Idee di viaggio

Un weekend a Bruxelles

Due giorni a Bruxelles tra birrerie artigianali, waffel caldi, chocolatierie, campanili aguzzi e piazze maestose.

Weekend a Bruxelles VIAGGI URBANI Shutterstock
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Due pinguini recidivi a Bruxelles. Perchè noi siamo coerenti: abbiamo affermato con sicurezza, lo scorso weekend sottozero ad Amsterdam, che mai più ci saremmo presi tanto freddo ed eccoci qua in volo, di nuovo gratis con Alitalia, in procinto di atterrare in mezzo alla neve in quel di Zaventem.

Già avevamo visitato la capitale belga un sabato di luglio di due anni fa ma la città ci ha chiamato di nuovo.

Cominciamo il nostro weekend nel primo pomeriggio con una birra Castello offerta da Alitalia e 5 di numero salatini al rosmarino al proclama del Lori: "Questo weekend voglio bere solo birra !", "Anche a colazione amore? ^-^"


Aspettiamo intirizziti il bus 272 per gare du Nord, vicino cui abbiamo preso l'hotel Marivaux (se in superofferta con colazione compresa, consigliato). Un simpatico vecchietto ha voglia di chiaccherare con noi, parla cinque lingue ma non l'italiano e così ci racconta dei suoi viaggi in spagnolo e noi rispondiamo in inglese, poi arriva il suo bus per Anversa ed è la volta di una vecchietta che ci rassicura sull'orario, sulla possibilità di acquistare il biglietto a bordo (3 euro) e all'arrivo del suo bus ci saluta sorridente come fossimo suoi nipoti, persino il conducente saluta le persone che salgono e scendono: gentili 'sti belgi!

Preso possesso della camera, ci immergiamo subito tra le vie affollate del centro, tra turisti come noi e gli autoctoni che approfittano dei saldi gridati da ogni vetrina.

Suggestivo groviglio di viuzze lastricate, che invoglia a perdersi dietro ai golosi profumi di waffel caldi al cioccolato, campanili aguzzi che fanno svettare la città verso il cielo, mattoncini a vista e tetti spioventi, maestose piazze, palazzi, chiese tra cui si respira storia regale.

L'impatto visivo è teutonico, la sonorità francese, il gusto invece è di cozze e patatine fritte che ti propongono ovunque, escargot, birra artigianale e le immancabili chocolaterie. Città elegante e surreale, tra Magritte e i fumetti (persino sui muri), trasuda arte e sogno.


Passeggiando notiamo moltissimi mediorientali e persone di colore, queste ultime prevalenti nella messa domenicale dove leggendo il foglietto in francese scopriamo che Esprit non è solo la nota catena di abbigliamento ma Spirito in francese e che Rocher non sono solo i dorati cioccolatini offerti da Ambrogio ma significa masso/roccia)).

Se c'è una cosa che desidero ogni volta che sono all'estero è essere nata madrelingua inglese, che pur essendo molto più povera come lingua rispetto al ricchissimo italiano, mi avrebbe permesso di approfondire le conversazioni in giro per il mondo.

Completiamo il nostro bighellonare in centro con il Manneken Pis (la famosissima statuetta del bimbo che fa pipì, che potete tranquillamente perdervi) e la Cattedrale di St Michels che invece merita una visita. Avevamo programmato la domenica pomeriggio in visita ai musei per dribblare l'incessante pioggia ma il tempo ci ha graziato e ne abbiamo quindi approfittato per gustarci meglio la città.

Siamo atterrati nel bianco della neve, abbiamo passeggiato tra il grigio del cielo e del selciato, la città si è presto accesa delle multicolori luci della sera, ci siamo risvegliati la domenica mattina nell'umida trasparenza della pioggia scrosciante per finire la giornata con il giallo di un timido sole del Nord, sbucato a illuminare i monumenti e il nostro weekend.

Ora però basta inverno, la prossima tappa sarà un gradito ritorno nell'eterna primavera canaria, a presto!