Idee di viaggio

A spasso per la Vallonia - Parte I

In questo racconto in due puntate la nostra Danae ci trasmette la sua passione per il Belgio dove torna dopo due anni. Questa volta però l'attende l'affascinate Vallonia con le sue pittoresche cittadine come Chimay e Dinant ed incantevoli paesaggi

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Fin dal nostro rientro dal bellissimo viaggio che facemmo due anni fa tra il Belgio e l’Olanda il nostro desiderio fu di ripetere quell’esperienza, diversificandola ovviamente nelle tappe, ma mantenendo quelle regioni come fondamentali. A dire il vero capita abbastanza frequentemente di andar via da un posto e sperare di ritornarci un giorno, ma in questo caso l’abbiamo desiderato fortemente ed inoltre eravamo spinti dal fatto che l’ultima volta avevamo stretto amicizia con una meravigliosa donna, Bridie, che gestisce un B&B a Bruxelles e con la quale abbiamo trascorso bellissimi momenti sia da lei, in Belgio, sia quando lei e le sue amiche son venute in Sicilia da noi lo scorso anno. Quindi motivati anche da ciò abbiamo iniziato a pensare a questo viaggio già un anno fa.

La prima volta il nostro giro ci portò da Bruxelles attraverso le Fiandre fino in Olanda, toccando località bellissime come Gent, Bruges, Delft, Amsterdam…
Questa volta però ci saremmo soffermati al Belgio, in particolare alla regione sud, cioè la Vallonia!
La scelta è nata dal fatto che ci siamo innamorati di questa regione ancor prima di visitarla, studiandola da internet e dai molti depliant che ci siamo fatti mandare dall’Ufficio del Turismo Belga. E a tal proposito vorrei aggiungere che non è affatto facile trovare guide abbastanza dettagliate sul Belgio ad esclusione delle città più grandi, tuttavia un paio di siti su internet forniscono molti informazioni e consentono di richiedere vari depliant che con le loro meravigliose immagini hanno cresciuto il desiderio giorno dopo giorno! Molti peraltro sono scaricabili in pdf.

Il giro che abbiamo fatto è risultato perfetto quasi in ogni dettaglio, tutto è stato splendido come l’avevo sognato per cui, a chi volesse intraprendere un viaggio simile, consiglio di prendere spunto dal mio itinerario dal quale, l’unica località che toglierei (considerato il tempo a disposizione) è Charleroi che mi ha lasciata abbastanza indifferente, col senno di poi avrei usato quella giornata in altri modi. È pur vero che siamo stati 10 giorni, ma in viaggio ogni secondo è una preziosa fonte di possibili esperienze. Tra l’altro ho dovuto rinunciare a molte cose per questioni logistiche legate agli spostamenti come ad esempio una visita a Waterloo o a Bouillon.

Il nostro giro prevedeva di trascorrere un paio di giorni a Bruxelles ma non per visitare la città che già conoscevamo, al contrario per far tappa e spostarci col treno in alcune vicine località avendo però la possibilità di trascorre con la nostra amica Bridie alcune piacevoli serate. In seguito avremmo noleggiato un’auto per addentrarci nella regione vallone e nei borghi più piccoli immersi nella natura. Peraltro ho svolto un’accurata selezione di posti incantevoli dove dormire.

La scelta è molto ampia e non comprende i soliti alberghi ma deliziosi angoli di paradiso immersi nel verde, come castelli, fattorie, chalet ed agriturismi. Difatti non ci siamo fatti mancare nulla: il primo luogo dove abbiamo soggiornato era una splendida residenza in riva al fiume Mosa, il Castel des Sorbiers, poi abbiamo trascorso una notte in un bellissimo chalet, La Grande Cure, ed infine in una fattoria dagli ambienti interni molto curati ed estremamente puliti, La Griffe a Foin.

I prezzi sono abbastanza simili ai comuni alberghi, nel mio caso forse qualche decina di euro in più ma per il semplice fatto che, constatando l’alto livello a paragone dei costi, ho scelto qualcosa di più particolare come non avevamo mai fatto prima. Ed è stata un’ottima scelta direi!

Per i voli la prenotazione risale addirittura a gennaio, con la TUIfly. Partenza da Catania, poiché da Palermo costava sempre di più. Cento euro a persona andata e ritorno per Bruxelles.

Va fatta una importante considerazione relativa al fatto che abbiamo prenotato a gennaio: allora non avevamo idea che in questa avventura saremmo stati in tre! Difatti solo a giugno abbiamo scoperto di aspettare una bimba! Giuliana Sofìa. E così la nostra esperienza ha avuto un sapore ancora più intenso ed emotivamente incisivo!

E' il momento di addentrarci nel racconto di viaggio attraverso una sorta di “diario di bordo” che ho scritto mentre eravamo lì.


10 Settembre

Catania-Bruxelles
Il volo per Bruxelles è partito con ritardo e questo ci ha scocciato parecchio poiché venivamo già da tre lunghe ore di pullman Palermo-Catania  (13.00€) e anche perché l’ora di arrivo si faceva così abbastanza tarda, mezzanotte circa. E ci spiaceva anche per Lèa (amica di Bridie) che ci aspettava all’aeroporto. Tuttavia appena arrivati tutta la stanchezza sembrava svanita al pensiero che finalmente la nostra vacanza era davvero incominciata. Bruxelles di notte ci ha accolti benissimo. In auto abbiamo cantato felici insieme a Lèa e una volta arrivati ci ha accompagnato nella nostra camera, Bridie non ci ha aspettato sveglia poiché doveva essere parecchio stanca.


11 Settembre

Ore 10.30, sul treno per Mons
Stamattina è stato fantastico! Appena pronti siamo saliti in soggiorno e appena ci siamo visti con Bridie è stata una vera festa! Una emozione troppo grande! Lei è sempre bellissima e allegra, la settantenne più vispa che conosco! Davvero unica! Le abbiamo mostrato tutti i regalini portati da Palermo: molti prodotti tipici e le collane che io stessa avevo fatto per lei, per la nipotina Jade e per Lèa.

Al tavolo della colazione abbiamo avuto il grande piacere di conoscere un altro simpaticissimo signore americano ma di origini campane che è in vacanza con la moglie. Lui si chiama Vincent ed è un arzillo ex-professore di italiano in pensione che vive a Philadelphia. Conversare con lui, che parla benissimo l’italiano con un simpatico accento, è stato fantastico, è un tipo molto particolare nei modi, parecchio colto e tanto simpatico!
Lasciata la piacevole compagnia ci siamo diretti alla stazione per prendere il treno verso Mons, la nostra prima tappa di oggi (8,20€).

Ore 12.40, Mons
Eccoci qui a Mons
, seduti al tavolino di un grazioso locale all’aperto sulla splendida piazza di questa località. Arrivati alla stazione ci siamo mossi a piedi verso il cuore cittadino ed il nostro primo incontro è stato l’imponente chiesa di Santa Waudru, grandioso esempio dello stile gotico-brabantino. A seguire ci siamo ritrovati nella grande piazza che rappresenta il fulcro di questa deliziosa “ville” dove ha sede il municipio e dove si trovano a seguire l’un dall’altro numerosi ristoranti. Difatti noi siamo proprio in attesa del nostro pranzetto, qui al ristorante “Le Royale”, abbiamo ordinato zuppa di pesce (almeno crediamo, dato il nostro stentato inglese ed inesistente francese!) 

Ore 18.00, al rientro da Tournai
Dopo l’ottima zuppa di pesce (ci è andata bene!) ci siamo diretti nuovamente verso la stazione per raggiungere la nostra prossima meta, la cittadina di Tournai (6,30€). Anche in questo caso ci siamo imbattuti in una località molto bella. Interessanti le caratteristiche prospettive architettoniche costituite dagli edifici in fila, nonché la grande piazza dalla strana forma triangolare con spruzzi d’acqua al centro e la Torre Campanaria che si erge da un angolo di essa, pare che questa torre sia patrimonio dell’Unesco.
       
Dopo una piacevole passeggiata nei pressi della piazza siamo stati al deludente Museo Tessile prima e, in seguito, al Museo delle Belle Arti, non molto coinvolgente, completamente deserto, ma con qualche importante opera e con la presenza di qualche grande artista come Monet, Manet, Ensor nonché artisti locali. A questo punto la mia stanchezza da gravida al 5° mese si fa sentire per cui eccoci sul treno per far rientro a Bruxelles dove Bridie e Lèa ci attendono per una gustosa cenetta palermitana che preparerò io!
P.s. il paesaggio bucolico dal treno è qualcosa di meraviglioso!



12 Settembre

Ore 10.30, sul treno per Charleroi
Ieri sera la cena è stata piacevolissima sebbene fossi parecchio stanca. Con quello che ho portato da Palermo ho preparato la mitica “pasta con le sarde” e poi delle bruschette con patè di olive e mandorle e caponata di melanzane. Le due nordiche hanno apprezzato parecchio! Sono delle buongustaie ed è fantastico stare a tavola con loro, non si fanno nessun problema.

Ancora io e Salvo ricordiamo con entusiasmo il loro approccio alla cucina siciliana lo scorso anno. Alla mitica Focacceria San Francesco non hanno esitato a mandar giù il famoso “panino con la milza” che a Palermo è un vero cult sebbene la milza a molti possa frenare il coraggio di assaggiare. Fiumi di vino hanno acceso la serata con un immancabile sottofondo di musica italiana sempre da noi fornita e anch’essa parecchio apprezzata. Questa sera loro ricambieranno con una cenetta belga. Intanto noi siamo sul treno per Charleroi (16,40€ a/r).

Ore 17.05, sul treno di rientro a Bruxelles
Oggi il tempo è stato davvero pessimo e ha reso grigia anche la nostra giornata, peraltro Charleroi non mi ha entusiasmato particolarmente. Tuttavia appena giunti in città la nostra destinazione era la vicina località di Marcinelle dove hanno sede le tristemente note miniere di Le Bois du Cazier dove l’8 agosto del 1956 persero la vita centinaia di operai di cui gran parte italiani.  La visita a questo luogo della memoria è stata molto toccante, sarà stato anche a causa della pioggia, fatto sta che l’atmosfera e i ricordi di un simile evento ci hanno coinvolti davvero. Tra i vari padiglioni vi è quello in cui attraverso foto e video viene raccontata la storia di quella drammatica mattina, poi vi è un museo del vetro e uno dell’industria.       

Tornare in città è stato esasperante perché non soltanto pioveva ma bisognava attendere l’autobus che passava ogni ora per cui, essendo Marcinelle solo una località residenziale senza alcuna attrattiva, ci è toccato attendere seduti sui gradini di una abitazione. Una volta in città il tempo è migliorato, abbiamo fatto un veloce pasto in un fast food e poi una capatina al Museo di Belle Arti, infine un’oretta di shopping lungo la via principale/pedonale in salita che conduce siano alla Place Charles II dove si erge il municipio e la Basilica di San Cristoforo. Adesso, rientrando al B&B, riposeremo un po’ e dopo faremo un’altra cenetta tra amici.

      
13 Settembre

Ore 17.47, Heer Sur Meuse “Castel les Sorbiers”
Siamo alla fine di questa terza giornata di vacanza ma prima occorre raccontare di quanto sia stata piacevole la cena di ieri sera da Bridie! Erano stati inviatati anche il simpaticissimo Vincent con sua moglie Carmen. Durante la serata abbiamo confermato la nostra prima opinione riguardo al fatto che lui è davvero un personaggio originale, inoltre conosce diverse lingue, parlava in italiano con noi, in inglese con Bridie ed anche in francese con Lèa, molto divertente osservarlo mentre si confondeva! Dal groviglio di lingue non mancava certo il siciliano! E in certi istanti anche il napoletano, viste le origini casertane di Vincent. Inoltre, proprio in suo onore, mi sono lanciata in una esibizione di karaoke cantando “tu si na cosa grande”. Poi Jade ha ballato con una sua amichetta. Insomma, seratina parecchio spassosa! Ottima compagnia! Bridie ha cucinato per noi un’ottima zuppa e delle indivie cotte al forno con prosciutto e formaggi accompagnate da purè di patate.

Io e Salvo siamo stati molto felici di questa serata, certe atmosfere rendono un viaggio ancora più carico di emozioni. Fuori dal contesto quotidiano,  dalle conoscenze che ci circondano giornalmente, questi momenti di convivialità così coinvolgente, interessante e fuori dai soliti giri donano un qualcosa in più alla vacanza e imprimono un segno indelebile sul ricordo dell’intero viaggio. Lasciarli stamane è stato un po’ triste, non rivedremo più Vincent, ma al nostro rientro a Bruxelles, alla fine della vacanza, avremo ancora un paio di serate con la nostra carissima Bridie.

Intanto ci troviamo ad Heer, una località lungo il fiume Mosa, dove si trova il nostro meraviglioso alloggio. Si chiama “Castel Les Sorbiers” ma non è proprio un castello, è una elegante residenza situata in riva al fiume, il paesaggio attorno toglie il fiato, non siamo mai stati in un posto tanto bello per dormire. La nostra camera è semplice, con arredamento classico, ma è grandissima e affaccia sul fiume attraverso una grande finestra su una parete semicircolare. In realtà ci sono altri edifici che compongono questa residenza ma il nostro è quello principale.

In questo momento stiamo riposando un  po’ dopo che un altro giorno di pioggia ha reso snervante la nostra passeggiata, ma se il meteo dice il vero dovrebbe avere inizio una settimana migliore, lo spero tanto perché adesso, lasciate le località più grandi ci aspettano luoghi immersi nella natura e piccoli borghi per cui non è come quando visiti una grande città che, se piove, puoi rinchiuderti in un museo o in un centro commerciale. Al contrario questa vacanza è basata sul contatto con la natura e con le piccole realtà locali, se non puoi passeggiare tranquillamente e far foto ai paesaggi mozzafiato diventa davvero un peccato.

Questa mattina, lasciata Bruxelles, siamo andati alla stazione Midi per ritirare la nostra auto che avevamo noleggiato via internet alcune settimane fa (una Polo a 210,00€ x 6gg, con AutoEurope). Ci siamo diretti subito verso la prima tappa della giornata, Namur. Questa cittadina mi è piaciuta moltissimo, nonostante la pioggia è risultata estremamente vitale, sarà stato forse perché era sabato e c’era un grande mercato che si estendeva per tutte le stradine del centro, fatto sta che vi abbiamo trascorso circa tre ore arrivando sino alla Citadelle che è una roccaforte dalla quale si domina l’intera città. Causa diluvio non abbiamo potuto fare il giro turistico in trenino ma abbiamo sbirciato un po’ nelle parti più vicine all’ingresso e poi abbiamo ammirato il suggestivo panorama dall’alto che senz’altro col bel tempo sarebbe stato migliore, ma col la pioggia aveva un fascino abbastanza particolare.

Lasciata Namur abbiamo cominciato un percorso tra boschi, vallate, pascoli ed altre meraviglie imbattendoci in alcuni dei piccolissimi borghi che avevo messo in programma come ad esempio Crupet, dove si trova un bellissimo torrione, Spontin, dove c’è un castello e Ciney. Praticamente grappoli di case, non molto di altro, ma assolutamente deliziosi.

Adesso credo usciremo per cena, nei dintorni, sebbene il pranzo a Namur sia stato abbondante. In realtà non è stato un vero pranzo perché abbiamo allietato la mattinata pizzicottando tra i vari venditori ambulanti varie cosette parecchio gustose, tipo hamburger con cipolla e cosciotti di pollo! Ci siamo anche intrufolati in un cortile dove c’era una festicciola e abbiamo approfittato delle tartine che ci venivano servite! Ma non abbiamo solo assaltato le bancarelle alimentari. Salvo ha anche acquistato una dolce tutina per la nostra “cipistracchiola” in arrivo e su questa tutina c’è scritto, in francese, “Mia madre è terribile, ma mio padre è un genio…. ed io assomiglio a lui!” Carino papà, vero!?

Ore 20.00, Givet
Siamo in Francia! Abbiamo varcato il vicinissimo confine per arrivare a Givet, un’altra graziosa cittadina sulle rive della Mosa. Abbiamo cercato un ristorantino per cenare e difatti siamo alla fine di una cena non molto entusiasmante, ci siamo buttati sulla carne ma non è stata una scelta felice, cetriolini e sottospecie di roast-beef  non mi son piaciuti affatto, ma ci si salva perché qui le patatine fritte non mancano mai, come il pane da noi, te le portano sempre e comunque! Buone!


14 Settembre

Ore 13.00, Chimay
Questa mattinata appena trascorsa è stata fantastica!!!  Siamo entrati proprio nell’atmosfera bucolica e rurale che desideravo vivere! Il cielo è splendido, fino alle dieci ha fatto parecchio freddo (6°) e c’era una nebbia fittissima, difatti il risveglio al Castel Les Sorbiers è stato abbastanza suggestivo!  Dal fiume davanti la nostra finestra si ergeva un banco di nebbia che rendeva tutto surreale! Poi ci siamo messi in auto per attraversare tutta la zona della Viroinval cioè quella bagnata dal fiume Viroin appunto, sino a Chimay dove ci troviamo tutt’ora.

E’ stato semplicemente fantastico, abbiamo viaggiato su lunghe strade semideserte che uniscono i vari piccoli centri che altro non sono che grappoli di abitazioni rurali con una chiesetta in mezzo, qui è tutto così praticamente, come l’avevo immaginato e sognato per tutti questi mesi. Abbiamo attraversato Treignes (quattro musei per 900 abitanti, assurdo!), poi Nismes e Couvin che sono un po’ più grandi e assolutamente caratteristiche,  due gioielli attraversati dal fiume, balconi fioriti, tetti spioventi e muri in pietra donano scorci da cartolina!

Couvin
è già abbastanza grande rispetto altre località di questa zona, ma la vista sul fiume Eau Noire, con le case in fila indiana e quello strepitoso faggio in mezzo all’aiuola non è niente male! Poi Nismes col suo bellissimo giardino che si snoda lungo le rive del fiume e il Castello… un vero incanto, e difatti l’ufficio turistico è un vero sponsor entusiasta di promuovere questa terra e fornisce numerosi depliant con tante proposte come ad esempio tour in bici, noleggio di kajak, passeggiate nei boschi, visite di fattorie… Io ne ho raccolti una quantità industriale oggi, per il solo fatto che sono pieni di immagini fantastiche che incrementeranno i miei ricordi su questa terra meravigliosa.

Ora siamo giunti a Chimay, sede dell’omonima birra trappista di cui gli abitanti vanno molto fieri e pubblicizzano in ogni dove! Dopo aver girato un po’ nei pressi della piazza principale, ci siamo seduti in un locale all’aperto in attesa del nostro pranzo e ci fanno compagnia le note regalate da un’orchestrina che fa spettacolo proprio adesso davanti la chiesa.

In questo istante siamo veramente felici, ci sentiamo immensamente bene, abbiamo gli occhi ancora pieni dei paesaggi appena scoperti, dove ogni cosa è al suo posto, dove tutto sembra incontaminato, dove la natura la fa da padrona.  Qui il turista viene per respirare l’aria buona, per camminare tra i boschi, per mangiar bene e per fare sport. Tutto il territorio è animato da queste piccole località che fieramente sponsorizzano i loro tesori e se avessi tempo vorrei scoprirli uno ad uno!

Avete presente l'idillio rurale? Il locus amoenus per eccelenza? Ecco, la Vallonia sembra proprio questo. Non per nulla fanno parte di una associazione denominata “Le plus beux villages de Wallonia” ben 22 di questi piccoli centri di cui noi stiamo visitandone solo alcuni. Altro che trovata pubblicitaria, qui fanno sul serio, sono tutti molto orgogliosi dei propri tesori e l’associazione riunisce quelle realtà che rispondono ad una serie di precisi criteri di vivibilità, integrità architettonica e bellezza del paesaggio.



Ore 18.45, Dinant
Il pranzo a Chimay è andato benone, gamberi per Salvo e una bella trota per me, il tutto accompagnato da insalatine, salsine e le immancabili patatine fritte, nonché la mitica birra Chimay (questa solo per Salvo, io non ne bevo ed è stato quasi umiliante ordinare un’aranciata!)
Il pomeriggio è proseguito tra prati sconfinati, orti, pascoli e gruppi di casette, abbiamo attraversato la piccola et, poi Fagnolle e Soulme.

Rientrando verso Heer ci siamo resi conto che era ancora parecchio presto per cui siamo abbiamo deciso di proseguire ad est verso Lavaux Sant Anne, località il cui fiore all’occhiello è un bellissimo castello visitabile, difatti vi abbiamo trascorso un’ora abbondante girando tra le varie stanze che racchiudono tra l’altro un museo naturalistico e uno sugli usi e costumi della vita di campagna, nonché varie sale arredate secondo lo stile del XVIII secolo.

Tornando nuovamente verso Heer abbiamo deciso di fare una capatina ad una località che in realtà dovremmo visitare domani e cioè la meravigliosa Dinant! In questo momento infatti ci troviamo sul battello che ci consentirà di dare un primo sguardo su questa incantevole cittadina. L’impressione iniziale è senz’altro ottima, siamo rimasti esterrefatti dal fascino e dalla particolarità di questo posto! La località è incantevole, favorita da una cornice unica difatti, oltre ad estendersi lungo la Mosa, è anche pressata sulle rive dalle imponenti rocce alle sue spalle dove si erge anche la roccaforte che domina la città. Proprio sotto di essa si trova un’imponete chiesa gotica e poi un elegante ponte conduce sull’altra sponda. Una cittadina unica!

15 settembre

La giornata è trascorsa per la gran parte del tempo nella splendida Dinant che avevamo assaporato già il giorno prima con la gita in battello. Le prime impressioni su questa pittoresca località sono state ampiamente confermate! In mattinata abbiamo cominciato la visita con l’imponente cattedrale dal campanile a “cipolla” e subito dopo ci siamo recati a fianco di essa dove si trova l’ingresso per la Citadelle, antica roccaforte che domina la città.

Per salire su ci sono due scelte: la prima, meno invitante, è una interminabile scalinata che ha sperimentato Salvo il quale non ama molto le funivie, difatti la seconda scelta consisteva esattamente in questo, una teleferica che in circa 30 secondi ti conduce ad un punto panoramico d’eccezione! Una volta su, una guida conduce tra i vari ambienti della roccaforte, tra prigioni, armerie e cose del genere, ma per noi l’esperienza più entusiasmante è stata quella della vista che si gode da lassù!

Una volta tornati giù abbiamo passeggiato lungo la via principale, Rue Grande, ed abbiamo deciso di seguire un suggerimento culinario… mai peggiore consiglio abbiamo ricevuto!!! In sostanza sapevo che in alcune panetterie si poteva degustare la “flaminche”, descritto come un delizioso tortino salato. Adesso non saprei dire se siamo stati sfortunati a beccare l’unico posto dove non lo sapessero cucinare o se davvero è così orrenda (opterei per la seconda dato che il posto scelto era uno dei due menzionati tra i migliori) fatto sta che è stata la cosa più disgustosa mai mangiata! Una puzza di formaggio tremenda (io che amo i formaggi!) ed una consistenza indescrivibile tra l’appiccicoso ed il mollacchio! Terribile!

Peraltro si è verificata una scena comicissima che mi ha ricordato uno dei siparietti di Mr.Bean. In pratica abbiamo deciso di mangiarla in loco e non di portarla via, per cui la fornaia ci ha gentilmente sistemato in uno dei due tavolini disponibili e fieramente ci ha portato questa benedetta “flaminche” quindi non avevamo scampo, dovevamo ingurgitarla in qualche modo ma, nonostante la volontà e nonostante siamo abbastanza portati ad assaggiare cose tipiche, questa era davvero troppo perfino per me. Non sapevamo proprio cosa fare, ci guardavamo intorno per capire se c’era un cestino nei paragi mentre falsamente continuavamo a dire “mmmh, buona!” alla signora che ci chiedeva il parere sorridente!

Una situazione inverosimile, sembravamo senza via di scampo. Pensavamo di nasconderla in un vaso lì vicino, nel posacenere, nel portaombrelli, guardavamo qualunque oggetto potesse contenere quel pasticcio puzzolente!  Per mia enorme fortuna avevo una piccola busta nello zaino, così pian piano, approfittando degli attimi in cui la tipa era di spalle, abbiamo messo quella porcheria nella busta lasciando i piatti puliti e mostrando le nostre facce false soddisfatte! Una volta fuori di lì l’abbiam gettata via e siamo scoppiati a ridere. Mezzi salvi x fortuna!

Nel pomeriggio siamo rimasti in zona, difatti attraversando il ponte sull’altra sponda si giunge dopo pochi chilometri alla grotta “Mervilleuse”, quindi vi abbiamo fatto una escursione guidata e abbiamo terminato la giornata passeggiando in auto nelle vicine campagne sconfinate fino a Falaen dove in certi giorni è possibile visitare una fattoria dove mostrano i lavori che vi si svolgono e si degustano i prodotti locali.