di vista è la luce posteriore rossa della motoslitta davanti… solo che la distanza fra di esse aumenta perché per paura si accelera, peggiorando in rischio di finire fuori pista.
Stefano ci aveva detto: - "se vi perdete non muovetevi da dove siete, vengo io a prendervi". Solo che prima che lui si accorga e arrivi passano 5 minuti e in mezzo al nulla, di notte, con una bufera di neve, non è piacevole… In più con le soste forzate si perde tempo e, visto che ci sono dei tempi da rispettare, bisogna andare più forte.
Dopo circa 40 km arriviamo ad un rifugio per una breve sosta; è l’unica cosa non bianca che vedo dalla partenza… All’interno un letto, una stufa con legna e qualche genere alimentare.

Appena ci si ferma bisogna subito togliere gli occhiali sennò l’umidità all’interno li fa ghiacciare: mi tolgo il guantone per una foto e in meno di un minuto mi si congela la mano... un dolore... Non riesco più a muoverla. Ci vorranno 15 minuti prima che la senta di nuovo: saremo stati a –25°, poi bisogna fare i conti con il vento che porta la sensazione di freddo anche oltre 10° in meno.

Finalmente vediamo degli edifici: siamo arrivati, spero. Ci abbiamo messo 4:30 ore, ho i muscoli indolenziti per i salti e per il tenersi forte; entriamo nell’hotel e Stefano chiede se possiamo mangiare all’interno anche solo nell’ingresso, purtroppo no... Gli altri decidono di mangiare fuori, io ho bisogno almeno di un'ora di caldo e resto in una specie di bar deserto all’interno. Mi tolgo il passamontagna con un centimetro di ghiaccio davanti… la barba si incolla e fa male... se penso che dobbiamo tornare indietro…
Mi avvicino al bancone. Non vedo nulla se non patatine e qualche cioccolato: una signora è nel retro, le chiedo un cappuccino, ma fa una faccia strana e dice che non c’è… qualche minuto dopo mi porta un caffè lungo e una tazza di latte… Vedo che dietro di lei c’è una cucina dove vive e immagino non abbia la macchina per l’espresso. Poco male, mi basta qualcosa di caldo.

La sosta dura meno di un'ora perché è tardi. Il passamontagna non ha neanche fatto in tempo a scongelarsi completamente: il tempo di indossare tutto l’armamentario e sono fuori. Passiamo in mezzo al villaggio ma è troppo scuro per vedere bene.
Stefano, viste le condizioni meteo precedenti, decide di passare lungo la costa, cosi ci salviamo dalla nebbia, però sembra faccia ancora più freddo; le piste sono ghiacciate e veniamo sballottati sulle motoslitte, il percorso è più pianeggiante e recuperiamo un'ora rispetto all’andata. Arriviamo al passo del ghiacciaio di Longyearbyen con vista sulla città, ancora pochi km e ci siamo...
E' stata un'escursione non da poco, forse era meglio iniziare con qualcosa di più facile; ho conosciuto subito il lato vero delle Svalbard e ha avuto qualche dubbio di riuscire a tornare indietro intero…

Relax

Il giorno successivo, riposo. Me ne rimango in paese: la giornata serena è ottima per le foto, i -15° sembrano una temperatura piacevole ormai…
Per fare colazione bisogna aspettare le 10:00 perché tutto apre a quell’ora. Acquisto qualche souvenir e pranzo al ristorante Kroa. Alle 12:00 la luce è al suo massimo e fuori lo spettacolo è assicurato, la luna è sempre alta nel cielo a qualsiasi ora, i colori sfumano dal bianco al blu al giallo e rosso infuocato dove il sole è appena sotto l’orizzonte: le cime innevate delle montagne assumono un colore rosa sul mare scuro che in parte è ghiacciato perché la città si trova in un golfo, nuvoloni neri o rosa si alternano qua e là... Tutto questo dura un paio di ore, dopo tutto è illuminato da una luce blu ed è facile che verso sera e di notte si alzi un forte vento con bufere di neve.

Gli abitanti si spostano in auto anche per fare poche centinaia di metri, cosi evitano di vestirsi e svestirsi, tanto la meta più ambita è il supermercato… Eccetto la via centrale, che è pedonale, nelle altre strade non ci sono marciapiedi e camminare ai lati è difficoltoso per via del ghiaccio ma le auto si allargano sempre all’incrocio con un pedone.

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