Alle 11 della mattina seguente ci schieriamo sulla strada che conduce al paese.
Pochi metri e cominciamo a vedere una teoria di pullmann parcheggiati lungo la discesa; proviamo a contarli ma oltre il quarantesimo ci distraiamo, anche perché guardiamo sbigottiti gruppi di ragazzi e ragazze (soprattutto ragazze) che bivaccano nei pressi dei pullmann bevendo, fumando e scherzando.
Di regola portano pantaloni o gonna in tela blu e una maglietta, top, canottiera (insomma, un “sopra”) bianco. Al collo o in testa una bandana azzurra: il tutto lascerebbe pensare ad un gigantesco raduno scout, o a un oratorio in gita. L'impressione è tuttavia smentita dalla incredibile quantità di alcool che gli ipotetici scout trangugiano. E non è neppure mezzogiorno…
La bevanda preferita e' il “calimotxo”, un mix a piacere di vino rosso e coca cola, che ciascun festante porta con se in bottiglioni di plastica o in qualsiasi altro contenitore sufficientemente capiente.
Siamo ancora sobri, come conferma l'etilometro professionale schierato dal nonno (regalo dell'ennesimo fornitore) e l'idea di bere l'intruglio non ci attira: decidiamo quindi di scendere verso il paese, constatando il progressivo abbrutimento dei festanti via via che la strada si snoda verso il mare.
All'ingresso del paese -sono quasi le 13- veniamo accolti da una piazza gremita ed urlante, dove sparano musica basca ad alto volume e vendono birre, calimotxo e panini.
Il tempo di ordinare la prima birra e conosciamo la prima simpatica usanza del luogo: sull'onda della concitazione musicale uno o più ballerini spruzzano calimotxo sui presenti, ingaggiando appiccicose ed aromatiche battaglie.
Tra i più esagitati un energumeno, da noi soprannominato johnbelushi per via delle fattezze, in grado di creare il vuoto attorno a se' grazie all'uso combinato di (a) bottiglione formato damigiana di calimotxo; (b) maglietta fradicia; (c) ascella pezzatissima; (d) percosse.
Grazie a qualche birra in rapida successione e alcuni additivi “smart drug” a suo tempo procurati via internet (tutta roba legale, davvero…) cominciamo ad apprezzare l'atmosfera e le nostre magliette ben presto sono ben mimetizzate con l'ambiente.
Ben presto cediamo il controllo delle nostre azioni alla massa, e ci muoviamo con essa verso il basso, percorrendo le stradine sdrucciolevolissime del paese vecchio. Ad ogni slargo musica, birra e festanti sempre più esagitati.
In quello che nei giorni normali sembra essere un campo da basket è in corso una sorta di rave-party: qualcuno si denuda completamente (chissa' perche' questa pratica è privilegiata dagli omaccioni pelosi…), qualcuno poga, qualcuno chiede da bere alla gente ammassata sugli spalti, che versa bidoni di calimotxo sui bicchieri tesi, e su coloro che li tendono.
Il mare è ancora parecchio più giù.
La gravità ci porta e a scendere ancora, noi e le manze con cui via via familiarizziamo. Quando raggiungiamo il porto (saranno ormai le quattro) l'iniziale sguardo stupito con il quale assistevamo al rito della fiesta basca è sostituito da uno sguardo allucinato e alcolico, che con sempre maggiore frequenza si posa sulle bellezze locali, ormai più che amichevoli.
Ben presto tutta la festa si concentra al porto; il principio dell'impenetrabilità dei corpi applicato in ambiente alcolico porta alla prevedibili conseguenze: i più sobri e i più ubriachi si tuffano in mare, chi -previdente- in costume, chi -meno- in mutande.
All'ultimo gruppo si iscrivono di gran corsa il Nonno e GD, quest'ultimo sfoderando un paio di pregevoli (per lui) o orrendi (per altri) slip double face. Zot, dopo una iniziale ritrosia, si unisce ai due coraggiosi, mentre Ale si nega e decide di occuparsi di eventuali operazioni di salvamento e di documentare il momento
Gli dei della congestione sono però inspiegabilmente distratti ed i tre prodi sopravvivono; non così i boxer del Nonno e di Zot, che in un momento di giubilo vengono lanciati sulla folla osannante.
Il gesto, che in condizioni normali porterebbe a sicure conseguenze penali, viene vissuto con estrema normalità: d'altro canto il passatempo degli energumeni a fianco a noi è gettare dai contrafforti del porto un carrello della spesa -con o senza un basco (inteso come festante locale) dentro- e tuffarsi a riprenderlo prima che affondi…
Il bagno è anche un'occasione per ammirare le bellezze locali e familiarizzare ulteriormente, mentre provvediamo a ripristinare il livello alcolico.
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