Idee di viaggio

I posti dove andare per spegnere il cellulare

Le mete per sfuggire alla modernità e al rumore del nostro secolo per immergersi in atmosfere decisamente retrò. Lasciate a casa cellulari e iPad perchè la tecnologia è bandita, o quasi.

ALBANIA | BOTSWANA
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Che cos'hanno in comune un'oasi berbera nel bel mezzo del deserto, uno dzong appollaiato ai piedi dell'Hymalaia, una romantica aldeia dell'Alentejo e una spiaggia paradisiaca dell'Albania?

Tutti posti in cui dimenticarsi dello scorrere del tempo, lasciare il cellulare a casa e perdersi nella tradizione e nel fascino di atmosfere decisamente retrò.

Ecco quai sono le mete più lontane dalla modernità, lontane dal rumore del nostro secolo e senza dubbio dalla confusione del turismo di massa. Qui non troverete internet, né avrete, nella maggior parte dei casi, la possibilità di usare il cellulare.

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Bukhara, Uzbekistan 

Antichi bazar e medresse finemente decorate. Colori intensamente azzurri e anziani uzbechi che sorseggiano tè cocenti al fresco delle Lyabi-Hauz, le piazze porticate intorno alle vasche. Bukhara conserva intatto il fascino di uno splendore millenario, lo stesso che colpì Janji's Khan impedendogli di distruggerla. Spostatevi fino a Khiva per ammirare la città-museo più bella del mondo, dove il tempo sembra quello di una realtà parallela, anni luce distante dalla nostra.

Siwa, Egitto

Quando Alessandro Magno si recava in quest'oasi per consultare il famoso oracolo di Amon le vie d'accesso a Siwa erano pressochè impraticabili, il viaggio richiedeva mesi, superare grandi difficoltà e fatiche. Ora un piccolo areoporto facilita l'accesso all'estremità occidentale del deserto egiziano. Quest'angolo di fertilità mantiene comunque intatto l'autentico fascino berbero. Vi sposterete a bordo dei carri trainati dagli asini per raggiungere i verdi laghi salati e passeggiare tra palme da dattero e enormi uliveti. 

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Thimpu, Bhutan 

Nonostante la scelta degli ultimi decenni di uscire dal voluto isolamento, il Bhutan resta uno degli angoli di Asia più incolumi alla modernità. Non possiede linee ferroviarie e Thimpu, la sua capitale, è l'unica al mondo a non avere semafori. Immergetevi nella sua affascinante cultura, tra dzong arrampicati su speroni rocciosi e ricorrenze religiose del buddhismo Mahayana, memori di credenze che affondano le radici nell’alba dei tempi.

Evora, Portogallo

Vestigia romane e moresche, pittoreschi vicoli inondati di sole e il bianco abbagliante degli edifici. Evora è il punto di partenza ideale per visitare l'Alentejo, la regione portoghese dei girasoli e degli ulivi, dove la tradizione é sorprendentemente intatta. Circolano mezzi a motore. Si può usare il cellulare e con un po' di fortuna anche connettersi a internet, eppure i più piccoli villaggi dell'Alentejo, da Porto Covo a Santa Susana, sfoggiano timidi e spontanei un fascino di altri tempi.

(Alvaro German Vilela / Shutterstock)

Isole Yaeyama, Giappone 

Il mare, la sabbia e la generosità del sole fanno pensare a isole tropicali dove potrete però degustare dell'ottimo sushi. Ishigaki è, quanto a bellezza delle spiagge, la più famosa tra queste remote isole del sud del Giappone. A Taketomi ammirerete le tradizionali case Ryukyuan, mentre Iriomote è il regno del relax in suggestive terme all'aria aperta. Qui il lungo medioevo giapponese sembra non essersi arrestato di colpo come altrove. Si parla una lingua indigena e il giorno dell'Obon si celebra ancora il Mushaama Festival in onore di Miruku, il dio locale della fertilità.

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Calcata, Lazio 

In provincia di Viterbo e a due passi da Roma, il tempo si è fermato a Calcata e un'enclave di artisti ne ha approfittato per allontanarsi dalla modernità e vivere qui, tra pace e bellezza. Uno scrigno custodito dalle mura medioveali meglio conservate della Penisola. Dall'alto della montagna di tufo che sembra quasi un trampolo ai piedi del paese, i boschi e la splendida valle del fiume Treja. Dimenticherete dell'esistenza di telefoni, orologi e date in una pausa italiana di altri tempi.

(Stefano_Valeri / Shutterstock)

Sutrio, Friuli Venezia Giulia 

E' famoso per la presenza di botteghe artigiane e di intagliatori che lavorano il legno seguendo metodi antichi tramandati nelle generazioni. In estate questo borgo è al centro di meravigliose escursioni. Dall'anello del Monte Tamai alle passeggiate verso le più belle casere della zona, la casera Agareit e la casera Tamai, dove le attività umane seguono il ritmo delle stagioni, del susseguirsi del giorno e della notte e i cibi hanno il sapore di una volta.

Maus, Botswana 

Qui sarete nel modo più assoluto lontani dalla modernità e immersi in un paradiso naturale tra i più straordinari al mondo. Là dove le acque dell'immenso fiume Okavango si arenano tra le sabbie calde del Kalahari si formano isole e isolotti. La vegetazione intorno al delta dell'Okavango è lussureggiante, palme, acacie, salici, papiri e loto. Inoltratevi nella profondità del delta a bordo dei mokoro, le imbarcazioni tradizionali scavate nei tronchi, per poi tuffarvi nelle acque del fiume, immuni all'inquinamento di aree industriali e agricole.

Dhermi, Albania

Sta diventando recentemente una meta turistica conosciuta eppure comune denominatore nella bella costa albanese resta l'aura selvaggia e romantica delle spiagge, la bellezza della vegetazione tutt'intorno e l'ospitalità della gente. La spiaggia di Gjipe, vicino Dhermi, è tra le più belle e meglio conservate dell'Albania. Per raggiungere luoghi ancora più selvaggi e lontani dal frastuono del nostro secolo affidatevi ai furgona, minibus privati che costituiscono l'asse portante delle comunicazioni albanesi. 

Gobekli Tepe, Turchia 

E' qui che la civiltà umana ha compiuto il suo primo remoto passo verso la modernità. Gobekli Tepe è uno spettacolare sito archeologico vecchio più di 11 millenni. Qui i membri di antiche società di cacciatori e raccoglitori costruirono il primo luogo di culto della storia dell'umanità. Un templio circolare in cui immensi totem di pietra sono spesso finemente intagliati. Intorno alla zona archeologica, ai confini con la Siria, le donne turche raccolgono ancora il farro con il falcetto e si respira un'atmosfera decisamente di altri tempi.

(steve estvanik / Shutterstock)

Kathmandu, Nepal

Chiusa all'interno di una delle valli più remote del paese Kathmandu è il luogo sacro dei templi induisti. Gli hippy la scelsero come meta prediletta per sfuggire dalla realtà, quella moderna e caotica. Oggi Kathmandu è cresciuta disordinatamente, ionglobando in maniera caotica villaggi e paesini vicini, diffondendo la sua ombra di cemento sul verde della valle. Eppure la zona che sorge intorno al Kastha Mandap, costruito secondo la leggenda con il legno di un solo angolo celeste continua a raccontare una favola antica e lontana dla tempo.

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