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Le 10 più belle feste tradizionali d’Europa

Feste e festival per cui vale il viaggio

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Sono nate per celebrare santi e re, per salutare il nuovo anno e la primavera, o semplicemente per il piacere di divertirsi. 

Le tradizionali feste d’Europa si ripetono da anni, a volte da secoli. Sono festività laiche o religiose, note o meno note, ma tutte affascinanti per le storie che raccontano. Ne abbiamo selezionate dieci, tra le più belle e divertenti. Prendete nota perché presto torneremo a far festa.  

Le 10 più belle feste tradizionali d’Europa

È uno dei più conosciuti e apprezzati al mondo. Il carnevale di Venezia è un’esperienza magica da fare almeno una volta nella vita. Le sue origini sono antichissime. La prima testimonianza risale a un documento del doge Vitale Falier, del 1094, in cui si parla di divertimenti pubblici e viene usato per la prima volta il termine carnevale. Come nell’antica Roma, l’aristocrazia veneziana sentiva la necessità di concedere alla popolazione, soprattutto ai ceti più bassi, un periodo dedicato al divertimento e ai festeggiamenti. Maschere e costumi permettevano una sorta di livellamento sociale oltre a garantire l’anonimato. Era perciò autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità, concessa come sfogo alle tensioni accumulate tra i cittadini della Repubblica di Venezia. Ancora oggi vedrete sfilare la Baùta, la Gnaga, la Moretta e le altre maschere veneziane, oltre ad eccentrici costumi moderni. Turisti e cittadini si ritrovano a febbraio a Venezia ad ammirare l’eleganza e la perfezione delle maschere, che qui costituiscono un’antica tradizione iniziata con i mascareri, i primi fabbricatori ufficiali di maschere della Serenissima fin dal 1436. Per oltre due settimane dame dai preziosi strascichi, dogi dai lunghi mantelli, porporati, mercanti e cortigiane circolano così vestiti tra calli e canali, svolgendo regolarmente le attività di tutti i giorni. Poi feste, concerti, mostre ed eventi allietano questo periodo di gioco, irrazionalità e follia. 

Nelle ultimi settimane di settembre fino ai primi giorni di ottobre Monaco di Baviera accoglie la più grande festa della birra al mondo. L’evento si ripete ogni anno da ben due secoli. L’origine dell’Oktoberfest risale, infatti, alla festa di nozze del principe ereditario Ludwig con la principessa Therese, che si svolsero il 12 ottobre 1810. Il 17 dello stesso mese vennero organizzate delle corse di cavalli in una zona pianeggiante fiancheggiata da una collinetta che aveva la funzione di tribuna, l’area che ancora oggi ospita la festa. La corsa ebbe tanto successo da essere replicata l’anno successivo e quello dopo ancora. 

Ai partecipanti veniva offerto tra l’altro vino e birra. Nel tempo la festa si ampliò con giostre e divertimenti e nel 1880 iniziò ad assumere l’aspetto moderno: vendita di birra, padiglioni chiusi e bande musicali. Ma è solo nel 1950 che viene spillata per la prima volta la birra tradizionale, con cui ancora si dà il via alla festa. Nell’area chiamata Theresienwiese sono allestiti gli stand dove vengono servite le sei marche di birra storiche di Monaco di Baviera (Paulaner, Spaten, Hofbräu, Hacker-Pschorr, Augustiner e Löwenbräu) autorizzate a produrre la bevanda per l'occasione. La festa inizia con la cerimonia di stappo della prima botte, trasmessa in diretta televisiva con la tradizionale sfilata di carri e persone in costumi tradizionali nel ricordo dell’originale sfilata nuziale. L’Oktoberfest richiama mediamente 6 milioni di visitatori ogni anno e vengono consumati circa 7,5 milioni di boccali di birra. 

  • La Tomatina – Buñol, Spagna

L’ultimo mercoledì di agosto vale la pena andare a Buñol, un comune spagnolo della Comunità Valenciana, che ogni anno ospita la Tomatina. È una delle feste più bizzarre d’Europa, in cui i partecipanti ingaggiano una battaglia con lancio di pomodori. 

La Tomatina ha origine nel 1945 durante la festa dei Giganti e Testoni, in cui è nata una rissa spontanea tra giovani che si sono affrontati utilizzando i pomodori come armi. La polizia ha disperso i manifestanti, ma l'anno successivo si ripeté il medesimo scenario con la differenza che le persone si portarono i pomodori da casa. Le autorità locali, dopo aver osteggiato l’iniziativa per diversi anni, dal 1957 se ne fecero promotrici e dal 1980 il comune stesso fornisce l’ortaggio. La Tomatina così è stato riconosciuto un festival di interesse internazionale che attrae turisti da tutto il mondo. La giornata comincia verso le 9 quando la piazza del paesino spagnolo comincia a riempirsi di gente in attesa dei camion carichi di munizioni. Alle 11 il klaxon dei camion annuncia l’arrivo di tonnellate di pomodori. La battaglia dura un’ora, il tempo giusto per una lotta scatenata tra la folla macchiata di rosso. 

  • St. Patrick’s Day - Irlanda 

St. Patrick’s Day, la festa di San Patrizio è la più attesa dell'anno in Irlanda. È una festa di origine cristiana che commemora San Patrizio e l’arrivo del cristianesimo in Irlanda, nel quinto secolo d.C., proprio grazie a Patrizio, ai tempi vescovo. Il 17 marzo di ogni anno quindi la capitale e tutta l’Irlanda si tingono di verde e si animano con festeggiamenti, concerti, parate, fuochi d’artificio e divertimenti. Impossibile resistere all’euforia contagiosa della folla nelle strade e piazze d’Irlanda. Dublino si trasforma in una festa continua, con concerti ed eventi culturali sparsi per tutta la città, ma anche fiumi di birra chiaramente. 

La festa di San Patrizio si celebra a casa o al pub con gli amici. L’importante è indossare un indumento verde, dal colore del trifoglio, simbolo dell’Irlanda. St. Patrick’s Day, inoltre, è anche molto sentito tra gli irlandesi all’estero che mantengono un forte senso di appartenenza alla patria. Infine, per gli irlandesi oggi è un buon pretesto per incontrare amici emigrati o rimasti nel Paese. Ciò che conta in fondo per una vera notte di “craic” (divertimento) è la musica e la birra.

Se avete voglia di festeggiare l’ultimo dell’anno in modo diverso andate in Scozia. Qui si festeggia l’Hogmanay, parola scozzese per indicare la vigilia di capodanno, il 31 dicembre. Le sue origini risalgono alle celebrazioni del solstizio d’inverno delle popolazioni norrene, che si svolgevano alla fine di dicembre. Ancora oggi la notte prima dell’arrivo del nuovo anno in Scozia è una cosa seria. I festeggiamenti iniziano il 30 dicembre con la processione delle torce. Migliaia di tedofori si uniscono ai vichinghi dell’Up Helly Aa e sfilano a suon di cornamuse e tamburi. Nel centro di Edimburgo, invece, si svolge una parata con torce accese che crea un fiume di fuoco lungo lo storico Royal Mile fino a Holyrood Park, dove si conclude la serata con festeggiamenti. Il 31 dicembre poi si fa festa per strada nelle città scozzesi. A Edimburgo, Princes Street risuona a ritmo di musica e balli. Sullo sfondo del castello di Edimburgo si trascorre la serata tra concerti, esibizioni dal vivo, dj, schermi giganti e bar all’aperto. A mezzanotte si ammirano i meravigliosi fuochi d’artificio sui bastioni del castello. E infine, si intona l’Auld Lang Syne, un canto corale nazionale durante il quale ci si tiene tutti per mano. Il primo gennaio, per riprendersi dopo la lunga notte, si può partecipare al Loony Dook, il tuffo annuale nel fiume Forth, a South Queensferry. Ma non solo Edimburgo festeggia l’Hogmanay, tutte le città della Scozia organizzano qualcosa. Inverness festeggia con un grande concerto gratuito, Stonehaven con la processione delle palle di fuoco, Biggar accende il falò di Bonfire. Tutta la Scozia, dunque, prepara un caldo benvenuto al nuovo anno.

  • Semana Santa - Spagna

La Semana Santa è la più importante festività religiosa della Spagna. Inizia il giorno della Domenica delle Palme e finisce con la Pasqua. Si celebra in tutte le città della Spagna, alcune feste sono più conosciute e sono state dichiarate di interesse turistico internazionale. Tra le più famose c’è sicuramente la Semana Santa di Siviglia, che precede di qualche settimana l’altro grande appuntamento annuale, la Feria di Aprile. Nella città andalusa fino a 60 confraternite organizzano processioni che rievocano la Passione di Cristo. Vedrete molti abitanti di Siviglia sfilare scalzi, con l'abito di Nazareno e in testa il capirote, cioè il caratteristico copricapo a punta. Alcuni portano ceri, croci, turiboli dove brucia l'incenso, altri detti costaleros portano sulle spalle le andas sui cui poggiano statue sacre. Non mancano mai i pasos, carri che trasportano sculture altamente realistiche. Anche a Malaga si svolge un’importante processione, a León la processione dei Pasos si conclude con l’incontro di San Giovanni e la Madonna nella plaza Mayor, a Cuenca si organizzano concerti di musica religiosa negli edifici storici della città, a Zamora i canti gregoriani creano un’atmosfera suggestiva nelle processioni notturne. Ogni processione pasquale comunque è speciale a modo suo. I riti di commemorazione della passione, morte e risurrezione di Gesù, inoltre, sono praticati già dal Medioevo, ma è solo dal XVI secolo che le confraternite organizzano processioni che preparano lungo il corso di tutto l’anno. La Semana Santa però non è solo una festa religiosa, ma il pretesto per grasse mangiate e bevute nei bar e ristoranti delle città spagnole, affollati di giorno e notte, sul sottofondo delle processioni. 

  • Koningsdag, la Festa del Re – Amsterdam, Paesi Bassi 

La Festa del Re è la festa nazionale dei Paesi Bassi, celebrata a partire dal 2014 ogni anno il 27 aprile, giorno del compleanno del re Willem-Alexander. Se il 27 aprile è domenica, la festa nazionale viene spostata al sabato precedente, il 26 aprile. Il re Willem-Alexander, nel giorno della festa, visita una o due città dei Paesi Bassi. Per tradizione, il Giorno del Re è l'unico in cui non sono richieste autorizzazioni per vendere merci per strada. Perciò l'intero Paese si riempie di mercatini delle pulci. Il Koningsdag è anche l'unico giorno in cui è concesso consumare alcolici per strada e i parcheggi sono gratuiti. Alcune città festeggiano anche la notte precedente il Giorno del Re con una festa chiamata Koningsnacht, Notte del Re. I festeggiamenti principali del Giorno del Re si svolgono ad Amsterdam, mentre quelli della Notte del Re a L’Aia. Le città, dunque, si trasformano in immensi mercatini all’aperto con feste, concerti ed eventi in ogni strada. Il Koningsdag, inoltre, è l’occasione per l’oranjegekte, cioè la “follia arancione”, il colore della famiglia reale olandese, la casata Orange-Nassau. Perciò tutte le città vengono addobbate di festoni arancioni e le persone indossano qualcosa di arancione. Gli olandesi decorano perfino le loro auto e le case in questo sgargiante colore. Ogni anno la Festa del Re attrae una media di due milioni di visitatori. 

  • La Fête des Lumières, Lyon

La Fête des Lumières rende Lione un teatro di luci altamente suggestivo. La Festa delle Luci è nata la sera dell'8 dicembre 1852, quando gli abitanti di Lione accesero delle candele alle proprie finestre per celebrare l'installazione della statua della Vergine Maria sulla collina di Fourvière. Da allora la festa si ripete ogni anno e oggi è diventata uno dei momenti più attesi nella città francese che richiama milioni di visitatori. Ogni anno a Lione per quattro giorni intorno all’8 dicembre si incontrano i più famosi artisti della luce per presentare le loro opere d’arte. Si contano di solito oltre 70 installazioni luminose che incantano grandi e piccoli. L’evento, inoltre, è diventato un ottimo trampolino di lancio per giovani talenti che hanno la possibilità di esporre le loro opere a fianco a quelle di artisti di fama internazionale. In quelle notti Lione brilla più che mai. 

(Foto: © Jean Durieu / Shutterstock)

  • Maslenica – Russia, Ucraina, Bielorussia

La Maslenica è una festa tradizionale russa, ucraina e bielorussa che oggi si celebra nella settimana immediatamente precedente la Quaresima e corrisponde in qualche modo al nostro carnevale. Ma in origine la Maslenica era un’antica festività slava, di origini pagane, che sanciva la fine dell’inverno e annunciava l’inizio della primavera. I festeggiamenti si svolgono per un’intera settimana all’insegna dell’abbondanza e della gioia di vivere. Concerti, canti, balli e giochi allietano questa particolare settimana in Russia, in Bielorussia e in Ucraina. Ma soprattutto ci si dedica ai piaceri della tavola prima della Quaresima. Le caratteristiche frittelle dolci chiamate bliny sono le protagoniste dei ricchi banchetti dove non mancano alcolici in abbondanza. Anticamente un altro simbolo della Maslenica oltre ai bliny era il čučelo, una specie di bambola o spaventapasseri, che veniva arso in un gran falò l’ultima sera, sperando che con le sue ceneri il fuoco si portasse via anche tutti i dolori e i cattivi pensieri dell’anno precedente. Oggi questa tradizione si è persa nelle grandi città, ma rimane il valore di questa antica festività nei Paesi slavi. 

  • Sanfermines – Pamplona, Spagna

Ve ne sarete innamorati leggendo Fiesta di Hemingway. La Festa di San Fermín a Pamplona, in spagnolo chiamata Sanfermines, è una festa tradizionale in onore di San Firmino, patrono della città spagnola, che dura dal 6 al 14 luglio con numerosi eventi. Tra questi il più famoso è l’encierro, la pericolosa corsa dei tori tra le strade di Pamplona, lunga circa 800 metri e che ha come punto di arrivo la Plaza de Toros. La corsa avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle otto del mattino, e dura in media tra i tre e i quattro minuti. Chi vuole assistere alla corsa alla giusta distanza di sicurezza può osservarla dall’alto dei balconi delle case o da dietro le transenne. La festa poi prosegue con canti, balli, vino e allegria nelle strade della città per tutto il giorno. La festa di Pamplona è probabilmente la più adrenalinica delle ferias spagnole, ma ognuna ha la sua particolarità. Le ferias sono feste caratterizzate da corride o altre manifestazioni taurine, diffuse in Spagna, in Portogallo, nella Francia meridionale e in America Latina. Vale la pena partecipare a tutte per scoprire le differenze. 

Autore: Francesca Ferri

FOTO: © Iakov Filimonov / Shutterstock 

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