Zingarate
 

Norvegia 2006 - Episodio II
Avevamo lasciato Sabrina (Leia) a pescare alle Isole Lofoten a mezzanotte (?). Da qui torna verso Oslo per incontrare sua zia con cui muoverà verso Bergen e dintorni: seguiamo il suo viaggio tra gorghi, cascate, musei, ghiacciai e gli immancabili fiordi...

Ven 30 giugno

SaltstraumenStamattina devo salutare le Lofoten. Prendo il traghetto (19 euri) da Moskenes (che e’ appena a nord di A a 10 minuti di bus) che in 3 ore mi portera’ a Bodo, sulla terraferma, e guardo le isole che si allontanano nel sole e nel cielo pulito, il primo cosi’ azzurro da quando sono quassu’. Ovviamente quando me ne sto andando...
Che tristezza, questi luoghi sono davvero meravigliosi, e so gia’ che prima o poi ci tornero’. Ci sono un sacco di cose che non ho fatto in tempo a fare e a vedere. Qui ho trascorso i giorni piu’ belli della vacanza (anche a riguardarli adesso dopo che sono tornata a casa) che mi rimarranno sempre impressi nella memoria.

La traversata e’ tranquilla, ne approfitto per pranzare, e prima dell’una siamo a Bodo. Da qui ho l’aereo per Oslo alle 19, ma nel frattempo cosa faccio? Bodo in se’ non e’ molto interessante, una cittadina moderna, ma a poca distanza c’e’ un altro famoso gorgo creato dalla marea, il Saltstraumen. E’ il gorgo marino piu’ grande del mondo, dicono. Prima di partire avevo visto sul sito internet che l’orario di massima attivita’ oggi era proprio nel primo pomeriggio, cosi’ decido di occupare le ore a disposizione visitando questo posto.
Lascio lo zaino alle informazioni turistiche e prendo uno degli autobus (7 euri) che passano vicino al gorgo, gli orari incredibilmente si incastrano perfettamente con le mie esigenze. Ci si arriva in circa 45 minuti, e quando si scende si e’ proprio a fianco del ponte che scavalca il braccio di mare (un fiordo?) interessato dal fenomeno.
Dalla cima del ponte si vede benissimo, ed e’ uno spettacolo incredibile, molto piu’ forte di quello visto dal gommone alle Lofoten. Mulinelli d’acqua pazzeschi si formano e scompaiono in continuazione, schiuma bianca sul blu profondo del mare, mentre alcune barche temerarie si avvicinano per vedere meglio e sulla riva e’ pieno di pescatori, queste acque infatti sono molto pescose.

Dopo una mezz’oretta di contemplazione devo tornare alla fermata, tra poco passa l’autobus che mi riporta a Bodo. Arrivata, mi riprendo lo zaino e ora non mi resta che raggiungere l’aeroporto. E’ talmente vicino al centro che la tipa delle informazioni mi consiglia di non stare ad aspettare l’autobus che parte tra mezz’ora e di farmela a piedi. In effetti in mezz’oretta di cammino (con lo zaino e sotto il sole pero’ non e’ piacevolissimo) ci arrivo addirittura in anticipo.
Mai visto un aeroporto con le case della citta’ al di la’ della strada come se fosse una stazione ferroviaria. Check-in, cena molto anticipata, e volo di un’oretta scarsa con SAS-Braathens (115 euri).

A Oslo devo aspettare quasi due ore che arrivi mia zia, in volo anche lei con KLM via Amsterdam. Nel frattempo mi guardo la partita dell’Italia con l’Ucraina (quarti di finale) in un bar dell’aeroporto. Devo dire che dopo questi giorni in mezzo alla natura e ai paesini isolati, il rientro alla “civilta’” mi lascia un po’ stranita. Mi ero perfino dimenticata che ci fossero i mondiali di calcio.
Finalmente mia zia esce dalla dogana e prendiamo il treno che in 40 minuti ci porta in centro a Oslo - se non avete fretta prendete il locale che costa 10 euri, non il treno specifico espresso che ci mettera’ anche la meta’ del tempo ma costa il doppio! Morten, il ragazzo di HC della mia prima sera in Norvegia, ci viene a prendere alla stazione e ci porta a casa sua, dove saremo ospiti per 2 notti. E’ quasi mezzanotte ma e’ ancora abbastanza chiaro, e anche mia zia sembra colpita dalla cosa. Andiamo a dormire, che da domani si inizia l’esplorazione del sud della Norvegia.

Sab 1 luglio

OsloOggi la giornata e’ dedicata interamente alla visita di Oslo. Il sole e’ alto nel cielo, ma io arrivo dai 10 gradi del nord e mi metto un paio di jeans e una maglietta a manica lunga, consigliando anche mia zia allo stesso modo. E chi si aspettava i 28 gradi che c’erano invece fuori? Passeremo la giornata a fare la sauna dentro ai jeans...
Al mattino Morten dice che vuole andare a fare una passeggiata in montagna, e quindi si offre di portarci con lui in macchina fino alla zona del trampolino di salto con gli sci di Holmenkollen che si trova in periferia ma non molto lontano da casa sua. Da li’ si vede un bel panorama della citta’ e del fiordo, e poi noi possiamo prendere un trenino urbano per andare in centro mentre lui parcheggera’ la’ vicino e si fara’ la sua escursione in montagna. Si’ perche’ appena alla periferia di Oslo iniziano i boschi con dei bei sentieri per il trekking, e d’inverno ci sono le piste da sci. Non sara’ piena di antichi monumenti o di quartierini caratteristici, ma Oslo e’ davvero una capitale immersa nella natura, e non solo per i parchi che ci sono all’interno della citta’!
Ovviamente accettiamo l’offerta, e ci godiamo il verde e il panorama di Oslo da lassu’. E pensare che leggendo la guida ieri pensavo: “al trampolino non ci andiamo, ci si mette troppo tempo solo per vedere il panorama”. Ma se ti ci portano in macchina...

Salutato Morten, e comprato un biglietto giornaliero dei trasporti (7.5 euri), col trenino in mezz’oretta siamo al centro di Oslo. Dopo un paio di faccende in stazione (biglietti per domani, soldi), iniziamo la visita ovviamente dal vialone centrale che collega in linea retta la stazione e il palazzo reale, su cui si affacciano quasi tutti i negozi e gli edifici importanti della citta’.
Un giro in un grande magazzino, la visita della cattedrale, passiamo davanti al Parlamento e poi ci infiliamo nella Galleria Nazionale (che e’ gratis) per vedere l’Urlo di Munch (non quello rubato, un’altra versione ma sempre originale di Munch) e altre opere famose. Usciamo e tornate sul vialone principale passiamo davanti al Teatro dell’Opera e arriviamo infine in fondo, davanti al Palazzo Reale.
Senza neanche saperlo, incredibilmente arriviamo mentre sta iniziando il cambio della guardia, alle 14. Sotto il sole cocente resistiamo un po’, ma poi decidiamo di tornare indietro ed andare verso il porto, dove nella zona commerciale di Aker Brygge ci sono ristorantini e altri posti per mangiare. Visti i prezzi pero’ optiamo per un supermercato e ci facciamo un panino! Placata la fame, ci accorgiamo che il porto e’ una zona carina e vivace con un sacco di barche e di gente che prende il sole. L’edificio dominante e’ il famoso quanto orrendo (secondo me) municipio di Oslo, marrone e squadrato, con un grande orologio.

Decidiamo di raggiungere la penisola di Bygdoy dove ci sono un paio di attrazioni interessanti, e per farlo prendiamo la barca che parte proprio davanti al municipio. Questa penisola e’ molto verde e ospita alcuni musei decisamente imperdibili, tra cui il piu’ interessante e’ senza dubbio il Museo delle Navi Vichinghe, dove sono esposte 3 navi recuperate dagli archeologi quasi intatte e tutto il materiale trovato durante gli scavi. A poca distanza c’e’ anche il Museo del Folklore, dove in un parco all’aperto hanno ricostruito case, fattorie e chiesette di legno provenienti da tutto il paese, e ci sono balletti in costume e dimostrazioni di artigiani. Nella parte al chiuso del museo ci sono esposizioni di costumi tipici e artigianato.

Quando ne usciamo, alle 18, il museo sta chiudendo, ma noi non abbiamo ancora esaurito del tutto le energie, e decidiamo di andare al parco Vigeland, che e’ collegato con un bus diretto da dove siamo noi.
Questo grande parco e’ intitolato allo scultore moderno che lo ha decorato con le sue statue e i suoi monumenti. Alcuni sono un po’ inquietanti, ma nel complesso e’ davvero un posto piacevole. Ne approfittiamo per sdraiarci al sole e riposarci un po’. Ormai e’ ora di cena, e anche se siamo stanche, seguendo le indicazioni della guida ci spostiamo verso la zona Grunerlokke, che dovrebbe essere piena di vita. In realta’ non e’ che ci abbia colpito molto, ma insomma, ci facciamo una cenetta all’aperto sulla via principale (un piatto non troppo grande e una birretta 15 euri) e stanche morte torniamo a casa verso le 22.30.
Morten commenta “avete girato davvero tanto oggi!”, si vede che non mi conosce eh eh eh. Facciamo quattro chiacchiere e ci mettiamo d’accordo per domani mattina, e anche stasera non si va a dormire molto presto.

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