Siberia 2006 - Omsk
L'idea zingara dell’estate 2006: percorrere il tratto centrale
della Transiberiana. Da Omsk fino ad Irkutsk sul lago Baikal, ZoT e Ale hanno
sfidato la Russia profonda, concludendo poi il tutto con quattro
giorni nella cosmopolita Mosca. Questo è il primo episodio
di una saga che vi ammorberà per i prossimi mesi... |
Prologo – le origini
Doveva
essere una “innocente” vacanzina
a San
Pietroburgo ma
i nostri due mentecatti… ehm, volevamo dire eroi, si sono
ritrovati in Siberia.
Come mai? Gli psicologi ancora dibattono attorno a questo tema.
Fatto sta che il furore agonistico di Ale,
desideroso di partecipare a una maratona estiva, gli ha fatto proporre
a ZoT la
prestigiosissima maratona
di Omsk, dopo che il webmaster gli aveva bocciato
quella di Helsinki
+ Piter.
A quel punto, l’opzione transiberiana era quasi d’obbligo!
Ma bando alle ciance, si parte. |
2/3 agosto - first impact
Giungiamo
all'aeroporto di Mosca-Sheremetevo verso
le 2:30 di notte e, adempiute le formalità doganali, veniamo
subito assaltati da frotte di fastidiosi taxisti che,
mentre lottiamo per scrollarceli di dosso, ci fanno però scoprire
l'esistenza di ben 2 Sheremetevo (ohibò???). Meglio: scopriamo
che questo cavolo di aeroporto ha 2 terminal non
collegati, uno per i voli nazionali ed uno per gli internazionali.
Ovviamente noi siamo arrivati al terminal 2 e il nostro volo per Omsk parte
dal terminal 1...
Fottiamo comunque gli avidi taxisti (chiedono 20€ per il breve tragitto)
scoprendo l'esistenza di un autobus (15 rub a testa) che collega i terminal,
non
prima
di uno scomodo pisolo sui
divanetti, che tanto il volo ce l'abbiamo a metà mattina.
Sheremetevo 1 è avveniristico… come una stazione dei bus. Gente
accampata un po' ovunque, immancabili gruppi familiari con mobilio al
seguito, tute da ginnastica come se piovesse… Dopo l’ennesimo metal
detector ci imbarchiamo e il volo non presenta problemi di sorta.
Arriviamo finalmente ad Omsk che
è pomeriggio e
veniamo accolti da una banda di... Hare
Krishna!?! Un loro guru ha infatti volato con noi, anche se più che
un sant’uomo a noi sembrava un terrorista. Merita menzione il ritiro bagagli:
praticamente sono riconsegnati in una vecchia fabbrica metalmeccanica di
fianco all'aeroporto, con pezzi di macchinario e residuati bellici ovunque...
A questo punto dobbiamo raggiungere l'hotel Molodezhnaya, l'unico trovato
libero su internet e purtroppo parecchio lontano dal centro
(e dall'aeroporto), e ci becchiamo la prima (nonché unica, per fortuna)
inc**ata del viaggio.
Cadiamo come dei polli nel classico furto del tassista! Contrattiamo
un prezzo al km ma anziché un tragitto in linea retta il maledetto fa
un giro labirintico di ben 837 km e ci pela una cifra esorbitante, che praticamente
ci compravamo una lamborghini!
Bastardo, morisse ora e gli si grippasse l'auto…
Se da grandi poteri nascono grandi responsabilità (Stan
Lee), da grandi mazzate economiche nascono grandi imperativi zingari.
Incavolati come bestie e perfettamente consapevoli che ci siam fatti fregare
come due beoti,
facciamo scattare l'orgoglio: mai più! Anzi, d'ora in avanti il nostro
obiettivo sarà la conoscenza perfetta della rete di trasporto
locale e dei relativi prezzi, per risparmiare dove possibile e recuperare la
perdita!
Belli motivati prendiamo
quindi possesso della stanza e aspettiamo la sopraccitata Inna,
di cui avevamo già compreso la pericolosità. Se può sbagliare
qualcosa, addossarvene la colpa, farvi pagare uno sproposito per
rimediare all'errore (causato da lei!!!) ed alla fine costringervi pure
a ringraziarla, state certi che lo farà.
La ragazza è molto alta, molto gnocca, molto saccente e (toh,
che
strano...)
ci ha sbagliato i biglietti del treno per Novosibirsk!!!
Ovviamente è colpa nostra...
Avute assicurazioni sul suo impegno a rimediare, presi accordi per la
punzonatura della maratona il giorno dopo, mettiamo subito in pratica la nostra
risoluzione
anti-sprechi e... le scrocchiamo
uno strappo in centro, per un primo assaggio della città.
L’impatto anche in questo caso non è dei migliori. Le vie di Omsk sono
semideserte e pioviggina. Ci infiliamo al Bunker, dove la musica pompa potente,
per una birretta: 70 rub l'ingresso e 45 rub la birra. Il locale è mezzo
vuoto ma promette bene per le prossime sere.
Allora andiamo a riempire lo stomaco al locale della Sibirskaya Korona,
la birra locale: ahimé decisamente più caro! Qui mangiamo e già che
ci siamo facciamo conoscenza con Elena, che a suo dire è docente di
economia
(!). Le ragazze
in generale sorridono e sembrano affabili, rimane però il problema della lingua...
o si parla il russo o è veramente dura. La stanchezza ed il fuso orario
(qui siamo a + 5 ore rispetto all'Italia) si fanno adesso sentire, perciò salutiamo
baracca e burattini e torniamo in hotel, che come primo giorno può bastare. |
4 agosto - la vigilia
Prima
giornata piena ad Omsk. Obiettivo dichiarato: l’iscrizione
di Ale alla
maratona e ribaltare le vibrazioni negative del primo giorno. Tutto
va per il meglio!
Ci muoviamo in bus verso il centro (8 rub) e, nonostante atroci
ingorghi, arriviamo puntuali all’appuntamento di mezzogiorno
con Inna al teatro-col-tetto-che-sembra-un-trampolino-del-salto-con-gli-sci,
noto anche come Teatro della Musica (il discutibile contributo
di Omsk all'architettura
mondiale). E’ pieno di atleti e
c’é pure il favorito ufficiale della gara: il temibile Keniano!
Ale é sopraffatto
psicologicamente. Le ambizioni di vittoria del coach ZoT sono
già ridotte
al lumicino ma pazienza: Inna ci
ha cambiato i biglietti del treno e coglie l'occasione per menarcela
ancora su quanto è professionale
(seee...).
Preso il pettorale lasciamo l'allegra brigata e ci mettiamo a fare
un po’ i turisti lungo Karla Marxa ulitsa: municipio,
statua di Lenin,
qualche parco ecc. Omsk – diciamocelo
- é un
po’ un cesso di città ma per essere brutta ha
un suo fascino! E ce l’hanno soprattutto le numerose signorine
che incrociamo per strada: praticamente in giro ci son solo donne
bellissime,
in proporzione gli uomini sono pochissimi e, per qualche oscuro
contrappasso già riscontrato, bruttissimi.
Scottati da Inna, individuiamo un’altra agenzia di
viaggi per prenotare
il secondo tratto di treno, quello tra
Novosibirsk e Krasnoyarsk:
manco a farlo apposta sono tutte ragazze bellissime e ci innamoriamo
subito. Sono tutte gentilissime e pure simpatiche, non ce ne andremmo
più… Ci fanno pure il biglietto, che ritireremo in
serata.
Salutiamo le nostre amiche e proseguiamo quindi il giro turistico
sui due lungofiumi (Om e Irtush), vediamo la Sfera
Gigante, entriamo
in un paio di negozi... è incredibile: ci guardano e ci sorridono
tutte. E pure qualche uomo!! Pare che non vedano molti stranieri
da queste
parti!
Verso le 19, dopo la pennica di prammatica, ritorniamo in centro.
Rimbalzati dall’esclusivo party di benvenuto ai maratoneti
causa ritardo, cazzeggiamo nella piazza del teatro, sotto agli
altoparlanti
che
sicuramente un tempo avranno trasmesso i discorsi dei compagni
del partito e che oggi sono stati purtroppo riconvertiti all’amplificazione
della più becera pop music russa.
Quando ci siamo martellati abbastanza col loro truncia-truncia
ci facciamo una birra nella zona “open air” del già
noto Bunker, dove
chiediamo dritte per la sera alla cameriera. Proseguiamo poi con
un secondo birrozzo al curioso Alpyskaya Kriyka (un
ristorante
tirolese in Siberia… sì, ce la siamo cercata)
e infine andiamo a “cenare” al risparmio nella locale
catena di fast food da noi ribattezzata McPollo.
Lì a fianco c'è la birreria U Shweika e capita
giusto a fagiolo per il bicchiere della staffa, che domani c'è la
maratona e si va a letto presto... “Purtroppo” il locale è pieno
di splendide creature brille e sderenate e veniamo circuiti
all’istante
da un gruppo cospicuo che festeggia il 30esimo compleanno di Inna (un'altra!?).
Dopo un giro di danze, praticamente ci costringono a sederci al
loro tavolo. Purtroppo sono accompagnate da un tot di fidanzati,
oltre
che dall’inquietante
figura di Alexandr, monumentale 55enne di origine lituana
subito ribattezzato l’uomo cisterna, di cui non comprendiamo
bene la funzione. Chi è? Il babbo di Inna? Il suo
amante? Il capufficio? Fatto sta che ci offrono a ripetizione vodka,
martini
e …salame di cavallo, che a giudicare dai gesti più
che espliciti di Alexandr, pare sia un succedaneo del viagra!
La conversazione è difficile ma è molto divertente,
così come la serata.
Il tempo vola, altro che andare a letto presto: dopo tutti quei
giri di vodka e birra siamo marci ed è tardissimo! Per fortuna Aleksandr,
più marcio di noi, ci accompagna in hotel in taxi. Domani
sveglia alle 7! |
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I preparativi sono stati faticosi.
In primo luogo, la Russia è tutt’altro che economica.
Via internet dall'Italia abbiamo prenotato i quattro voli Milano-Mosca e ritorno
( Alitalia),
Mosca-Omsk ( Aeroflot)
e Irkutsk-Mosca ( Siberia Airlines),
nonché l'albergo ad Omsk:
prezzo complessivo: esorbitante.
In secondo luogo, c’è la menata del visto, dell’invito,
eccetera. Per le suddette formalità burocratiche ci siamo appoggiati all'agenzia
che organizza la Siberian
International Marathon (SIM); in particolare abbiamo avuto a che fare
con Inna, l'unica a parlare un minimo di inglese, ma che, purtroppo
per noi, si è rivelata un'incapace totale. Ha perso un mese prima di mandarci
via mail gli inviti, che ovviamente il Consolato
russo voleva in originale, costringendoci quindi a pagare una costosissima
spedizione d' urgenza con DHL per ottenere in tempo il visto
e non rischiare di perdere il viaggio. E non è stata l'unica cappellata
che ci ha fatto... |
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