Zingarate
 

Riga: no ghe credo!
Per la serie: "le zingarate degli altri" eccovi il viaggio di Sfolli, Achille Cotone e amici in quel paradiso di noi maschietti che č la capitale lettone.

Periodo: 15 - 18 settembre 2005
Mezzo di trasporto:
AirBaltic, volo diretto Malpensa-Riga, 137 euri A/R
Pernottamento: City Hotel

Venerdi

Stranamente ci svegliamo presto, la colazione viene servita fino alle 10 e Puccettone (sveglio tutta la notte per colpa di Sfolli…), il Bobo e lo Scimmio riescono anche a mangiare qualcosa. Alle 11 siamo già in strada, diretti verso il centro. Ci fermiamo in una specie di caffetteria dove prendiamo un sano caffè e ci rimpinziamo fino all'inverosimile, consci dello sforzo culturale che ci attende.
Siamo infatti diretti Museo dell'Occupazione. Situato in pieno centro, l'entrata è gratuita, ma una graziosa signorina vi dirà che potete fare un’offerta libera per contribuire alle spese di mantenimento del museo. L’esposizione è formata da varie sale sulle cui pareti leggerete delle vicende lettoni durante l'occupazione nazista e la successiva occupazione sovietica. È un bel museo, soprattutto per quelli come noi che sanno dov'è la Lettonia solo da pochi anni (mesi?). C’è da riflettere sugli orrori di ogni dittatura, siamo contenti di non averne vissuta personalmente nemmeno una. All'uscita dal museo ci ricordiamo dell’offerta richiesta dall'avvenente impiegata per contribuire alle spese di mantenimento del museo. Colti da rimorso, stiamo per rientrare a lasciare qualche Lat, quando veniamo fermati dalla dichiarazione del Merolone circa la donazione collettiva da lui appena fatta. Sgomenti da tanta generosità non gli crediamo fin quando non giura sulla testa di sua figlia. Speriamo, ma non essendo l'unico italiano a giurare il falso sulla testa dei propri figli…, il dubbio ci rimane!

Saziata la fame di cultura, sono le 14 ed è venuta l’ora di saziare lo stomaco. Entusiasmati dalla cucina lettone, abbiamo la malaugurata idea di seguire l'intuizione del Bobo e di andare a mangiare un hamburger da TGI Friday's, nota catena britannica specializzata nel settore. L'hamburger non è male, ma i prezzi sono proprio inglesi, anzi forse a Londra si spende meno. Usciamo convinti di aver pagato almeno il dieci volte tanto rispetto al McDonalds che si trova lì vicino.

Il pomeriggio lo dedichiamo ad un'accurata visita dei vari centri commerciali. Quale modo migliore per capire la cultura, le abitudini e la realtà di un popolo se non osservando cosa compra, cosa desidera, cosa sogna? In realtà vogliamo solo osservare il livello estetico delle commesse. Anzi sogniamo di farci convincere e tentare da loro ad acquistare qualcosa. Le cose non vanno proprio così…, ma abbiamo conferma che i centri commerciali sono un luogo privilegiato per il manza-watching.
Per unire l'utile al dilettevole Puccettone approfitta dell'occasione per farsi tagliare i pochi capelli che gli sono rimasti e ringiovanire di almeno 5 anni. Non sappiamo se sulla cosa abbia influito il fatto che dal parrucchiere dove si è fermato la clientela fosse esclusivamente femminile e di un certo livello… culturale. Sta di fatto che, durante la visita dell’edificio che ospita il centro commerciale in cui ci troviamo, riusciamo anche a prendere un ascensore per raggiungere un non meglio precisato bar-caffetteria che avevamo visto indicato da qualche parte.

Finiamo in realtà all'ultimo piano, dove c'è sì un piccolo bar, ma ad uso e consumo dei clienti del fitness center che l'ultimo piano lo occupa tutto intero. E qui succede una cosa sorprendente.
Attratti dalla musica che proviene da una delle sale del centro, sbirciamo attraverso i vetri per vedere che tipo di attività vi si stia svolgendo. Assistiamo quindi ad una lezione di step, che se uno la vedesse il viagra non servirebbe. La più brutta delle alunne un italiano medio non ha nemmeno il coraggio di sognarsela, se non mettendo in pericolo le proprie coronarie… e mettendo mano al portafoglio. Ci sentiamo un branco di guardoni, ma non riusciamo a smettere…
In quel momento però ci rendiamo conto che anche noi siamo oggetto di attenta osservazione da parte di altre clienti del centro (ma perché in Italia non esistono palestre così?). E non si trattava di clienti molto diverse da quelle che stavamo guardando. La cosa inspiegabile è come gli sguardi di tali leggiadre creature non fossero sarcastici o irridenti. Sembravano più che altro ammiccanti e interessati. Si pone il problema di come fare la loro conoscenza…, magari per scambiare un numero di telefono, ma è un problema a cui non abbiamo ancora trovato soluzione. In compenso gira voce che lo Scimmio stia girando come un ossessionato tutte le palestre di Mestre per capire se la situazione sia in qualche modo paragonabile… Abbandonato tale osservatorio è giunta l’ora di tornare in hotel per il consueto riposino pomeridiano. Compito a cui ci dedichiamo con particolare dedizione.

Per la cena optiamo per un localino scovato su internet dal Bobo, il Vermanitis.
Appena fuori dal centro, e quindi vicino al nostro hotel, si trova in Elizabeth Iela n°65. Come il precedente, trattasi di ristorante self service dove potete mangiare sia carne che pesce. Consigliamo vivamente il pesce. Prezzi ai limiti della decenza (ci è capitato di cenare con 5 euri), se ci andate salutateci Ludmila, una delle cassiere. Da conoscere anche una delle cameriere ai tavoli, mora, acqua e sapone e molto dolce. Si può fumare solo dopo le 21.
Abbandoniamo il locale solo alle 21:30, non potendoci privare del piacere di fumarci una sigaretta dopo cena, come si faceva una volta anche in Italia. Decidiamo di tornare anche questa sera dal colonnello. L’idea di fondo è quella di starci un paio d'ore per raggiungere l'ideale carburazione dei motori e poi spostarci in qualche discoteca. Alle 22 entriamo in quello che sta diventando il nostro locale preferito e per qualche strano motivo non ci fanno pagare nemmeno l’entrata. L’atmosfera è ancora molto tranquilla, ma noi non ci perdiamo d'animo e cominciamo subito ad ordinare qualche superalcolico.
Girovaghiamo per il locale per la mappatura delle prede e, individuata più di qualche vittima potenziale, ci appollaiamo in posizione strategica sugli sgabelli attorno al bancone circolare. Questa sera Puccettone è in forma. Dopo neanche mezz'ora ha già conosciuto tutta la metà femminile del locale con la quale intavolerà interessanti discussioni.

Come canta il Liga: Merolone è sempre lui… sempre lui…. Conosciuta una smandrappona che in Italia non sarebbe neanche male, ma che in Lettonia è sotto la sufficienza, viene da lei attratto nel vortice delle danze, attività a cui il nostro si dedica con il dovuto impegno. Lanciatosi in un ballo vorticoso, che neanche Joaquim Cortés, non crediamo ai nostri occhi fin quando il nostro non approccia il casquet finale… Spinto dall'entusiasmo esagera un filino nel piegamento, le gambe non gli reggono e finisce rovinosamente per terra appoggiando i suoi 85 kg di morbidezza sopra la malcapitata. Una figurina di merda degna della passerella del Circus Barok di Bratislava.

Allo Scimmio mancano solo un plaid, la borsa dell’acqua calda e un paio di pantofole per poi chissà… magari imbarcare qualche vecchia dentro come lui. Il suo contributo è nullo. Sarà per questo che Sfolli chiede al Bobo di fargli da spalla e di gettarsi con lui nel mezzo della pista da ballo dove sono protagoniste leggiadre creature. Roba da non credere e infatti: no ghe credo! Eppure è tutto vero…! L'incursione danzante non sortisce gli effetti sperati dai nostri eroi, tuttavia poco più tardi anche Sfolli ha la sua piccola occasione. Nel solito girovagare per il locale viene fermato in prossimità dei cessi da una bionda più alta di lui e quindi sopra il metro e ottanta. Non sarà stata una fotomodella, ma non era niente male… Dopo i soliti convenevoli di rito - come ti chiami, di dove sei, che cazzo vuoi… - la biondona e il nostro si dirigono nella sala al piano inferiore per ballare insieme alle di lei amiche. Non ne viene fuori nulla di rilevante, dopo pochi minuti il nostro riappare al piano superiore e racconta che non gli andava e di aver abbandonato la sua nuova partner con una scusa. È scemo? Si sente poco bene? Ormai gli piacciono gli uomini? Non capiamo, ma contento lui… Probabilmente gli è apparso l'Arcangelo Gabriele annunciante la nascita del suo secondo figlio…

Sono ormai le 2 di mattina e forse ci siamo intrattenuti un pò troppo rispetto ai nostri piani. Lasciamo il locale, prendiamo 2 taxi e puntiamo decisi verso l'Essential, discoteca che complessivamente si rivelerà all’altezza delle nostre aspettative.
Giunti all'entrata del locale, ci perdiamo un attimo di vista. In particolare Sfolli, un uomo e il suo telefono, si attarda a causa delle solita decina di sms che deve scrivere. A chi poi a quell’ora? Misteri della fede… In ogni caso si divide dal resto del gruppo, che nel frattempo però decide di averne avuto abbastanza per quella sera e di andarsene a dormire. Il poveretto, ignaro di tale decisone, fa la sua entrata trionfale nel locale una decina di minuti più tardi alla ricerca degli amici.

Gli amici non li trova, ma rimane estasiato. Un uomo non potrebbe chiedere di più nella vita. Un uomo non può definirsi tale se non è stato almeno una volta all'Essential di Riga di venerdì sera. Non vi stiamo a tediare con tutto ciò che ha visto e con tutto ciò che avrebbe voluto fare ma che non ha fatto. Chiede solo di essere creduto sulla parola e continua a ripetere: NO GHE CREDO!!! Tra un drink e l'altro, trova pure il tempo di rompere gli zebedei via sms a qualche zingaro rimasto in Italia, tipo Nick O'Lean o il Marchese che, ovviamente, la prendono bene…
Nonostante sia rimasto solo si intrattiene fino alle 5 di mattina.

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Gli assenti

Sfolli

Il Pippo : Filippo, il grande pacconaro di questo viaggio per il quale aveva pure prenotato. Laureato in Economia aziendale, ama definirsi imprenditore del mercato editoriale, anche se in realtà ha solo una libreria con vendita di cancelleria. Unico esempio di imprenditore che non va in ferie per mandarci i dipendenti…, è laureato in Economia aziendale e vive a Dolo (VE). Amoreggia con la fidanzata coreana che abita a Parigi e pur di avere una scusa per frequentarla si è pure iscritto ad un Master inutile che frequenta nei fine settimana. Con quello che ha speso avrebbe potuto vivere di rendita per il resto della sua vita…

Il Canch: Stefano, ancora una volta il grande assente del gruppo, ormai lo diamo per perso nello sviluppo delle nostre attività culturali. Luareato in Economia aziendale, è momentaneamente gestore in una delle innumerevoli filiali di un noto gruppo bancario, dove propina investimenti inutili e bond spazzatura a chiunque gli capiti a tiro. Non ci stupirebbe se fosse lui il sostituto di Fazio. È felicemente sposato con Vittoria con cui vive vicino a Treviso ed è da pochissimo padre della piccola Elisa Arpadova.


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