Zingarate
 

Stoccolma 2004

19 - 21 marzo 2004


Gli zingari al completo nella capitale nordica! Solo l'addio al celibato del Demente poteva ottenere questo devastante risultato: the Mentally Deranged Guy Bachelor Trip.

Otto zingari a zonzo

Il risveglio ci vede incredibilmente brillanti già dai primi momenti, sarà la voglia di aria e spazio? ZoT, rincasato a notte fonda zuppo di pioggia, è curiosamente parco nelle informazioni circa il prosieguo della sua serata, perciò gli facciamo un bel castrone sulla fiducia e a seguire ci dedichiamo alle incombenze mattutine in bagni e docce in proporzione ancora più piccoli della stanza. Segue la consegna della t-shirt ufficiale al Demente, che piange per la commozione o più probabilmente per gli inevitabili castroni multipli a cui viene poi sottoposto.

A questo punto affrontiamo la giornata e la città. L'obiettivo è accrescere la nostra conoscenza dei monumenti e dei luoghi turistici di Stoccolma (una sola parola: cultura) e quindi per prima cosa… ci fiondiamo in un caffè di Gamla Stan a fare colazione! :-)

La pioggerellina è omnipresente ma noi ce ne freghiamo e gironzoliamo tra le viuzze dell'isola insieme agli altri turisti. Questa zona di Stoccolma è davvero molto bella anche se parecchio turistica, coi soliti negozietti di paccottiglia e memorabilia varie; peccato per la giornata invernale... Riscuotiamo comunque il consueto successo di pubblico grazie ad alcuni look particolarmente azzeccati: in particolare il festeggiato, privo di cappello, si protegge dalla solita pioggerellina con uno sciarpone avvolto in testa stile turbante afgano, soluzione che suscita curiosità tra gli ineffabili passanti nordici.

Il tempo da lupi sta comunque avendo la meglio ed allora ecco profilarsi la salvezza di ogni turista infreddolito: un bel museo con un impianto di riscaldamento! Dopo rapida consultazione optiamo per quello del Vasa , la celebrazione della peggio figura di merda della storia della navigazione dopo il Titanic.
Il Vasa è stato perfettamente restaurato: è la nave del seicento meglio conservata al mondo ed è veramente imponente e magnifica. Insomma, vale veramente la pena!

Home Sweet Home (?)

Terminata la parentesi culturale è ormai ora di tornare in ostello per un microsonno rigenerante che ci permetta di affrontare la serata in condizioni dignitose. Lungo la via del ritorno, sotto la pioggia sempre più scrosciante, attendiamo invano il passaggio di un tram; tutta la zona è bloccata a causa di una manifestazione per la pace a cui ci aggreghiamo solo per un breve tratto, anche perché procedeva contromano rispetto a noi.

Tornati al nostro fantastico bastello (battello-ostello), sviluppiamo subito una forte ostilità nei confronti di alcuni ospiti casualmente... francesi. Che dire… il nostro odio per loro è ormai leggenda: sarà per via di Chirac, sarà per gli effetti di Mururoa, sarà per via dell'eliminazione agli ultimi mondiali, sarà perché la nostra amica Barbara si è fatta stregare dalla lingua d'oil… sarà.
Ma i nostri vicini di stanza (o meglio di loculo) non hanno di certo fatto niente per essere l'eccezione che conferma la regola: hanno invaso con i loro effetti personali gli spazi comuni ma soprattutto hanno scelto degli orari sfasati rispetto ai nostri, il che ha causato qualche sana incazzatura da parte degli zingari sfatti e sfiniti al rientro dal tour culturale. Insomma, non si schiamazza e urla quando gli zingari vogliono riposarsi... La vendetta è stata consumata a notte fonda, quando la legione straniera dormiva, ignara….

La cena

Durante la giornata, ZoT si era fatto carico di organizzare la serata del sabato: cioè in pratica ha tempestato la manza della sera prima con SMS in cui chiedeva delucidazioni su ristoranti e locali. Dopo lunghe trattative e un kafkiano tentativo di estorcere informazioni a una povera barista (rivelatasi poi belga e assolutamente all'oscuro del movimento serale) decidono di muoversi gli uomini ABB, multinazionale svizzero-svedese che annovera tra le sue file alcuni zingari (con ovvie ricadute sulla quotazione azionaria della società… ma questa è un'altra storia).
Finiamo per prenotare un ristorante consigliatoci da un collega del Demente… di cui non sapremo mai nulla perché all'ultimo optiamo per un altro locale, individuato dal Nonno e dallo stesso Demente sulla via del ritorno.

Si tratta di un ristorante irlandese in cui si mangiano robusti piatti di carne, si beve -ovviamente- birra e la cui clientela ricorda quella di una pensione due stelle di Rapallo a febbraio: età media 82 anni! Nonostante il Nonno possa apprezzare, puntavamo a ben altro target...

Golden Hits

Una volta rifocillati ci rechiamo al Golden Hits , suggerito dalla “solita” signorina.

Lungo la strada, che si snoda nella parte più signorile del centro di Stoccolma, decidiamo di simulare un gran premio di formula uno (in programma per il giorno successivo) superandoci vicendevolmente mentre ululiamo il rumore dei motori delle monoposto… uno spettacolo raccapricciante, che termina quando raggiungiamo il locale (sennò non ci fanno entrare...)

Qualche minuto di coda ed eccoci dentro: il posto è niente male, elegante ma non pretenzioso, si sviluppa su due piani e 3 piste di cui una molto ampia con musica dal vivo. Peccato che la selezione musicale sia ubiquamente composta da improbabili hits locali, completamente sconosciuti al di là del Mare del nord! Gli svedesi alticci cantano felici, gli zingari (alticci anch'essi) masticano amaro e sadicamente si figurano un tremendo vendettone: teletrasportare tutti questi mentecatti in una discoteca italiana–lager a ballare Jimmy Fontana e i Camaleonti!

Raggiunti, per la gioia più che altro di ZoT, dalla solita fanciulla –che di nome fa Manghild (?!) ed è norvegese- riusciamo a resistere in loco per parecchio tempo grazie ad abbondanti consumazioni ed a qualche miglioramento della playlist, ma non vogliamo giocarci tutta la notte in un solo locale: decidiamo di trasferirci in un altro posto parecchio gettonato, o così ci dicono: il Blue Moon Bar.

Giunti sul posto veniamo però respinti con perdite dai buttafuori per un'irregolarità procedurale: non sono ammesse le t-shirt con maglione ma senza camicia d'ordinanza, come ostentato dal Demente (per lo meno questa è la versione ufficiale espressa a monosillabi dall'energumeno che ci sbarra la strada: la sensazione è che l'ostacolo fosse più il Demente che il suo look...)

Fa eccezione il subdolo ZoT, che si è già infilato nel locale (Manghild ha una tessera passepartout che le dà accesso gratuito). Il fellone ci riferirà successivamente che la musica era (finalmente!) ottima, il posto bello e il pubblico “piacevole alla vista”, ma il resto del gruppo è già on the road per tornare al Patricia che tanta soddisfazione aveva dato la sera prima.

Cara vecchia Patricia...

Sul solito molo spazzato dal vento il gruppo zingaro si ricostituisce, accogliendo ZoT e la sua manza, subito utilizzata per intercedere con il buttafuori piuttosto restio a farci entrare.
Una volta dentro il Patricia ci sentiamo quasi a casa e ci disperdiamo tra le varie piste da ballo. Verso l'ora di chiusura il Demente realizza che questa zingarata è pur sempre il suo addio al celibato e offre un giro di tequila bum bum che però per un dusguido si rivela essere “a salve”, nel senso che la tequila c'è ma manca qualunque liquido addizionato di anidride carbonica necessario per ottenere l'effetto bevi-tutto-d'un-sorso-finchè-c'è-schiuma. Palla$, ormai decisamente molesto, fà come se niente fosse e sbatte con forza il bicchiere di tequila avanti alla barista allibita, bevendone il contenuto in un sol sorso: pochi secondi e la barista chiude il bar! Un nesso ci deve essere, ma non ci attardiamo a cercarlo, sciamando fuori dal locale alle prime luci dell'alba, chi diretto verso il meritato riposo (gli zingari tranne ZoT), chi verso una più approfondita "conoscenza" della manza dal nome impronunciabile (ZoT).

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Consigli zingari
•  L'Ostello Rygerfjord in cui abbiamo dormito è una nave attraccata. Molto carina a vedersi, contende però al Giappone il record negativo per le dimensioni delle stanze. Che poi non sono stanze, ma le cabine (di terza classe?) della nave. Riescono ad ospitare, non si sa bene come, 4 persone in 4 metri quadri e c'è pure il lavandino (ma non sempre la finestra, con conseguenze devastanti sull'atmosfera). L'innegabile vantaggio è che costa abbastanza poco: circa 20 euri a notte.
•  La storia del Vasa: siamo nel 17mo secolo in pieno conflitto tra Svezia e Polonia. Il re di Svezia, colto da megalomania, vuole costruire la nave con l'albero più alto del mondo (per la serie: io c'ho il pennone più lungo del tuo...). I migliori armatori del mondo sotto contratto, svariati milioni di sesterzi e un paio d'anni di lavoro e arriviamo al fatidico giorno del varo. Il Vasa parte, fa un centinaio di metri, si piega di lato sotto il peso della gigantesca vela spiegata, inizia ad imbarcare acqua e... pluf. Addio nave più alta del mondo. Una figura di merda senza precedenti in mondovisione per sua Maestà. Non è chiara la sorte del progettista capo... Il Vasa è rimasto quindi giustamente dimenticato sul fondo del porto per i secoli successivi finchè nei favolosi anni '60 qualcuno non si ricorda di lui e decide di recuperarlo e di musearlo.
Indirizzi utili

» Rygerfjord: Södermälarstrand Kajplats 12
» Blue Moon Bar: Kungsgatan 18
» Patricia: Stadsgårdskajen 152
» Bullwinkle's: Folkungag 47
» Vasa Museum: Galärvarvsvägen 14


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