I nostri States
Autore: Obe
Periodo: 26 aprile - 19 maggio 2007
Chilometraggio: 3.064 miglia
Obe guida
un manipolo di scapestrati amici zingari alla conquista dell'America.
Sulle orme di Jerry Calà, De Sica e dei peggio
filmacci, un viaggio che tocca tutti i luoghi classici dell'immaginario
collettivo USA. |
California dreamin'
Dopo
una bella dormita ci svegliamo a Santa Barbara.
Nelle nostre menti eravamo già pronti a fare il bagno, ma
il vento e la stagione estiva non ancora iniziata, ci portano presto
a ritirare il costume e a coprirci.
Ci facciamo allora un giro per la via principale, dove iniziamo
a vedere la California dei film, fatta di mare, belle auto
e belle ragazze.
Prima della serata ce la spassiamo nella jacuzzi dell’hotel
e dopo, volendoci fare una birra in piscina, chiediamo al bar vicino
cinque birre da portare via... la bella barista bionda ci dice: “Where
you come from? Amsterdam? You cannot drink outside the bar...”
E ci vien da pensare… son proprio strani questi americani!
La serata promette bene e infatti non ci deluderà.
Ci sono parecchi bar/club nella via principale, l’alcool
scorre a fiumi (forse fin troppo).
Il Rosso e il Bomba provano a convincere la ragazze
dicendo loro se vogliono provare la jacuzzi dell’hotel.
Si balla, si beve si conosce tanta gente...
Come ogni serata americana alle 2 ti buttano fuori dal locale e
chiude tutto: causa troppe bevute, torniamo a fatica all’hotel
(in particolare io…).
I tre giorni seguenti ci serviranno per ricaricare un po’ le
pile e salire lentamente fino a San Francisco.
Qui passiamo da Morro Bay, città di pescatori con
un vento pazzesco, da Monterey, cittadina ben tenuta dove
passiamo la domenica pomeriggio, e da Santa Cruz.
Da Santa Cruz ci aspettavamo molto, in quanto è famosa località di
surfisti e con un’università abbastanza conosciuta...
Il primo giorno siamo rimasti un po’ sconvolti dal deserto
che c’era per strada e perchè la zona del molo era
piena di barboni.
Ovviamente avevamo sbagliato strada, infatti il giorno dopo scopriamo
la via principale e vediamo la vera Santa Cruz
Molto viva, librerie aperte fino alle 10, bar, locali un po’ underground...
peccato sia lunedì sera!
In questi giorni cogliamo l’occasione di andare al largo
a vedere le balene.
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San Francisco
Finalmente
arriviamo a San Francisco, l’unica città di
cui tutti parlano bene.
Effettivamente Frisco è come te la raccontano, ma
anche molto di più.
Come inizio seguiamo la Scenic
Drive in auto, che ci porta in tutti i punti della
città; è tutto un saliscendi, di strade in discesa
e salite ripide, mi sembra di essere Michael Douglas nel
telefilm “Le
Strade di San Francisco”.
Andiamo a mangiare un pranzo orribile da Hooters (non
potevamo non farlo!).
Notiamo le continue differenze della città, dal quartiere
per hippy tutto colorato, a quello gay con il bandierone arcobaleno
che sventola, al centro commerciale con i suoi negozi, al porto
con dietro Alcatraz,
a Chinatown e, per finire, a Little Italy.
E’ questo che ci piace, tanta diversità in poco spazio.
La sera giriamo vicini al nostro albergo, nella zona di Union
Square. E' martedì sera,
riusciamo ad entrare in una festa organizzata dalla sezione
legale di Princeton ma la
stanchezza vince e torniamo a dormire.
Il giorno dopo passiamo il
mitico Golden
Gate, con tappa a Sausalito: è solo un ponte,
ma è affascinante.
Giro al porto, e poi tristemente lasciamo
quella che è stata
la nostra casa per parecchi giorni.. la mitica Mitsubishi
Ende.
Ovviamente per muoverci da questo momento useremo i turistici Cabs.
La tappa successiva è la visita di Alcatraz,
che io suggerisco anche solo per il gusto di entrare in qualche cella.
Per il resto ci muoviamo a piedi un po’ senza
meta, giusto per gustarci la città in tranquillità.
Finiramo a mangiare a Chinatown, in un ottimo cinese
(sei portate senza neanche una cosa fritta!!!, ma era cinese???)
e poi a
vedere le
code per entrare nei dormitori per barboni... (???)
Per le serate,
anche se si trattava di mercoledì e giovedì, ci
siamo comunque divertiti.
Il mercoledì finiamo in una disco al 50° piano di un
hotel; anche qui c’è una presenza femminile che sembra
surreale (ma chi lo dice che le americane sono ciccione???).
Il giovedì proviamo un paio di club nella zona nuova di
SF, il “Soma” dove si trova un ambiente meno
elegante, più underground...
Qui le consumazioni costano la metà... e quindi si
beveva il doppio!
Il sabato abbiamo l’aereo per il ritorno, la città ci
saluta alle 6 di mattina con la sua nebbia bassa, i nostri volti
sono un po’ tristi ma soddisfatti.
E come diceva Mikey all’inizio
del nostro viaggio: “Take
it easy, guys...".
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