Zingarate
 

Paesi Baschi - MdZ 2003

La fabbrica del tonno, la festa di Elantxobe, la corsa con i tori: più che la Madre di tutte le Zingarate (questo il significato di MdZ), la Nonna...

 
Il viaggio

La partenza

Questa è una delle zingarate meno approssimative che abbiamo mai fatto. Tutto è stato deciso e pianificato in tempi non sospetti: i partecipanti, il mezzo, le tappe, perfino la visita alla fabbrica di tonno del fornitore del Nonno! L'unico fattore di imponderabilità ha riguardato la partecipazione di GD, in forse sino all'ultimo a causa dell'imminente nascita della seconda nipote; fortunatamente la piccola, che a breve prenderà il nome di Viola, saggiamente decide di rinviare il travaglio (che in effetti visto da dentro deve essere ben scomodo: quasi peggio del furgone zingaro guidato da Zeta) ancora di qualche giorno.

Alle 10:30 di mattina, con soli 30 minuti di ritardo sulla tabella di marcia (?!?) si parte. Meglio, si accenna a partire, perché' dopo circa 500 metri sentiamo il bisogno impellente di una colazione ed accostiamo al primo bar dove incameriamo le calorie necessarie per il viaggio, sotto forma di cappuccini, brioches e spremute di arancia.

Alleggeriti di parecchi euri (a Milano il prezzo della colazione al tavolo lascia pensare che gli aranci vengano spremuti a mani nude da Claudia Schiffer e le brioche impastate personalmente da Giorgio Armani) riprendiamo la strada.

La Nonnomobile è dotata di un vetusto lettore di cassette, che non giova alla ampiezza della selezione musicale, peggiorata dalla incomprensibile passione del Nonno per i Quintorigo, che in pratica esauriscono la sua collezione. Fortunatamente Ale e GD rovistando in cantina rintracciano alcuni vecchi nastri, confermando una inquietante coincidenza di gusti (con i risultanti doppioni).

Esaltati (tranne Zot) da un Boss d'annata gli zingari prendono finalmente possesso della Milano-Serravalle in direzione Ventimiglia, dove però giungeranno solo nel tardissimo pomeriggio.

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Arenzano

All'altezza di Arenzano, infatti, ci ricordiamo che in quella ridente località balenare dovrebbe aggirarsi Palla$, andato a raggiungere la moglie e il figlio che colà trascorrono il mese di luglio in compagnia dei Cianfloni, altra coppia di amici marmocchiati.

Tra un ricordo e un autoinvito a pranzo c'è solo lo spazio di una telefonata: Palla$ e (soprattutto) Silvia sono più che felici di averci tra i piedi, mentre la marmocchiatura impedisce alla Cianflona (non al Cianflone, che incastra un saluto volante tra una pappetta e un pannolino) di raggiungere gli zingari. Insieme prendiamo possesso di una pizzeria nel centro di Arenzano e facciamo appena in tempo ad ordinare la prima birra che si materializza anche Zeta, giunto in moto con Katia per trascorrere il weekend con Palla$ & signora.

La faccia di Zeta quando vede l'allegra e inaspettata tavolata raggiunge livelli di goduria e stupore senza pari.

Purtroppo ciò non è sufficiente a distogliere Palla$ e Zeta dai loro doveri coniugali (per vero Silvia sembra molto favorevole all'idea che Palla$ se ne parta). Gli zingari riprendono allora la strada verso la Francia, previo bagno ristoratore sulla spiaggia libera di Arenzano, che l'attento assessore al turismo locale utilizza anche per l'alaggio delle barche e come microdiscarica (se l'olfatto non tradisce). Da qualche parte deve esserci anche cartello di divieto di accesso a donne sotto i 65 anni ed una corsia preferenziale per bambini sotto i 14 anni.

Se lo scopo di questi accorgimenti è disincentivare il turismo zingaro l'obbiettivo viene centrato in pieno: il tempo di asciugarsi, risalutare il Cianflone (la Cianflona è nuovamente assente: il sospetto che il Cianflone abbia soppresso moglie e figlio stivandone i tranci nel congelatore prende sempre più piede) e la Nonnomobile è di nuovo in marcia.

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Marsiglia

Lunga, diritta e anche abbastanza sgombera corre la strada , se un mucchio di idioti non ritenesse un affronto personale il viaggiare nella corsia più a destra.

Un idiota, due idioti, tre idioti e ecco che scatta la prima battaglia della zingarata: il nostro senso civico ci impone di improvvisare una campagna di rieducazione stradale, che si articola nel superamento del coglione di turno, nozioni spicciole di comportamento autostradale (sintetizzati in gesti scurrili e insulti) ed esposizione di apposito cartello «STAI A DESTRA».

Durante l'avvicinamento alla Francia si erge in tutto il suo fulgore (???) la figura carismatica di GD: prima afferma (con palese preoccupazione degli altri zingari) di volersi liberare delle scorie della vita lavorativa e successivamente pretende di passare la serata a Marsiglia, di cui si è infatuato leggendo i libri di Izzo; l'estrema debolezza del programma (GD non ha mai visto Marsiglia, non sa una mazza della città salvo il fatto che è una città portuale, come tale pericolosa e ad alta probabilità di sgozzamento) lo spinge ad adottare una dettagliatissima tabella di marcia, in base alla quale gli zingari si troveranno casualmente all'altezza di Marsiglia all'ora di cena.

Così è. Parcheggiata la Nonnomobile nei pressi del porto vecchio -per altro davvero pittoresco- gli zingari iniziano a perlustrare la città alla ricerca di un ristorante. Malauguratamente individuano davvero la zona turistica, costellata di ristoranti a prezzo fisso o quasi. GD è ormai senza freni ed il suo trip filo-marsigliese prosegue con la volontà di mangiare la Bouillabasse, piatto tipico locale di dubbia origine e composizione (alcuni testi lo collegano all'indigeribilen di amburghese memoria), nonostante la prudenza sconsigli di ingerire cibi di cui non si sa pronunciare il nome. I tentativi di Ale di ripiegare su un più rassicurante ristorante che serve costolette di bufalo non hanno effetto.

La scelta è naturalmente rovinosa: il menu' a prezzo fisso non comprende i beveraggi e la birra viene venduta praticamente al centilitro. La vendetta divina si materializza nel cameriere, che tenta di rovesciare la zuppiera di Bouillabasse addosso a GD, che si scansa per miracolo.

Curiosamente da questo momento in avanti gli altri tre zingari decidono di limitare il fulgore carismatico di GD, che concorda ormai nel lasciare Marsiglia, anche perché l'ultimo tentativo di bere qualcosa in un locale semideserto si infrange in un algido cameriere che ci informa che in quel locale, nonostante l'insegna “Bar” o simili, non è possibile bere.

Il sospetto che il divieto sia stato confezionato apposta per noi rafforza la decisione di levare le tende (ehm.. la nonnomobile), non senza avere amabilmente vaffanculato l'algido cameriere, la sua famiglia e la Francia in generale, cui giuriamo eterna vendetta (giuramento particolarmente sentito dal momento che siamo tutti sobri: così' imparano a negarci l'accesso ai beveraggi!).

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Disco Night

Ci rimettiamo in marcia verso il Paese Basco, con l'idea di mettere più km possibile tra noi e l'inospitale suolo francese. Intorno alle 3 di notte, tuttavia, i nostri propositi si infrangono contro gli ammiccamenti al neon della discoteca Garden Villa, che si affaccia sull'autostrada richiamando lo stanco viaggiatore, soprattutto se lo stanco viaggiatore è impersonato da Zot-navigatore e GD-driver mentre il resto dell'equipaggio se la ronfa della grossa.

Neanche il tempo di mettere a fuoco l'insegna della discoteca e la Nonnomobile si inoltra in una stradina sterrata a bordo svincolo autostradale, per approdare in un parcheggio ancora abbastanza pieno di auto (il che fa ben sperare quanto a frequentazione all'interno del locale).

A grugniti il Nonno e Ale lasciano intendere di non essere interessati ad abbandonare il meritato (!) riposo, sicchè sono Zot e GD a presentarsi dal buttafuori auricolarato, che tuttavia li respinge sdegnoso, indicando con disprezzo i sandali e gli short stazzonati dalla guida.

No problem”, come si potrebbe dire se questi cazzo di francesi spiccicassero una parola d'inglese: un breve intermezzo nel parcheggio e dal baule della Nonnomobile i due zingari escono una tenuta imperiale che neanche Brad Pitt, indossata con nonchalance nel parcheggio ed esibita con aria di sufficienza al buttafuori, che scornato è costretto a farci entrare.

La vendetta del buttafuori si attua per mano del dj, che accoglie gli zingari con una compilation di “greatest hits” autoctone ignote a chi sia vissuto ad oltre 10 km da Tolosa. Gli aborigeni apprezzano; Zot e GD un po' meno e decidono di lasciare la pista a favore del bar; tra un beveraggio e l'altro GD carpisce ad una avvenente manza locale alcune informazioni sulla zona, scoprendo che Tolosa potrebbe essere un'ottima città dove fare tappa in futuro. I locali, a quanto pare, abbondano, e le usanze prevedono di terminare le nottate a suon di croissant caldi e “cafeaulait” in piazza.

Altro che Marsiglia!.

Intorno alle 4 la discoteca si svuota e i nostri fanno ritorno alla Nonnomobile, che contiene i due zingari residui semiaddormentati nonché una nutrita colonia di zanzare, apparentemente sazie.

Tempo di rimettersi in marcia.

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La mappa

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