Zingarate
 

Napoli 2003 - "iamme iamme ià..."

Sei zingari sulla rotta Milano-Imola-Napoli: chilometri, pizze, castroni e la vincitrice dell’Operazione Titrombo!

 
Venerdì 24 ottobre 2003

La partenza

Dopo le recenti prestazioni in auto e aereo, si torna all'antico: una sana zingarata in furgone! L'entusiasmo per questo ritorno alle origini era molto. Della prenotazione se n'è occupato Paolo : si tratta di una Renault Espace che, prima impressione a parte, si rivelerà deludente per dotazioni e ammennicoli vari. Passi la scomodità dei posti, passi anche che consuma un casino, ma cavolo, al giorno d'oggi dove vai senza lettore CD! A Napoli , appunto...

In pieno trip di efficienza causa forse le (troppe) zingarate perse, Paolo si incarica anche di fare il tassista: con poco più di un'ora di ritardo (una bazzeccola rispetto ai nostri standard) siamo on the road in direzione Sud. Degno di menzione il Nonno che si è incaricato di portare la spesa effettuata al Penny Market (chiaro esempio di conflitto di interessi) tra cui un sacco di Spaten e dei famigerati wursteloni in vasetto che ci perseguiteranno per tutto il viaggio a mo' di feticcio.

Imola

Nonostante i battaglieri propositi della vigilia prevedessero una luculliana sosta in una trattoria sulla strada, vista l'ora tarda decidiamo di “cenare” in macchina, nel senso che ci scofaniamo strada facendo qualche birra e parte dei già citati wursteloni. Per la serata puntiamo su Imola, dove ZoT organizza in men che non si dica un appuntamento con la Vaifra . La Vaifra è una delle nostre numerose e affezionate fans entrata in contatto con noi tramite il sito e successivo scambio di mail. Ovviamente plagiata e confusa dalla dialettica telefonica del webmaster, si dichiara disponibile ad incontrarci e a farci conoscere Imola by night: il suggestivo luogo del primo incontro è un McDonalds' in periferia.

La nostra guida ci porta in giro per il centro storico di Imola e insieme a lei ci imbuchiamo in un tot di locali alla moda (Cap, Cokolé…), dove conosciamo anche l'amica Ira e altri amici di Vaifra, tutti entusiasti della visita dei loro eroi (di cui -Ira a parte- nemmeno sospettavano l'esistenza fino a 2' prima).

Un paio di considerazioni a questo punto sono d'obbligo:

•  Persone con nomi normali a Imola non ci sono

•  Imola è piena di belle manze, anche se come sempre leggermente più giovani di noi;

•  La birra qui ha ancora un prezzo umano, e questo è il motivo ufficiale adottato per starcene al caldo dei locali, rifuggendo le temperature polari della notte imolese.

Simpatico il siparietto tra la Ira e Zot quando lei afferma categorica “in foto sei meglio”; Zot successivamente cercherà di convincerci della errata interpretazione delle parole di lei, adducendo il nostro e suo (di lei) palese stato di alterazione alcolica...

Per farla breve si tira tardi tra un locale e una discoteca, si beve, si luma la gnocca minorenne presente, insomma una tranquilla serata prefestiva. Ma al momento di ripartire si decide che la Vaifra - eletta seduta stante vincitrice della storica “ Operazione Titrombo ” viene con noi.

E visto che lei stranamente accetta entusiasta la proposta, si passa da casa sua, si fa la borsa e ormai a notte fonda si riparte!

Ci spariamo una notte di viaggio sulla statalona Ravenna-Perugia costellata di lavori, tra il russare di chi dorme e l'attenzione di chi cerca di rimanere sveglio: Paolo e Ale per il primo turno di guida e Zeta e ZoT per il secondo, con cambio volante in fantomatico Autogrill in ristrutturazione, circondati da lupi, gelo e sicuramente qualche serial killer in libera uscita...

Ma la voglia di sole, mare e di macinare chilometri ci dà la carica necessaria a tirare l'alba on the road.

Sabato 25

Primo contatto

A Napoli ci arriviamo che sono quasi le 11. Il primo impatto con la città non è dei migliori; siamo reduci da una notte di bagordi, chilometri e praticamente zero sonno preceduta da una settimana di lavoro, va da sé che l'attenzione non sia al massimo... Qui invece è tutta una teoria di motorini ed auto che ti sfrecciano ovunque senza soluzione di continuità eppoi c'è lo stesso traffico di Milano, cioè una coda continua!

Ad onor del vero, c'è anche un sole che da noi ce lo scordiamo, fa caldo (soprattutto se ripensiamo alla serata siberiana di Imola) e c'è pure il mare. Cosa manca per avere l'immagine stereotipata della città? 'na pizza e 'na tazzurella 'e café, ovviamente! La prima è in programma per la serata, la seconda ce la facciamo subito, mica cazzi...

A lato di piazza Plebiscito, vista mare, prendiamo quindi possesso di un paio di tavolini e ci godiamo il sole. Consigliamo vivamente il caffè alla nocciola, che non è un caffè che richiede una preparazione accurata e somma perizia da parte del barista e dà tanta soddisfazione.

A questa pausa ristoratrice segue la lunga ricerca di un albergo economico. Una sequela di fallimenti induce il gruppo zingaro a fare pressioni sul Paolo, che vanta un tot di familiari acquisiti nel capoluogo campano. Stranamente lo zingaro egoista si rifiuta di mendicare le chiavi della casa al mare presso la futura suocera, il che induce il gruppo a ripiegare sull'Hotel Mercur vicino alla stazione, pretenzioso x i ns standard.

In base alla nostra esperienza consgiliamo quindi di prenotare l'albergo in anticipo – meglio se dotato di parcheggio custodito!

Le chances di trovare in parcheggio in città sono pari a quelle di rivedere il Napoli in serie A…

Turismo e spettacolo

Tra una cosa e l'altra si sono fatte le 3 di pomeriggio. Zot e la Vaifra decidono di uscire subito per visitare i quartieri spagnoli, gli altri prima pennicano poi escono, mangiano e il gruppo si ritrova riunito in piazza Plebiscito.

E' a questo punto che scatta, con esiti disastrosi, la sfida estrema di orientamento in piazza . Il Paolo ormai assurto al ruolo di guida turistica ufficiale ce la spaccia come tipica prova di forza della gioventù partenopea: in pratica, si parte bendati e incapucciati dalla porta del Municipio e si cerca di puntare in direzione opposta. La finalità è quella di passare tra le due statue equestri situate a circa 100 metri di distanza. Le figure di cacca sono assicurate... Meglio farsi accompagnare onde sbattere violentemente contro persone od oggetti.

Lo spettacolo di 4 deficienti, accompagnati da altrettanti idioti ridanciani, che zigzagano per la piazza con in testa dei sarcofaghi improvvisati non è niente male. Il risultato finale è del 100% di dispersi, a parte ZoT e la Vaifra che continueranno a sostenere di avere tentato e superato la prova prima di reincontrare gli altri, suscitando non pochi dubbi.

Abbiamo poi percorso lo Spaccanapoli, sciovinisticamente definito dal Nonno “il loro Corso Buenos Ayres”, con tantissimi negozi che ti offrono possilità d'acquisto a prezzi molto convenienti rispetto alla “capitale dei baùscia”. Per dire, i perizomi costavano solo un euro! Continuando il paragone con Milano, è veramente bella la galleria, che grazie al cielo non ospita un Mc Donalds...

In generale notiamo che ci sono negozietti molto carini che ti riportano ad un clima vecchia Napoli, proprio come uno se la immagina “da fuori”. Alcuni highlights di tale clima: altarino di Maradona fuori da un bar, completo di capello originale del Pibe (o del pube); pubblicità del fai da te antimalocchio “KIT & MUORT” e “KIT & STRAMUORT”; statuette da presepe a tema politico sociale (compreso un boia che mozza la testa a Bossi) prontamente immortalate da un entusiasta Zeta…

Finito il momento del turismo, coronato da una sosta in una spettacolare pasticceria (Scaturchio), si è fatta l'ora del microsonno pomeridiano ristoratore (dobbiamo essere in forma per la serata) e quindi torniamo tutti in albergo tranne Paolo, incastrato nel walzer dei doverosi saluti al vario parentame acquisito.

By night

Al risveglio dopo un'oretta siamo decisamente più freschi e riposati (più o meno). E' ormai ora di cena e dopo il caffé e la sfogliatella è il momento di fare sul serio: pizza, pizza... Così è: sempre Paolo ci conduce nel sancta santorum dei professionisti partenopei di pomodoro e mozzarella (rigorosamente di bufala), la pizzeria Trianon

Immaginate una palazzina di tre piani completamente dedicata alla specialità locale con tavolacci stile tombola di paese, tovaglie di carta e arredamento in tema: insomma nessuna concessione a frizzi e lazzi! E sono subito ovazioni: la pizza qui è veramente spettacolare e infatti ci tocca bissare varie volte... accompagnando il tutto con bottigliozzi di Peroni Nastro Azzurro ghiacciate.

Nota di colore: la cronica penuria di case ed il livello stratosferico degli affitti, a Napoli sembrano aver portato alla nascita della singolare figura dell'inquilina del bagno. Trattasi di matrona di inquietante stazza che vive all'interno del locale igienico situato in ogni piano, arredato con gusto ricercato nel corso degli anni. Lungi dall'essere una banale addetta alle pulizie, essa ama intrattenere gli avventori della pizzeria durante i loro momenti di intimità fisiologica comodamente seduta di fronte a tazze e vespasiani, guardando nel frattempo la tv e mangiando il cibo offertole dai rispettosi camerieri, tra una carezza al gatto d'ordinanza e una passata di scopettone.

Leggermente intimoriti, non trovando le pattine e non volendole sporcare il pavimento fresco di cera, nel momento del bisogno abbiamo preferito soprassedere... Adeguatamente rifocillati ci imbarchiamo quindi sul furgone per proseguire la serata, però non dominiamo la città e si vede. Ci perdiamo infatti in eterni trasferimenti per cercare la birreria o il casino giusto... Col senno di poi, consultati anche degli esperti della città, il sabato è meglio andare fuori porta. perché dai dintorni arrivano tutti rigorosamente in macchina e creano i soliti ingorghi [iamme a pijà nà tazza e cafè]. I prezzi modici dei ristoranti poi inducono i ragazzi a mangiare anziché andare in pub o birrerie.

Alla ricerca di una mitica via suggerita dalla memoria del Paolo, e non adeguatamente supportato dalle indicazioni stradali, Ale riesce inavvertitamente a condurci nei temutissimi quartieri spagnoli, dove sembra che di notte neppure la polizia osi entrare: per fortuna così non è, ed è proprio seguendo una gazzella che riusciamo ad uscire da quel labirinto di viuzze... Leggermente scorati decidiamo di chiudere la serata nella piazzetta accanto a quella del Plebiscito con un black & white, caffè con gelato mischiato con nocino.

Domenica 26

Verso nord

Ci svegliamo che curiosamente abbiamo una fame da lupi. La lungimirante pianificazione dell'ora di sveglia (in realtà falsata dal passaggio all'ora solare!) ci consente di sfruttare la colazione a buffet prevista nell'esorbitante prezzo della camera e così gestiamo la bisogna tra gli sguardi ammirati ed un pò increduli delle cameriere, evidentemente abituate ad una clientela di alto lignaggio e scarso appetito... Com'è come non è, verso le 11 siam già sul furgone pronti al ritorno.

La prima tappa è a pochi km, ossia a Capua, per doveroso acquisto delle mozzarelle di bufala. Anche qui sfruttiamo i ricordi del Paolo e praticamente razziamo un'esercizio locale per farne scorta per amici e parenti. Scopriamo così che la mozzarella di bufala non va messa in frigo perchè altrimenti perde il sapore. Resiste invece tranquillamente per almeno tre giorni a temperatura ambiente.

Il viaggio di ritorno non offre molti spunti degni di interesse, se non per l'Anas: per evitare le possibili code domenicali della A1 in zona Firenze, optiamo infatti per la bella statalona dell'andata che però causa lavori ci costringe a una interminabile deviazione. Per passare il tempo non abbiamo trovato di meglio che esercitarci in ripetuti e violenti assalti al terzo anello dove, con una padronanza del gesto atletico stilisticamente perfetta, Ale, Zeta e Paolo hanno a più riprese fatto oggetto di attenzioni l'apparato riproduttivo del povero Nonno.

Al riguardo ci pregiamo di pubblicare una nota lievemente polemica dello stesso: “Ovviamente non siete costretti ai vari castroni collettivi, secondo me si tratta di una vostra malattia pre-senile. Col trascorrere degli anni poi abbassate la mira e alla lunga la forza di gravità tende ad aver il sopravvento su quella fisica” . Ai filologi la difficile interpretazione di queste dotte parole...

In prima serata arriviamo a Imola e prima dei saluti la Vaifra ci fa conoscere la ficattola . Non si tratta di una sua amica particolarmente socievole, bensì di una specialità della zona: trattasi di una specie di gnocco fritto ripieno di tutto e di più, un pò come una piadina ma molto più grassa. Ce ne scofaniamo una a testa nella suggestiva cornice di un chioschetto all'aperto. Degne di menzione quelle di Ale e del Nonno con salsiccia e cipolla...

Ma ormai è tempo di saluti: lasciamo a casa la Vaifra con la promessa di rivederla a breve per la maialata (link!?) e torniamo a Milano dove ci sono giacca e cravatta che ci attendono per iniziare l'ennesima settimana di lavoro.

 
 
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La versione di Vaifra

(in grassetto i contributi filologici oscuri...)

NAPOLI 25-26 ottobre 2003

Allora, da dove iniziare? Non è mica facile!!! Nel dubbio, scrivo tutto, poi vediamo.

Ho scoperto il sito x caso, gironzolando x internet alla ricerca di voli low cost e me ne sono praticamente innamorata, sti 8 paioni in c****ggio totale, come piace a me, troppo sburi davvero! Alla fine mi sentivo in dovere di salutarli e così ho fatto. Fine.

Invece the day after mi sono accorta che il caro Zot mi aveva inserito nei suoi contatti di Messenger ed è iniziato uno scambio quotidiano di chiacchiere, stronzate, saluti eccetera. Così quando hanno organizzato x Napoli con sosta a Imola il fatto di incontrarsi non era un incontro vero e proprio, ma piuttosto un (come definirlo?), va beh, un'altra cosa.

Li ho recuperati al Mc Donalds verso le 22.30. Appena entrata ho riconosciuto subito Paolo che è l'unico sputato identico alla foto e ho iniziato a fare l'inventario degli altri: ero curiosa di vedere Kool perché la sua faccia mi aveva colpito un tot, ho riconosciuto subito il Nonno (e ho anche pensato un “sozmel!” dato che non mi ero neanche soffermata a guardare le sue foto), Raul Tarello (in foto sembra + “bravo ragazzo”), Zot è pressoché uguale alle foto delle zingarate ma diverso da quella della home page. Zeta ci ho messo tutta la sera ad identificarlo (ragazzi, volete aggiornare si o no quelle foto???).

Io volevo fargli vivere una tipica serata imolese in giro per locali ma non è andata proprio benissimo: siamo stati prima in un posto in centro dove c'erano due mie amiche con altra gente e bona. Poi siamo andati a Faenza e c'era un bel frullo, va beh, a me non piace tanto quel locale quindi sorvoliamo, poi siamo tornati a Imola al Cap, abbiamo fatto un salto al Kocolè ma non c'era anima viva e siamo tornati al Cap a cercare gli altri ma ci siamo girati attorno senza vederci.

Secondo me di Imola hanno pensato male perché in giro non c'era un cane neanche a pagarlo, la poca gente che abbiamo visto era iper giovane e loro magari volevano intortare… A fine serata, tutti gessi duri, non so bene perchè e per come…. mi sono ritrovata in zingarata.

Preciso per chi non mi conosce: non sono una pazza scriteriata che parte con gente conosciuta via internet: ho fatto un paio di considerazioni veloci: 1 – erano in 6, se anche uno di loro fosse stato uno psyco stupratore dubito che gli altri 5 lo avrebbero lasciato fare 2- ok che l'abito non fa il monaco ma si vede anche dalle facce che sono zingari ma non delinquenti

Comunque alla fine siamo partiti. Il viaggio di andata è stato polleggiato, dormivamo tutti e qualcuno faceva anche sentire agli altri QUANTO dormisse!!! Arrivati a Napoli ci siamo fatti subito un bel caffè in p.zza Plebiscito, il che mi ha fatto realizzare che ero a 600 km da casa con 6 uomini conosciuti meno di 12 ore prima!! E mi sono sentita in forte imbarazzo più che altro perché mi sembrava di essere un'intrusa, cavolo, loro sul sito avevano spiegato BENE che le zingarate sono a numero chiuso eccetera…. Che cacchio ci facevo io lì????

Va beh, la zingarata procede comunque alla ricerca di un hotel, masati come eravamo non è stato facile anche perché eravamo sgaffi come numero, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Oltretutto un bell'albergo, il che secondo me stonava abbastanza con lo spirito di zingaro, ma d'altra parte non trovando niente di peggio abbiamo dovuto accontentarci di un albergo pulito ed elegante.

Una volta sistemati, in 5 sono rimasti lì, io e Zot abbiamo iniziato a gironzolare per Napoli, per poi ritrovarci con gli altri qualche oretta + tardi. Abbiamo girato tutto il pomeriggio con sosta in una bella pasticceria consigliata da Paolo e in p.zza Plebiscito abbiamo anche fatto un giochino che consisteva nel bendarsi e cercare di attraversarla tutta per il lungo. 3 di loro hanno sbagliato nettamente traiettoria ed è stato divertente vedere sti 3 paioni con giacche in testa sparpagliati per la piazza, convinti di andare dritto. Va bè, raccontarla non fa ridere, ma averla vissuta sì, fidatevi.

Dopo un buon paio d'ore di riposo siamo andati a mangiare la tanto sospirata pizza (buonissima veramente) alla pizzeria Trianon. Della pizzeria sicuramente la cosa + divertente era la “sciura” del bagno su cui i ragazzi hanno riso e scherzato di peso, niente di esagerato ma le battute e le mimiche dei 6 erano davvero spataccose e ogni tentativo di scriverle non potrebbe rendere appieno l'idea di quanto fossero demenziali.

La serata è continuata sempre in frullo (stavolta col furgone) per trovare un qualche locale idoneo a stare stando; Alla fine abbiamo parcheggiato le nostre povere ossa (e soprattutto quelle del nonno che purino non ne aveva + x nessuno) in una birreria ad osservare la fauna locale ma non so se fosse la spossatezza o forse la presenza tra di loro di un'intrusa a frenarli ma di fatto non ho visto nessun approccio se non un apprezzamento (anche piuttosto blando) al fondoschiena di una tipa che avrà avuto tra si e no 16 anni. Romagnoli-zingari all'intorto 1 a zero.

Più tardi, dopo un altro giro in p.zza Plebiscito ci siamo ridotti in albergo, sfatti duri.

La domenica mattina eravamo un po' + freschi. Dopo la cerimonia di consegna a me della maglietta usata e sudata (che da brava ismita ho dimenticato sul furgone) siamo partiti destinazione Imola e Milano non senza prima comprare una qualche mozzarella che ha preso il posto del vasetto di wurstel che fino a quel momento ci aveva tenuto compagnia ad ogni curva.

Il viaggio di ritorno è stato un po' + movimentato: si alternavano momenti di polleggio ad altri di casino bestiale, ogni tanto qualcuno sciappinava col telefonino, ho capito finalmente come funzia il car-watching (sburo!!!! Zingari-romagnoli 1 pari, palla al centro), e anche il mitico assalto al terzo anello che fino a quel momento mi chiedevo cosa fosse: non è altro che uno strufagnamento pesante ai…. zebedei di quelli che siedono nell'ultima fila di seggiolini del furgone…. (beh, qui ho potuto solo assistere per ovvi motivi di non sufficiente confidenza).

Finalmente siamo arrivati a Imola e dopo aver messo sotto ai denti piadina e ficattola (x loro il nome era tutto un programma, chissà cosa si aspettavano…) ci siamo salutati.

In conclusione è stata una gran bella gita, mi sono spataccata un casino e la zingarata è veramente sgumbiona come la descrivono loro sul sito. Rispetto all'idea che mi ero fatta io, loro sono + tranquilli nel senso che in mezzo alla gente fanno casino sì, ma moderato; e anche “l'aria pesante nel furgone” non è poi così pesa (ma, ripeto, c'era pur sempre un'estranea…); però hanno una demenzialità allo stato puro e una simpatia innata che rende molto piacevole la loro compagnia.

Più di tutto mi piaceva il loro umorismo sottile e le reciproche prese in giro. Ovvio che io non venivo presa di mezzo, d'altra parte che ne sapevano se sono una permalosa o che sta allo scherzo? (e anche io di mio me ne sono stata piuttosto sulle mie). Con me sono stati molto carini, se trascuriamo che hanno tentato di uccidermi col seggiolino del furgone…

Il giudizio complessivo è senz'altro positivo anche se continuo a pensare che non abbiano sfruttato appieno il loro potenziale zingaresco…

Gran bella esperienza!!!!


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