Idee di viaggio

Cinque giorni in Belgio: Bruxelles, Bruges e grotte di Han

In viaggio a Bruxelles e Bruges passando per le grotte di Han: tutte le informazioni di prima mano e le curiosità per organizzare la vostra vacanza belga.

Bruges rozenhoedkaai VIAGGI URBANI Shutterstock
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Primo viaggio in solitaria. Destinazione: Belgio.  Bruxelles sarà il mio campo-base, ma ho intenzione di visitare altre città.

Ma andiamo con ordine.

Parto di mattina da Malpensa. Nel giro di un’ora e mezza atterro all’aeroporto. Dai diari di viaggio letti in precedenza so che c’è un treno che mi porterà alla stazione centrale di Bruxelless per 7.5 euro (solo andata). Anche se tutti dicono che dovrei fare andata e ritorno il giorno stesso, faccio solo il biglietto di andata (tanto il prezzo non cambia).

C’è un’alternativa: autobus. Si prende sempre in aeroporto. Costa di meno (4 euro) ma pare che ci metta una mezz’oretta per arrivare in centro (contro i 15 minuti del treno) perché deve sottostare alle leggi inflessibili del traffico cittadino.

Preso dalla frenesia di arrivare a destinazione, mi dimentico di cercare in aeroporto qualche info point in modo da procurarmi una cartina della capitale. Questa svista la pagherò cara… Questo perché arrivo in stazione centrale (gare centrale) mentre il mio albergo è alla stazione nord (gare du nord).

Perdo un’oretta a capire che la stazione dove mi trovo non è quella dove si trova il mio albergo. Ci metto un’altra oretta per trovare un info point (per la cronaca, si trova nella piazza grande, Grand Place: una porta anonima in mezzo a monumenti, bar e gente). Mi tocca sborsare 50 centesimi per avere la cartina, ma almeno resiste per tutta la mia permanenza in Belgio (non si sgretola come le cartine che si trovano negli alberghi).

Per fortuna, una volta studiata la cartina mi risulta tutto più chiaro. Cosicché m’incammino verso il mio albergo e in una ventina di minuti sono a destinazione.  Il bello di questa zona è che c’è un parco botanico a 200 metri dall’albergo e la stazione dei treni a 5 minuti a piedi.

Tempo di mollare i bagagli e vado in stazione (le stazioni in città sono tre; la mia è quella a nord) in quanto voglio subito informarmi sui mezzi per raggiungere Bruges (dicono sia la Venezia del Belgio) e le grotte di Han (de grot van han, in località han-sur-lesse).  In stazione c’è un info-point dove danno gli orari dei treni mentre per i biglietti c’è una biglietteria (sia automatica che con il bigliettaio).

Una volta accertatomi di orari e prezzi, mi butto a visitare la città.

Apro una parentesi importante. La città si potrebbe dividere in due parti: quella da visitare a piedi e quella con i mezzi. Quella a piedi è il centro, dove ci sono la maggior parte dei monumenti. Non avrete bisogno di metro, bus o altro. Si gira a piedi (anche perché le fermate della metro in quella zona sono due, quindi non avrebbe senso spostarsi con quel mezzo).

Ci sono invece dei luoghi da visitare per forza coi mezzi perché sono troppo distanti dal centro. Sto parlando dell’atomium e del parlamento europeo. Quindi ho pianificato fin da subito di farmi una giornata a piedi, il giorno seguente usare la metro per visitare i luoghi lontani e il successivo usarlo per vedere quelle piccole cose che mi erano sfuggite durante la prima giornata (e magari se ci scappava anche un giro in bicicletta per Bruxelles).

BRUXELLES CARD - Per i mezzi e le visite nei musei esiste la Bruxelles card. Vale per 24, 48 e 72 ore e costa rispettivamente 24, 34 e 40 euro. Vi dà diritto a usare tutti i mezzi della città e ad avere degli sconti per i musei e per le attrazioni principali. In alternativa si possono comprare i biglietti singoli del metro, che costano 2 euro a biglietto. O, meglio ancora, la card da 10 biglietti a 13.50 euro così si risparmia.

Vi consiglio di farvi due conti prima di partire per decidere cosa vi conviene prendere (se la Bruxelles card o i 10 biglietti della metro). Nel senso, ad esempio a me interessava visitare l’atomium e il museo del fumetto, quindi facendo un breve calcolo, spendevo meno a comprarmi i biglietti singoli della metro e le due attrazioni a prezzo pieno che non prendendo la Bruxelles card anche solo per un giorno. Anche xché volevo godermi tutto in libertà, senza quella fretta dell' ‘Oddio, non riesco a vederlo oggi e mi sono bruciato la card’.

Quindi, compro il pacchetto di 10 biglietti (che mi basteranno per tutta la permanenza della vacanza). Attenzione: si paga alle macchinette con il bancomat o con le monete. Non accetta banconote! Poi vado a fare un giro in centro.

COSA VEDERE A BRUXELLES - Visito in primis i monumenti più facili da trovare: grand place, la cathedrale, place de l’albertine, justitiepaleis, palais royal, il parc de bruxelles (vi metto i nomi come si trovano sulla cartina che troverete all’info-point. Li troverete anche col loro nome originale. Tipo, la grand place si chiama grote markt). Praticamente in mezza giornata riesco a vedere gran parte delle attrazioni del centro.

Assisto pure ad una delegazione straniera giungere ad un palazzo scortata da svariate macchine della polizia con tanto di blocco del traffico ad opera di due camion della polizia messi di trasverso sulla strada per non far passare nessun mezzo mentre in cielo un elicottero volteggia sopra le nostre teste. Sembra di essere in un film! Finita la scena da polizia d’assalto, continuo il mio giro tra stradine, monumenti e foto di rito. 


Si fanno così le sette di sera. Rientro in albergo, doccia e poi via a cena. Apro una parentesi: sono vegano, quindi il mio giudizio sui ristoranti non sarebbe soddisfacente, obiettivo e comunque limitato a ciò che posso mangiare. Per chi fosse come me, sappia che ci sono molti locali che soddisfano anche le nostre esigenze e anche i bar hanno sempre qualcosa di vegetariano nel menù. Infatti io andrò per tutta la vacanza in un bar vicino all’albergo che prepara delle deliziose ed abbondanti porzioni. Dopo cena, giretto d’obbligo e poi a letto a dormire che sono morto!

Giovedì  23/05/2013

La notte la passo ascoltando il diluvio abbattersi sulla città. Per fortuna alla mattina c’è solo una leggera pioggerella (che si protrarrà per tutta la mia vacanza…) non così fastidiosa da impedirmi di visitare i monumenti distanti dal centro.

ATOMIUM
- Prendo la metro e scendo alla fermata Heysel. Mi trovo davanti l’atomium. Uno spettacolo: è un enorme  monumento di metallo raffigurante un atomo aperto al pubblico.

Infatti sono davanti all’ingresso… E scopro che apre alle 10. Essendo le 9.30, gironzolo nei dintorni (dove c’è un parco immenso, che visiterò con calma l’ultimo giorno). Alle 10 sono davanti alla biglietteria. Pensavo ci sarebbero state un’infinita di persone. Il problema, secondo me, ad occhio e croce è solo quando ci sono i pullman con orde di turisti pronti a fiondarsi nella biglietteria. Per il resto, il tutto è gestibile in tempi brevi.

Il biglietto costa 11 euro (si spende 23.40 euro se si vuol fare la combo atomium più minieuropa, un parco in stile mini-Italia con monumenti però europei, a pochi passi dall’atomium). Una volta tanto mi convinco che l’audioguida possa essere utile, quindi pago 2 euro in più (scoprirò ben presto che sarà abbastanza inutile. O meglio, dà informazioni, tipo in cima all’atomo spiega a seconda di dove si guardi chi ha costruito il monumento che si vede all’esterno. Peccato che siano informazioni che si dimenticano nell’arco di un nano secondo. Quindi, secondo me, vale la pena risparmiare i 2 euro per qualcos’altro).

Biglietto alla mano, entro nell’atomium. Scopro che sono aperte sei sfere su nove. Di queste sei, due sono adibite a mostre (credo non permanenti, quindi non vi sto a spiegare cosa fossero). Si parte dalla sfera in cima: da qui si ha un bel panorama di tutta la città. Poi si scende con l’ascensore e da lì si passa da una sfera all’altra attraverso delle scale mobili.

Anche prendendosela comoda, sappiate che vi basterà un’ora per visitare tutto.

PARLAMENTO EUROPEO - Conclusa la visita riprendo la metro e mi dirigo verso il parlamento europeo.  Fermata Shuman (che è tra il parlamento europeo e il parc du cinquantenaire (un parco molto carino). Prima visito il parco: ha un monumento in stile porta di Brandeburgo e una moschea (chiusa al pubblico). Giretto in mezzo al verde del parco e poi vado in mezzo ai grattacieli del parlamento europeo.

Accedo gratuitamente al parlamentarium. Danno un’audio-guida (che, al contrario di quella dell’atomium, risulterà utile. Anzi, fondamentale). C’è un sacco di storia in questo museo: si parla delle difficoltà che hanno attraversato e attraversano tutt’ora gli stati dell’unione, quando hanno deciso di aderire e perché. Ci sono foto, filmati e tante locazioni interattive. Ogni stanza ha qualcosa di originale e di caratteristico. Io non sono un tipo da musei, ma ammetto che questo mi ha piacevolmente stupito.

Ad essere obiettivi, in un posto del genere ci sono talmente tante cose da vedere che ci si dovrebbe passare almeno mezza giornata per apprezzarle tutte e appieno.  Io ci sto un paio di ore, poi esco e mi sposto al vicino museum voor natuurwetenschappen (tradotto, museo delle scienze naturali) dove c’è il museo preistorico (7 euro per gli adulti, 9.50 per i bambini se volevano fare oltre alla visita anche la sezione pratica). Onestamente, di vedere ossa preistoriche non m’interessa, quindi bypasso la visione.

Tanto che sono in zona, vado anche al quartiere ambiorix (a nord del parlamento) dove c’è un altro parco, molto più piccolo del precedente ma altrettanto carino. Poi torno in metro e mi sposto fino alla fermata di Simons, dove c’è il Basilique: è una basilica con parco annesso. Non si entra dall’entrata principale ma bisogna girarci intorno. È il 6° portone (comunque, non potete sbagliare: è l’unico aperto!).

Per quanto abbia una certa allergia alle chiese, questa mi ha piacevolmente sorpreso: è imponente, bella sia dentro che fuori, ma soprattutto all’interno ci sono sulle pareti decine di dipinti raffiguranti sì la vita di Gesù ma con uno stile e dei colori inusuali, molto visionari. Considerato che l’entrata è gratis, vi consiglio di farci un salto.

Venerdì 24/05/2013

BRUXELLES A PIEDI
- Giornata dedicata a vedere quei piccoli monumenti e attrattive che gli altri giorni mi sono sfuggiti. Innanzitutto vado in metro alla fermata Hallepoort. C’è una piccola torre. Si può anche visitare ma costa 5 euro anche se secondo me non vale il prezzo del biglietto.

In compenso, proprio accanto c’è un piccolo parco con le giostre che ricordano un forzino, quindi se avete i bambini fateci un salto: è gratuito ed è una rivisitazione in forma di roccaforte delle classiche giostrine che si trovano nei parchi. Mi sono diretto qui perché spostandomi a piedi verso nord c’è il quartiere Marolles (consigliato da alcuni diari di viaggio) dove si trova un mercato ma non l’ho trovato un granché interessante: ci si trovano solo tanti oggetti vecchi, sporchi ed inutili. Se siete in zona fateci un salto ma non aspettatevi chissà cosa.

Essendo sempre in zona, rifaccio un salto al palazzo di giustizia (justitiepaleis). C’ero già stato il primo giorno ma l’avevo trovato chiuso e dall’esterno non mi era piaciuto affatto: imponente ma grigio, triste e decadente. Questa volta lo trovo aperto e quindi mi c’intrufolo. L’interno è come l’esterno: tetro, luminosità scarsa e spazi enormi senza alcunché a riempirlo. L’unico aspetto curioso è che le aule sono aperte, quindi si può sbirciare dentro e assistere ad un vero e proprio processo.

Girando per la città scopro una catena  in stile take away molto ecosostenibile. Si chiama exk. Oltre all’arredamento, anche il cibo è molto sul naturalistico andante. È un buon riferimento se si vuole mangiare decentemente senza spendere tanto, a prescindere se uno è vegano o carnivoro. Da qui mi risposto verso il centro, perché voglio cercare il fantomatico bambino che piscia (e i suoi ‘fratelli’: il cane e la bambina).

Il bambino lo trovo facilmente. Anche perché è raffigurato sulla cartina: è all’incrocio tra Rue de l’etuve e Rue du chene. Attorniato da turisti con macchine fotografiche osservo questo bambino pisciare dentro una fontanella. Nulla di che ma dato che è uno dei simboli di Bruxelles ed è facile da trovare… Poi vado a cercare il cane. È a nord-ovest rispetto al bambino, all’incrocio tra Rue de Chartreux e Rue de Vieux-Marchè-aux-Grains.

In realtà non sta facendo i bisogni: ha solo la zampa alzata. Vabbè, faccio una foto e vado oltre. Adesso cerco la bambina. Ho letto che è in zona Rue Fidelite (è una via piena di ristoranti). Non la trovo (sapevo che era difficile da trovare, anche se non fino a questo punto) ma non ne faccio un dramma dato che non m’interessa vederla più di tanto.

In compenso in questa via c’è il famoso Delirium Cafè: una birreria famosa perché è entrata nel guinness dei primati in quanto ha centinaia di birre da tutto il mondo. Pur essendo pomeriggio, è già piena di gente.

MUSEO DEL FUMETTO - Bevo una birra sconosciuta, giusto per dire ‘Io ci sono stato’, e poi torno in strada perché adesso il mio obiettivo è il museo del fumetto (centre belge de la bande dessinee). Prezzo d’ingresso: 8 euro.

Dunque, prima che ci andiate sappiate che trovate sì i fumetti, ma quelli belgi dei tempi andati. Per cui, la maggior parte sono sconosciuti (forse li può conoscere un 50enne o 60enne: un giovane no). I ragazzi riconosceranno giusto i puffi e Tin Tin. Per il resto saranno tutti autori ed opere sconosciute. Non c’è nulla d’interattivo; solo alcuni disegni incorniciati e raggruppati per autore.

All’ingresso viene dato un quadernone nella propria lingua dove c’è la traduzione di tutto ciò che è presente nel museo (più che altro l’autobiografia degli autori). Pagine su pagine di traduzioni, senza foto, disegni o altro. Due occhiate e ci si stufa subito di leggere. Così si lascia perdere: tanto comunque sono informazioni che non arricchiscono il sapere della persona.

Vale la pena spendere 8 euro per questo museo? Secondo me no (e lo dice uno appassionato di fumetti…). Anche perché a tirarla lunga ci si sta un’ora e poi non si trova più il senso di restarci. Lo consiglierei solo a chi conosce tutti gli autori e le loro opere e per chi è un disegnatore. Per gli altri, ho dei dubbi che possa piacere o interessare.

Finisco comunque il mio giro e poi decido di andare alla stazione vicino al mio albergo in quanto voglio fare oggi i biglietti per i prossimi giorni. Alla stazione l’addetto parla inglese ‘male’ quanto lo parlo io, quindi ci capiamo al volo, cosicché è facile acquistare i biglietti per: Brugge (14.80 euro, a/r), Han-sur-Lesse (17.40 euro a/r) e il biglietto di ritorno per l’aeroporto (7.80 euro. Al contrario di quello che ho letto negli altri diari di viaggio, non ho dovuto dire l’ora in cui volevo prenderlo; mi sono solo fatto fare una stampa di tutti gli orari delle partenze). Per le prime due destinazioni, le partenze sono circa ogni ora, per l’aeroporto ogni 20/30 minuti.

Sabato 25/05/2013

COSA VEDERE A BRUGES - Giornata dedicata a Bruges. Prendo il treno delle 8.50. Il treno passa da tutte e tre le stazioni di Bruxelles (gare du nord, du midi e centrale), quindi da quel che ho capito per qualsiasi destinazione non si è obbligati ad andare ad una stazione specifica ma si può scegliere quella più vicina al proprio albergo.

Come avevo letto, il treno passa da Ghent, un’altra città consigliata dagli altri viaggiatori. Apro una parentesi: tanti viaggiatori avevano fatto in giornata sia Ghent che Brugge. Onestamente, l’idea di fare tutto di corsa non mi entusiasma: a correre si rischia di vedere tanto ma di godersi poco il tutto. Ho preferito optare per Brugge, perché tra le due sembra quella più ‘fiabesca’. Al contrario, Ghent è più città, quindi più caotica, grossa e incasinata. Meglio Brugge che è a misura d’uomo.

Il treno ci mette un’ora a giungere a destinazione.  In stazione si trova un’info-point: è un po’ imboscato ma si trova. Qui mi danno la cartina della città gratuitamente. La città in effetti è molto bella, caratteristica e girabile senza problemi a piedi. Ci sono un sacco di monumenti e di chiese da visitare, ma la maggior parte, aimè, sono a pagamento.

Mi prefiggo di visitare, almeno dall’esterno, le chiese che spiccano sulla cartina e le piazze principale (markt e burg).
In centro c’è anche il belfort, una torre da cui si può scrutare tutto il paesaggio. I presupposti m’ispirano. La fila kilometrica all’ingresso un po’ meno. Non ho voglia di passare due ore in fila, quindi lascio perdere. E per la cronaca: mi pare che sia pure a pagamento, anche se non sono riuscito a scoprire il prezzo (ma suppongo almeno 5 euro).

In zona c’è anche la basilica del sacro sangue (dove ci dovrebbe essere un’ampolla contenente il sangue di Cristo. Ma dato che credo a queste cose quanto a Babbo Natale, lascio perdere la visita. Tra l’altro, quando sono arrivato, l’ingresso era chiuso; dalle 12 alle 14 non si poteva entrare. Non c’era scritto da nessuna parte, ma ci scommetto che l’entrata era a pagamento).


Consiglio (oltre a tutte le chiese e monumenti che trovate descritti negli altri diari di viaggio) di andare alla chiesa di Sent Jakobs (a nord ovest, a pochi passo dal centro): contiene decine di quadri degni di nota. Sembra di essere in un museo. Ed è pure gratis l’entrata… Una cosa molto carina che potreste fare sarebbe visitare il paese in bicicletta. Sappiate però che non è come a Bruxelles che trovate le bici per strada (e che potete prenderle usando una member card) ma ci sono i negozi che le noleggiano. Ho trovato persino un noleggio di scooter…

Comunque, dedico tutta la mattina a scovare più monumenti possibili. Mi spingo fino all’estremo est, dove ci sono alcuni mulini (uno pare sia aperto al pubblico, anche se io me lo sono fatto sfuggire perché non me n’ero accorto). Tornando verso il centro sono passato davanti ad altre chiese ma non sono nulla di che. Avevo letto che era bello il museum von volkskurd. Sfortunatamente quando ho scoperto la sua esistenza mi sono accorto che era troppo lontano da raggiungere a piedi e a quel punto volevo sfruttare il tempo rimasto per il giro in barca, in quanto dicevano che ricordi il giro in gondola a Venezia… Dato che io l’ho fatto, ho voluto appurarlo… Beh, non c’è paragone.

Ciò non toglie che è carino girare per Brugge su una barca: si vedono tutti i monumenti da un’altra prospettiva. E poi c’è anche il ‘capitano’ che spiega tutto… Ma sappiate che lo fa in inglese e francese. Il tutto al modico prezzo di 7.50 euro per 30 minuti (ho visto varie compagnie che offrono questo servizio ma i prezzi e i tempi solo uguali per tutti, quindi non state a sbattervi a cercare quello più economico: non lo troverete). Dopo il giro in barca si sono fatte le 17.30, quindi prendo il treno di ritorno per Bruxelles (i treni li trovate, se non ricordo male, fino alle 21).

Ultima considerazione: Brugge è un bel paesino, grande quanto basta da poter essere visitato anche in due giorni (dato che comunque ha molte viuzze da esplorare) ed ha questa atmosfera da periferia inglese d’altri tempi che conquista.  Quindi vi consiglio vivamente la visita di questa città.

Domenica 20/05/2013


Oggi giornata dedicata alle grotte di Han, nella località di Han-sur-lesse, a sud di Bruxelles. Prendo il treno delle 8.45. Il viaggio dura 1.40h, tra sterminati prati verdi che fanno molto Irlanda, mucche al pascolo, cavalli dentro a recinti spaziosi, case folkloristiche sparse qua e là e qualche foresta rigogliosa.

Infine giungo a Jemelle alle 10.20. Jemelle è la fermata del treno. Poi devo prendere il bus (appena fuori dalla stazione) che mi condurrà in una decina di minuti a destinazione. La corsa in bus costa 2.90 euro a tratta (quindi a/r 5.80 euro); si acquista il biglietto direttamente sul mezzo (cosa strana: il bigliettaio della stazione di Bruxelles mi aveva detto che nel prezzo del treno c’era anche quello dell’autobus ma quand’è stato il momento di sfruttarlo l’autista del bus mi ha detto che non valeva. Boh).

GROTTE DI HAN
- La fermata dell’autobus è a duecento metri dall’info-point per la visita alle grotte. Lo si vede dalla fermata: non ci si può sbagliare. Si può scegliere svariati pacchetti:

grotte+museo preistorico=16 euro
Safari+ museo cittadino =13 euro
Grotte+safari+i 2 musei = 25 euro


Ho scelto il pacchetto completo. Per la cronaca: cercate nel vostro albergo se  hanno un deplian delle grotte. Se sì, fatevi apporre il timbro dell’albergo cosicché avrete lo sconto del 10% sull’ingresso, a prescindere dal pacchetto che sceglierete.

Il mio albergo non aveva il timbro così ho portato dietro la stampa della prenotazione che avevo fatto su booking.com (e ovviamente il deplian delle grotte). La donna mi ha fatto lo sconto senza fare storie.

Nell’info-point trovate due porte: una conduce al trenino che vi porterà alle grotte. L’altra al pullman adibito al safari.

In primis visito le grotte. Salgo su questo trenino che mi porta nel giro di 5 minuti all’ingresso delle grotte. C’è una guida che ci fa da cicerone per tutto il giro. Peccato che parli solo in tedesco e in francese (non che sia strettamente necessaria la spiegazione, però se almeno avesse parlato in inglese…).

Trascorriamo poco più di un’ora e mezza all’interno delle grotte. Si passa da corridoi stretti a caverne enormi con tanto di laghi e fiumi naturali, il tutto sapientemente illuminato da luci tenue. C’è anche una caverna dove si assiste ad un gioco di luci accompagnato da una musica in stile celtico che enfatizza ancor di più la bellezza del luogo. Che dire? Io avevo visto le grotte di Rodi (in Grecia) ma non sono nulla in confronto a queste. Le grotte di Han sono stupende: emoziona accorgersi di quanto la natura riesca a modellare simili capolavori.

Posso solo dire che le grotte hanno giustificato tutto il viaggio che ho fatto in Belgio. Aimè, sfortunatamente l’esplorazione è giunta al termine. Usciamo dalla grotte costeggiando un fiumiciattolo che da queste prosegue verso il villaggio.

C’incamminiamo verso le abitazioni (distano una decina di minuti dalle grotte).  Nel tragitto, non ci si può sbagliare, si passa accanto al museo preistorico (prehistohan). È un piccolo museo con qualche reperto archeologico. La cosa più carina è una saletta dove si può interagire con un filmato proiettato su uno schermo gigante usando un joystick: così si aiuta Laura Craft (…), un’improvvisata esploratrice, a scovare tesori nelle grotte di Han.

Come al solito, tra le varie lingue non c’è l’italiano; bisogna accontentarsi dell’inglese. Però tutta l’esperienza è comprensibile anche senza il parlato e per un bambino risulterà molto divertente. Per un adulto sarà un’esperienza curiosa ed originale. Uscito dal museo, torno all’info-point per proseguire col safari.

Salgo insieme ad altre persone dentro a questo pulmino che ci porta dentro un’enorme riserva dove ci sono svariate specie di animali (gufi, cervi, lupi, orsi, cinghiali, ecc ecc). Il safari in sé è anche interessante. Peccato che: molti animali sono nei recinti e alcuni si nascondono ai nostri occhi, quindi di almeno 4/5 animali abbiamo visto solo le gabbie, non loro. Poi, per la maggior parte del tempo si deve stare dentro il pulmino e vedere gli animali da lontano, anche quando questi sono rinchiusi nelle loro gabbie. Infine, gli animali liberi (tipo i cerbiatti) gironzolano in questi campi immensi ma proprio a causa di questo spesso sono troppo distanti per essere apprezzati appieno.

GUARDA ANCHE: CINQUE GIORNI TRA BRUGES E BRUXELLES

Ciò che più si apprezza in questo safari è il poter avvicinarsi a piedi al recinto degli orsi e studiarseli per alcuni minuti. L’autista per animare il tutto getta loro del pane e questi si alzano in piedi per afferrarlo. Un vero spettacolo, dato che fanno più tenerezza che paura. Per il resto, il paesaggio di questa riserva merita: praterie erbose che lasciano il passo a foreste rigogliose e sterminate. Molto bello da vedere.

Anche se, a conti fatti, 13 euro mi sembra un prezzo eccessivo per quel (poco) che si è visto (al contrario delle grotte, il cui prezzo è pienamente giustificato, secondo me). Il safari dura poco più di un’ora. Poi, una volta tornato all’info-point, vado a visitare il museo della cittadina: tante stanze in cui viene rappresentata la vita quotidiana degli abitanti della cittadina di (credo) 100/150 anni fa, con attrezzi casalinghi e lavorativi, con abiti dell’epoca indossati da manichini con fattezze umane.
Che dire? Ma sì, un giretto (dato che è comunque compreso nel prezzo) potete farlo. Ma, a meno che non siate appassionati di questi tipi di musei, ci resterete poco.

Si può visitarlo anche senza aver acquistato il pacchetto safari ma il prezzo è, se non ricordo male, sui 5 euro. Prezzo eccessivo, esagerato, per ciò che offre. Importante: a prescindere dal pacchetto che fate, non buttate via il biglietto perché questo vi servirà per entrare nei vari posti!

Lunedì 21/05/2013


Ultimo giorno. Dato che ho l’aereo nel pomeriggio, sfrutto la mattina per tornare all’atomium. O, più precisamente, al parco che c’è accanto.  Il parco è enorme e, ad occhio e croce, per non lasciarsi sfuggire niente ci vuole tutta la giornata.

Io mi dedico alla parte nord (quindi in zona atomium) in modo da andare a visitare due costruzioni orientali (chinese pavilioen e il japanse toren). Molto carine ed imponenti.

Il chinese pavilioen è possibile visitarlo ma essendo lunedì  è chiuso al pubblico (come tanti altri monumenti della città). Riesco comunque a fare qualche foto all’esterno. Al contrario, il japanse toren è circondato da un muro e non trovo nessuna via d’accesso per intrufolarmici dentro. Gironzolo poi ancora nel parco: si trovano altri monumenti sparsi qua e là.
Se avete una mezza giornata libera e volete rilassarvi immersi nel verde, vi consiglio questo parco. Peccato che io non abbia tutto questo tempo; è il momento di partire. Torno all’albergo, prendo i bagagli, vado alla stazione dei treni e via. Destinazione Italia.

CURIOSITA’


- Innanzitutto parliamo della temperatura:  ho monitorato le previsione del tempo nelle settimane precedenti al viaggio grazie a www.ilmeteo.it. Dava nuvoloso come da noi ma il problema era nelle temperature, le quali erano in media 8/10 gradi più basse delle nostre. Infatti è stata una sofferenza! Giravo con maglione di lana e giubbotto pesante  in pieno giorno. Il tempo variava in modo impressionante: un momento c’era un cielo sgombro da nuvole e un attimo dopo era coperto da nuvole nere e minacciose con annessa pioggerella. Quindi vi consiglio di tenere d’occhio le settimane prima della partenza le temperature e a prescindere portatevi un ombrello: non si sa mai.

- Dislocati per la città troverete sui muri dei palazzi molti graffiti raffiguranti personaggi dei fumetti belgi (tra cui, ad esempio, tin tin). Sono sparsi un po’ ovunque, sperduti tra le viuzze. Per fortuna sulla cartina dell’info-point vengono segnalati. Sappiate che ce ne sono parecchi: o dedicate un’intera giornata solo a cercarli (ma magari alla fine non riuscirete neppure a vederli tutti) oppure prendete solo ‘un assaggio’ mentre state andando a zonzo, tanto alcune sono vicine ai monumenti più importanti. Infatti io nel mio girovagare ne trovo svariati: sono molto carini e danno un tocco originale alla città.

- Alcune info importanti sui treni. Innanzitutto non fate i furbi: degli spostamenti  che ho fatto, 4 volte su 5 ho subito dei controlli del biglietto. Quindi, se fossi in voi non rischierei. Poi, i treni sono molto puntuali (non sembrano proprio quelli italiani).  In più, dentro lo scompartimento, in corrispondenza delle due uscite, ci sono dei display che avvisano qual’è la fermata successiva e la destinazione; molto utile dato che il turista non sa quante fermate ci sono prima dell’arrivo a destinazione (anche se all’info-point della stazione si può ottenere una stampa di tutte le fermate con i rispettivi orari di arrivo. Ma quanto sono efficienti?!?!?).

Ma, cosa più importante e fondamentale da sapere, i biglietti dei treni per spostarsi dalla capitale alle altre città sono scontati del 50% nel week end (ecco perché, preventivamente, ho preso le ferie da mercoledì a lunedì: così potevo sfruttare appieno sabato e domenica per i viaggi fuori Bruxelles). Considerate, ad esempio, che in settimana Brugge costa 28.60euro e le grotte 34.80euro (andando nel week end ho risparmiato in tutto 31.70 euro… So soldi!!!).

- La metro è a tratti un mistero. In alcune fermate l’ingresso era libero. Ma, cosa più strana, a volte per passare da una linea all’altra ci si perde.  O addirittura, sembra che si stia uscendo (perché si attraversano le porte automatiche) per poi scoprire che si è sempre dentro e che quello è l’unico modo per andare da una linea all’altra. Al contrario, una volta seguendo questa ‘filosofia’ ho attraversato le porte…  Ed ero proprio uscito! Mah… In compenso ogni fermata ha dei murales sempre diversi; alcuni sono veramente belli e meritano addirittura una foto.

- M’aspettavo che il loro inglese fosse più forbito e di difficile comprensione. Invece sono riuscito senza problemi a capire e a farmi capire. Gli unici problemi sono stati nei baretti in cui parlavano solo francese e quindi è stato tutto uno spiegarsi a gesti.

- Ho scoperto mio malgrado che di lunedì tanti musei sono chiusi, quindi occhio a riservare a questo giorno le visite.

- Albergo. Io ho alloggiato alla guesthouse botanique. Ve la consiglierei? Dipende. Considerate che andando da solo ho dovuto economizzare sull’albergo, quindi ho optato per questo che era il più economico, con bagno in comune e niente colazione, pranzo o cena. Io ero al 3° piano, in una specie di piccola mansarda. Peccato che accanto alla mia camera c’era il bagno in comune, quindi sentivo tutti quelli che andavano in bagno e quello che facevano! In più, essendo in mansarda, quando pioveva sentivo ogni singola goccia toccare il tetto e la finestra (e per uno che ha il sonno leggero come me è stato un incubo). In più il wi-fi c’era ed era pure gratuito, però erano più le volte che non andava che quelle che funzionava; aprivo una pagina internet e poi per la successiva spariva la connessione e non tornava più. Mah.

È vicino alla stazione nord (quindi per prendere il treno è perfetto). Dista però una ventina di minuti dal centro a piedi (forse qualcosa anche in più). Quindi, se non avete grosse pretese e usate l’albergo solo per dormirvi, questo è ciò che fa per voi: costa poco, dà poco, ma d’altronde è tutto rapportato al prezzo. Quindi rapporto qualità/prezzo è equo. Se però siete un minimo esigenti, scartatelo senza pensarci due volte.

- Bruxelles è una grande città ma molto vivibile. C’è traffico ma non l’ho sentito opprimente come quello di Milano. Sarà anche per il fatto che i clacson li usano poco. Ma soprattutto, rispettano i passanti. Quando dovevo attraversare la strada, le auto appena mi vedevano iniziavano a fermarsi una decina di metri prima. A volte mi stupivo di tutta questa educazione e rispetto. Poi mi ricordavo che non ero più in Italia, e quindi tutto aveva un senso :)

- Vi accorgerete che chi vi farà da cicerone (sia nelle grotte che sulla barchetta a Brugge) vi chiederà una mancia per il servizio (non vi dice quanto dargli; è a vostra discrezione). Mah, paese che vai…

- Parliamo delle città in Belgio. Se avete pochi giorni (tipo 2/3) e volete visitare tutto con calma, state a Bruxelles: è piena di posti interessanti. Ma se avete più giorni, vi consiglio di dare un’occhiata anche ad altre città. Girando per i siti, ho trovato che le città più visitate sono Brugge, Ghent, Anversa, Ostenda e Rochefort (che è in zona grotte di Han).

Come vi dicevo in precedenza, Brugge si raggiunge passando da Ghent, quindi tanti fanno in giornata tappa ad entrambi i posti. Ma se volete godervele al meglio e con calma, vi consiglio di farlo in due giorni separati. Personalmente, avendo due giorni a disposizione per il fuori-Bruxelles ho scelto Brugge (perché mi sembrava più intima e poetica) e le grotte di Han (perché volevo godermi una giornata immerso nella natura). Ciò non toglie che anche le altre città hanno caratteristiche degne di nota. A voi la scelta!

- Infine, parliamo di soldi. In tutti i cinque giorni di permanenza ho speso: 575 euro.
Di questi: Aereo andata e ritorno: 120 euro.  Albergo: 225 euro (camera singola). Spesa dei mezzi, cibo, visita di monumenti e cazzatine varie: circa 230 euro.

Periodo: maggio

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