
Addio al celibato a Kiev
Periodo: 11 - 14 ottobre 2007
Mezzo di trasporto : Volo Alitalia
Pernottamento: Appartamento e Hotel Rus
Per la serie "le zingarate degli altri"... eccovi
il viaggio ad Est, ma sempre più a Est, di Sfolli ed amici
per celebrare l'addio al celibato di AchilleCotone. |
Venerdì
12 - il secondo tempo
Ci
svegliamo tutti tardi, l'appuntamento è per
mezzogiorno. Solito ritardatario Sfolli, che si presenta all’appuntamento
con mezz’ora di ritardo… ma è scusato dal fatto
che ormai versa in condizioni pietose. È all’apice
dell’appestamento…
Per pranzo ci buttiamo in uno dei
localini che si trovano nella città sotterranea sotto Piazza
Indipendenza, pranzo fast food a prezzi simil-europei (nel senso
di Europa Occidentale).
Nel pomeriggio ci dedichiamo ad un po’ di
sano cazzeggio, rimuginando circa la (abbastanza) deludente
serata precedente. Siamo in realtà impegnati in un
brainstorming collettivo circa la pianificazione della serata ed è qui
che il Merolone decide di scendere in campo e prendere in mano
la situazione. Ci obbliga a recuperare un internet point e si mette
alla ricerca di info sui siti di sua fiducia... In primo luogo
viene deciso che andremo a cena allo Shooters, bar-ristorante situato
in zona Pechersk, il cuore politico di Kiev. Successivo riscaldamento
al Chaikovski, per terminare la serata al Moda
Bar.
Dopo il consueto
stop and go pre-serale siamo pronti per andare in vita.
Alle 20:30
siamo seduti allo Shooters,
un posto un po’ fighetto per
i nostri gusti, ma dove ci accoglie Roman, un cameriere ucraino che parla italiano grazie alla sua precedente esperienza
di lavoro in Italia. Riusciamo finalmente a mangiare qualcosa di
decente, una bella pizza margherita ben fatta. Annaffiamo il tutto
abbondantemente con birra ucraina. Peccato il ristorantino sia
praticamente vuoto. Fatto salvo per una tavolata di beata gioventù della
Kiev bene.
Curioso siparietto quando Sfolli chiede ad una della
signorine se poteva cortesemente scattare una foto al gruppo di
4 amici in trasferta. Questa capisce che il nostro voleva scattarsi
una foto con lei (neanche fosse la Seredova)
e rifiuta in modo plateale… giusto per dimostrare agli amici
quanto lei fosse superiore. Fortunatamente qualcuno capisce l’inglese
anche in Ucraina e spiega alla suddetta quale fosse l’oggetto
della richiesta.
Esaurita la cena lasciamo lo Shooters e
prendiamo un taxi per dirigerci al Chaikovski. Peccato che
questo locale non lo conosca proprio nessuno. Il nostro taxi driver
consulta sconsolato varie guide e varie mappe, ma non ne cava ragno
dal buco. Si impegna a proseguire comunque la sua corsa e si ferma
varie volte per chiedere ai colleghi info rilevanti sul posto.
Finchè, imboccata
la direzione della periferia, non gli viene in mente niente
di meglio che portarci al ristorante Checov in un non meglio
precisato quartiere di Kiev.
Siamo senza parole: gli intoppi cominciano ad essere un po’ troppi… Abbiamo
una chiara idea di cosa qualcuno intenda per “cappa
negativa”.
Riprendiamo un taxi e ci facciamo portare al Moda
Bar, una discoteca
su un barcone ancorato lungo il Dniepr. Ci viene
in mente il Circus
Barok di slovacca memoria. Peccato che né i costi,
né il livello estetico siano paragonabili. Il locale
in realtà non è male, forse è anche la nostra
delusione a farcelo sembrare un po’ peggio di quello che è.
Com’è o come non è, ci dimeniamo per
i vari bar del locale… ma senza troppa convinzione.
Dobbiamo
anche assistere ad uno spettacolo di flamenco
ucraino che francamente
ci saremmo risparmiati… Non ne possiamo più e ci
buttiamo in branda che non sono neanche le 4 di mattina. |
Sabato
13 - zona Cesarini
Sveglia
come al solito poco prima di pranzo e ritrovo in centro sotto casa
del Bobo e Sfolli. Non troviamo niente di meglio da fare che bighellonare per la solita Kresciatik in direzione Piazza
Indipendenza. Una
volta giunti da quelle parti ci imbuchiamo nella città sotterranea
ed andiamo ad affogare i nostri dispiaceri e a rifocillarci.
Per
il pomeriggio abbiamo deciso di compiere uno sforzo
culturale e,
appena terminato il lauto pasto da Mc Donalds, prendiamo un taxi
e raggiungiamo il museo
di Chernobyl, un disastro su cui
vale la pena ancora riflettere. Fuori dal museo sono ancora parcheggiate
le camionette e le autolettighe che prestarono i primi soccorsi
subito dopo la tragedia. Il museo è aperto tutti i giorni
esclusa la domenica e, poiché è sabato
pomeriggio, non capiamo per quale strano scherzo della natura la
porta risulti irrimediabilmente chiusa.
Chiediamo ai passanti,
riusciamo perfino a trovare un cristo che parli inglese. Tutti
ci dicono che il museo dovrebbe essere aperto, infatti è chiuso;
non ci è andata bene nemmeno questa… Ma forse è meglio
così: evitiamo di deprimerci ulteriormente e
poi non abbiamo bisogno di un museo per restare contrari al nucleare!
Checchè ne dicano i nostri politici da strapazzo…
Altro
giro di taxi e torniamo in centro. Il Gallo Cedrone e il Merolone
si congedano dagli altri due e si dirigono in albergo a riposare.
Sfolli e il Bobo si mettono invece in testa di scoprire dove si
trovi il famigerato Art Club 44, locale citato nella zingaguida,
ma che a Kiev nessuno
conosce, nemmeno i tassisti.
Arrivati
nella solita Kresciatik, chiediamo ad almeno 20 persone:
escluse 10 che non parlano manco una parola d’inglese, escludiamone
anche altre 5, che il locale non lo hanno nemmeno sentito nominare.
Solo grazie alle indicazioni delle altre 5, spesso contrastanti
fra di loro, riusciamo finalmente ad arrivare in una specie di
vicolo… dove si trovano un ristorante tipico ucraino e uno
studio dentistico. È grazie alle indicazioni del
povero impiegato di quest’ultimo che riusciamo finalmente
ad arrivare all’entrata del famigerato
locale. Che si trova
al primo piano di un edificio mezzo diroccato. Non c’è nulla
ad indicarlo, nemmeno una misera insegna… e infatti hanno
tolto tutto perché il locale è in ristrutturazione!
Alè… e
due…! A questo punto anche a Sfolli e al Bobo non resta
alternativa se non quella del riposino pre-serale.
Per cena torniamo
nello stesso locale della prima sera, dove in fondo non
ci eravamo trovati così male e da lì, dopo
qualche birra e qualche liquorino, ci dirigiamo di nuovo al Moda
Bar, il locale meno peggio che abbiamo trovato.
La serata
scorre via con un tasso alcolico crescente, che permette
al Gallo Cedrone di esprimersi in una discreta performance di
ubriachezza molesta… L’ambiente rimane comunque
al di sotto delle nostre aspettative! Ci dispiace non poter
raccontare nulla di scabroso, rilevante o, almeno, divertente.
Ma, credeteci, purtroppo è andata
proprio così!
Verso le 5 di mattina facciamo quindi
il nostro mesto ritorno: chi in hotel e chi in appartamento. Il
tempo di fumare l’ultima sigaretta e in branda…
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Domenica
14 - il rientro
L’appuntamento
con il trasfer per l’aeroporto è fissato per mezzogiorno
sotto l’appartamento. Ci svegliamo giusto in tempo per preparare
i bagagli e fare una doccia. Scendiamo a fare l’ultima
passeggiata nel centro della ormai perfida Kiev.
Ma lo troviamo tutto transennato
e stracolmo di polizia in assetto anti-sommossa… Ci
mancava solo questa per chiudere in bellezza: manca solo che ci
arrestino! Trattasi in realtà di servizio d’ordine
per due manifestazioni contrapposte di cui ignoriamo l’oggetto
del contendere. Ma a giudicare dalle bandiere ci sembra di poter
dire che si tratti della solita contrapposizione
fra est ed ovest, fra
russi ed ucraini, fra chi vuole fortemente l’ovest
e chi rimpiange l’est…
Sfolli, che l’est
di una volta lo rimpiange molto, ne approfitta per farsi fotografare
attorniato da bandiere rosse e facce di Stalin. Non
ancora ripresosi completamente da raffreddore ed influenza è ormai
in pieno delirio… sembra il fortunato spot di Giovanni
Rana nella Piazza Rossa…!
Preso il nostro transfer per l’aeroporto
arriviamo a Boryspil con
un discreto anticipo. Il tempo necessario per le formalità di
rito, spendere le ultime hryvnie e mangiare
qualcosa prima della partenza, che avviene puntuale alle 15:50.
Grazie alla differenza di fuso siamo a Malpensa due
orette dopo, orario
locale.
È il momento di dividerci. Merolone e Gallo Cedrone
ad attendere la coincidenza per Venezia, Bobo e Sfolli a prendere
la macchina e a tornare a casa. È anche il momento per le
solite riflessioni, anche se questa volta lo spirito non è uguale
a quello del ritorno da altre zingarate.
Siamo tutti d’accordo
che non sarà facile trovare a breve un nuovo momento
di evasione dalla vita quotidiana. Mogli e fidanzate varie
sono sul piede di guerra: va loro a spiegare che la nostra è stata
una zingarata innocente… E' proprio vero che a volte
la realtà supera la finzione, è proprio vero
che Kiev non ci è piaciuta: Ucraina
cancellata… la
prossima volta si va a Mosca!
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