Idee di viaggio

Viaggio a Vienna e Bratislava

Il diario di un viaggio a Vienna con tappa a Bratislava (con tutte le informazioni utili e dettagliate per visitare le due città)

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VIAGGIO A VIENNA E BRATISLAVA

Martedì 12/09/2017

Nuovo viaggio in solitaria: questa volta Vienna (con trasferta a Bratislava). Ma andiamo con ordine: da Malpensa in un’ora e mezza atterro all’aeroporto di Vienna (Flughafen Wien-Schwechat). Uscito dal recupero bagagli, mi trovo nel corridoio principale: vado a sinistra e dopo pochi metri c’è un infopoint (è un piccolo ufficio verde) dove recupero la cartina della metro e della città.

Esco poi dall’aeroporto e trovo allineati sulla strada svariati bus. Cerco quello con la scritta “Vienna Airport Lines”. Quello che interessa a me è il Val 1 (in quanto porta direttamente alla stazione dei treni Westbahnhof, ovvero vicino a dove alloggerò io). Esiste anche Val2 e Val3 ma toccano altre zone della città.

A prescindere dal Val che prenderete, i biglietti si possono fare sopra al bus oppure alle colonnine rosse automatiche che trovate sul marciapiede. Niente paura perché le macchinette hanno anche la lingua italiana, però accettano solo 10€ e 5€. Il biglietto costa 8€ solo andata e 13€ A/R.

Il bus impiega una mezz’oretta per giungere a Westbahnhof (la riconoscete perché ha il nome della stazione scritta a lettere cubitali all’ingresso, quello che dà sul parcheggio dei bus).

Da qui raggiungo l’albergo a piedi e, dopo aver lasciato giù le valigie, torno in stazione. Sotto a questa c’è la metropolitana; in primis raggiungo una delle macchinette automatiche presenti e acquisto un biglietto valevole per quattro giorni (nella sezione “Vari Vienna” vi spiego tutto).

Anche in queste trovo la lingua italiana e le operazioni per ottenere il biglietto sono chiare e semplici. Ottenutolo, vado a vidimarlo (le colonnine si trovano tra questo corridoio e l’entrata “ufficiale” della metro). N.B. La metro non ha i tornelli come a Milano ma va “a fiducia”, nel senso che si entra liberamente.

Una volta vidimato mi dirigo alla stazione centrale Wien Hauptbahnhof (fermata della metro Sudtiroler Platz) in quanto voglio informarmi sui treni o autobus per Bratislava. Giunto a destinazione, vado al piano terra della stazione (ovvero dove si trovano delle vetrate enormi con un orologio affisso). Qui m’informo sui treni mentre per i bus c’è un botteghino all’esterno della struttura. A conti fatti scelgo il treno in quanto costa sei euro in più rispetto al pullman (16€ VS 10€) me ci mette venti minuti in meno ed è più comodo.

Vicino alla biglietteria dei treni si trova anche un infopoint (dove recupero altre cartine di Vienna). Torno in metro e raggiungo la fermata Stephansplatz (incontro di linea rossa e arancione). Appena esco dalla metro mi trovo davanti Stephansdom (cattedrale di Santo Stefano): gotica e molto imponente, con il tetto colorato. L’entrata è gratuita ma dentro è tutto a pagamento: le due torri (4.50€ e 5.50€), le catacombe (5.50€), la mostra (5.50€) e il tour della cattedrale (5.50€). Si può anche fare il pacchetto completo con 31.90€. Gratuitamente si può solo costeggiare la navata.

Evito ciò che è a pagamento. Non salgo neppure sulle due torri, dato che già salirò sulla ruota panoramica del Praten (oltre al fatto che oggi c’è brutto tempo quindi non ha senso osservare un panorama di nubi scure).

La chiesa internamente è molto tetra e con poche luci ad illuminarla (quindi non mi ispira molto). In compenso, all’esterno trovo delle persone buffe travestite da nobili che propongono tour e biglietti per concerti.

A piedi, da qui, prendo Hoher Markt, una via che conduce all’Ankeruhr (un orologio tra due edifici dove appare ad ogni ora una figura storica diversa. Per la cronaca: a mezzogiorno le figure si muovono tutte contemporaneamente al suono di un organo) per poi raggiungere poco più in là la

Chiesa greco ortodossa Fleischmarkt: esternamente molto carina con interni spogli ma d’impatto. Zizzagando per le strade del centro m’imbatto nella chiesa di San Ruprech e poco più a sud la Peterskirche (molto illuminata e carina). Proseguendo, raggiungo la piazza Michaeler Platz dove si trova il Hofburg, ovvero il palazzo imperiale (maestoso). Entrare non m’interessa (ed è a pagamento) così continuo fino al Parlamento (imponente e in stile greco) e poco più in là alla Biblioteca. Andando a nord e passando attraverso un piccolo parco si raggiunge Rathaus (un municipio neogotico la cui facciata principale è adornata da fiori rossi. Bella. L’entrata è da lunedì a venerdì dalle 7 alle 18) mentre a sud del Parlamento c’è il Naturhistorisches Museum (museo di storia naturale; entrata 15€) e il Kursthistor Museum, separati da un giardino con un monumento al centro.

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Restando in questo parco, e dando le spalle a Stephansdom, mi si para davanti il Museums Quartier (quartiere dei musei), al cui interno si trovano il Mumok (entrata 11€), il Kunsthalle Vienna (8€), il Leopold Museum (13€) ed altri ancora (tutti a pagamento, ovviamente, ma ci sono delle combinazioni che permettono di risparmiare).

Vado oltre e, costeggiando la Opern Ring, raggiungo la Rechte Wienzeile dove si trovano allineati tanti chioschetti dove poter mangiare un boccone o fare aperitivo. Da qui raggiungo Karls Kirche (una gran bella chiesa che dà su un laghetto e circondata dal verde. Entrare costa 8€: vedendo le foto su internet dell’interno, una visita la meriterebbe ma il prezzo mi sembra un po’ eccessivo, quindi ho lasciato perdere). Da qui vado verso il centro città e trovo lo Staatsoper (il teatro di Vienna) per poi prendere la via Karntner Stasse; è una via con molti negozi, anche di lusso. La percorro tutta fino a raggiungere di nuovo Stephansplatz. Occhio perché prima di raggiungere la piazza si scorge, a sinistra, in una via laterale (Donnergasse), la Providentiabrunner, la fontana della provvidenza e la KapuzinerKirche (una piccola e modesta chiesa dei cappuccini, al cui interno si trova la cripta con i sarcofaghi degli Asburgo) mentre quando la Karntner Strasse incontra la piazza Stock Eisen Platz, all’angolo si trova una teca di vetro con all’interno un tronco in cui sono stati conficcati centinaia di chiodi.

Ormai si fatto tardi: vado a cena e poi a dormire che domani è un altro giorno!

MERCOLEDI’ 13/09/2017

Dopo aver fatto colazione mi dirigo al Prater, dove si trova il parco giochi. Prendo la metro: fermata Praterstern (linea rossa o viola). Appena uscito dalla metro mi guardo intorno e scorgo subito la famosa ruota panoramica. L’ingresso al parco è libero e ci sono molte giostre (ma dato che sono solo le 9:15 sono tutte chiuse, eccetto la ruota panoramica, la quale fa orario 9.00-23:45).

Il costo della ruota è 10€ per 15 minuti. Pago il biglietto, attraverso una sala, dove sono presenti delle cabine con all’interno delle miniature del parco nelle varie epoche, e raggiungo l’ingresso della ruota. Data l’ora siamo in tre nella cabina (meglio così, almeno posso muovermi in libertà). In questo lasso di tempo la ruota si ferma svariate volte per permettere alla persona di godersi il panorama. Ho trovato l’intera esperienza carina e originale.

Concluso il giro panoramico, gironzolo per il parco divertimenti osservando le varie attrazioni ancora chiuse. Poi alle 10:30 prendo il treno (già perché c’è una linea rosa che collega direttamente questa fermata a quella di Landstrabe-Wien Mitte). Giunto a destinazione, vado in superficie e in dieci minuti arrivo in via Kegelgasse n.36-28 dove si trova la famosa Hundertwasser house, un palazzo dalle forme insolite, colorato e decorato con ceramiche. Merita decisamente una visita.

Da qui a piedi raggiungo il parco Stadtpark: carino e disseminato di monumenti raffiguranti famosi personaggi austriaci (ad esempio Strauss e Schubert). Lo percorro tutto verso sud fino alla statua di Beethoven e da lì ancora più a sud fino al monumento a Schwarzen. Al di là di questa statua c’è l’Hochstrahlbrunner, un’imponente fontana davanti al monumento Sowjetisches Ehrenmal.

GUARDA ANCHE: VIENNA, LA CAPITALE CHE NON TI ASPETTI

Da qui mi dirigo a piedi fino alla strada Mariahilefer Strasse, famosa per i suoi negozi. In effetti ce ne sono tanti e per tutti i gusti. La percorro per un tratto e poi torno indietro, fino a raggiungere di nuovo Stephansdom. Da qui prendo via Graben (famosa per i marchi rinomati) dove si trova la Colonna della Peste, la quale commemora la fine della peste nel 1679.

Vado poi verso nord fino a Juden Platz: qui si trova l’Holokaustdenkmal, un monumento realizzato per commemorare l’uccisione di sessantamila ebrei durante la seconda guerra mondiale (è un cubo in cui sono incastonati migliaia di libri con il dorso rivolto all’interno). Di fronte si trova il museo Joyce Museum Vienna (museo sugli ebrei; costa 12€ entrare ed è aperto dalle 10:00 alle 18:00).

GIOVEDI’ 14/09/2017

Di nuovo sveglia presto. Raggiungo la stazione centrale Wien Hauptbahnhof e vado al ticket office della OBB per andare a Bratislava.

Qui ho preso, oltre al biglietto da 16€ A/R (apro parentesi: non c’è bisogno di fornire l’orario di partenza e ritorno. In più, piacevole sorpresa: il biglietto del treno permette anche di usare tutti i mezzi pubblici di Bratislava), il depliant “BratisLover” della OBB in quanto, oltre agli orari del treno, c’è anche la cartina della città con il percorso che compie il pullman n.93, ovvero quello che dalla stazione conduce alla città vecchia.

Data l’ora, prendo il treno delle 9:16 e dopo una decina di fermate arrivo alle 10:23 in stazione (decisamente bruttina e fatiscente). Comunque, uscito dalla stazione mi trovo in un grande parcheggio scoperto con delle pensiline di legno a destra. Qui si fermano i pullman, tra cui il n.93 (lo riconoscete perché sull’insegna digitale c’è anche il simbolo del treno). Occhio perché il pullman farà varie fermate: la terza è quella che sosterà vicino al centro città mentre la quarta si trova al di là del ponte (troppo lontana dal centro per farsela a piedi, ergo bisognerà perdere del tempo per raggiungere il lato opposto della strada e salire su un altro pullman 93 che vi riporterà alla fermata precedente).

Comunque, la terza fermata si ferma più o meno vicino a via Kapucinska. La seguo fino a che non incrocia Ventuska Michalska. Prendo quest’ultima e dopo pochi passi arrivo alla famosa Michalska Ulica (porta di San Michele), ovvero l’unica conservata delle originarie quattro torri e dove si può salire per ammirare il panorama.

Proseguo fino ad incrociare via Zelena che mi conduce nella piazza principale della capitale, Hlavné namestì: piccola ma molto carina e a misura d’uomo, circondata da tanti palazzi ristrutturati. Dietro la piazza si trova anche il Palazzo del Primate (Primacialny palac), di colore rosa e considerato uno dei più bei palazzi della città.

Da qui prendo via Panska (poco più a sud rispetto alla Hlavné namestì) e la percorro verso ovest fino a raggiungere la Cattedrale di San Martino (Katedràla svateho Martina), ovvero il monumento gotico più importante di Bratislava. È molto luminosa ma piccola. L’entrata è gratis. Peccato che essendoci la messa si può solo sostare all’ingresso.

Poi mi sono spostato a sud dove percorro la piazza Hviezdoslavovo e il viale alberato Gorkého, pieno di locali e ristoranti. Andando fino in fondo al viale raggiungo il teatro nazionale. Da qui torno sui miei passi fino alla Cattedrale, dove si trova un sottopassaggio che conduce al Bratislavsky hrad (il castello-simbolo della città). Attraversatolo, appena a destra c’è un sentiero che conduce fino all’ingresso del castello. Invece di entrare subito ho preferito girare intorno alla cinta di mura in modo da esplorare i dintorni e il panorama. Foto di rito e poi valico una delle quattro entrate del castello. L’ingresso è libero (è aperto da martedì a domenica, dalle 10:00 a 18:00 da aprile a ottobre mentre in resto dell’anno dalle 9:00 alle 17:00. Lunedì è sempre chiuso).

Giro negli spiazzi dentro la cinta fino a giungere alla piazzetta principale dove si trova il monumento di un uomo a cavallo. Qui si trova anche l’ingresso al palazzo (il quale è diventato museo. È a pagamento e costa 8€). Non entro ma lo costeggio alla destra fino a trovarmi dei bei giardini attraversati da sentieri di ciottoli bianchi. Nel complesso un castello piccolo ma carino.

Concluso il giro, torno alla Cattedrale. Da qui vado a sud e costeggio il Danubio tenendolo alla mia destra fino a che via Vajanského nàbrezie incrocia Bezrucova (più o meno all’altezza del secondo ponte). Percorro quest’ultima fino a raggiungere la famosa Kostol svatej alzbety (Chiesa Blu) la quale esternamente è piccola ma adorabile nei suoi colori azzurro e bianco e nelle sue forme rotondeggianti in stile Art Nouveau. Mi piacerebbe visitare l’interno ma non ci si può accedere (è aperta dal lunedì al sabato:6.50-7.35 e 17.30-19 mentre la domenica:7.30-12.00 e 17.30-19.00). Ma dalle vetrate riesco a scorgere l’interno, il quale scopro essere tanto adorabile quanto l’esterno. Merita di essere vista, anche solo l’esterno.

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Dopo le foto di rito torno in via Gorkého per sedermi ad un bar e bere una tipica birra nazionale. Poi raggiungo il pullman 93 (dove mi aveva lasciato all’andata ma ovviamente sul lato opposto della strada) e in dieci minuti sono in stazione.

Salto sul treno e in un’oretta sono di nuovo a Vienna.

VENERDI’ 15/09/2017

Stamattina si va allo Schonbrunn. Ma prima di entrare nel vivo del racconto, una precisazione, dato che su internet le varie fonti non mi avevano dato un’idea chiara di cosa fosse. Vediamo se riesco a spiegare meglio e bene il tutto. Schonbrunn è un insieme di attrazioni all’interno di un parco enorme pieno di fontane, siepi, fiori ed alberi. Mentre il parco è gratuito, le attrazioni sono tutte a pagamento: il Palazzo (dove si trovano gli appartamenti della famiglia imperiale), la Gloriette (è costruita su una collinetta e sovrasta l’intero parco. Fungeva da salone da pranzo e da festa), lo zoo (o giardino zoologico, dove si trovano centinaia di specie animali e vegetali) e altre strutture minori (desert experience house, palm house, il labirinto ‘Irrgarten’ e lo strudel show).

Come vi dicevo, ognuno ha un suo prezzo:

-Il Palazzo Imperiale: si può prendere l’Imperial Tour (14.20€ per visitare 22 camere) o il Grand

Tour (17.50€ per esplorarne 40)

-La Gloriette: 3.80€ (per raggiungere la cima della struttura)

-Il labirinto (o ‘Irrgarten’ o ‘Maze’): 5.50€

-Lo zoo (o giardino zoologico): 18.50€

-Desert experience house: 6€

-Palm house: 6€

-Strudel show: 6€

Si possono però fare dei pass che inglobano più attrazioni e fanno risparmiare (qui le trovate tutte).

Le più gettonate comunque sono:

-Classic pass: 24€ e dà accesso alle 40 stanze del palazzo imperiale, alla Gloriette e al labirinto.

-Zoo+ruota panoramica al Praten: 21.50€

Chiusa la parentesi, torniamo al mio diario di viaggio.

Mi alzo sempre di buon’ora e prendo la metro, linea verde, fino alla fermata Schonbrunn. Uscito in superficie, seguo la massa e dopo alcune centinaia di metri raggiungo l’ingresso (se invece foste soli, no problem: per arrivare alla Schobrunn attraversate la strada e costeggiate a destra la lunga costruzione gialla fino a che non vi trovate a un cancello molto regale).

Sono arrivato alle 9.10 e già ci sono un po’ di turisti (ma non eccessivamente). Per acquistare il biglietto, attraverso il cancello e mi dirigo subito a sinistra: qui si trova un ingresso oltre il quale c’è la cassa e i depliant con la mappa del parco. Compreso nel prezzo del biglietto c’è l’audioguida nella propria lingua (fornisce informazioni utili e interessanti).

Per quanto riguarda l’entrata al Palazzo, il biglietto acquistato presenta stampato sopra l’orario della visita: occhio perché non vi fanno entrare prima (io di contro sono arrivato dieci minuti dopo e non mi hanno fatto storie).

Incomincio a visitare le camere.

Il palazzo è molto sontuoso, ricco di affreschi, mobili e quadri antichi e preziosi, ovvero le classiche cose che immaginereste di trovare in un palazzo principesco in stile Versailles.

Personalmente, non essendo estimatore di queste attrazioni (e avendone viste parecchie), l'unica cosa che mi ha veramente colpito è stata la sala da ballo: grande, bella e sfarzosa.

Comunque, la visita in totale dura un’ora. Poi esco e, andando alla sinistra del palazzo, visito i Privy Garden e l’Orangery Garden (entrambi compresi nel pass anche se non sono nulla di eccezionale).

Spostandomi invece dietro il Palazzo, raggiungo i giardini veri e propri. Che dire? Semplicemente meravigliosi: tanto verde, fiori, aiuole, alberi e sullo sfondo la fontana e la Gloriette sopra la collina.

Come vi dicevo, l’ingresso qui è gratuito (infatti si vedono tanti ragazzi fare jogging). Foto a iosa e poi percorro il sentiero che dal palazzo conduce alla fontana. Prima di raggiungerla però mi sposto a destra dove si trova il labirinto (N.B. ricordatevi che per ogni attrazione ci sono dei tornelli con un controllo elettronico che autorizza o meno la vostra entrata a seconda del biglietto che possedete. Se non lo avete, ad ogni ingresso di attrazione c’è una cassa).

In realtà sono tre labirinti distinti: due sono molto semplici da esplorare mentre l'ultimo (ovvero quello che trovate subito alla vostra sinistra, con al centro un soppalco) è più difficile.

Personalmente ho trovato l’attrazione simpatica ma decisamente indicata per i bambini. Comunque, dopo il labirinto sono tornato alla fontana: molto bella sia davanti che dietro (qui si può fare una foto artistica attraverso la cascata), dopodiché sono salito fino alla Gloriette, la quale essendo in collina domina tutto il paesaggio. Anche qui fioccano foto.

Avendo il biglietto per entrare nella struttura, ho percorso una rampa di scale che conduce fino in cima (ovvero ad una ventina di metri di altezza) in modo da ammirare il panorama sottostante. Col senno di poi avrei evitato questa spesa dato che il panorama mostrato ai suoi piedi è già notevole: non sono quei venti metri di altezza in più a fare la differenza. Dopodiché mi dirigo verso l’ingresso dello zoo, ovvero accanto alla fontana. Pago 18,50€ d’ingresso e, dopo aver preso la cartina alla cassa, entro.

Il parco è grande e diviso per aree tematiche ben distinte. Ho già visto altri zoo del genere ma rispetto agli altri ho trovato come valore aggiunto: la visione dei panda e dei koana, la stanza con i pipistrelli che volavano liberi sopra la mia testa (!!!!) e un ponte sospeso tra gli alberi.

Ho passato gran parte del primo pomeriggio all’interno dello zoo (dalle 13.00 alle 16.30) ma ne è valsa la pena.

Poi, per sfizio sono andato a dare una sbirciatina anche al Desert Experience House e al Palm House: strutture esteriormente meritevoli di una foto ma, contenendo solo la flora mondiale, evito di visitarle.

Appena più a sud di queste strutture c’è un negozio della Lindt che dà sulla strada: nulla di ché. Sono tornato infine al cancello d’ingresso dello Schobrunn. Accanto alla biglietteria c’è l’entrata allo Strudel Show: per 6€ mostrano come si prepara lo strudel e ne danno uno in omaggio. Non interessandomi la cosa, vado oltre.

Mi dirigo verso l’uscita tirando le somme: lo zoo mi è piaciuto molto e la visione di certi animali ha meritato il prezzo del biglietto. Per quanto riguardo il resto: non sono estimatore di palazzi reali e, onestamente, nessuno regge il confronto con Versailles (ma ammetto che venire a Vienna senza vedere il Palazzo Imperiale è un peccato. Diciamo che non ci tornerei una seconda volta.

Tantomeno spenderei i soldi per la Gloriette: non valgono quei venti metri in più di visuale. Idem per quanto riguarda il labirinto: a meno che non siate bambini, non vale la spesa).

SABATO 16/09/2017

Ultimo giorno. Avendo il volo nel tardo pomeriggio, ne approfitto per fare un giro di puro relax perdendomi tra le vie del centro, cosicché raggiungo la Am Hof, a nord del centro città, dove si trova una chiesa carina, poi mi sposto appena più a sud-ovest fino a Minoritenkirche (chiesa insolita in quanto al suo interno c’è una copia dell’ultima cena) per dirigermi subito dopo a nord-ovest, nella zona universitaria, ovvero alla fermata della metro Schottentor Universitat, dove entro nella chiesa Votivkirche (tetra ma con delle belle vetrate e un museo all’interno, a pagamento).

Di nuovo in strada, mi perdo tra le viuzze del centro, ammirando in tutta calma le bellezze architettoniche che ogni palazzo riserva, dimostrandomi una volta di più quanto Vienna sia regale.

Giunge poi l’ora di partire: torno alla mia camera, prendo i bagagli e raggiungo la stazione Westbahnhof dove il pullman Val1 mi conduce in 45 minuti all’aeroporto.

Scopro che qui ci sono tre terminal; quello per le partenze è il “tre”, il quale si trova al piano superiore mentre quello degli arrivi è “l’uno”, al piano terra.

Ieri ho fatto il check in online ma per sfizio (e per provare) lo faccio anche in aeroporto: ci sono ovunque dei totem dove, una volta scelta la lingua (c’è anche l’italiano) e inserito il documento e il numero di biglietto elettronico, stampa il biglietto cartaceo.

Infine è giunta l’ora di partire: arrivederci Vienna (e Bratislava)!

 

VARI GENERICI:

-ROAMING: come sapete, da quest’anno i paesi appartenenti alla comunità europea non hanno più il roaming. Ergo, in entrambe le nazioni potrete usare il pacchetto che usate in Italia. Ricordatevi però di attivare la funzione roaming nelle impostazioni del cellulare altrimenti non si connette a internet.

-MONETA: in Austria e in Slovacchia si paga in euro.

-METEO: essendo andato la seconda settimana di settembre, ho trovato temperature similari a quelle italiane ma con un paio di gradi in meno. Tradotto: di mattina c’erano 14° mentre di pomeriggio si aggiravano sui 20°. Quindi uscivo con la felpa pesante e verso mezzogiorno restavo in maglietta. Vi consiglio di monitorare le temperature nei giorni precedenti alla partenza nelle varie ore del giorno e della notte per non trovarvi a morire di freddo!

-PERICOLI: in nessuna occasione ho percepito pericolo o situazioni ambigue. Certo, non giravo di notte per le strade, ma di contro avevo l’albergo vicino ad una stazione dei treni (non è la location ideale per quanto riguarda la sicurezza). Ciò non toglie che anche uscendo di mattina presto non ho avuto problemi. Mi è capitato di vedere svariati ubriaconi e senzatetto su qualche panchina in giro per Vienna ma comunque nella norma, come si vedono in qualunque altra città o capitale. Bratislava l’ho trovata ancora più tranquilla e sicura.

-GIUDIZIO SULLE CITTA’: Vienna è molto signorile e aristocratica. Monumenti e opere d’arte sono sparse ovunque, con palazzi antichi e ristrutturate in modo impeccabile. Di contro, è una grande metropoli e, non avendo il centro chiuso ai mezzi, c’è sempre traffico, rumori di clacson e caos. Alcuni monumenti o strutture meritano una visita (in primis lo zoo e il parco di cui fa parte) altre invece le ho trovate troppo costose per quello che offrivano (certe chiese o alcune attrazioni dello Schobrunn).

Bratislava invece è più piccola e raccolta, vivibile e tranquilla. Il centro città è grande e a traffico limitato. Qui si trovano tutti i monumenti e le strade sono piene di case ristrutturate e dai colori tenui. I prezzi sono più bassi rispetto a Vienna. Infine, cosa non da poco, è solo ad un’ora di treno: una sciocchezza rispetto al piacere di visitare una capitale.

Di conseguenza, per motivi diametralmente opposti, entrambe meritano una visita.

VARI VIENNA:

-SPOSTAMENTO AEROPORTO-CITTA’: ci sono vari modi per raggiungere la capitale, la quale dista una ventina di chilometri dall’aeroporto. Tutto dipende però dove alloggiate. Mi spiego meglio: il treno è il più economico e parte ogni trenta minuti, lasciandovi alla fermata Wien Mitte e costa 4.40€. Esiste anche il Cat (City Airport Train) ma costa ben 11€ e fa la stessa tratta del precedente, solo che ci mette qualche minuto in meno.

Il pullman invece in 30/40 minuti vi porta a Vienna. A seconda di quello che prendete (Val 1-2- 3) vi lascerà in posti diversi della città: Val1 lascia alla stazione di Westbahnhof (il mio albergo era lì vicino quindi per me è stato perfetto), Val2 ferma a Moritzplatz/Schwedenplatz e Val3 a nord, fermata Krieau. Tutti costano 8€ solo andata e 13€ A/R.

Esistono poi i taxi ma non li considero dato che per portarvi in centro ho letto che vi chiedono minimo 30€.

-METRO: innanzitutto, il biglietto del pullman aeroporto-Vienna non vale per questo mezzo. Dovete quindi comprare i biglietti a parte e li trovate nelle stazioni della metro (queste ultime in strada le riconoscete perché hanno delle colonnine con la “U” in cima).

I biglietti si prendono agli erogatori automatici e forniscono le istruzioni per l’acquisto anche in italiano. Potete scegliere il biglietto singolo (2.20€ e vale solo per un viaggio) o quello che copre 24h=7.60€ 48h=13.30€ 72h=16.50€

Considerate che il centro città (ovvero dove è ubicata la maggior parte dei monumenti) lo si può girare a piedi. Più lontani sono lo Schobrunn, il Belvedere e il Prater (anche se da quest’ultimo sono tornato a piedi in centro). Il problema è più che altro quanto è distante il vostro albergo dal centro (io ero ad un’ora di strada, quindi era improponibile andare ogni volta in centro a piedi).

Poi, le linee della metropolitana sono cinque. Se recuperate la cartina troverete altre tre linee (verde chiaro, rosa e azzurra): da quel che ho capito sono treni che vi spostano tra le stazioni della metro.

Le indicazioni sono chiare e basta una giornata per imparare come muoversi. Infine, quando comprate un biglietto dovete vidimarlo. Una volta fatto parte ‘il tempo’. Quindi, per chiarire, se io ho fatto un 24h e timbro alle 13 di oggi, il biglietto vale fino alle 13 di domani.

-VIENNA CARD: vi permette di avere trasporti pubblici gratuiti, sconti sulle attrazioni (circa 1€ di sconto) e sul bus per l’aeroporto (10% di sconto). Si può fare da 24h=13.90€ 48h=21.90€

72h=24.90€

Esiste anche la Vienna Pass (da 1, 2, 3 o 6 giorni, a partire da 59€. Offre ingresso prioritario e gratuito a 60 attrazioni e viaggi illimitati sugli autobus hop-on hop-off) e la Flexi Pass (costa minimo 39€. Vi permette di sfruttare un hop-on hop-off solo per 24 ore ed entrare in 3, 4 o 5 attrazioni a vostra scelta).

Personalmente queste card non mi sono mai interessate però ammetto che chi è un appassionato di musei può trovarle utili ed economiche.

- PREZZI: ho letto diari dove ci si lamentava dei prezzi esorbitanti (ovvio che se vai nel ristorante in Stephansplatz ti salassano, ma allo stesso modo di come lo farebbero in Duomo a Milano). In realtà l’ho trovata una città normale. Tra l’altro, ci sono molti take away (ho provato Sub-way: con 5€ ho preso un panino e una coca) e baretti economici, che con 2€ ti danno delle brioche enormi e con 1.40€ una bottiglietta d’acqua.

Ciò che ho trovato invece esagerato è stato il caffè (dal bar al ristorante, il prezzo di un espresso si aggira sui 2.30€) e i souvenir (specialmente le calamite: 5€ al pezzo è veramente una pugnalata al cuore! Per fortuna che girando le ho trovate anche a meno, ma mai sotto i 3€).

- GIORNI DI PERMANENZA: vi bastano pochi giorni per visitare i maggiori punti d’interesse della città. Mettete in conto due giorni pieni per il centro città e uno per lo Schobrunn (con zoo annesso). È il minimo per poter vedere tutto. Ovvio che se vorrete visitare anche i vari musei dovrete aggiungere almeno un altro giorno.

- INFOPOINT: Se ne trovano svariati: all’aeroporto, alla stazione centrale dei treni (Wien Hauptbahnhof) e dove c’è “Albertina” ovvero tra la via Maysederg e la Tegetthof Strasse. Vi consiglio di prendere (anche se la trovate in inglese, non importa) la cartina “Vienna in tre giorni”: molto interessante in quanto vi fornisce il tragitto ottimale per ammirare tutte le attrazioni principali del centro (e dintorni) in soli tre giorni. Ovviamente recuperate anche la cartina della metro che fa sempre comodo.

- ALTRI MONUMENTI: su alcuni diari di viaggio ho trovato altri monumenti da visitare (ma a me personalmente non interessavano, quindi ho lasciato perdere. Ma ve li riporto per info).

Uno City: un centro affari con quattro torri di diverse altezze. Una di esse ospita l’ONU.

Donauturm: la torre della televisione, alta 252 metri. Potete salire fino a circa metà, dove si trova una piattaforma rotante (cosicché potrete vedere a 360% il panorama) con alcuni ristoranti e terrazze all’interno.

Belvedere: a sud di Vienna, sono due palazzi (denominati “superiore” e “inferiore”), i quali ospitano due musei. Nel mezzo si trova un lungo giardino. Ovviamente l’entrata ai palazzi è a pagamento.

- CIBO: su internet ne ho trovato per tutti i palati. Tipici sono: le frittatensuppe (con strisce di frittatine), le gulashsuppe, la Griessnockerlsuppe (con gnocchi di semolino), la langosh (pasta di pane fritta con sopra formaggio o altro. Ricorda una pizza in miniatura) e i knödel (un incrocio tra patata e pane). Come dolci invece l’ApfelStrudel (lo strudel di mele) e il Kaiserschmarrn.

VARI BRATISLAVA

- TRASFERIMENTO TRA LE DUE CAPITALI: ci sono varie alternative.

Il più costoso è il battello sul Danubio. Da quel che ho trovato su internet, dura 1.30h e costa 38€ A/R. In alternativa il bus. Si prende dalla stazione centrale di Wien Hauptbahnhof. Per acquistare i biglietti bisogna andare al piano terra della stazione e uscire dalla parte della vetrata con l’orologio appeso. Ci si trova così in uno spiazzale con decine di pullman: più o meno al centro c’è un gabbiotto dove si possono acquistare i biglietti (10€ A/R. Parte un bus ad ogni scoccare dell’ora, dalle 6 alle 23.30 e ci mette 1.45h per arrivare a destinazione. Per quanto riguarda il ritorno da Bratislava, c’è anch’esso ogni ora, dalle 4 alle 22.00).

Infine c’è il treno. Al piano terra di Wien Hauptbahnhof c’è la biglietteria (è un box rosso con la scritta OBB). Il treno costa 16€ A/R e la partenza è il 16° minuto di ogni ora, dalle 5 alle 22 mentre il ritorno ogni 38° minuto di ogni ora, dalle 5 alle 22 e il tragitto è di 1.10h. In biglietteria trovate anche l’opuscolo “BratisLover”: prendetelo perché contiene anche la cartina della città.

- TRASFERIMENTO STAZIONE-CENTRO CITTA’: Farsela a piedi è una perdita di tempo: sono più di quattro chilometri in mezzo al traffico solo per arrivare all’ingresso della città vecchia. Ma soprattutto, dato che l’uso dei mezzi pubblici è compreso nel biglietto del treno, tanto vale approfittarne: così ottimizzate i tempi!

- GIORNI DI PERMANENZA: uno basta e avanza per vedere il clou della città. Se andate lì presto (anche solo quando sono andato io) con ritorno nel tardo pomeriggio (o meglio ancora dopo cena) potrete vedere anche ciò che mi sono perso io. Senza contare che di sera dev’essere ancora più adorabile (guardate su internet i monumenti illuminati: incantevoli).

- INFOPOINT: lo trovate dietro il Palazzo del Primate (Primaciàlny palàc), in via Klobucnicka 442/2. Ma non c’è bisogno di andarci se avete già preso il ‘BratisLover’ a Vienna.

- ALTRI MONUMENTI: me ne sono sfuggiti alcuni perché ero troppo stanco e la voglia si è volatilizzata. In realtà sono abbastanza vicini alla stazione (anche se l’uno dalla parte opposta rispetto all’altro). Sto parlando di:

Palazzo Grasalkovi : residenza ufficiale del presidente. Ci si passa accanto col pullman 93: praticamente è a metà strada tra centro e stazione. Nàmestie Slobody (piazza delle Libertà): piazza dove si trova l’edificio delle poste e la sede del governo. Si trova all’altezza della stazione centrale ma ad est.

Slavin: è un cimitero a forma di accampamento militare dove sono seppelliti quasi settemila soldati morti per liberare Bratislava nel 1945. Si trova ad ovest rispetto alla stazione.

La Galleria Eurovea (all’altezza della Chiesa Blu ma sul Danubio, in via Vajanského nabrezie) e il Polus City Center: sono due centri commerciali.

Infine, ci sono delle statue buffe e originali dislocate per il centro di Bratislava. Alcune le ho trovate, altre no (ma non m’interessava neppure poi tanto trovarle tutte). Sono: il ficcanaso di Bratislava (tra via Panskà e Rybàrska, è un soldato che spunta da un tombino), lo schernitore (vicino a Cumil, raffigurante un personaggio famoso in Slovacchia), il soldato di Napoleone (un soldato appoggiato ad una panchina in Hlavne namestie), il paparazzo (in un angolo della via Laurinskà, è un uomo con una macchina fotografica in mano), Hans Christian Andersen (nella piazza Hviezdoslavna, raffigurante lo scrittore di storie per bambini) e tante altre ancora (la guardia, la ragazza con la mela, l’uomo che guarda l’orologio, ecc ecc).

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