Venerdi
Stranamente ci svegliamo presto, la colazione viene servita fino
alle 10 e Puccettone (sveglio tutta la notte per colpa di Sfolli…),
il Bobo
e lo Scimmio riescono anche a mangiare qualcosa. Alle 11 siamo già
in strada, diretti verso il centro. Ci fermiamo in una specie di
caffetteria dove prendiamo un sano caffè e ci rimpinziamo
fino all'inverosimile, consci dello sforzo culturale che ci attende.
Siamo infatti diretti Museo dell'Occupazione. Situato in pieno centro,
l'entrata è gratuita, ma una graziosa signorina vi
dirà che potete fare un’offerta libera per contribuire
alle spese di mantenimento del museo. L’esposizione è
formata da varie sale sulle cui pareti leggerete delle vicende lettoni
durante l'occupazione nazista e la successiva occupazione
sovietica. È un bel museo, soprattutto per quelli come noi
che sanno dov'è la Lettonia solo da pochi anni (mesi?). C’è
da riflettere sugli orrori di ogni dittatura, siamo contenti di
non averne vissuta personalmente nemmeno una. All'uscita dal
museo ci ricordiamo dell’offerta richiesta dall'avvenente
impiegata per contribuire alle spese di mantenimento del museo.
Colti da rimorso, stiamo per rientrare a lasciare qualche Lat, quando
veniamo fermati dalla dichiarazione del Merolone circa la donazione
collettiva da lui appena fatta. Sgomenti da tanta generosità
non gli crediamo fin quando non giura sulla testa di sua figlia.
Speriamo, ma non essendo l'unico italiano a giurare il falso
sulla testa dei propri figli…, il dubbio ci rimane!
Saziata la fame di cultura, sono le 14 ed è venuta l’ora
di saziare lo stomaco. Entusiasmati dalla cucina lettone, abbiamo
la malaugurata idea di seguire l'intuizione del Bobo
e di andare a mangiare un hamburger da TGI Friday's, nota catena
britannica specializzata nel settore. L'hamburger non è male,
ma i prezzi sono proprio inglesi, anzi forse a Londra si spende
meno. Usciamo convinti di aver pagato almeno il dieci volte tanto
rispetto al McDonalds che si trova lì vicino.
Il pomeriggio lo dedichiamo ad un'accurata visita dei vari
centri commerciali. Quale modo migliore per capire la cultura, le
abitudini e la realtà di un popolo se non osservando cosa
compra, cosa desidera, cosa sogna? In realtà vogliamo solo
osservare il livello estetico delle commesse. Anzi sogniamo di farci
convincere e tentare da loro ad acquistare qualcosa. Le cose non
vanno proprio così…, ma abbiamo conferma che i centri
commerciali sono un luogo privilegiato per il manza-watching.
Per unire l'utile al dilettevole Puccettone approfitta dell'occasione
per farsi tagliare i pochi capelli che gli sono rimasti e ringiovanire
di almeno 5 anni. Non sappiamo se sulla cosa abbia influito il fatto
che dal parrucchiere dove si è fermato la clientela fosse
esclusivamente femminile e di un certo livello… culturale.
Sta di fatto che, durante la visita dell’edificio che ospita
il centro commerciale in cui ci troviamo, riusciamo anche a prendere
un ascensore per raggiungere un non meglio precisato bar-caffetteria che avevamo visto indicato da qualche parte.
Finiamo in realtà all'ultimo piano, dove c'è sì
un piccolo bar, ma ad uso e consumo dei clienti del fitness center che l'ultimo piano lo occupa tutto intero. E qui succede una cosa
sorprendente.
Attratti dalla musica che proviene da una delle sale del centro,
sbirciamo attraverso i vetri per vedere che tipo di attività
vi si stia svolgendo. Assistiamo quindi ad una lezione di step,
che se uno la vedesse il viagra non servirebbe. La più brutta
delle alunne un italiano medio non ha nemmeno il coraggio di sognarsela,
se non mettendo in pericolo le proprie coronarie… e mettendo
mano al portafoglio. Ci sentiamo un branco di guardoni, ma non riusciamo
a smettere…
In quel momento però ci rendiamo conto che anche noi siamo
oggetto di attenta osservazione da parte di altre clienti del centro
(ma perché in Italia non esistono palestre così?).
E non si trattava di clienti molto diverse da quelle che stavamo
guardando. La cosa inspiegabile è come gli sguardi di tali
leggiadre creature non fossero sarcastici o irridenti. Sembravano
più che altro ammiccanti e interessati. Si pone il problema
di come fare la loro conoscenza…, magari per scambiare un
numero di telefono, ma è un problema a cui non abbiamo ancora
trovato soluzione. In compenso gira voce che lo Scimmio stia girando
come un ossessionato tutte le palestre di Mestre per capire se la
situazione sia in qualche modo paragonabile… Abbandonato tale
osservatorio è giunta l’ora di tornare in hotel per
il consueto riposino pomeridiano. Compito a cui ci dedichiamo con
particolare dedizione.
Per la cena optiamo per un localino scovato su internet dal Bobo,
il Vermanitis.
Appena fuori dal centro, e quindi vicino al nostro hotel, si trova
in Elizabeth Iela n°65. Come il precedente, trattasi di ristorante
self service dove potete mangiare sia carne che pesce. Consigliamo
vivamente il pesce. Prezzi ai limiti della decenza (ci è
capitato di cenare con 5 euri), se ci andate salutateci Ludmila,
una delle cassiere. Da conoscere anche una delle cameriere ai tavoli,
mora, acqua e sapone e molto dolce. Si può fumare solo dopo
le 21.
Abbandoniamo il locale solo alle 21:30, non potendoci privare del
piacere di fumarci una sigaretta dopo cena, come si faceva una volta
anche in Italia. Decidiamo di tornare anche questa sera dal colonnello.
L’idea di fondo è quella di starci un paio d'ore
per raggiungere l'ideale carburazione dei motori e poi spostarci
in qualche discoteca. Alle 22 entriamo in quello che sta diventando
il nostro locale preferito e per qualche strano motivo non ci fanno
pagare nemmeno l’entrata. L’atmosfera è ancora
molto tranquilla, ma noi non ci perdiamo d'animo e cominciamo
subito ad ordinare qualche superalcolico.
Girovaghiamo per il locale per la mappatura delle prede e, individuata
più di qualche vittima potenziale, ci appollaiamo in posizione
strategica sugli sgabelli attorno al bancone circolare. Questa sera
Puccettone è in forma. Dopo neanche mezz'ora ha già
conosciuto tutta la metà femminile del locale con la quale
intavolerà interessanti discussioni.
Come canta il Liga: Merolone è sempre lui… sempre
lui…. Conosciuta una smandrappona che in Italia non
sarebbe neanche male, ma che in Lettonia è sotto la sufficienza,
viene da lei attratto nel vortice delle danze, attività a
cui il nostro si dedica con il dovuto impegno. Lanciatosi in un
ballo vorticoso, che neanche Joaquim Cortés, non crediamo
ai nostri occhi fin quando il nostro non approccia il casquet finale…
Spinto dall'entusiasmo esagera un filino nel piegamento, le
gambe non gli reggono e finisce rovinosamente per terra appoggiando
i suoi 85 kg di morbidezza sopra la malcapitata. Una figurina di
merda degna della passerella del Circus Barok di Bratislava.
Allo Scimmio mancano solo un plaid, la borsa dell’acqua calda
e un paio di pantofole per poi chissà… magari imbarcare
qualche vecchia dentro come lui. Il suo contributo è nullo.
Sarà per questo che Sfolli chiede al Bobo di fargli da spalla
e di gettarsi con lui nel mezzo della pista da ballo dove sono protagoniste
leggiadre creature. Roba da non credere e infatti: no ghe credo! Eppure è tutto vero…! L'incursione danzante non
sortisce gli effetti sperati dai nostri eroi, tuttavia poco più
tardi anche Sfolli ha la sua piccola occasione. Nel solito girovagare
per il locale viene fermato in prossimità dei cessi da una
bionda più alta di lui e quindi sopra il metro e ottanta.
Non sarà stata una fotomodella, ma non era niente male…
Dopo i soliti convenevoli di rito - come ti chiami, di dove sei,
che cazzo vuoi… - la biondona e il nostro si dirigono nella
sala al piano inferiore per ballare insieme alle di lei amiche.
Non ne viene fuori nulla di rilevante, dopo pochi minuti il nostro
riappare al piano superiore e racconta che non gli andava e di aver
abbandonato la sua nuova partner con una scusa. È scemo?
Si sente poco bene? Ormai gli piacciono gli uomini? Non capiamo,
ma contento lui… Probabilmente gli è apparso l'Arcangelo
Gabriele annunciante la nascita del suo secondo figlio…
Sono ormai le 2 di mattina e forse ci siamo intrattenuti un pò
troppo rispetto ai nostri piani. Lasciamo il locale, prendiamo 2
taxi e puntiamo decisi verso l'Essential, discoteca che complessivamente
si rivelerà all’altezza delle nostre aspettative. Giunti all'entrata del locale, ci perdiamo un attimo di vista.
In particolare Sfolli, un uomo e il suo telefono, si attarda a causa
delle solita decina di sms che deve scrivere. A chi poi a quell’ora? Misteri della fede… In ogni caso si divide dal resto del
gruppo, che nel frattempo però decide di averne avuto abbastanza
per quella sera e di andarsene a dormire. Il poveretto, ignaro di
tale decisone, fa la sua entrata trionfale nel locale una decina
di minuti più tardi alla ricerca degli amici.
Gli amici non li trova, ma rimane estasiato. Un uomo non potrebbe
chiedere di più nella vita. Un uomo non può definirsi
tale se non è stato almeno una volta all'Essential
di Riga di venerdì sera. Non vi stiamo a tediare con tutto
ciò che ha visto e con tutto ciò che avrebbe voluto
fare ma che non ha fatto. Chiede solo di essere creduto sulla parola
e continua a ripetere: NO GHE CREDO!!! Tra un drink e l'altro,
trova pure il tempo di rompere gli zebedei via sms a qualche zingaro
rimasto in Italia, tipo Nick O'Lean o il Marchese che, ovviamente,
la prendono bene…
Nonostante sia rimasto solo si intrattiene fino alle 5 di mattina.
|