Zingarate
 

Transiberiana 2007 - Estremo Oriente russo

Terminata ufficialmente la Siberia, i nostri "eroi" si catapultano nell'Estremo Oriente russo. Due giorni di treno nel nulla, per ritrovarsi in una città rivierasca linda e profumata che neanche Cannes! Dove sono finiti i buchi nell'asfalto?

Martedì 14 e mercoledì 15 agosto - La lunga marcia

Verso le 3 di mattina di martedì, espletate tutte le formalità sentimentali, ci ritroviamo in stazione per lasciare definitivamente Chita. Nell'attesa del treno, acquistiamo le vettovaglie per le 42 ore di viaggione: a due passi della stazione c'è uno dei numerosi negozi di alimentari che, come in qualsiasi paese civile, sono aperti 24 ore su 24.
Ci approvvigioniamo di té, acqua, pane, salame molto unto e formaggio. La gentile commessa, avvezza ai viaggiatori, ci prepara tutto già tagliato. Anche per lei, comunque, rappresentiamo i primi italiani che incontra: iniziamo a credere che sia vero...

Il treno è puntuale e prendiamo possesso del nostro scompartimento da 4; uno dei nostri compagni di viaggio è Alexei, un gigantesco e simpatico uomo-cisterna dalla dubbia professione: commerciante di profumi o di rifiuti metallici tra Cina e Svizzera? Non lo abbiamo capito ma è colpa del nostro russo approssimativo!
L'omone è diretto a Vladivostok con altri 12 amici per una 2 giorni di vacanza. Notare che il viaggio dura quasi 3 giorni! Le zingarate in Russia sono impegnative!
L'altro compagno di scompartimento è un uomo silenzioso che si guarderà bene dal proferire parola e dal rendersi visibile.

Il viaggio trascorre lento e noioso; di giorno si suda per il caldo afoso, di notte fa freschino e serve la coperta pesante. Fuori e' tutto un susseguirsi di natura a perdita d'occhio: zone con alberi, fiumi e qualche villaggetto di loro caratteristiche case di legno.
Per non impiccarsi dalla noia, il sapido viaggiatore ricorre ad una serie di espedienti. Primo, portarsi una tonnellata di libri. Secondo, impregnarsi di natura lumando fuori dal finestrino la natura di cui sopra. Terzo, conversare amabilmente con i compagni di viaggio, se avete una lingua in comune. Quarto, ingozzarsi di cibo e liquidi, meglio se alcolici, per cadere in stato catatonico da digestione impegnativa tipo boa constrictor!

Per fortuna ogni tanto il treno si ferma in quelli che passano per i paesi più grandi e si assiste alla diaspora dell'intero convoglio verso i baracchini e le babusckhe posizionate lungo i binari: queste soste sono le uniche occasioni per sgranchirsi un attimo le gambe e comprare vettovaglie, in genere friggioni, frutta e birra. Il termine "grande" è comunque parecchio relativo: questo tratto di mondo segna il passaggio dalla Siberia all'Estremo Oriente russo ed in mezzo non c'è assolutamente nulla.

Nel pomeriggio del primo giorno di viaggio, il Silenzioso viene sostituito da una bella gnocca che purtroppo ha una amica in un'altra carrozza, e quindi, chissà perché, da noi sta solo per dormire (Ale professa comunque apparente disinteresse, ribadendo il suo amore per Irina).
Alexei ci fa il favore di chiamare al posto nostro per prenotare l'hotel di Khabarovsk. L'omone nonostante l'apparenza uligana si dimostra una pasta d'uomo, anche se alla fine invece di 2 notti ce ne prenota una sola...

La seconda notte in treno passa insonne per Zot, vittima del mal di schiena (eh, l'età...). Ale invece dorme tranquillo anche se inizia a covare un principio di mal di gola con cui la menerà fino al ritorno.
Giunti al secondo giorno di viaggio le ore non passano più nonostante noi si metta in atto tutti gli stratagemmi sopra esposti: leggiamo, facciamo conversazione (per modo di dire) con Alexei, guardiamo fuori dal finestrino, sudiamo.
Ad un certo punto Alexei ci porta addirittura il libro di bordo del treno, dicendoci che la provoditsa (molto carina) gli ha chiesto di farci scrivere qualcosa in italiano, visto che siamo i primi cittadini del Belpaese che viaggiano sotto la sua responsabilità!
Poi, finalmente, alle 11 di sera di Ferragosto, dopo ben 42 ore di treno, arriviamo.

ulitsa Muravyova-AmurskogoKhabarovsk sembra una città molto grande e moderna; tra la stazione e l'hotel ci son circa 20 minuti di taxi che ci costa ben 200 rub. I viali sono ampli, puliti, luminosi e alberati, le auto si fermano agli stop ed ai semafori! Lo smarrimento è palese: ma dove siamo capitati? Sarà mica Russia, questa?

Ma non abbiamo tempo da perdere in ciance. Dato che è ormai tarda sera, per ottimizzare i tempi, durante il lungo viaggio abbiamo studiato un programma logistico micidiale che ci consentirà di presentarci puliti/sbarbati/profumati alla conquista della vita notturna di Khabarovsk in tempo utile.
Sbarcati dal taxi, prendiamo possesso della stanza all'hotel Ekspress Vostok, ci igienizziamo in tempo record degno di un team di formula uno, e usciamo alla disperata.

In giro però non c'è nessuno; ci rechiamo perciò sul lungofiume dove sappiamo esserci dei baretti. Sono i soliti tendoni estivi, per fortuna abbastanza frequentati. In uno di essi suonano dal vivo e ci piazziamo qui; vediamo solo minorenni, però... sul fiume Amur c'è anche un megabarcone con musica che pompa e luci stroboscopiche: siamo tentati, ma visto che sembra semideserto, lasciamo perdere.

Dopo un po' proviamo lungo il vialone principale (altra anomalia: si chiama Muravyova e non Lenina), ma è principalmente una via commerciale e i pochi locali che vediamo sono chiusi. cerchiamo di interloquire con i pochi astanti finché ci consigliano di andare al Galerie. Facciamo una fatica oscena a trovarlo, salvo scoprire che era proprio sulla dannata via principale... ci ritroviamo in un locale molto fighetto che così non li trovi neanche in Corso Como a Milano e con solo birra straniera, peraltro carissima! "Stranamente" è mezzo vuoto anche questo. Apprezziamo comunque il fatto che rimanga aperto 24 ore su 24 (non si sa mai!) e che offra anche del cibo.

Per quanto rincoglioniti dal viaggio, abbiam capito l'andazzo: questa è una città di classe, in pieno boom economico grazie al commercio con la Cina che sta dall'altra parte del fiume Amur (ce l'avranno qui la Grande Tubatura Verde?), ormai pienamente occidentalizzata.
La Russia di frontiera è ormai finita.

Giovedì 16 agosto - Caccia al tesoro

Salite da far invidia a Pantani...Ci svegliamo presto (per i nostri standard) e facciamo una colazione triste in albergo perché avevamo capito fosse compresa: non è così, ce la fanno pagare 200 rubli. Poi ci tocca sloggiare perché, come detto, Alexei ha toppato e ci ha prenotato una notte sola. Lo facciamo senza rimpianti perché l'hotel non è 'sto granché e le sciure sono decisamente poco amichevoli.
Ci attacchiamo al telefono e facciamo centro al primo colpo: hotel Intourist, sul lungofiume. Ci trasferiamo armi e bagagli nella nuova sistemazione, un classico albergone-moloch di epoca sovietica, e iniziamo ad esplorare la città.

Khabarovsk è molto bella, questo va detto. Poggia su colline, così che c'è molto da scarpinare in salita, ma le viste sono notevoli, come quella che da Komsomolskaya ploshchad, con la chiesa ortodossa (ricostruita) di Kram Uspenija Bozhei Materi da' sui sottostanti fiume Amur e parco cittadino. Oppure quella che dall'inizio di ulitsa Muravyova-Amurskogo dà sulla Chiesa della Trasfigurazione e sullo spettacolare Memoriale della 2a Guerra Mondiale.
Passiamo buona parte del pomeriggio a girare queste attrazioni e a camminare lungo la Muravyova con i suoi negozi, peccato per il tempo che è nuvoloso e minaccia pioggia. Pioggia che puntualmente arriva quando raggiungiamo la Lenina ploshchad. A questo punto Ale si ritira in albergo, ZoT si piazza ancora per un po' sotto ad un tendone a gustarsi il passaggio con sguardo clinico. Qui la media della popolazione femminile non è molto alta. Capita certo la bellezza extraterrestre, ma in generale non eccellono e soprattutto danno l'impressione di tirarsela alquanto. Un altro sintomo dell'occidentalizzazione?

Per cena, con furbissima mossa, individuiamo un ristorantino birreria di gran classe (Brauhaus) e,dopo due giorni di schifezze in treno, ci facciamo una cena con tutti i crismi, pagandola... peggio che in Italia! Però mangiamo e beviamo (birra di loro produzione) davvero bene. A ZoT portano praticamente un agnello intero al forno: dato che si paga all'etto, l'astuta cameriera ha predisposto un piatto sufficiente per una squadra di rugby. Alla fine spendiamo circa 1.300 rub a testa: si tratta della spesa più alta finora sostenuta in 2 anni di Russia.

A questo punto ci mettiamo alla ricerca di una disco per favorire la digestione con quattro salti. Ci siam fatti dare qualche nome ma sono chiuse o talmente nascoste che non le troviamo (qualcuno dovrebbe spiegare ai russi l'importanza delle insegne e degli indirizzi!).
Dopo ore di inutile girovagare finiamo, devastati, nel Dinamo Park, praticamente un bosco nel pieno centro cittadino. Lì troviamo qualche baretto all'aperto con un Dj decente. Perlomeno possiamo sederci, ammirare le performance danzereccie degli astanti e rifiatare. Rifocillati, non ci perdiamo d'animo: ci rimane un ultimo nome da provare, l'Infinity!

E, dopo un'ora e passa di scarpinata, usciti dalla mappa della città, richieste plurime informazioni, passati sotto il cavalcavia della tangenziale, finalmente lo troviamo. Il posto non è male, peccato per l'età media da scuola superiore... Ci facciamo un paio di birre sentendoci molto pedofili: si salvano una bionda sicuramente finalista di miss galassia ed un paio di tipe che dimostrano più di 20 anni (incredibile!). Che comunque giustamente non ci cagano...
In generale le ragazze assomigliano molto a parecchi dei reperti che abbiamo visto nei numerosi musei regionali: sono di legno pietrificato! Come in altre disco, godono molto a ballare da sole osservandosi ai numerosi specchi. Questo, come dire, ci fa sentire molto a casa!

Sentendosi ignorato dal gentil sesso, Ale decide che Khabarovsk è una città bella ma ostile e non cambierà la sua posizione pregiudiziale nei giorni seguenti.

Venerdì 17 agosto - L'ammiraglia

Splendide signorine...In serata ci attende l'ultima tratta di treno, "solo" 12 ore, con destinazione Vladivostok! Fatto il check out ci occupiamo della prenotazione dell'hotel. Nell'ambito dell'Intourist (più che un albergo è una città) si trova anche un'agenzia di viaggi e la disponibilissima signorina addetta se ne occupa gratis per noi. Discutiamo con lei anche di nuovi cantanti e di musica leggera italiana, di cui la tipa è appassionata, cercando di svecchiare un po' le sue preferenze, ferme al secolo scorso.
Già che ci siamo, proviamo anche a farci organizzare una visita alla fabbrica cittadina della Baltika, ma ahimé costa troppo...

Oggi è una splendida giornata di sole, si muore di caldo: il programma della giornata prevede cazzeggio senza un perché e la visita d'obbligo al "solito" Museo Regionale. Giriamo un po' per negozi e centri commerciali (indovinate... Ale non trova un paio di jeans che gli piacciano), finché non è il momento del museo che, malgrado sia venduto come il migliore di tutto l'Estremo Oriente Russo, si rivela esattamente uguale a tutti gli altri, fatta salva la sezione dedicata alla guerra civile e quella russo-giapponese degli anni '20, parecchio interessante.

Il treno parte alle 19 e abbiamo ancora qualche ora disponibile: saltiamo allora su un bus e giriamo per il Dinamo Park alla ricerca di 3 laghetti artificiali che abbiamo visto in una foto della città. Peccato che il primo sia vuoto e sconquassato dai lavori... Gli altri 2 per fortuna sono operativi.
Da segnalare l'Archimede russo, un bizzarro figuro che cerca di camminare sull'acqua con una specie di macchina a pedali che ricorda un po' uno step; l'invenzione ci è sembrata ancora da perfezionare...
Sarà anche merito della giornata splendida o delle altrettanto splendide signorine che ci sono in giro, ma questa è proprio una bella zona... celebriamo degnamente il pomeriggio con uno spuntino vista lago, prima di congedarci da questa atmosfera bucolica e rimetterci in cammino.

Recuperiamo gli zaini in albergo ed andiamo in stazione: stavolta viaggiamo sul prestigiosissimo treno n. 002, il Rossija, l'orgoglio delle ferrovie russe! Come compagne di kupe abbiamo una mamma con procace figlioletta.
Il Rossija è davvero un'ammiraglia, è sbarluccicante e pulitissimo, ha pure l'aria condizionata. La sua seconda classe è meglio della prima che abbiamo sperimentato tra le due Ulan. Ale ha modo di far valere i suoi diritti con l'antipatica provoditsa che non voleva cambiargli il lenzuolino umido: a chiedere le tazze per il tè manda però ZoT, temendo rappresaglie...

Come detto son solo una dozzina di ore di viaggio, una tratta che ormai facciamo di tacco tanto più che possiamo dormircela comodamente, cullati dal treno extralusso, che sferraglia dolcemente verso Vladivostok...

Leggi 1^ puntata - Ulaan Baatar
Leggi 2^ puntata - Ulan-Ude
Leggi 3^ puntata - Chita
Leggi 5^ puntata - Vladivostok
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La lunga marcia

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Khabarovsk gallery

il Rossija

qui le trovi tutte!



Logistica Khabarovsk

La prima notte la facciamo all'Ekspress Vostok (ul Komsomolskaya 67), che è l'hotel delle ferrovie, oppure rubano gli accessori in stazione, visto che tutto è marchiato col loro stemma: dagli asciugamani,alle ciabatte, alle saponette in bagno. Paghiamo 1.250 rub a testa, colazione non compresa.
Hotel brutto e personale scortese, lo sconsigliamo.

Da qui muoviamo per la seconda notte all'Hotel Intourist (Amursky bul 2), classico mostro sovietico del passato, con una città al suo interno e vista sul fiume Amur. La camera ci costa 2.900 rub.
Tra i vari esercizi dell'hotel c'é pure una agenzia di viaggi, che ci torna buona per il biglietto del treno per Vladivostok, che paghiamo ben 2.400 rub cad per una kupe, ma si tratta del Rossija, il miglior treno russo.

 
Link utili

» Treni in Russia
» Consolato russo
» Hotel a Khabarovsk
» WayToRussia


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