Zingarate
 

Paesi Baschi - MdZ 2003

La fabbrica del tonno, la festa di Elantxobe, la corsa con i tori: più che la Madre di tutte le Zingarate (questo il significato di MdZ), la Nonna...

 
Inseguiti dal toro

Bilbao

Ogni volta che andiamo nei Paesi Baschi ci tocca spiegare che “Sì, i paesi baschi sono dove c'e' Bilbao”, “Sì, Bilbao è dove c'e' il Guggenheim”, “No, non siamo mai stati a Bilbao” e “No, non abbiamo mai visto il Guggenheim”.

[Ad onor del vero Ale, Zeta e Palla$ hanno fatto entrambe le cose durante una piovosissima vacanza estiva di qualche anno fa, fatta coincidere, con straordinario acume organizzativo, con la "Semana Grande" di Bilbao, ma quella non e' mai stata classificata come zingarata...]

A questo punto di regola l'interlocutore ci guarda schifato. Se poi chiede “Cosa abbiamo fatto invece di andare a vedere il Guggenheim” lo schifo si trasforma in ribrezzo.

Non che noi si sia pregiudizialmente contrari a musei & c. E' solo che dopo aver gozzovigliato fino a mattina e aver dormito in condizioni quanto meno precarie, la visita al museo non è esattamente in cima alle priorità…

Ad ogni buon conto questa volta il baldo gruppo di zingari decide di sfatare il luogo comune anti-Guggenheim e con questo impegnativo obiettivo si sposta dalla zona di Bermeo verso Bilbao, raggiunta nella tarda mattinata.

Il tempo di trovare un albergo nel “Casco Viejo” grazie ai ricordi di Ale, di rifocillarci e siamo pronti ad affrontare la città.

Bilbao piace subito a tutti per quell'atmosfera “easy” che contraddistingue la città. Qui nessuno se la tira e son tutti amichevoli; soprattutto una tipa di rosso vestita che adocchiamo al momento dell'aperitivo in una classica “Taperia” del centro storico. Vuoi ben vedere, è italiana ed è in giro per i Paesi Baschi da sola e senza una meta precisa... Affascinata dalla personalità degli zingari e dai racconti delle nostre gesta la Paola decide seduta stante di aggregarsi a noi per il resto della vacanza. Quando si è belli e famosi...

Con lei trascorriamo la serata nei vari locali di una Bilbao pressoche' deserta; curiosamente l'autoctono basco tra una fiesta e l'altra abbisogna anche di dormire...

In pieno trip da turisti colti ci permettiamo il bicchiere della staffa nel locale Caffe' Letterario (unire l'utile al dilettevole) e qui il gruppo zingaro fa la conoscenza di un emigrante veneto da anni accasato in Euskadia, che ci conferma per l'ennesima volta la fiesta di Renteria e ce ne racconta di altre, nei paraggi molto sentite ma completamente sconosciute agli stranieri, tra cui una che raggiunge il culmine con lo sgozzamento di un capretto direttamente sulla battigia. Il basco si conferma come un uomo un po' rude...

La mattina successiva e' il gran giorno: di buon ora quattro zingari che trasudano cultura (e non solo quella), piu' la Paola, si beano della bellezza architettonica del Guggenhaim di Bilbao. Ogni lato dell'avveniristico complesso viene mirato e rimirato fino alla sofferta (???) decisione di non entrare per avere un motivo per ritornare da queste parti in futuro. Oltre alle fieste, cioe'...

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La fiesta di Renteria

La tappa successiva della MdZ 2003 e' il ritorno a San Sebastian. L'appuntamento clou e' la fiesta di Renteria, paesino nelle sue immediate vicinanze, caratterizzato dalla corsa dei tori nelle vie cittadine; in pratica la festa di San Firmino di Pamplona su scala ridotta (e con tori meno incazzati, speriamo noi...).

L'avvicinarsi della fiesta fa si che la solita pensione sia strapiena e cio' e' un bene perche' non saremmo mai riusciti a entrare nella nostra stanza con una Paola in piu'... Fortunatamente ne troviamo comunque un'altra all'Hostal Commercio, fatiscente pensione situata all'esterno del centro storico, nelle immediate vicinanze della cattedrale.

La giornata e' stupenda e quindi la trascorriamo in spiaggia, cercando di schivare le chiazze di catrame eredita' dell'affondamendo della Prestige e rimirando le spagnole che si confermano particolarmente poppute. Segue dibattito zingaro su quanto un alimentazione a base di tapas e calimocho possano contribuire al "gonfiore" delle indigene. Stranamente i tentativi di cucco balneare non hanno particolare successo...

Come dei novelli Daitarn, ci carichiamo di energia solare anche il giorno successivo e la sera siamo belli pronti ad affrontare i tori.

La fiesta funziona cosi': prima si fa baldoria tutta la notte nei locali e nelle strade di Renteria, abbruttendosi a suon di alcol e danze e belle manze e poi, alle sette di mattina, al suono delle campane, vengono liberati i tori che correranno nel percorso obbligato precedentemente preparato nelle viuzze e si cerca semplicemente di sopravvivere. Facile facile. Un pelino piu' difficile da ubriachi marci...

Andiamo comunque con ordine. La serata inizia, per la gioia del Nonno, al baretto di Renteria che a suo giudizio eccelle per i gamberoni e continua per le vie sempre piu' affollate di gente festante con una ricognizione del percorso dei tori e, soprattutto, delle possibili vie di fuga nostre.

Proseguiamo poi immergendoci completamente nel clima della festa; camminare per strada e' quasi impossibile tanta e' la ressa, i locali sono stracolmi di belle gnocche che bevono e si dimenano al suono delle hit dell'estate e gli zingari vagano di bar in bar e di ballo in ballo... L'alcol raggiunge livelli di tutto rispetto e la flessuosita' dei movimenti picchi arditissimi col trascorrere delle ore della notte...

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La corsa con i tori

Ormai e' quasi l'alba. L'avvicinarsi della corsa dei tori sortisce due effetti: da un lato l'ubriachezza e l'annebbiamento sembrano magicamente sparire e dall'altro si assiste ad una sorta di selezione naturale tra chi sta da una parte delle transenne (quella dei tori) e chi dall'altra. All'interno del gruppo zingaro vengono selezionati i tre campioni che affronteranno la tenzone: Ale, Gd ed il Nonno, mentre Zot e la Paola si occuperanno di documentare l'evento.

Per ingannare l'attesa Zot decide di fare pratica di basco, che pretende di padroneggiare dopo aver letto un mini-pieghevole distribuito dall'ufficio del turismo, che traduce frasi tipo “come ti chiami?” o “vorrei una camera con bagno”; la trasposizione in basco prevede di regola l'asportazione integrale delle vocali e la loro sostituzione con le lettere “x”, “z” o “j”.

Il risultato è un energumeno ragionevolmente ubriaco (Zot) che si rivolge gargarismando alle malcapitate manze di passaggio, stupendosi per il fatto di non essere immediatamente compreso….

Intanto i preparativi per la corsa fervono… studiamo una posizione che ci permetta di veder sopraggiungere i bovini con un certo preavviso e che, dopo una corsa di una cinquantina di metri, il minimo necessario a nostro insindacabile giudizio per poter dire di aver sfidato la sorte, ci permetta di portarci fuori pericolo balzando al di la' delle barricate.

La tensione e' nell'aria e al suono delle campane l'adrenalina schizza a mille; quando vediamo i tori sopraggiungere in fondo alla via a tutta velocita' ci prepariamo allo scatto ed un attimo dopo scarichiamo a terra tutta la potenza delle nostre possenti leve. La cinquantina di metri che ci separa dalla salvezza si trasforma d'incanto in una maratona e sembra dilatarsi per eternita', ma per fortuna in fondo al rettilineo le transenne ci accolgono pochi attimi prima delle corna dei tori. Ale scivola proprio all'ultimo istante, regalandoci cosi' l'ultimo inatteso brivido della giornata/nottata; con un balzo che neanche il Bubka dei tempi d'oro riesce comunque a scavalcare le barricate e a mettersi al sicuro anche lui. La prova di forza e' superata. La potenza e' nulla senza controllo. Chi la dura la vince.

Insomma, gli Zingari battono i tori.

L'arbitro fischia, palla al centro, si torna a casa.

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