Idee di viaggio

Dall'Austria all'Australia - I parte

Giu e Monica vanno in viaggio di nozze in Australia. Prima però si fermano 3 giorni nella capitale austriaca, che non è che sia una meta zingara molto quotata... Male!!! Perchè scopriamo invece che la città può riservare molte sorprese. Oltre alla Sacher, beninteso...

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Autore: Giu
Periodo: 29 - 31 luglio 2006

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Giorno 1


La tariffa migliore (1.125€ a/r Bologna-Sydney) l'abbiamo come al solito scovata al CTS con la Austrian Airlines, la compagnia di bandiera austriaca. E quale migliore occasione, visto lo scalo a Vienna, per visitare la sontuosa capitale dell'ex impero asburgico? In fase di prenotazione ho richiesto quindi uno stop-over e, partiti sabato 29 luglio da Bologna, ci siamo trattenuti a Vienna per 3 notti.

Giunti nello scalo austriaco a metà mattinata, abbiamo raggiunto l'alloggio, l'ostello Wombat's che consiglio vivamente a tutti data la pulizia, l'organizzazione e il prezzo (24€ a persona per una notte in doppia con bagno privato). Prima di giungervi però la città ci ha dato il benvenuto con una piacevole sorpresa: appena scesi dalla metropolitana, diretti in ostello con un pesante carico di zaini e sotto il caldo sole d'agosto ho avuto quel che al momento pensavo fosse un miraggio (poi rivelatosi un gran colpo di culo): passando di fianco ad uno sportello bancomat ho visto sventolare delle banconote nella fessura del prelievo. Incredulo le ho arraffate ed intascate. Da un seguente esame accurato si sono rivelati 150€!! Non riesco ancora a spiegarmi tecnicamente come avessero potuto essere lì.

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Non appena depositati i bagagli ci siamo diretti verso il meraviglioso complesso di Schönbrunn, una delle mete più importanti per i molti viaggiatori che visitano la città. Anche se i suoi giardini sono secondi in ricchezza soltanto a Versailles, l'attuale palazzo barocco è molto più piccolo rispetto al progetto di costruzione originario ideato da Johann Bernhard Fischer von Erlach, ma le casse imperiali non sono riuscite ad attuarlo per mancanza di liquidità. Il suo nome deriva da schöner brunnen (Bella Fontana), a causa della sua posizione vicina alla fontana che l'imperatore Mattia aveva scoperto durante una battuta di caccia. Il palazzo fu portato a termine nel 1700, ma nel periodo compreso fra il 1744 ed il 1749 fu ampliato e restaurato. L'interno in stile rococò presenta circa 2000 stanze!, un teatro ed una cappella. Vi risedette anche Napoleone Bonaparte nel 1805 e nel 1809.

E' consigliato l'acquisto di un pass (noi abbiamo optato per il Grand Tour dal costo di 29,80€). Da non perdere comunque la visita alle 40 sale interne dello Schloss Schönbrunn, uno dei capolavori di Vienna, ricchissime di soffitti affrescati, candelabri di cristallo, dorature ed altre decorazioni.
Usciti dal palazzo abbiamo passeggiato negli splendidi giardini "alla francese" fino alla Gloriette, da cui si può godere di una vista sulla città davvero mozzafiato.
Curioso è anche il labirinto di cespugli, situato a lato dei giardini, dentro cui si rischia veramente di perdersi!

Tornati con la metropolitana in centro ci siamo concessi una golosa sosta nel Caffè Demel, il rivale storico del Caffè Sacher a cui contende la ricetta originaria della celeberrima Sacher Torte. Questa golosità consiste in due strati di pasta di cioccolata leggera con al centro un sottile strato di marmellata di albicocche mentre sopra e nei lati è ricoperta da una glassa di cioccolata nera. Questa viene tradizionalmente mangiata con la panna liquida. Molti viennesi, infatti, considerano la Sacher Torte troppo "secca" per essere mangiata senza. Lo spuntino pomeridiano a base di torta Sacher ed altri dolci accompagnati da un buon caffè è stato senza ombra di dubbio superlativo.

Giunti in Michaelerplatz, una bella piazza sempre ricca di visitatori e carrozze turistiche trainate da cavalli e sulla quale si affaccia uno degli imponenti ingressi all'Hofburg, abbiamo visitato la chiesa Michaelerkirche, l'edificio più antico delle piazza.
Abbiamo poi imboccato la lussuosa via pedonale Kohlmarkt, che deve il suo nome al mercato di carbonella che vi si teneva un tempo, fino ad imboccare l'altrettanto elegante Graben, la celebre strada pedonale costruita sull'antico fossato che difendeva l'accampamento romano. Merita una fotografia la Pestsäule (Colonna della Peste) eretta nel 1692 per commemorare la fine della peste ed una delle colonne più belle d'Europa.

Dal Graben si arriva alla Peterskirche, una delle più belle chiese barocche di Vienna che la leggenda vuole edificata su un'antica chiesa voluto da Carlo Magno in persona.
Siamo infine tornati in alloggio giusto in tempo per evitare un forte temporale. Dopo una salutare doccia Monica è sprofondata in un sonno profondo, mentre io sono uscito "in solitaria" per gustarmi in un pub sotto l'ostello un'ottima Wiener Schnitzel, la famosa cotolettona viennese, con una birra gelata.


Giorno 2

La mattina seguente ci siamo alzati di buon'ora e scesi alla stazione della metropolitana di Karlsplatz (i cui padiglioni sono stati costruiti nel 1898 ad opera del famosissimo architetto Otto Wagner), ci siamo diretti verso quella sorta di istituzione che è il Caffè Sacher, trovandolo però ahimè ancora chiuso. Abbiamo quindi passeggiato un po' nella zona cogliendo l'occasione per dare un'occhiata dall'esterno alla Staatsoper, la più importante sala d'opera e di musica classica di Vienna, costruita fra il 1861 ed il 1869 da August Siccardsburg e Eduard van der Nüll, i quali si impiccarono offesi dalle critiche alla struttura soprannominata all'epoca ‘tartaruga di pietra’!

Poi abbiamo visitato l'imponente Stephansdom (Cattedrale di Santo Stefano), l'edificio più amato e caratteristico di Vienna, avvolto nell'atmosfera mattutina e non ancora assalito dall'orda di turisti che lo avrebbero di lì a poco raggiunto. Quest'edificio in stile gotico fu costruito nel luogo dove sorgeva una chiesa del XII secolo, i cui resti sono stati incorporati nella struttura attuale. Degne di nota sono la Riesentor, il principale ingresso ad ovest dell'edificio, la Südturm (Torre Sud), alta 136,7 metri e portata a termine nel 1433 dopo 75 anni di lavori!, la Pummerin (campana gigante), la più grande di tutta l'Austria e pesante 21 tonnellate.

Non passa di certo inosservato il meraviglioso tetto di tegole, con l'abbagliante decorazione di formelle. L'interno presenta notevoli particolari interessanti, come il pulpito di pietra in stile gotico realizzato nel 1515 da Anton Pilgram, l'altare maggiore, in fondo alla navata, che ritrae la lapidazione di Santo Stefano, e le Katakomben (catacombe) che ospitano i resti di numerose vittime della peste, queste ultime visitabili solo con una guida.

Visto che l'ora delle colazione non era ancora giunta, ci siamo incamminati verso Karlsplatz per scattare qualche bella fotografia della Karlskirche, la più bella chiesa barocca di Vienna, costruita fra il 1716 ed il 1739. Curiose sono le due colonne gemelle ispirate alla Colonna Traiana di Roma e la sua cupola alta ben 72 metri. Finalmente verso il Caffè Sacher! Inutile elogiare la sua prelibata, nonché originale, Sacher Torte.

Dopo una colazione tanto squisita quanto costosa abbiamo deciso di affrontare un'altra delle maggiori attrazioni di Vienna: l'Hofburg. Questo imponente scrigno di cultura e di tradizioni fu la residenza di uno dei più potenti imperi europei: gli Asburgo, che vissero qui per più di sei secoli. La dinastia regnante era solita aggiungere continuamente nuovi ambienti all'edificio, soprattutto per dimostrare il loro potere al resto d'Europa, creando così l'attuale miscuglio di stili e determinando le gigantesche dimensioni dell'edificio.

Dall'In der Burg, il cortile con il bel Monumento all'Imperatore Francesco, siamo entrati nei Kaiserappartements, gli alloggi dove vissero Francesco Giuseppe I e l'imperatrice Elisabetta, ricchi di mobili, arazzi e lampadari di cristallo ed abbiamo poi visitato l'Hoftafel und Tafelkammer (Dispensa del Vasellame e degli Argenti) con la sua ricchissima esposizione dei servizi da tavola imperiali.


Prima di andarcene abbiamo potuto apprezzare anche la Schatzkammer (Tesoro Imperiale), una delle più belle collezioni del genere in Europa. I pezzi più importanti della collezione, oltre all'infinità di corone, sono: uno smeraldo colombiano di 2860 carati, un rubino di 416 carati, un'acquamarina di 492 carati, la corona imperiale realizzata nel X secolo con otto lastre d'oro e pietre preziose, la corona di Rodolfo II decorata sempre con gemme e oro, alcuni cimeli di Maria Luisa, seconda moglie di Napoleone, una coppa d'agata larga 75 cm appartenuta a Ferdinando I. Anche alcune importanti reliquie religiose non potevano mancare, quali un frammento della vera croce, uno dei chiodi della Crocifissione, una spina della corona di Cristo ed un pezzo della tovaglia dell'Ultima Cena.

A metà pomeriggio ci siamo incamminati verso Maria Theresien Platz sulla quale si affacciano i due musei principali della città: il Kunsthistorisches Museum (Museo di Storia dell'Arte) ed il Naturhistorisches Museum (Museo di Storia Naturale). Siamo quindi entrati nel primo dei due, nonché uno dei musei più belli d'Europa e del mondo che dimostra l'amore per l'arte degli Asburgo e pagati i 10 euro necessari per l'ingresso, abbiamo potuto ammirare le collezioni ed il palazzo stesso. Il solo edificio è infatti meraviglioso e per la sua costruzione non si è badato a spese: marmi della migliore qualità e soffitti stuccati ed affrescati. Varie le opere esposte: da Canova a Dürer, da Rembrandt a Raffaello, da Klimt a Benvenuto Cellini, passando per Van Dyck, Rubens, Breugel, Caravaggio e Canaletto. Sono inoltre presenti, al piano terra, le collezioni egizia, greca, romana, alto barocco austriaco, rinascimento, manierista e medievale, mentre tutto il primo piano è dedicato alla pittura.

Dopo l'overdose d'arte ci siamo concessi un immersione nel mondo naturale del Naturhistorisches Museum, il cui ingresso ci è costato invece 8 euro. Quest'edificio è la copia speculare del Kunsthistorisches Museum, situato esattamente di fronte. Niente male come esposizione ma avrebbe sicuramente bisogno di una rimessa a nuovo; la polvere sugli animali imbalsamati era parecchia ed il loro stato l’abbiamo trovato un poco sciupato. Comunque notevoli la collezione di meteoriti ed il bouquet regalato da Francesco Stefano a Maria Teresa, realizzato con 2012 diamanti e 761 gemme!

Tornati in strada siamo saliti sulla metropolitana per scattare una foto ad una vera stranezza cittadina: il Fernwärme, il coloratissimo inceneritore dei rifiuti cittadini decorato da Undertwasser.
Conclusa la giornata di visita alla città ci siamo dedicati ad una sana doccia purificatrice dopodiché siamo tornati in centro alla ricerca di un buon ristorante. La scelta è caduta su un locale in centro in stile heurigen, le tradizionali vinerie situate solitamente nelle campagne vinicole a nord e ovest di Vienna in cui si consuma il vino prodotto dalla cantina stessa e riconoscibili dalla ghirlanda verde o dal ramo appeso alla porta.

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Dopo cena quale luogo migliore per una passeggiata "digestiva" del parco giochi più amato dai viennesi? Sto ovviamente parlando del Prater. Fra i vari divertimenti, come le montagne russe o i go-kart, svetta la principale attrazione, una delle più frequentate dai turisti che visitano la capitale austriaca: la Riesenrad (ruota panoramica), costruita nel 1897 dall'inglese Walter B. Basset, alta 65 metri e pesante 430 tonnellate. Inutile descrivere la bellezza della sua veduta panoramica sui tetti della città che si può godere durante i circa 20 minuti che impiega per terminare un giro.


Giorno 3

La prima parte della mattinata l'abbiamo spesa passeggiando fra le bancarelle del Naschmarkt, il mercato di Vienna per antonomasia, esteso in lunghezza per oltre 500 metri.
Ci siamo poi spostati a piedi fino allo Schloss Belvedere, progettato dall'architetto Johann Lukas von Hildebrandt per il principe Eugenio di Savoia (il comandante in capo dell'esercito imperiale) e considerato uno dei palazzi barocchi più belli del mondo. Appena varcato il cancello siamo stati accolti dai giardini in stile francese ornati ai lati da sfingi ed altri animali mitologici, e ci siamo diretti verso il più appartato Giardino Alpino, il cui ingresso è però a pagamento. Comunque è valsa la pena visitarlo. L’ingresso è stato gratuito invece per il Giardino Botanico, che però non ci ha entusiasmato più del dovuto.

Abbiamo rinunciato alla visita all'interno del palazzo, perdendoci così le sue collezioni ed i suoi fastosi interni, perché dopo aver visitato la reggia di Schönbrunn e l'Hofburg non abbiamo voluto spendere altro denaro per visitare le residenze asburgiche (visti anche i costi non troppo economici dei biglietti d'ingresso).
Usciti sulla Rennweg ci siamo diretti verso il Russen Heldendenkmal (Monumento agli eroi Russi), che ricorda la liberazione della città da parte dei russi alla fine della seconda guerra mondiale, situato vicino alla fontana Hochstrahlbrunnen, commissionata nel 1873 per celebrare l'installazione a Vienna delle prime tubature per l'acqua.

Dopo aver scattato alcune foto ci siamo nuovamente messi in cammino in direzione dello Stadtpark (Parco Cittadino), il più grande fra i parchi che si affacciano sulla Ringstrasse, aperto nel 1862 e divenuto una piacevole area di relax per i lavoratori dell’Innere Stadt. D'obbligo una sosta d'innanzi alla Johann Strauss Denkmal, una statua dorata di Johann Strauss sotto un arco bianco con ai piedi un'aiuola fiorita.

Un altro edificio di spicco fra gli splendidi palazzi viennesi è il Rathaus (Municipio) che abbiamo raggiunto scendendo dall'omonima fermata della metro U2. La sua architettura neogotica ispirata ai municipi fiamminghi domina la Ringstrasse dal 1883, progettata dall'architetto Friedrich von Schmidt. La sua guglia, comprensiva del cavaliere con stendardo posto in cima, è alta 102 metri. Noi ci siamo affidati alla visita guidata gratuita (ovviamente in lingua tedesca) che ci ha permesso di visitare alcuni bei saloni interni.

La successiva meta è stata la celeberrima bancarella di salsicce Würstelstand Am Hoher Markt, nella quale abbiamo potuto assaggiare un'ottima Käsekrainer (salsiccia con formaggio fuso) ed un'altrettanto buona Tiroler Wurst (salsiccia affumicata).

Tornati in ostello ci siamo preparati per la sera e siamo usciti decisi ad attraversare il Danubio. Saliti in metropolitana siamo quindi scesi alla fermata di Donauinsel per una foto al fiume al tramonto e siamo risaliti fino ala fermata Alte Donau. Abbiamo cenato con carne ed ottimo vino bianco al ristorante Zur Alten Kaisermühle, un tipico locale con giardino di salici all'aperto affacciato sul canale e consigliato dalla Lonely Planet e...anche da noi.
Prima di andarcene a letto ho voluto soffermarmi ancora un poco in Stephanplatz per una fotografia notturna allo Stephansdom [continua... in Australia!!!]

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