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10 motivi che vi convinceranno a leggere "Le Petit Prince" almeno una volta nella vita

È stato votato il miglior libro del 20° secolo

Piccolo Principe LIBRI Shutterstock
4.1/5

Le Petit Prince è un racconto per ragazzi scritto da Antoine de Saint-Exupéry e pubblicato il 6 aprile 1943. Un vero capolavoro, tanto che è stato votato come miglior libro del XX secolo. Nel corso degli anni è stato tradotto in 300 lingue e ogni anno vende ancora quasi due milioni di copie.

Le Petit Prince è un racconto poetico con bellissime illustrazioni che descrivono le avventure di un pilota precipitato nel deserto del Sahara. Incontra un bambino che gli chiede "Mi disegni una pecora?".

Il pilota gli disegna una scatola, dicendogli che dentro c'era la pecora che desiderava. Poco per volta fanno amicizia, ed il bambino afferma di essere il principe di un lontano asteroide, sul quale abita solo lui, tre vulcani di cui uno inattivo e una piccola rosa, molto vanitosa, che lui cura e ama. Un libro denso di significato che ci costringe, con tutta l'innocenza con cui è stato scritto, a una profonda riflessione su noi stessi sul valore dell'amicizia e dell'amore. 

Perché leggere il Piccolo Principe?

Il piccolo principe visita la Terra a bordo di un piccolo asteroide e racconta che, nel viaggiare per lo spazio, ha conosciuto diversi personaggi strani che gli hanno insegnato molte cose. L'incontro tra il pilota e il piccolo principe si trasforma in una riflessione filosofica con mordaci critiche al mondo adulto. Ecco cosa abbiamo imparato:

  • Il denaro non è tutto

Il quarto pianeta che il principe visita è abitato da un uomo d'affari. L'uomo è talmente impegnato a contare le stelle che all'arrivo del piccolo principe non solleva neppure la testa. Quando il principe gli chiede cosa intende fare con le stelle che possiede, risponde: "Nulla. Le possiedo. Mi renderà ricco, il che mi aiuterà a comprare più stelle ". Il dialogo pone l'accento sull'insensatezza del sistema capitalistico e sul significato del possesso fine a sé stesso.

  • Per favore...addomesticami

Questo libro è stato scritto durante la seconda guerra mondiale. Alcuni riferimenti a questo periodo si possono cogliere nella lettura del testo. Ad esempio, quando la volpe chiede di essere addomesticata, affermando qualcosa sul fatto che gli adulti sono così presi dalla violenza e dall'aggressività da aver domenticato di creare legami, si riferisce alla stupidità della guerra. Ma può anche riferirsi alla nostra idea mutevole di amicizia e di legame. 

  • Non abbiamo tempo 

Quando la volpe afferma "gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici" si riferisce al fatto che siamo sempre più travolti dal flusso della vita moderna. L'amicizia ha bisogno di essere coltivata. 

  • Troppo piccoli per pulire i vulcani

Il principe visita un pianeta con un vulcano attivo che l'abitante del pianeta pulisce ogni mattina con un pennello, paragonando il vulcano a un camino. Afferma infatti che "Se i camini sono ben puliti, bruciano piano piano, regolarmente, senza eruzioni. Le eruzioni vulcaniche sono come gli scoppi nei caminetti". La cura e l'attenzione per l'ambiente che lo circonda è ciò che tiene al sicuro il suo pianeta. Questo è un piccolo promemoria per noi, che dobbbiamo avere rispetto di ciò che ci ciconda. Non siamo padroni del pianeta, ma il contrario, dobbiamo rispettare e amare la natura.

  • Buio prima dell'alba

"Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle. Se no chi verrà a farmi visita? Tu sarai lontano e delle grosse bestie non ho paura. Ho i miei artigli". Il fiore spiega, in questo bellissimo pezzo, che deve sopportare la presenza dei bruchi se vuole incontrare le farfalle. Questa bella immagine è una metafora della pazienza e del non perdere mai la speranza. L'oscurità arriva sempre prima dell'alba, dobbiamo sopportare l'inverno per poterci godere l'estate.

  • Vedi con il cuore

Questa è una storia d'amore tra il principe e la sua rosa. L'essenza della storia, ovvero che l'amore è l'unica cosa che conta, è espressa dalla bellissima frase della volpe quando dice che "È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi”. 

  • Sii più fantasioso

Gli adulti dovrebbero essere meno tesi e dovrebbero lasciarsi trasportare dall'immaginazione più spesso. Questa è un'idea che emerge fin dalle prime pagine del libro, quando si legge del disegno del boa che aveva ingoiato un elefante. Secondo quanto racconta il bambino, gli adulti interpretarono erroneamente questo capolavoro, pensando ad un cappello, tanto che il bambino dovette disegnare l'interno del boa per essere più chiaro. 

  • Altruismo

È fuori discussione che l'Altruismo sia una grande virtù ammirata in questo libro. Quando il principe visita il quinto pianeta scopre una curiosa abitudine. Vi era appena il posto per sistemare un lampione e l'uomo che l'accendeva. Il piccolo principe non riusciva a spiegarsi a che potessero servire, spersi nel cielo, su di un pianeta senza case, senza abitanti, un lampione e il lampionaio. L'azione di accendere lampioni in un paese vuoto sembra assurda ma presa nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, mette in risalto l'ammirevole e coraggioso altruismo e la convinzione che ogni azione si compie per un bene più grande. Il piccolo principe prova ammirazione per il lampionaio perché è l'unico che non pensa solo a se stesso.

  • Troppi pensieri

Le persone tendono a pensare troppo a volte, qualcosa che l'autore cerca spiegarci nel suo libro. I mondi che ci presenta possono essere assurdi e impossibili, ma ciò non significa che non siano veri. È una verità che non ha bisogno di essere sostenuta da fatti e cifre, sottolinea l'autore. 

  • Tutti i grandi sono stati bambini

La meraviglia de Il Piccolo Principe sta proprio nella sua disarmante semplicità e nell'insegnarci tante cose che abbiamo dimenticato crescendo. Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini. (Ma pochi di loro se lo ricordano). Con questa frase l'autore critica la tendenza degli adulti a farsi prendere dai "chiffres" (fatti e cifre), invece di cercare i valori che veramente contano come l'amore e l'amicizia o la virtù della pazienza.

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