Norvegia 2006 - Episodio I
Inizia il viaggio di Sabrina (Leia)
lassù nelle terre di Norvegia. Utili consigli, nuovi amici,
navi postali dalle parti di Capo Nord, le balene e le mitiche isole
Lofoten. Insomma: tanti luoghi tanta natura, tanto freddo e soprattutto
poco sonno... |
Lun 26 giugno
Svegliata
dall’aspirapolvere delle donne delle pulizie, mi do
una sistemata nel bagno della nave che sembra quello di un grande
albergo,
e passo un altro paio d’ore a chiacchierare con Steve e
a guardare il paesaggio mentre la nave si avvicina all’arcipelago
delle Vesteralen.
Alle 10 e mezza sbarco finalmente a Risoyhamn,
da cui in un’oretta di bus (11 euri) arrivo ad Andenes,
all’estremo
nord delle isole, mia meta di quel giorno.
Dal bus mi godo ancora
una volta il paesaggio fatto di montagne stavolta verdi
di alberi, prati fioriti, casette colorate, mucche, pecore e spiaggette
dalla
sabbia bianca e dall’acqua azzurrissima. In lontananza sul
mare si vedono i profili delle altre isole e l’atmosfera un po' nuvolosa da al tutto un senso di fuori dal
tempo.
La vita quassù scorre a ritmi così diversi
dai nostri! L’autista del bus conosce e saluta uno a uno
i pochi passeggeri, e spesso li fa scendere non alle fermate ma
davanti a casa loro. Lui stesso fa anche da postino e consegna
un pacco in una stazione di servizio. Che pace!
Arrivata ad Andenes vado all’ostello ufficiale dove
il giorno prima avevo prenotato: mi danno una singola senza che
glielo chieda,
cmq il prezzo era sempre di 20 euri. Mollo il bagaglio, e poi giro
un po' il paesino. C'è un grande faro rosso che ne è il simbolo, casette di legno dipinte di rosso lungo
il porto, gabbiani, barche, ed edifici piu’ moderni ma sempre
dipinti a colori vivaci.
Svolte alcune faccende pratiche (spesa,
pranzo, cambio soldi, internet) faccio una visita al museo dell’Aurora
Boreale (lasciate perdere, poca roba) e poi alle 15 mi presento
all’appuntamento per il safari alle balene che avevo prenotato
già dall’Italia (per essere sicura che ci fosse la
partenza opzionale del pomeriggio). Questa era una delle cose che
volevo assolutamente fare in questo viaggio.
L’organizzazione
è perfetta (vorrei anche vedere, l’escursione costa
100 euri): prima ci danno una pastiglia anti-mal di mare,
poi visitiamo il museo delle balene con delle guide e, verso le
17, salpiamo.
Dobbiamo spingerci in alto mare per arrivare alla zona delle balene,
che ci hanno spiegato essere della specie “sperm whale”,
cioé in italiano capodogli. Ma non sono vere balene!!
Vabbé, sempre cetacei sono...
Mentre la barca si spinge verso l’oceano,
ci vengono offerte bevande calde e biscotti e faccio amicizia con
i giovani che ci fanno da guida. Vengono da mezza Europa col programma
Leonardo (stage lavorativi per studenti universitari),
sono studenti di turismo. Ci sono anche una ragazza italiana e
un ragazzo della
Svizzera italiana. Che strano parlare con loro la mia lingua dopo
3 giorni di solo inglese...
Purtroppo il sole sparisce dietro alle
nuvole, tira un forte vento e inizia a fare freddo. Il mal
di mare comincia a farsi sentire nonostante la pastiglia. Io prendo
un’altra
medicina che mi ero portata dietro e riesco a evitare il peggio,
ma molti altri no. La barca è comunque attrezzata con sacchetti
appositi in abbondanza, oltre che con coperte in quantità industriale.
Dopo un po' la gente abbandona i posti all’aperto per
stare al riparo, anche perché si mette anche a piovere.
Fa davvero freddissimo!
Tra freddo e nausea passa un’ora
e mezza o due, la balena è stata avvistata grazie al sonar
della barca, ma è sott’acqua e dobbiamo aspettare
che emerga a respirare. Finalmente eccola! Tutti a prua a vederla
e fare foto! Che emozione, freddo e pioggia ci fanno un baffo in
questo momento. Ma dopo 2 minuti torna a immergersi. Infreddoliti
e stanchi aspettiamo un’altra mezz’ora abbondante ed
ecco che ricompare, stavolta ancora più vicino e per più tempo,
circa 5 minuti. Bellissimo!
Ora possiamo fare rotta verso casa,
ma ci vogliono comunque un altro paio d’ore sempre
di mare mosso e vento. Mentre rientriamo, l’organizzazione
ci da anche la cena: un minestrone caldo e del pane. Poi
io mi rifugio sotto coperta dove, nonostante i jeans fradici, riesco
perfino ad addormentarmi sdraiata su una panchina. All’arrivo
verso le 22 il sonnellino mi ha reso ancora più infreddolita
e tremante, per fortuna l’ostello è a 2 minuti a piedi.
Doccia bollente e subito a dormire, finalmente stanotte dovrei
poter riposare come si deve, in un letto vero, per 8 ore di fila...
e invece per ben 2 volte scatta l’allarme anti-incendio e
mi sveglia, a mezzanotte e alle 2. Falso allarme, ma sembra proprio
che in questo viaggio io non sia destinata a dormire normalmente,
eh eh.
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Mar 27 giugno
Alle
9 riprendo il bus da Andenes per tornare a Risoyhamn,
dove alle 11 prendo di nuovo la nave postale Hurtigruten per
proseguire verso sud. Per 10 ore di navigazione mi fanno pagare
65 euri.
Stavolta
mi tocca una delle navi più vecchie della flotta: più atmosfera ma
meno comodità, ma tanto non ci devo dormire stasera.
Anche qui però la tipologia di viaggiatori a bordo
non cambia, famiglie e anziani. Passerò l’intera giornata
a guardare fuori dai finestrini o sul ponte quando il sole si fa
vedere. Non
trovo nessuno con cui scambiare quattro chiacchiere stavolta.
Scendendo lungo lo stretto tra le isole e la costa, passiamo dall’arcipelago
delle Vesteralen,
più piatte, a quello delle Lofoten,
più montagnose
e imponenti. Quando siamo vicini alla costa l’acqua da blu-grigia
diventa di un bel verde smeraldo o azzurro.
Mentre attraversiamo
uno stretto braccio di mare tra due delle Lofoten facciamo
una piccolissima deviazione all’interno del Trollfjord,
il fiordo più stretto della Norvegia, dove la nave passa lasciando
appena un paio di metri per lato. Arrivati in fondo – sono
solo 2 km – la nave si gira e torna indietro, con una manovra
da parcheggio romano.
Nel pomeriggio durante la breve sosta a Svolvaer scendo
e faccio un giro, e per la prima volta noto i merluzzi stesi
al sole ad essiccare, che poi vedrò ovunque nelle Lofoten,
visto che
il merluzzo é la loro produzione primaria. Svolvaer non
é un posto particolarmente attraente, l’unica particolarità
é una vetta montuosa poco lontana che termina con due corna,
che infatti
viene chiamata la capra di Svolvaer. Risalita sulla
nave, sbarco definitivamente alle 21 a Stamsund, sempre
sulle isole Lofoten.
A Stamsund non c'è molto da vedere ma ho sentito
tanto parlare dell’ostello ufficiale di qui, gestito
da un certo
Roar. Infatti l’ambiente é bellissimo, si tratta
di una serie di ex case di pescatori riadattate, appena
fuori paese, su una piccolissima baia. L’ostellante é l’immagine
del classico pescatore norvegese, barbuto e apparentemente burbero,
ma simpatico. Il prezzo é il più basso che ho trovato
quassù, 15 euri in camerata.
Ma soprattutto, ci sono una
cucina enorme e una sala comune con una fantastica atmosfera, diversa
da tutti gli altri ostelli, sembra più una grande famiglia,
e la gente si fa da mangiare in compagnia e si scambia cibo e chiacchiere.
Arrivando con la mia scatoletta di tonno e i crackers, mi vengono
subito offerte varie cibarie calde. Conosco in breve tempo un sacco
di gente da mezzo mondo, c'é chi é in giro
da solo da 6 mesi e chi viaggia per 2 settimane con amici o in
coppia. Tutti però con l’identico spirito d’avventura e
la stessa apertura mentale e agli altri.
Verso le 23 un ragazzo
australiano, Daniel, propone di prendere la barchetta a
remi e la lenza messe a disposizione gratis dall’ostello
e di andare a pescare, tanto é sempre chiaro anche di notte.
Io e un francese, Arnold, lo seguiamo, e remando pian piano usciamo dalla
baia dell’ostello e gettiamo la lenza con una decina di ami
attaccati, senza esca ovviamente. Quando verso l’una ormai
scoraggiati e infreddoliti stiamo tornando lentamente verso l’ostello,
ecco che abboccano tutti assieme 4 bei merluzzi! Appena a terra,
all’una e mezza di notte, loro iniziano a pulirli ma io sto
davvero patendo troppo il freddo e me ne vado a dormire. Purtroppo
col freddo che ho preso ci metto circa 2 ore a scaldarmi abbastanza
da riuscire ad addormentarmi.
Anche stanotte 4 ore di sonno scarse...
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