Idee di viaggio

10 (+1) cose da fare dopo la quarantena

I consigli sulle cose da fare dopo il lockdown

Camminare ITALIA Shutterstock
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Da quando la vita come la conosciamo è cambiata più velocemente di quanto non fossimo in grado di assorbire, le nostre abitudini si sono trasformate in modo radicale, molto del nostro tempo ha perso la sua punteggiatura, tanti dei nostri desideri li abbiamo spediti a un indirizzo nuovo.

Ora che aspettiamo trepidanti un discorso a reti unificate, un annuncio ufficiale, un dispaccio di agenzia che ci dia la tanto attesa notizia, il rompete le righe, un via libera o almeno una data che sia certa, ora che siamo smaniosi di riporre il pigiama sotto il cuscino e tornare a uscire abbiamo smesso di ripeterci fino allo sfinimento che andrà tutto bene e abbiamo iniziato a sospirare: appena tutto sarà finito…

Per questo una delle attività più praticate nelle nostre case durante questa quarantena è fare piani per il futuro (speriamo) prossimo. Una lunga to do list piena di promesse e buoni propositi che neanche a capodanno.

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Verosimilmente il primo giorno dopo la quarantena non sarà come lo immaginiamo e la nostra lista di cose da fare rischia di essere dimenticata come il nome di quella biondina a cui giurammo amore eterno tra il 10 e il 16 agosto del ’96 al bagno 27 sul litorale di San Benedetto del Tronto. ( ciao Monica… n.d.r.)

Per questo abbiamo pensato di stilare una lista rilassata di dieci cose da fare più una da non fare, quando tutto questo sarà finito.

10 cose da fare dopo la quarantena

  • 1) Onora la sacra famiglia

Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice lo è a modo suo. 

Con questo folgorante incipit Lev Tolstoj ci introduceva al mondo di Anna Karenina. Quale che sia la vostra situazione familiare se avete passato la quarantena lontano dai vostri cari, forse è arrivato il momento di accantonare le consuete lamentele, di mettere da parte le solite sfinenti dinamiche e di passare del tempo con loro. Siano essi genitori, fratelli o qualsiasi cosa consideriate la vostra famiglia, mai come in questo momento quelle persone rappresentano sul piano emotivo un porto sicuro a cui tornare, e lo stesso voi per loro. Il tempo può essere inteso anche come un sentimento da non sprecare in nome di vecchie abitudini o rancori.

  • 2) Lascia la sacra famiglia

Se invece uno dei tanti decreti emanati di recente vi ha inchiodato a casa con mamma e papà, se avete passato da un pezzo la maggiore età e spazio e privacy vi sono mancate più del campionato di serie A, allora forse è arrivato il momento di mollare gli ormeggi e mettervi in viaggio per conto vostro. Per quanta sicurezza e comodità possiate aver ricevuto durante questo lungo isolamento, una delle prime cose da fare per voi potrebbe essere trovare la risoluzione che cercate da tempo e mettervi in gioco da soli.

  • 3) Balla

Io, so qui con un pizzico di nostalgia, che magia e mi sento ancora a casa mia, aaah, sensazione unica, aaah, voglia di restare qui, aaah, voglia di ballar con te, ballo, ballo, ballo da capogiro, ballo, ballo, ballo senza respiro, ballo, ballo, ballo m’invento un passo che fa così, fa così, (fa così) ,pazza, pazza, pazza su una terrazza he cosa c’è, cosa c’è (cosa c’è), ballo, ballo, ballo non m’innamoro, ballo, ballo, ballo son prigioniera, ballo, ballo, ballo capolavoro, che cosa c’è, cosa c’è (cosa c’è)

  • 4) Cammina cammina

Con tutte le restrizioni agli spostamenti che ci sono state imposte non sorprende che molti italiani abbiano dato libero sfogo alla loro fantasia pur di avere una giustificazione per uscire di casa. Tra le cose non drammatiche che ricorderemo di questo periodo ci sono le tante storie di autocertificazioni assurde che sono venute alla luce. Questo ci lascia facilmente intuire quanto uscire sia una delle prime cose che faremo appena possibile. Lunghe passeggiate senza la circospezione di chi evade di galera, aperitivi sui tavolini esterni dei bar con i nostri amici, un bel giro in bicicletta o anche solo stendersi sul prato di un parco sono tra i propositi più facili da realizzare.

  • 5) Amici

Uno dei paradossi del momento è la percezione di noi stessi in relazione alle nostre amicizie. Negli ultimi anni ci siamo colpevolizzati per aver delegato quasi in toto alla tecnologia e ai social una rassicurante gestione dei nostri rapporti umani. Se da un lato questa quarantena sarebbe stata assai più dura senza potersi connettere con qualche faccia amica, dall’altro abbiamo capito quanto ci manchi il contatto umano dal vivo, quanto frettolosi siamo stati a pensare di poterlo rinchiudere dentro l’icona di un avatar a discapito del contatto fisico.

Di conseguenza prepariamoci di nuovo a fare conversazione e ridere di gusto con i nostri amici fidati senza che ci sia di mezzo una fotocamera o un microfono.

  • 6) Nuota

Quando (forse) finalmente riapriranno anche le nostre tante meravigliose spiagge andiamo a tuffarci dentro l’acqua del mare e nuotiamo fino a non sentire più le braccia. Abbiamo bisogno di recuperare una dimensione fisica e giocosa che solo l’acqua fredda delle correnti, un’onda presa di traverso, il sale sulla pelle possono restituirci. Quest’anno poi avremo tutti in modo indistinto una rovinosa prova costume, ma per assurdo questo adipe di gregge sarà ben distribuito sui fianchi di tutti i bagnanti mettendoci di fatto tutti nella stessa condizione e, per una volta, con una scusa buona. Se proprio state stretti nel vecchio costume prendete in considerazione una partita di calcetto, di ruba bandiera o nascondino, pur che ci sia da correre a perdi fiato.

  • 7) Fai un viaggio 

Nessuno come noi della comunità di Zingarate può avere più credibilità nel consigliarvi di rimettervi in viaggio. Con buona probabilità molti di noi si sono trovati a dover disdire prenotazioni e disfare le valigie. Ancora per un po’ gli unici viaggi consentiti saranno quelli della nostra immaginazione ma presto sarà di nuovo possibile schiodarci dal divano di casa e tornare a dedicarci a una delle nostre attività preferite, per riempirci gli occhi di panorami diversi e la bocca di accenti lontani. Con tutto il tempo che abbiamo a disposizione il consiglio è quello di sfogliare a fondo le pagine del nostro sito per trovare idee, pianificare viaggi in Italia e prepararci a esplorare nuovi posti. Quindi che sia un luogo mai visto o una zona a noi cara, scegliamo una destinazione e iniziamo a puntare la bussola.

  • 8) All you can eat

Ricordate quando solo poche settimane fa il vero problema che avevamo era se fidarci o meno nei ristoranti orientali? Bei tempi. Ora, se abbiamo passato la maggior parte della quarantena a cucinare qualsiasi ricetta della gloriosa tradizione italica, di sicuro possiamo aver incontrato delle difficoltà nella preparazione di pietanze più complesse come il sushi e i suoi fratelli orientali. Un tipo di gastronomia che ha conquistato un posto speciale sulle nostre tavole così poco inclini ai cibi di frontiera. Quando tutto sarà finito ci sarà rimasta la voglia di sfidare i limiti di resistenza del nostro apparato digerente tornando dal nostro all you can eat di riferimento.

  • 9) Fai all’amore

In un suo vecchio film l’indimenticabile Massimo Troisi cercava di spronare un ultra trentenne bullizzato dalla madre di nome Robertino con queste parole:  “Robertì senti a me, esci, va a rubbà tocca e’ femmene.”

Ecco, tranne per l’istigazione di reato, seguiamo ciò che dice il sommo: per chi è stato tenuto separato dal proprio amore, per chi non l’ha ancora trovato o per chi l’ha respinto, l’esortazione è la stessa. Andate e fate all’amore, è più semplice di quanto ci abbiano raccontato, più rigenerante di qualunque corsetta intorno al palazzo di casa e più gratificante di qualsiasi attività clandestina davanti allo schermo del pc. Scegliete la persona giusta o lasciatevi scegliere e fatevi avanti con un sorriso, praticate gentilezza e se possibile divertitevi.

  • 10) Chiedi scusa

Una delle fasi più interessanti a cui si viene sottoposti in terapia di gruppo è la numero 4. Quella in cui viene chiesto al paziente sotto dipendenza da alcool, sesso, droga o simili di stilare una lista di tutte le persone che hanno sofferto a causa del suo comportamento. Questo in realtà potrebbe essere uno spunto buono per ognuno di noi, approfittare della situazione per farci un bell’esamino di coscienza e magari capire con chi abbiamo sbagliato, chi abbiamo trattato male o quanto non irrimediabili fossero le circostanze che ci hanno portato alla rottura con qualcuno. Fatto questo prendiamo il telefono, dotiamoci di spirito ecumenico, fissiamo un appuntamento e ripetiamo tutti insieme: Ciao sono io, non maltratto nessuno da quattro settimane, volevo sapere come stai, dirti che mi dispiace se tra noi non ha funzionato,  ti voglio ancora bene, ciao.

  • 11) Smetti di fare lo sceriffo

Uno degli aspetti più odiosi di questo isolamento coatto è quello che chiameremo con un nome di fantasia: effetto Barbara D’Urso.. Ovvero quella deriva che porta alla delazione alle autorità dei comportamenti altrui, quelli che dallo scranno del nostro pianerottolo di casa giudichiamo, irrispettosi, malsani e pericolosi per il bene pubblico, per il decoro del condominio, per la nostra amata nazione.

Allora va bene sostenere la causa con un sentito applauso dal terrazzo a medici e infermieri degli ospedali pubblici anche se siamo evasori fiscali seriali, ma almeno stiamo attenti a non farci sedurre dal sottile fascino del potere giustizialista, dal luccichio della stella d’oro appuntata sul petto, dal sottostimare la difficoltà delle vite degli altri di cui non conosciamo niente, perché lo stato di emergenza non giustifica tutto ma richiede semmai un esborso maggiore di rigore etico. Anche perché quando tutto sarà finito potremmo correre il rischio di trovarci ancora pericolosamente eccitati all’idea di mettere all’indice tutto ciò che non ci sembra conforme e non tenere a mente quanto scivolosa possa essere tale tentazione. 

Confidiamo invece nel senso civico di tutti, impariamo dai nostri errori per tenerci pronti a tutte le sfide che ci aspettano nel futuro, comprese quelle impreviste e insidiose come quella attuale e ricordiamoci semplicemente che chi fa la spia… Ite Missa Est.

Autore: Giorgio Calabresi

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